Era incredibilmente fradicia ed io son scivolato facilmente dentro di lei. Metà del mio cazzo è scomparsa dentro di lei, mentre lei si spostava su e giù, prendendone sempre più ad ogni colpo.
Lentamente l’ha accolto tutto dentro di sé, fino alle palle. Ha iniziato a cavalcarmi dolcemente e con metodo. Mi pompava su e giù; le sue mani erano appoggiate sulla mia spalla e le sue tette sode ondeggiavano al ritmo. Il suo respiro era accelerato e lei gemeva sommessamente. Più e più volte ha sfilato pianissimo la sua fica su e giù, per tutta la lunghezza del mio cazzo, quasi a volerne assaporare ogni centimetro. Mi stava guardando dritto negli occhi, la sua lingua leggermente sporgente dalla bocca, leccandosi il labbro superiore.
«È bellissimo! Il tuo cazzo mi scorre dentro, fino in fondo! Lo sento tutto, fin dentro l’utero! Mi sfondi che è una meraviglia! Godo! Simone, vengo!»
Ho sollevato le mani e le ho afferrato i seni. Li ho strizzati forte, memore del fatto che a lei piace il dolore. Ha preso a gemere più forte, più in fretta.
«Si, così! Dai, più forte! Fammi male! Vengo! Amore, vengo!»
Katia ha aumentato il ritmo del suo pompaggio. La sua fica stretta stava avvolgendo il mio cazzo come un guanto e potevo sentire i suoi succhi colare giù, sulle palle. Ero troppo eccitato. Sentivo che sarei esploso a breve.
«Katia, vattene! Togliti, che vengo! Sborro!»
Lei mi ha guardato in faccia e, con voce rotta dal piacere, mi ha invitato a venirle dentro.
«Godi! Vienimi, dentro! Dai, ti voglio sentire!»
Con una scossa tremenda sono esploso dentro di lei. Un flusso di sperma caldo l’ha riempita.
«Katia, vengo! Vengo dentro di te! Ti sborro tutta!»
Ero bloccato dal suo corpo, sotto di lei. Il mio cazzo sussultava, mentre mi contorcevo dal piacere.
Katia ha sentito il mio orgasmo e ne ha avuto un altro, reclinando indietro la testa; lo ha urlato ad alta voce, mentre il suo corpo era tutto un tremore.
«Oh, mio Dio… sì… oh, sì… sì! Ti sento, sei bollente! È bellissimo averti dentro!»
Katia è crollata distesa su di me. L’ho stretta forte, il mio cuore si è riempito d'amore per lei. È rimasta un po’ così, ferma, poi si è sfilata. Ha girato il viso, sfatto dal piacere, in direzione di nostra madre, che, a vederci godere, si stava masturbando a sua volta.
«Dai, mamma, avvicinati e prendiglielo in bocca. Dai, che resterà duro, così da poter scopare anche te.»
Lei si è spostata con il corpo verso il mio inguine e subito le sue calde labbra hanno avvolto la mia cappella, ancora fradicia degli umori di mia sorella. Mi ha leccato e succhiato sotto lo sguardo di Katia, che si masturbava piano, raccogliendo la sborra con le dita che colava dalla fica slabbrata ed aperta, per poi leccarla.
«Dai, mamma, succhialo che poi farà impazzire anche te! Non capisco come hai fatto a resistere ieri sera! Dai che è meraviglioso! Ha un cazzo stupendo, tuo figlio!»
Ho sentito il desiderio di averla. Mi son sollevato e lei si è rimessa distesa, supina. Mi son avvicinato, le ho allargato le gambe, poggiando i suoi piedi sulle mie spalle. Era bagnata fradicia. Con una spinta decisa, son scivolato tutto dentro di lei. Ha sollevato le mani e le ha appoggiate al mio petto, mentre la sua bocca si è spalancata e, dopo un lungo gemito, ha chiuso gli occhi.
«Oh, sì, amore mio; è sconvolgente sentirti dentro! Dai, amore, sfonda la tua mamma! Scopami, amore! Entra là, da dove sei uscito e restaci!»
