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Erotika
La cura... "del cazzo"
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Racconto11 min di lettura

La cura... "del cazzo"

Ho appena quasi 39 anni e una pressoché assoluta libertà mentale che sconfina anche in quella “intima” sessuale.

sesso italiano
1 anno fa · 1k letture · 1

Sono single per scelta. Conoscendomi non ho voluto legami, sono ancora troppo giovane. Ho appena quasi 39 anni e una pressoché assoluta libertà mentale che sconfina anche in quella “intima”. Ho fatto le mie esperienze ma solo quelle che ho deciso io; senza mai, quindi, obbedire a pressioni più o meno esplicite di altri. Viaggio molto anche all’estero e le occasioni, se voglio, non le spreco. Come quando andai in vacanza in Turchia nell’estate del 2008.Senza sapere una sola parola di Turco.

Fortuna che mi arrangiai con il discreto inglese che so parlare. Ero ad Istanbul e una mattina mi svegliai con un mal di denti allucinante. Dovevo trovare un dentista, chiedo al portiere dell’Hotel e mi lascia un indirizzo. Mi dice anche di prendere quel bus pubblico che ha una fermata praticamente di fronte al Dentista. 

Fermata che si trova subito dopo l’unica rotatoria che si trova sulla strada percorsa dal bus. Prendo il bus, stracolmo, e mi capita di ritrovarmi alle spalle di una ragazza che non saprei definire se bella o no. Di certo era fornita di un grande fascino che ti faceva trascurare di constatare se fosse effettivamente bella o meno. Fascino e Femminilità dirompenti, forse aiutati da un fisico da favola con tutte le curve, e che curve, al posto giusto con gambe lunghe, seno “giusto”, sedere solo che Meraviglioso. Tondo, dall’apparenza soda e che risaltava in tutta la sua bellezza in quanto sostenuto da quelle belle gambe leggermente “nervose” che oltretutto apparivano con una pelle lucida e, credo, morbida, sottile. 

Beh ero tutto concentrato in questi apprezzamenti che fui inondato dal suo più che seducente profumo e .... dal suo sedere che inaspettatamente, per la calca, si appoggiò decisamente sul mio bacino. Io ero già turbato dalla sua affascinante visione e dal suo seducente profumo e la reazione fu che il mio Alter-Ego assunse subito la posizione Combat; insomma pronto all’uso. 

Che tormento con le oscillazioni del Bus ! Sentivo il suo culetto strusciare sul mio uccello in forte tensione e, ne ero perfettamente convinto, Lei non evitò, non si infastidì di questa “percezione”. 

Nella mia eccitazione imbarazzata per trovarmi in pubblico, con i miei pantaloni leggerissimi dai quali era assolutamente visibile la mia eccitazione, mi convinsi chissà perché che la Lei cercasse ed accettasse di buon grado quella situazione erotica. A togliermi dai guai arrivò la fermata in cui dovevo scendere ed alla quale scese anche Lei. Per raffreddare i miei bollori e contemporaneamente dissetarmi entrai in un bar per bermi una bibita (ovviamente non fredda). 

Quando chiesi al barman dove fosse il dentista che cercavo mi spiegò che era due ingressi più avanti. All’ultimo piano. E così era in effetti; salii, suonai e mi venne ad aprire un’infermiera sulla 50ina un po’ insignificante. 

Le spiegai il mio problema di denti, mi chiese se avevo preso un appuntamento ed al mio NO mi disse che sarebbe stato difficile ottenere la visita ma che visto il dolore che provavo avrebbe chiesto alla dottoressa. Mi fece accomodare in sala d’aspetto e dopo circa 10 minuti venne e mi disse che sarei stato l’ultimo giusto per aiutarmi col grande dolore che provavo. 

Quando venne il mio turno l’infermiera mi chiamò e mi salutò essendo sopraggiunto, anzi superato, il suo orario di lavoro. Mi accompagnò dalla dottoressa e li rimasi folgorato. Non mi accorsi nemmeno dei saluti dell’infermiera che se ne stava andando. Era quell’affascinante Lei del Bus. Mi accolse con gentilezza, mi fece stendere sul lettino, avvicinò la lampada ed avvicinò anche il suo viso al mio. Fui inondato dal suo profumo ed anche dal profumo del suo respiro, caldo e seducente non meno di tutto il resto. 

