Vai al contenuto
Erotika
L’ufficio delle donne
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Racconto10 min di lettura

L’ufficio delle donne

Quando le donne lavorano insieme a volte si innesca una complicità che va oltre il semplice rapporto di colleghe, se poi si condividono spazi angusti con un divano o un letto a disposizione... ebbene i risultati possono essere sorprendenti

miss serena
2 anni fa · 820 letture · 1

Vedere Gloria fra le gambe della mia quasi compagna mi fece all’inizio un certo effetto, non dico che fossi gelosa, ma l’avrei cacciata seduta stante per rimanere sola con Amalia. D’altro canto era quasi comica con quel suo leccare a più non posso, più da uomo arrapato, che da donna vogliosa di dare piacere, così alla fine mi misi al suo fianco per farle da ‘insegnante’.Con calma feci scorrere la lingua dall’inizio dello spacco di Amalia sino al buchetto, per poi risalire con la stessa velocità, fermandomi però un po’ sul clito, che succhiai come se fosse un piccolo pene.

“Ora fallo tu, senza fretta ma soprattutto con la voglia di farla godere.” le dissi prima di darle un bacio in bocca.

Gloria imitò alla perfezione i miei movimenti, e dopo alcuni sali e scendi Amalia iniziò a gemere per poi quasi schiacciarle la testa contro la sua passera.

“La troietta impara in fretta.” disse la più anziana del terzetto “Ora però falle vede come usare anche le dita.”

La ragazza di fece da parte così potei infilare due dita nella passera di Amalia, che poi feci roteare il più possibile mentre le falangi entravano e uscivano da quel piccolo paradiso.

“Tu torna a leccare.” dissi a Gloria mentre mi mettevo al fianco della mia collega preferita “Poi usa le dita, e se vuoi davvero vederla godere usano anche tre o quattro.”

Se c’è qualcosa che ho sempre amato di Amalia sono i suoi capezzoli, quasi sproporzionati per quanto erano grandi rispetto al seno, con le auree che quasi non vi vedevano, ed i capezzoli che invece erano due grossi chiodi. Me ne impossessai come un neonato che vuole il latte materno, usando le dita su quello che non avevo in bocca per tenerlo turgido, finendo col baciarle tutto il seno per arrivare inevitabilmente alla bocca.Gloria stava facendo bene la sua parte, ed i gemiti strozzati di Amalia ne erano la miglior prova, facendole alzare il volume quando prese ad usare le dita come le avevo detto io.Nonostante l’eccitazione collettiva, ci spogliammo senza troppa fretta, mettendo Amalia carponi sul divano, così mentre Gloria la baciava in modo fin troppo delicato, io mi sistemai dietro di lei per poterle leccare passera e buchetto, raccogliendo la saliva lasciata dalla giovane collega. La donna però era abituata a ben altro, ed io lo sapevo benissimo avendo fatto l’amore con lei per mesi, così presi a masturbarla ora una porta del piacere ora l’altra, chiamando a me l’ultima arrivata.

“Mettile due dita nel culo e falla godere con me.” dissi a Gloria che non perse un secondo per ubbidirmi.

Con dietro due diavolesse vogliose solo di farla godere, Amalia si sciolse come neve al sole, e anche se cercò di rimandare l’orgasmo, questo la raggiunse quando le infilai quattro dita nella passera, riempiendogliela quasi del tutto.

“Cazzo così mi sfondi!” mi gridò fingendo che non le piacesse quello che le stavo facendo.“Zitta e godi che dopo voglio godere anch’io.” le risposi roteando le dita che le avevo messo dentro.

Amalia venne riempendo la mia mano del suo orgasmo, che leccai avidamente con Gloria, prima di prendere il posto della più anziana delle tre.Non ebbi quasi il tempo di sistemarmi carponi, che le mie colleghe m’aprirono le chiappe per passare ovunque la lingua, per finire a leccarmi una la passera e l’altra l’ano, senza sapere chi si occupasse dell’una e dell’altro. In poco tempo mi portarono alla soglia dell’orgasmo, ma proprio quando stavo per averlo, Amalia andò a prendere un dildo piuttosto grosso, da quel cassetto che lei chiamava la sala giochi.Mi ritrovai così la micia piena di silicone, con lei che iniziò a scoparmi con insolito vigore, mandandomi in estasi dopo pochi affondi.