Mi son inginocchiato e, restando con il cazzo ben piantato dentro di lei, ho allungato le mani e le ho afferrato i seni, torturandole i capezzoli. Poi mi sono allungato su di lei, ne ho preso uno in bocca, succhiandolo e provocando in lei un ulteriore piacere: è letteralmente andata in estasi.
«Fottimi forte, Simone! Oh sì, è così bello, non fermarti! Dammelo tutto, amor mio, questo cazzo, affinché possa esser fiera del mio operato.»
L’ho pompata fortissimo e lei è venuta.
«Vengo! Figlio mio, vengo! Sì, fa godere la tua mamma! Simone, ora!»
Le ho lasciato il tempo di godere e poi siamo rotolati di lato. Lei si è girata ed io l’ho presa da dietro, sollevandole una gamba. Mentre la pompavo da dietro, ho portato la mia mano sulla sua fica e le ho torturato il clitoride. L'ho strofinato con decisione. Come Katia, anche lei ha goduto molto ed i suoi umori scorrevano copiosi, fuori dal suo corpo. È venuta di nuovo, urlando il suo ennesimo piacere.
«Sto venendo! Simone, mi fai godere ancora! Sei meraviglioso, figlio mio! Oh sì! Si… sto venendo!»
Il suo corpo è stato scosso da un fremito convulso, mentre il suo bacino si muoveva all'unisono con il mio cazzo, che affondava dentro di lei, sempre più in fretta. Tremava in maniera incontrollata, mentre sbrodolava con violenza. Ho smesso di scoparla per darle modo di godere a lungo, poi ho preso a pomparla con un ritmo fortissimo e, alla fine, le son venuto dentro, mentre lei veniva travolta da un ennesimo orgasmo.
«Amore della mamma… amore... vengo! Amore… io godo di nuovo! È da impazzire per quanto è bello!»
Al suo grido, ha fatto eco il mio.
«Mamma, ora vengo! Sborro, mamma! Ti sto venendo dentro! Oddio! Che bello!»
Siamo rimasti abbracciati. Katia si è avvicinata e mamma ha sollevato un braccio, l’ha attirata a sé, baciandola in bocca.
La sua voce era rotta dall’emozione.
«È una pazzia! Sì, una vera pazzia, ma non m'importa: voi siete un pezzo di me e io di voi. Vi amo, figli miei!»
Ci ha baciati entrambi.
«Mamma, io ti ho desiderato tanto e non mi sembra vero averlo potuto realizzare.»
Mi ha abbracciato e baciato, poi Katia le ha detto a sua volta quanto sentiva importante questo momento.
«Mamma, ti amo! Sei la persona più dolce del mondo! Vedervi scopare, mi ha fatto impazzire! Mamma, ho anch'io un desiderio, ma devi esser tu a dirmi se posso metterlo in pratica.»
Lei l’ha guardata, senza capire.
«Amore, dimmi: cosa posso fare per te?»
Katia era in imbarazzo. Non l’ho mia vista cosi indecisa, insicura.
«Mamma io… cioè, vorrei... io mamma, è così difficile dirlo!»
Lei ha preso il viso di mia sorella fra le mani. I loro occhi si sono incrociati e mamma ha rasserenato mia sorella.
«Amore mio, non serve che tu lo dica! Ho capito e ti aiuterò! Tu avrai il piacere di aver tuo padre dentro di te! Sta tranquilla, che lo avrai, non dubitare!»
A lei sono scese lacrime di gioia.
«Mamma, grazie! Non sapevo come dirtelo. Non volevo che potessi pensare che volevo rubarti il tuo uomo, ma lo desidero davvero tanto!»
Si son abbracciate ed io mio son alzato e diretto in cucina.
«Sto prendendo dell'acqua ghiacciata: chi ne vuole un po'?»
«Sì, anche per noi, grazie!»
Ho preso le bottigliette, uscendo le ho ammirate ancora abbracciate, nell'acqua della piscina. Ho riflettuto sul fatto che ora la nostra relazione si era spostata su un altro piano e non potevo sentirmi più felice. Chissà cosa ci aspettava: tutto quello che sapevo era che le cose erano cambiate e in meglio; non si poteva tornare indietro e nemmeno l'avrei voluto.
Com'è finora?
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Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!
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