Da così vicino potei così vedere bene anche i suoi occhi. E ti pareva che non avesse anche lo sguardo affascinante e voluttuoso !!? Iniziò la visita e finalmente potei sentire la sua voce che mi chiedeva di aprire la bocca ed indicarmi quale fosse il dente dolente. Mi disse che mi avrebbe fatto sia un anestetico che in antidolorifico così da poter sopportare bene il mal di denti per almeno 24 ore. Più la visita si faceva tecnica e più il suo viso si avvicinava al mio e più i miei pantaloni tradivano l’effetto che la dottoressa otteneva su di me. Era gentile come il suo aspetto, la guardavo dritto negli occhi, bellissimi di colore azzurro intenso tipo Lapislazzuli e come tale pietra preziosa la dottoressa sembrava avere nel occhi della sfumature dorate proprio come la pietra preziosa. 

E chi capiva più qualcosa?? Ero completamente in balia dei miei sensi, scatenati da quella creatura così affascinante e da cui ricevevo la sensazione che Lei fosse pienamente e maliziosamente consapevole dell’effetto che mi faceva. 

Notai che nel suo avvicinamento a me non trascurava si strusciare il suoi seni sul mio braccio e le sue cosce sul mio corpo disteso. Un tortura anche psicologica; lo faceva per provocare in me una reazione o era una cosa assolutamente naturale per il lavoro che stava facendo ? Però anche Lei mi guardava di tanto in tanto negli occhi, intensamente, quasi a verificare che effetto mi facesse quella promiscuità accennata. Feci scivolare il mio braccio fuori dal lettino con disinvoltura per cercare un qualche segnale di verifica sulla presunta “provocazione” che ricevevo dall’atteggiamento da me presunto della Dottoressa. 

Non si scompose, come nel bus. Non si allontanò, non evitò il contatto del mio braccio sul suo corpo. Incoraggiato da tale comportamento allungai la mia mano sulle sue gambe, sotto il grembiule, accorgendomi così che non aveva calze, e la Sua reazione fu di fissarmi dolcemente negli occhi per un attimo per poi tornare a curare il mio dente. 

La mia mano scoprì così che la pelle delle sue gambe era sensuale, morbida e liscia. Una pelle delicata, sottile che fu di stimolo affinché la mia mano salisse lentamente e languidamente lungo tutta la gamba; arrivò al ginocchio e proseguì con passione sino ad accarezzare la coscia, soda, calda, liscia, nervosa ed ebbi anche la sorpresa di sentire che anche l’altra coscia si era avvicinata. Avvicinata non serrata. Come se volesse godere anch’essa delle mie carezze. Io già iniziavo a sentire un calore diverso avvicinarsi alla mia mano mentre la dottoressa con apparente distaccata professionalità stava terminando il lavoro sul mio dente. 

Mi sorrise e mi disse “abbiamo terminato”. Così dicendo voltò il suo sguardo sulla mia persona distesa sul lettino e soffermò lo sguardo sulla patta dei pantaloni. 

Volgendosi verso me sorridente mi disse “vedo che c’è un’altra ….. gengiva gonfia” e pose la sua mano sul mio uccello ancora imprigionato nei pantaloni. Con destrezza delicata e gentile passione liberò l’uccello dai pantaloni e sorridendo guardandomi negli occhi iniziò un dolce movimento di sali/scendi che mi fece perdere la consapevolezza di dove ero arrivato con la mia mano. Me lo ricordò Lei, la dottoressa, che iniziò a muoversi per farmi capire che non dovevo stare fermo con la mano. Aveva uno sguardo complice e malizioso, come se si aspettasse di vedere una mia adeguata reazione. Ma a cosa avrei dovuto reagire? Capii che dovevo salire ancora con la mia mano e così feci arrivando ad accarezzare le natiche del suo sedere, sode e morbide, lisce come ciascun altro centimetro della sua pelle sin ora accarezzata. Introdussi la mia mano dentro lo slip seguitando ad accarezzarle il sedere con un tentativo di “entrare” dello spacco che custodisce il “buchino”. La mia posizione per fare ciò non era delle migliori ma quella mia carezza bastò per vederle una smorfia di piacere solcarle il viso. 

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