“Puoi anche stare zitta tanto lo so che ti piace.” mi disse dandomi un piccolo schiaffo sul sedere “E del resto prima di conoscere me prendevi cazzi a metri.”“E’ vero però poi ho scelto te.” le risposi sapendo quanto le piacesse sentirsi importante.

Amalia non rallentò affatto, ma del resto non volevo neppure che lo facesse, in modo da poter arrivare dritta a quell’orgasmo che tanto volevo. Per un attimo fu come se qualcuno avesse spento la luce nel mio cervello, per diventare subito dopo dura come il marmo, e quindi crollare senza più forze.

“Tu sdraiati che adesso pensiamo a te.” disse Amalia a Gloria indicandole il divano, sul quale la ragazza si distese sapendo che era il suo turno per godere.

Io però avevo idee ben diverse, e lo stesso valeva per la mia compagna, così mentre m’andai a sedere col sedere sulla sua faccia, lei gli alzò le gambe per arrivare dritta al suo buchetto.

“Secondo te ha il culo vergine?” mi chiese Amalia puntando il dildo contro il suo ano.“Forse, tu intanto mettiglielo dentro, ma senza fare la stronza come tuo solito.” le risposi ridacchiando.

Lei prese dell’olio col quale cosparse il dildo, prima d’iniziare a sodomizzare la ragazza, mentre io le leccavo la passera fradicia d’umori.Gloria non solo non protestò in alcun modo, ma mi riempì la faccia col suo piacere, muovendo tanto le gambe che non fu semplice tenerla ferma. La ragazza sembrava avere un orgasmo dopo l’altro nonostante Amalia non forzasse in alcun modo il ritmo, che anzi teneva molto blando, stupita anche lei dalla reazione della collega.

“Ora la scopo io.” dissi andando a prendere uno strap-on senza cinghie, per far entrare subito la parte stimolante nella mia passera.

Presi Gloria per le gambe e le penetrai l’ano, facendo entrare tutto il fallo senza dover quasi spingere, per poi fotterla con quell’irruenza che era mancata ad Amalia, che si dedicò a stimolarle la passera con le sue abili dita.La ragazza divenne quasi incontrollabile, tanto che dovetti usare tutta la mia forza per poterla scopare, sino a quando non crollò all’improvviso, dopo aver avuto un orgasmo a dir poco devastante.

“Ma tu godi sempre così?” le chiesi con una certa curiosità.“Sì e no, se mi fai perdere la bussola posso fare anche peggio, e con voi due non so proprio dove l’ho lasciata.” mi rispose facendoci ridere.“Ordiniamo una pizza e poi riprendiamo da capo?” propose quindi Amalia trovando unanimità nel consenso.

Da quella sera se c’è da fare dello straordinario siamo sempre in tre, e si finisce sempre col mangiare la pizza.

Ti è piaciuto?

Dai il tuo voto
Scritto da
miss serena

15 racconti, 0 libri.

Altri racconti di miss serena

Commenti 0

Accedi per scrivere un commento…

    Nessun commento ancora. Scrivi il primo.

    Dello stesso autore

    Tutti
    RaccontoRacconto breve autoconclusivo

    Mio marito mi scopre a masturbarmi

    Quando l'intesa è perfetta, gli anni insieme non sono un ostacolo ma la conferma di una infinità complicità. Non c'è amante che, sulla lunga distanza, ti procuri un orgasmo più bello di tuo marito.

    2 anni fa 9 min 1 mi piace
    RaccontoRacconto breve autoconclusivo

    Vacanza al mare e trio MMF

    E come tutti gli anni arrivò l’estate e con lei il bisogno irresistibile d’andare al mare.

    1 anno fa 9 min 2 mi piace
    RaccontoRacconto breve autoconclusivo

    Capitolo quattro - La mamma

    Come spesso succede nella vita, le scoperte più sconvolgenti avvengono per puro caso. Avevo sempre considerato mia madre Caterina una gran bella donna, che nella sua vita aveva fatto la gran cazzata di sposare un mezzo fallito come mio…

    3 anni fa 10 min 1 mi piace
    Pagina 2 di 2 · 0%

    Commenti

    CallMeHot
    Salva in una lista