Nella zona retrostante l'edificio, dove siete state l’altro giorno, le vecchie cucine e le stalle, sono state riadattate ed ora formano un solo, grande appartamento, diviso in due, con un solo ingresso.
In uno c’è il mio ufficio, altre due stanzette e il mio bagno privato, l’altro appartamento ha cinque belle camere, adesso sono vuote, poi ha la cucina e due bagni … in più, quando andrà via la governante, si libera un mini appartamento ricavato nel piano superiore, che terrò per gli ospiti; anche questo è indipendente. Mi segui? – osservò le sue reazioni, ma Dolores non poteva far altro che ascoltare, senza capire.
- Bene – disse il marchese – ed ora veniamo al nostro accordo, eh? –
- Dimmi... sto cercando di capire – disse la donna, attenta ad ogni parola.
- Dunque: la Villa ha bisogno di custodia notturna ed io ho il diritto di deputare una famiglia di mia fiducia. Non confondere con la “sicurezza” dei beni, che è già affidata ad un istituto di sorveglianza … professionisti. Allarmi, telecamere, eccetera, e, in più, si occupano della guardia notturna e festiva; mentre negli orari di apertura ci saranno dei custodi, impiegati della sovraintendenza.
Però a tutela del bene, mio e comune, ci vuole anche, questo è l’accordo, qualcuno che segua la casa, con la cura “del buon padre di famiglia”, questa è la definizione legale.
Naturalmente, vale anche per una “donna”, al tempo d’oggi. –
Era quasi l’alba, i rumori del porticciolo si erano assopiti, i primi pescherecci si allontanavano dalla banchina, tamburellando con i motori nell’aria fresca, intanto i gabbiani si erano svegliati e strillavano nel cielo..
- Ecco cosa ti chiedo, perché mi fido di te. Anche se non ci siamo frequentati assiduamente, credo di aver capito che persona sei e mi piaci. Niente fronzoli, niente grilli per la testa … adesso, come allora … quando eravamo più giovani. -
- E cioè, che cosa dovrei fare? – disse sinceramente – Scusa, non voglio sembrare stupida, ma mi pare un accordo importante e, lo dici tu stesso, io cerco di essere una persona seria. -
- E’ semplice – disse Damiano – voi diventate persone mie, di mia fiducia. Nota bene, non guardiani, ma tenutari in nome mio e per mio conto … dovrai sovraintendere alla casa, alla Villa, controllare per me che non avvengano abusi, che i patti siano rispettati … che ne so, che il giardino sia ben curato, che le pulizie siano fatte con accuratezza … insomma, voi diventate persone “mie” … poi il mio avvocato ti spiegherà meglio tutto l’accordo e il contratto con la Regione. -
- E’ bellissimo – disse Dolores seriamente preoccupata – meraviglioso, sembra una fiaba … ma io devo lavorare … io non ho rendite e, quel poco di pensione, è lontana, sempre se ci arrivo … come faccio? -
Damiano rise di gusto – Che scema, ma te lo sto dicendo, questo sarà il tuo lavoro! -
- No, non ho capito – era veramente perplessa – mi danno una casa così, e mi pagano pure? –
- E certo! – disse il marchese divertito – allora non lo capisci? Te l’ho detto: è una proposta eccezionale, unica nella vita. Tu devi tenere la casa con decoro, controllare per me che tutto fili per il meglio e in cambio riceverai un vitalizio di trentacinquemila euro all’anno, una macchina di servizio e il rimborso mensile delle spese documentabili. –
-Non ho capito? – stavolta Dolores saltò davvero sul sedile – mi dai trentamila euro .. a me, all’anno? -
- Trentacinquemila, per essere precisi – Damiano rise di gusto – e non te li do io, ma la Sovraintendenza ai monumenti … te lo ripeto, non farmi perdere tempo con i cavilli legali e le nozioni tecniche! Lunedì, se accettate, parlerai con i legali per tutti i dettagli … e tieni presente che questo è solo l’inizio … della nostra, come dire, collaborazione.
Sicuramente la parte meno importante. –
Dolores era veramente stupita... la bocca si era seccata per l'emozione... un calore forte le era salito alla testa.
- Vorrei prendere una boccata d’aria fresca, disse, mi sento strana … saranno le emozioni, non so -
- Vuoi bere? - le chiese.
