Si stava avvicinando mezzogiorno e il calore del sole si faceva sentire.
«Mamma, credo che me ne andrò dentro, questo sole comincia a scottare troppo, mi sento bruciare.»
Un attimo dopo, eravamo all’ombra tutti e tre, sotto il portico. Anche senza l'aria condizionata, la casa è molto più fresca. Sono andato al frigo e mi son preso un altro bicchiere di acqua fredda. Mamma ha lanciato l’idea di una fresca insalatona mista per il pranzo e tutti ci siamo trovati d’accordo. Mentre eravamo intenti alla preparazione dell’insalata, ho notato un lieve arrossamento dei seni di Katia
«Penso che ti farebbe bene un po' di crema idratante sulle tue tette.»
Lei ha dato un'occhiata e mi ha dato ragione.
«Penso che tu abbia ragione fratello: che ne dici di spalmarmene un po'?»
Mi sono recato in bagno e son tornato con una lozione lenitiva all'aloe vera, perfetta per attenuare il rossore. Lei si è seduta e io ho versato un po' della lozione sulle mie mani, ho allungato la mano e l'ho applicata sui suoi adorabili tumuli, provocandole un brivido per reazione.
«Ohhhhh! Bbrrrrrr…è fredda!»
«Sarà utile ad eliminare il bruciore dell'eritema. Ne varrà la pena.»
Mentre palpavo i suoi seni, le mie mani scorrevano sui suoi capezzoli e quel movimento, o la natura fredda della lozione, hanno avuto un qualche effetto su di essi, perché si son induriti all'istante. Se quel massaggio a me piaceva, per lei è servito ad eccitarla.
«Così non vale! Accidenti, fratello, mi… fai bagnare! Porcello!»
Vederla tremare per l’eccitazione, ha eccitato anche me, come ha evidenziato una mia violenta erezione.
«Grazie, Simone, è davvero un toccasana; mi sento già meglio e son felice che l'operazione sia piaciuta anche a te, da quel che si vede.»
Senza aggiungere altro, ha allungato la mano e lo ha impugnato, segandomi molto lentamente, sotto lo sguardo di mamma, che sorrideva divertita.
Poco dopo abbiamo sentito tornare papà. Quando è entrato in casa, sembrava un naufrago appena salvato. Aveva l’aria distrutta e Katia si è alzata e gli ha offerto la sua sedia, temendo che stesse per crollare.
Mi son precipitato al lavandino e gli ho preso un bicchiere d'acqua. Lui si è seduto, ha bevuto e poi si è guardato intorno, osservando le nostre nudità. Prima che potesse dir qualcosa, io gli ho rivolto una domanda.
«Allora, papà, com'è andato il golf, oggi? Non era troppo caldo per giocare?»
Lui ha scosso il capo.
«Che pazzo! Era un forno e, alla fine, mi son arreso: se non l'avessi fatto, ci restavo secco sul green. Ma cosa ci fate tutti nudi? Quand'è che questa casa è diventata una colonia di nudisti?»
In quel momento, siam restati tutti sorpresi, in silenzio. Katia è stata l’unica che gli ha risposto.
«Da ieri e per il fatto che fa così caldo: abbiamo deciso che possiamo far a meno di vestiti. Allora? Che ne dici di unirti a noi, papà; sembri tutto eccitato e per nulla infastidito.»
Papà è rimasto un attimo in silenzio, quasi a voler riflettere, poi ci ha guardato sorridendo.
«Immagino sia una buona idea. Fa caldo e non si ha bisogno di vestiti, quando la temperatura è così elevata. Sai che io e tua madre, di tanto in tanto, ci godiamo un po' di nudità? Siamo stati in una spiaggia nudista un paio di volte. Certo che mi adeguo anch'io, ma prima andrò a farmi una doccia.»
Senza aggiunger altro si è diretto verso il bagno, seguito da mamma. Sono spariti per una decina di minuti, dopo di che poi mamma è tornata, seguita da lui nudo. Abbiamo notato tutti che papà, ha un fisico piuttosto muscoloso, merito della sua frequenza in palestra per due volte a settimana e, al sabato, al gioco del golf. Katia, fra noi tutti, è stata quella che gli ha fissato il cazzo con molta curiosità ed ha spalancato gli occhi quando si è resa conto che papà ha un cazzo che, seppur in fase di riposo, è piuttosto grande: grosso e lungo. Penzolava giù, ma ad immaginarlo teso e duro, lasciava quasi sgomenti. Il pelo, poi, era ben curato, in modo da evidenziare la lunghezza del suo cazzo. Si è avvicinato a lei e gli ha sorriso.
«Che ne dici di offrire una birra al tuo vecchio, prima che io svenga?»
In un attimo lei ha portato le birre per tutti. Nel dargli la sua, lei lo ha guardato con occhi carichi di ammirazione.
«Non sei vecchio, ma solo un po’ stremato dal caldo. Un paio di birre e sarai come nuovo.»
Lui ha risposto al suo sorriso.
«Lo spero, piccola; già la doccia mi ha rimesso in forma.»
Mamma ci ha invitati a pranzo e ci siam seduti al fresco, in veranda, per consumare l’insalata. Tutti l’abbiamo apprezzata e poi, dopo, mentre ci gustavamo una coppa di gelato, io e Katia abbiamo preso a farci dei dispetti, un po'come si faceva quando eravamo bambini: le ho messo del gelato sul seno, cui lei ha reagito con un urletto.
« Simone, sei cattivo! Mi fai venire i brividi e poi mi si gonfiano i capezzoli, oltre a sporcarmi con il gelato. Pulisci subito con la lingua! Subito, capito?»
Mi son avvicinato e le ho dato una leccata al capezzolo. Papà ha sorriso divertito. Katia ha allungato la mano e, mentre leccavo, mi ha impugnato il cazzo turgido. Papà ha guardato in silenzio, mentre lei mi masturbava. Era chiaro che gli piaceva godersi lo spettacolo, mentre il suo membro reagiva in conseguenza, crescendo a sua volta. La sua mano è andata a dar conforto al membro in crescita, accarezzandolo lentamente. Mia sorella lo ha guardato con desiderio.
«Bel cazzo, papà! Posso giocarci un po'? Mamma, posso?»
Papà ha annuito. Lei si è seduta accanto a lui e gli ha rivolto tutta la sua attenzione. Il cazzo di papà era davvero impressionante. Era lungo e grosso. Katia ha lanciato uno sguardo d'invidia in direzione di mamma.
«Ma tu, in tutti questi anni, ti sei sempre goduta un fallo di queste dimensioni? Come hai fatto ad accoglierlo dentro di te?»
Lei gli ha sorriso nella piena consapevolezza che si è goduta quel cazzo per più di vent'anni. Sembrava non provare altro che ammirazione per Katia, che ora aveva l'opportunità di goderselo.
«Credimi, figlia mia, è stato un vero piacere. Adesso lo sentirai anche tu cosa è capace di farti provare! Dai, non esitare, che anche lui ti vuole!»
Katia si è girata verso papà, che ha annuito. Lei allora ha preso a carezzare il cazzo di papà, molto lentamente. Le sue mani lo hanno lavorato su e giù, per tutta la sua lunghezza. Con una mano, gli ha preso le palle, stringendole delicatamente. Papà si messo comodo sul divano e, con la mano libera, ha afferrato il seno sinistro di Katia e lo ha accarezzato dolcemente.
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Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!
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