Con un movimento rapido, Katia ha preso in bocca il cazzo di papà, lo ha succhiato con maestria con un movimento della testa avanti/indietro, ingoiandone quanto più poteva. Sembrava una sfida per riuscire ad inglobare l'intera lunghezza della considerevole verga. Katia ha raccolto la sfida e, lentamente, è riuscita a infilare quel grosso cazzo in gola. Era uno spettacolo vedere come se lo gustava e, poiché ora ero seduto accanto a mamma, mi ha preso una violenta erezione; allora lei ha pensato che fosse giusto e doveroso emulare l'atto di sua figlia. Senza esitazione, ha preso il mio cazzo in bocca. Papà l’ha guardata e le ha sorriso compiaciuto, spiccandole un bacio. Potevo solo immaginare cosa potesse passar per la testa di mio padre in quel preciso momento. Era chiaro che si stava godendo alla grande la fellatio di sua figlia, ma, nel contempo, riceveva gran piacere a veder sua moglie che si gustava il cazzo di suo figlio. Ho guardato papà ed ho notato che era pronto a venire.
«oooh, Katia, non fermarti, è così bello! Amore, mi fai sborrare! Katia, ti soffocherò di sborra!»
Naturalmente Katia non aveva alcuna intenzione di fermarsi. Si stava godendo tutto il piacere possibile che le proveniva da quella pompa al padre, tanto desiderata, ed il ritmo della suzione è aumentato sempre più; si muoveva abilmente avanti/indietro sul cazzo duro di papà, mordicchiandogli il glande e poi ingoiandolo per tutta la sua notevole lunghezza.
«Katia, sborro! Sì, sì, sto venendo! Vengo! Bevi, amore!»
Katia ha serrato le labbra, le ha avvolte attorno al suo cazzo, mentre lui esplodeva, scaricando un torrente di sperma nella sua bocca avida.
Mentre la guardavo, ho notato che, nonostante i migliori sforzi di mia sorella, un po' di sperma caldo è sfuggito e fermandosi sul mento. Katia si è bloccata sulla punta del cazzo di papà e l’ha munto fino all'ultima goccia. La sua lingua gli ha massaggiato il cazzo, mentre si ammorbidiva nella sua bocca. Papà era crollato sul divano, la testa reclinata all'indietro, mentre l'energia dell'orgasmo andava ad esaurirsi. La sua attenzione si è rivolta a me e mamma, mentre lei succhiava instancabilmente il mio cazzo duro, portando anche me a godere.
«Bravo, Simone, sborrale in gola! A lei piace molto succhiare cazzi! Nella spiaggia nudista, se ne succhiava almeno una decina al giorno, oltre al mio!»
Vederlo sfinito dal piacere e sentire le sue parole, hanno gettato benzina sul fuoco della mia libidine e, ben presto mi son svuotato in lei.
«Sto venendo, mamma! Mi fai sborrare! Ora!»
Mamma, come mia sorella, non ha voluto sprecare nemmeno una goccia del mio seme ed ha inghiottito tutto quello che le ho riversato in bocca.
Papà e Katia ci hanno sorriso in segno di approvazione. La mamma si è seduta e, con uno sguardo soddisfatto, si è passata la mano sulla bocca ed ha leccato via le ultime gocce del mio sperma.
Per un lungo istante, siamo rimasti in silenzio, poi è stato papà che si è alzato e, presa mia sorella per mano, si è diretto verso la camera da letto, seguito da noi due.
«Dopo tutte queste fatiche, ci vuole un riposino; dai, piccola, fammi compagnia.»
Senza dir nulla, io e mamma siamo entrati in camera mia e ci siamo sdraiati sul letto. Abbiamo dormito per un po' e, quando mi son svegliato, ho visto lei che dormiva, mentre sentivo i gemiti di piacere che provenire dalla camera di papà. Mi son alzato e sono andato da loro. Papà era disteso supino e Katia lo cavalcava con ardore, dondolandosi sulla sua verga. Godeva come una vacca e, quando mi ha visto, mi ha sorriso. Il suo viso era una maschera di piacere: i capelli bagnati di sudore, il corpo vibrava per il piacere che provava.
