“Volevo provare anche io a stare tutto nudo ma la crema è importante”
Nel vedere lui ridere e sentire le mie scuse sciocche, capisci la situazione scoppi a ridere pure tu.
“dai spogliati pure tu!”
“no grazie preferisco stare così!”
“come vuoi, anche se a dirla tutta quel completino lascia davvero poco alla fantasia!”
“un po’ di fantasia serve sempre!”
Marco ride e salutandoci torna al suo asciugamano.
Tu ti stendi nuovamente a prendere il sole e ti addormenti in un attimo.
Io invece sono irrequieto, il sole sull’uccello mi piace, mi eccita, ti guardo, avrei voglia di segarmi sotto questo sole e venirti addosso, mi sto eccitando sempre di più.
Mi accarezzo l’uccello che sta diventando sempre più grosso, mentre guardo il tuo corpo voluttuoso al mio fianco.
Vorrei strusciarmi a te, ma stai dormendo pesantemente.
Alzo lo sguardo ed incrocio quello di Marco, avrà sicuramente visto la mia erezione e il movimento della mia mano, mi sorride.
Mi alzo senza svegliarti e mi dirigo verso di lui che nel frattempo si alza.
“dorme!”
“ho visto”
Facciamo una passeggiata sul bagnasciuga il mio uccello è ancora bello gonfio, lo stesso il suo.
“comunque neppure tu hai nulla da vergognarti!”
Arrossisco “a parte la pancetta da birra?”
“a parte la pancetta da birra, che comunque può piacere!”
“sarà…”
Restiamo in silenzio per un po’ persi nei nostri pensieri.
“ma quindi sei gay o no!?”
“non mi definirei gay, no”
“etero quindi”
“no, non mi definirei neppure così”
“ah ok”
Ci sediamo in silenzio sul bagnasciuga poco distante da te.
“si sta bene così”
“si è bellissimo sentire la carezza calda del sole sull’uccello, non sono abituato, mi piace tantissimo, mi eccita”
“si vede, la cosa davvero bella è nuotare nudi, ma oggi è troppo fredda sarebbe solo una tortura, il freddo renderebbe tutta la nostra baldanza delle lumachine infreddolite.”
“HAHA e vero!”
“sarebbe un peccato!”
Il mio uccello ha un sussulto, che non sfugge al suo sguardo attento.
“ci stai provando con me? Non sono abituato a ricevere attenzioni, tanto meno da uomini, in genere sono tutti attratti da lei, dalle sue curve!”
“beh ci credo è davvero bellissima e incredibilmente sexy senza fare nulla di particolare”
“hai ragione, attira sempre un sacco di sguardi”
“comunque tu non sei da meno, non sfiguri assolutamente di fianco a lei, anzi! Se poi ti vedessero nudo…”
“mi stai prendendo in giro!?”
“no assolutamente, hai un uccello di tutto rispetto e davvero bello”
Sentitosi chiamato in causa il mio uccello sta crescendo sotto i nostri occhi, ma non è il solo a volersi far notare, anche lui si sta eccitando parecchio.
E il suo uccello sta diventando davvero grosso, ho sempre pensato di essere ben messo ma confronto a lui sono davvero ben poca cosa, è più lungo, più grosso, con una cappella gonfia enorme. Prima mia moglie è rimasta colpita ma non era in questo stato, ora è davvero impressionante.
“guarda come è dritto proporzionato, con quelle vene che si gonfiano e la cappella dura, viene voglia di toccarlo e non solo”
mentre mi parla sono come ipnotizzato dal suo uccello
“dai smettila mi metti in imbarazzo e poi il tuo è più grosso e lungo del mio”
“ma mica tanto, guarda che sei bellissimo davvero!”
“quando glielo dico io non mi crede mai!”
Ci giriamo di scatto a tu ti stai avvicinando a noi, spero che tu abbia sentito solo l’ultima frase.
Ti vieni a sedere affianco a me lanciando una lunga occhiata al suo uccello.