- Vorrei, ma non ti disturbare – poi aggiunse - veramente dovrei fare anche pipi. –
- Vieni – disse lui – raggiungiamo il bar a piedi, ci farà bene! –
Così scese dalla macchia e si appartò, facendo del suo meglio per tenere un portamento naturale, nonostante i tacchi a spillo e il selciato sconnesso e la testa che le girava, vorticosamente.
Dopo poco, tornando verso l’auto, Dolores, più lucida, parlò – Adesso, Damiano, non ti offendere per favore, ma dimmi la verità … questa fiaba è troppo bella per essere vera, tu, cosa vuoi in cambio … a cosa ti servo veramente? –
- Sei sciocca se pensi così, lasciamelo dire – lui si fermò – Non si tratta di cosa voglio “per me”, ma di cosa voglio “per voi”. La mia proposta è solo un colpo di fortuna, occasionale, come tanti che te ne possono capitare … -
- Si – lo interruppe Dolores – ma fino ad ora solo i problemi mi sono piovuti addosso ... – disse amara.
- E allora! Mica solo guai devono arrivare? Sei venuta da me al momento giusto, tutto qui. Io non voglio niente di particolare, non ci sono quasi mai … solo, ecco, una cosa ce l’avrei a cuore: Floriana. -
Dolores si irrigidì, ma non rispose subito per evitare di essere aggressiva. “Che cosa vuole?” pensò tra se “ ha oltre vent’anni in più della mia bambina!”
Damiano continuò incurante, come se non si fosse accorto della tensione che stagnava nell’aria – Mi è piaciuta subito quella ragazza, sai? Ho intuito che ha molto sofferto; e si vede che è molto sola. Non voglio che la sua vita continui così … è un vero fiore, peccato sciuparlo e farlo avvizzire in questo modo. – la donna stava per intervenire, ma lui la interruppe con un gesto deciso della mano.
– Ecco, cosa voglio. Voglio che la vita di Floriana cambi. Che sia felice … esca e si diverta … che impari a fare spese ... a godere della gioia della vita prima che sia troppo tardi e vivere un'esistenza fatta solo di rimpianti, quindi … - e fece una lunga pausa soppesando bene le parole per stemperare la tensione che si era creata – Quindi … se tu accetterai la mia proposta, voglio che Floriana cominci a vivere … e per aiutarla e proteggerla, le darò un nuovo amico, un mio pupillo, un giovane di ottima famiglia a cui tengo molto, capisci? -
A Dolores non era del tutto chiaro, ma fece un movimento affermativo con il capo.
Damiano continuò spontaneamente: - Vedi, io amo molto i giovani, penso che essere felici, spensierati sia un loro diritto … così proteggo Roberto... molto presto lo conoscerai. E così allo stesso modo vorrei proteggere e salvaguardare la felicità di Floriana.
I ragazzi si frequenteranno come amici … e poi chissà ... come diciamo qui da noi? Se sono rose ... fioriranno. -
Era la proposta più strana e inaspettata che le potessero mai fare, ma era allo stesso tempo molto allettante. Dolores stava per dire qualcosa, ma Damiano le impedì di nuovo di ribattere alle sue parole: - Lasciamo perdere, adesso. Tu mi hai capito perfettamente, e poi, c’è ben poco da capire, no? Mi serve una famiglia di amici, per bene, fidati, per affidare nelle loro mani la mia casa.
In cambio non voglio altro che dare felicità e indipendenza economica a Floriana, purché accetti di frequentare, anche senza impegno, Roberto. – poi fissandola negli occhi, ma con molta decisione: - Naturalmente sempre che tu mi garantisca che la ragazza è ancora illibata, sai –aggiunse con disinvoltura – non voglio guai, perché Roberto è il rampollo di una famiglia molto agiata, all’antica e timorata di Dio… tu mi capisci! –
Salì in macchina per accompagnarla, ma non accettò ulteriori discussioni.
- Andiamo a riposare. Lunedì aspetto la vostra risposta … e la tua rassicurazione ... su quella “cosa” … - e concluse: - Solo questo ti chiedo, sii precisa, non fatemi fare una brutta figura. –
E le lanciò uno sguardo che era anche un monito preciso.
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