« Simone, godo! Mi sventra con il suo randello durissimo! Mi sfonda e ne godo!»
Mi son avvicinato e, salito sul letto, le ho dato il mio cazzo da succhiare. Se lo è preso tutto in gola e, ben presto, era di nuovo durissimo. Papà mi ha detto una cosa che mi ha fatto quasi sborrare all’istante.
«Dai, Simone, facciamola impazzire: mettile il cazzo nel culo! A vostra madre, piace da impazzire; la doppia le fonde il cervello, quindi, vediamo se piace anche a tua sorella.»
Mi son inginocchiato dietro di lei. Ho lubrificato il suo culo con un po’ di saliva e poi, lentamente, ho iniziato a spingere. Lei era distesa su di lui che, con le mani, le teneva i glutei aperti; ha emesso un gemito, quando ho cominciato ad entrarle tutto dentro.
«oooh! Sì, ti sento tutto! Fermo! Resta fermo, che mi sventrate! Siete due cazzi troppo grossi; ti prego, resta fermo!»
Son rimasto immobile, ma papà ha inarcato le gambe ed ha preso a pomparla dal basso. Lei ha cominciato a godere e, a quel punto, ho preso a pomparla anch'io. Per lei è iniziato un vero e proprio delirio di piacere. Ha perso il conto delle sue venute, poi, sfinita, si è accasciata sul petto del padre, mentre io ho sentito la mano di mamma che si appoggiava al mio corpo e mi intimava di farla godere ancora.
«Dai, Simone, falla impazzire! La doppia è sconvolgente e questa puttanella di mia figlia, se la deve godere tutta! Dai, sfondatela per bene!»
Lei, però, era davvero stremata. Immobile su papà era passiva: una vera bambola di pezza. Allora mi ha fatto sfilare, facendola distendere di lato a lui. Mamma allora ha preso il posto di Katia, solo che ha voluto me supino e, voltata di spalle, ha accolto il mio nel culo ed ha sollevato le gambe per ricevere quello di papà davanti. Quando lui le è entrato dentro, i seni di mamma hanno sobbalzato verso l’alto e lui ha spinto con forza il cazzo dentro di lei.
«Ti piace, puttana, prenderne due, vero? Dillo a tuo figlio, che razza di troia sai essere nelle spiagge nudiste! Godi vacca!»
Mamma ha iniziato a godere, mentre Katia la guardava incredula.
«Ma... come fai? Ti stanno sventrando due mazze enormi e tu le prendi con tanta disinvoltura? Sei davvero fantastica, mamma, ti adoro!»
Ha goduto e, alla fine, papa è venuto e, subito dopo, anch’io, ma ero così spremuto che gliene ho riversato solo poche gocce, dentro. Ci siamo tolti e distesi immobili, stremati, sul letto. Per un lungo momento, è regnato un palpabile silenzio, poi, il primo a reagire è stato papà.
«Adesso ci vuole un rinfrescante bagno in piscina. Chi viene con me?»
Si è alzato, seguito da tutti noi. Mentre, in fila indiana, uscivamo per andare in piscina, li ho visti camminare come degli zombie: avevano il passo incerto e, intimamente, ho pensato che non c'era dubbio che avevamo varcato la soglia del non ritorno.
Eravamo preoccupati? Penso di no. Non c'era alcun senso di colpa o vergogna, anzi, al contrario, poiché avevamo sperimentato la più intima delle interazioni possibili, c'era da immaginare che quanto avvenuto fosse solo l'inizio di un magnifico viaggio verso la trasgressione.
Avevo bisogno di dire qualcosa.
«Mamma, papà, Katia, provo tanto affetto per voi tutti. Non mi ero mai sentito così unito a voi, come in questo momento, e questo significa molto per me.»
È seguito un abbraccio di gruppo e poi tutti in acqua.
Nulla sarebbe più stato come prima.
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Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!
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