“ma tu me lo dici per farmi felice”
“anche, ma è la verità, secondo te perché ti ho scelto? Solo per la simpatia?!”
Allunghi una mano e mi accarezzi l’asta delicatamente.
“il suo sarà anche più grosso, ma questo è mio!”
Inizi a segarmi apertamente guardando Marco negli occhi
“e se qualcuno lo vuole toccare o altro, deve chiedermelo per favore!”
Marco sorride per qualche secondo poi “posso toccarlo per favore?”
“ok ma ti controllo!”
“scusate ma io non ho voce in capitolo?!”
“no!” lo dite in contemporanea prima di mettervi a ridere
Iniziate ad accarezzarmi l’uccello in due, percorrendolo ed accarezzandolo con le dita delicatamente.
È bellissimo, mi lascio andare e mi stendo ad occhi chiusi.
Poco dopo sento una bocca su di me, mentre delle mani continuano ad accarezzarmi.
“posso per favore?!”
“si perché no?!”
Ora le bocche sono due, due lingue che mi accarezzano la pelle, due le bocce che me lo ingoiano affamate.
È la prima volta che mi fanno un pompino in due è una sensazione bellissima.
“posso per favore?”
“questo lo devi chiedere a lui”
“si si tutto quello che vuoi!” figuriamoci se apro gli occhi e fermo il pompino più bello della mia vita
Ora la bocca però è una sola e sta cercando di prenderne il più possibile in gola, mentre una mano mi accarezza le palle.
Sento dei movimenti attorno a me, ma non voglio aprire gli occhi, non voglio sapere chi è che sta ingoiando quasi per intero il mio uccello duro.
inizia un movimento ritmico come se quella bocca fosse spinta da qualcuno e lentamente colpo dopo colpo scende sempre di più fino ad arrivare alle palle, fino a farmi sentire la gola.
Tu non ci sei mai riuscita, cavolo che bello, la bocca inizia a mugolare per quanto il mio uccello gli permette, non resisto più, esplodo con una potenza e forza che non credevo, una esplosione nel vero senso, un’esplosione direttamente nella gola di chi mi sta pompando, un’esplosione che mi lascia senza forze, resto inerme, non so, svengo qualche secondo, perdo conoscenza, mi riprendo quando sento il tuo corpo abbandonarsi affianco al mio, sei sfinita anche tu, che è successo?
Il sole è coperto dalla sua ombra, Marco è in piedi sopra di noi che si sega l’uccello lucido, è in ginocchio sopra le nostre teste, con il suo uccello enorme proprio qua sopra.
Lo vedo esplodere con verso gutturale e ci innaffia, dirige il getto proprio verso i nostri visi, ci inonda con un ghigno sulle labbra, arrivano schizzi su tutto il viso me ne arriva anche uno sulle labbra, ti bacio ed assaggio il suo sapore che continua a pioverci addosso, si pulisce la cappella sulla tua guancia mentre io ti bacio, poi si alza.
Richiudo gli occhi sfinito.
Quando li riapro c’è silenzio e pace attorno a me, tu sei qui al mio fianco completamente nuda, il tuo completino di pizzo è appallottolato un pò lontano da noi, come se fosse stato lanciato, siamo sporchi, insabbiati.
Marco se questo era il suo nome è sparito, non c’è neppure più la sua roba.
Ci solleviamo e ci diamo una lavata veloce nel mare e ci rivestiamo lentamente, tu infili solo maglietta e leggins visto che il completino è completamente insabbiato e sporco.
Rifacciamo la borsa mettendo tutto via.
“questa?” tieni in mano la crema di Marco
“la teniamo è una buona crema!” “si hai ragione era molto buona!”
Ci mettiamo a ridere e mano nella mano torniamo verso la nostra auto.
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Il sesso è come qualsiasi gioco che ci diverte da piccoli, la differenza è che noi adulti più ci divertiamo e più ce ne vergogniamo.
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