Il respiro si fece più corto, gli occhi si socchiusero, la testa si muoveva come in preda al piacere. Nel frattempo Lei mai aveva cessato di accarezzarmi con dolcezza l’uccello che era diventato durissimo e gonfio come mai mi era capitato anche con le più belle donne avute. Lei era diversa, trasmetteva una tensione di desiderio erotico che aveva riempito tutta la stanza. Al mio tentativo di avvicinarla non si sottrasse anzi assunse una posizione tale che mi facilitò l’esplorazione. Finalmente potevo dare soddisfazione alla mia voglia di toccarla nelle parti intime così come Lei stava facendo con me.
E lo feci ma mi ritrovai subito interdetto quando raggiunsi il basso ventre. La mia mano, entrata dentro lo slip, si ritrovò piena …. di carne. Non era fica, era cazzo. La dottoressa notò come fossi rimasto interdetto e con la sua solita graziosa dolcezza mi chiese “non ti piaccio più?” Dopo un iniziale disappunto volli proseguire a stringere quel cazzo per capire che effetto avrebbe fatto su di me.
Lo sentii irrigidirsi sempre più e pure pulsare; era vivo nella mia mano e mentre ero concentrato ad avvertire e gustare queste sensazioni (piacevoli) vidi il volto della dottoressa avvicinarsi al mio sino ad incollare la sua bocca sulla mia. Una bocca calda, morbida che con estrema dolcezza mi stava baciando e che ad un certo punto aprì le labbra così seducenti per estrarre la lingua, liscia, morbida anch’essa, calda e .. carezzevolmente guizzante. Il bacio fu lungo ed appassionato, pieno di desiderio non solo da parte sua ma anche, poi, da parte mia. Ero cotto, non avevo più controllo di me, sedotto come una verginella e verginella lo ero davvero. Era la prima volta che impugnavo un cazzo non mio ed era anche la prima volta che mi baciava una bocca di chi non aveva la fica ma un cazzo.
In verità non era un cazzo grossissimo, nemmeno piccolo; diciamo normale. Ora la mia mano prese da sola a fare quello che tante volte aveva fatto al mio Fratello del basso ventre. Era esperta, la mano, ed iniziò a muoversi come sapeva essere più seducente.
Con lentezza, passione e in modo seducente. I risultati li sentivo sia nella mia stessa mano che nella bocca dove la lingua della dottoressa ha iniziato a muoversi quasi in sincronia con la mia mano accarezzando la mia di lingua e le labbra. Un fuoco e una coinvolgente passione mi aveva invaso tutto il corpo ed in particolare la mente facendomi reagire senza ragionare.
Del resto cosa volevi ragionare se una donna con la sua carica di femminilità e desiderio passionale ti dimostrava tutto il suo desiderio passionale. La dottoressa prese l’iniziativa e sempre guardandomi in modo seduttivo prese a scendere col viso verso il mio bacino.
Slacciò i miei pantaloni ed iniziò a togliermeli mentre io ravanavo sotto il suo grembiule. Abbassati completamente i pantaloni avvicinò il suo viso al mio cazzo e la sua dolce bocca lo ingoiò lentamente mentre Lei non smetteva di fissare il suo sguardo carico di voglia sui miei occhi, cosa che se possibile aumentava il mio desiderio di proseguire in qualunque cosa si sarebbe verificato. La sua calda bocca prese a lavorare il mio uccello provocandomi un piacere conosciuto ma molto più intenso di quanto avessi mai provato.
Sentivo la lingua accarezzare l’asta ogni volta che Lei si alzava o abbassava senza mai far uscire il mio cazzo dalla sua bocca. Quanto avrei resistito prima di raggiungere l’orgasmo ? Lei dalle pulsazioni del mio cazzo capi al volo che avrei potuto raggiungere l’orgasmo in men che non si dica e si fermò subito. Si sollevò dal mio ventre e sempre con studiata lentezza iniziò a togliersi il grembiule. Che spettacolo gente!!!
Sotto era completamente nuda e la cosa che più mi sbalordì fu il suo seno sino ad allora rimasto celato sotto il camice stesso quasi completamente allacciato.
Con fare malizioso e col suo cazzo ben in tensione si avvicino al mio volto e senza chiedermi alcunché appoggiò il suo uccello sulle mie labbra con un invito esplicito trasmesso dallo sguardo. Aprii la mia di bocca e iniziai a baciare quel cazzo che si imponeva alla mia attenzione. Era bello il contatto delle mie labbra col suo uccello ed era anche invitante a proseguire, a prenderlo completamente in bocca, a capire cosa prova una donna nella stessa condizione.
Era proprio piacevole e mi venne spontaneo iniziare un pompino che per esperienza indotta si stava sviluppando in modo molto gradevole anche per me.
Ormai il coinvolgimento era tale che nemmeno ricordavo più di stare con un cazzo in bocca anziché una fica. Era bello, piacevole, coinvolgente ma sentivo il desiderio di ricevere attenzioni anche io sul mio Fratello. Ci mettemmo a 69 e proseguimmo a darci piacere a vicenda.
Dopo qualche minuto ed essere arrivati ancora una volta all’orgasmo ci fermammo ma Lei sapeva cosa voleva fare. Mi chiese di leccarle il buchetto cosa che feci con piacere tentando anche una parvenza di penetrazione di quel buchetto. Le piaceva, sospirava, si muoveva trasmettendomi tutto il piacere che provava sino a che col corpo si girò nuovamente verso di me e con la mano prese il mio uccello e lo indirizzo sul suo buchino.
Lentamente e con precauzione si abbassò sul mio ventre facendo entrare il mio cazzo nel suo sedere e, poi, lentamente e sensualmente iniziò a muoversi, sospirare e gemere di piacere. La dottoressa assunse una posizione congrua e comoda ed iniziò un su e giù che mi provocava vibrazioni di piacere in tutto il corpo,
Ogni tanto, poi, contraendo i muscoli dello sfintere sembrava abbracciare amorevolmente il mio uccello; stupendo ed estremamente piacevole. Iniziò a muoversi sempre più velocemente col volto che cambiava espressione trasmettendo tutta la tensione del piacere che la possedeva. Era la mia rima esperienza con un Trans e posso affermare che la stavo gustando di tante scopate fatte quasi per noia. Lei intanto seguitava a muoversi non solo su e giù ma anche diversamente facendomi percepire un piacere ancora maggiore.
Quando fui sul punto di venire glielo feci capire e lei sfilandosi il mio uccello dal sedere lo prese subito in bocca favorendo con un gioco di lingua il mio orgasmo. Le venni in bocca con tutta la forza di seduzione ed eiaculazione che quest’avventura mi stava procurando.
La dottoressa non perse nemmeno una goccia del mio sperma e dopo un lavoro di lingua delizioso che mi ripulì adeguatamente mi si avvicino al viso e mi baciò intensamente, con passione e tenerezza.
La ringraziai ma lei mi rispose che era lei a dovermi ringraziare perché le avevo fatto provare un piacere moralmente a lei sconosciuto.
Mi abbracciò con affetto quasi e salutandomi, dopo un bacetto ancora, mi congedò. Uscii ma mi ricordai che non avevo pagato per l’intervento dentistico. Tornai indietro, suonai il campanello, mi aprì lei e quando le dissi che non avevo pagato la parcella sorridente mi baciò ancora sulla bocca teneramente e mi disse ciao.
Chiuse poi la porta.
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Il sesso è come qualsiasi gioco che ci diverte da piccoli, la differenza è che noi adulti più ci divertiamo e più ce ne vergogniamo.
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