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Erotika
Caccia Bagnata: Sottomissione di una Detective: · Cap. 1
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Capitolo 1 di 2 26 min di lettura

Scopare la Tossica nel Motel a Ore:

elena la detective indaga su questo serial killer e trova finalmente un punto di svolta.

ile
6 mesi fa · 1.9k letture · 7

Ale emette un piccolo, delizioso gemito di sorpresa.

Mi avvento sulla sua bocca. Il bacio è immediato, affamato e prepotente. Le sue labbra piene si schiudono subito sotto l'assalto della mia lingua. Sa di vaniglia, di fumo dolce e di una femminilità inebriante. Ale mi circonda il collo con le braccia, stringendosi contro di me e rispondendo al bacio con una foga inaspettata, la sua lingua che si intreccia alla mia in una danza umida e disperata.

Sento il suo petto premere contro il mio, i suoi capezzoli turgidi che sfregano contro la pelle della mia scollatura. La mia mano sinistra sale dal suo fianco, scivolando audacemente sotto il tessuto a rete del suo top. Trovo l'addome piatto e caldissimo, salendo fino a circondarle il seno nudo. Ha una forma rotonda e perfetta; stringo la carne morbida nel palmo, sfregando il capezzolo indurito con il pollice. Ale inarca la schiena, un sospiro roco che si spezza nella mia bocca.

La sollevo per i fianchi, senza interrompere il bacio, e la faccio sedere sul bordo del lavandino di ceramica. Le sue gambe lunghe e snelle si aprono istintivamente intorno alla mia vita, e io mi ci infilo in mezzo, premendo il mio corpo contro il suo linguine. Il contrasto tra la mia aggressività ruvida e la sua bellezza delicata è una droga purissima.

"Sei bellissima," le ringhio a fior di labbra, mordendole il labbro inferiore.

"Toccami," implora lei, la voce tremante, gli occhi lucidi di un desiderio torbido e le guance accese.

Sposto la mano destra, afferrando l'orlo sfilacciato della sua minigonna di jeans. La tiro su lungo le sue cosce chiare, scoprendo un minuscolo slip di pizzo scuro. Sotto le mie dita, sento il calore pulsante della sua intimità. È fradicia, eccitata al punto da bagnare il tessuto sottile. Faccio scivolare l'intimo di lato con impazienza spietata, e premo le dita direttamente sul suo centro umido e gonfio.

Ale getta la testa all'indietro, i capelli lisci che le ricadono sulla schiena nuda, emettendo un gemito lungo e vibrante che rimbomba tra le mura squallide del bagno. Inizio a stimolarla, prima con movimenti lenti e circolari, godendomi il modo in cui il suo respiro si spezza, poi affondando decisa due dita tra le sue pieghe scivolose.

Lei mi afferra i capelli, tirandomi verso di sé, strofinando disperatamente il suo bacino contro la mia mano in cerca di un attrito più violento. Le mie dita si muovono dentro di lei con precisione e urgenza, in un ritmo incalzante che le estorce spasmi di piacere involontari. La sento stringersi intorno a me, calda e stretta. L'aria nel bagno si satura del nostro respiro, del sudore, dell'odore pungente e inebriante del sesso rubato.

Non mi importa più dello squallore del locale, non mi importa dell'indagine, almeno per questo fottuto, eterno minuto. Voglio solo divorare questa creatura, dominare la sua dolcezza e perdermi tra le sue gambe, lavando via nel suo piacere tutto il sudiciume che mi porto dentro.

Il suo corpo si tende come un arco sotto le mie dita, i muscoli dell'addome guizzano, fremendo nell'imminenza del piacere. La guardo, persa in quel viso angelico stravolto dalla lussuria, ma all'improvviso, qualcosa cambia.

Il respiro di Ale si ferma. I suoi occhi, fino a un secondo prima annebbiati e languidi, si spalancano e mi fissano. Non c'è traccia di abbandono in quello sguardo. C'è solo una lucidità glaciale, oscura, predatoria.

Prima che io possa capire cosa stia succedendo, la sua mano sinistra scatta. Afferra il mio polso con una forza disumana, bloccando di colpo le mie dita dentro di lei. Il contrasto tra la sua corporatura delicata e quella stretta d'acciaio mi paralizza per una frazione di secondo.

Le sue labbra, gonfie per i miei baci, si aprono in un sorriso dolce, quasi timido. "Cavolo, sapevo che un detective mi stesse cercando," sussurra, la voce limpida che risuona nel bagno sudicio come una carezza mortale. "A essere onesti ti cercavo da un po' ma... non mi avevano detto che fossi così sexy."

Il sangue mi si gela nelle vene. L'aria nei polmoni sparisce.

Un istante dopo, la sua mano destra scatta in avanti e si chiude a tenaglia intorno alla mia gola.

Non è una stretta d'avvertimento, è un morso letale. Con una spinta brutale, Ale scivola giù dal lavandino e usa il suo slancio per scaraventarmi all'indietro. La mia schiena sbatte violentemente contro la porta di lamiera di una delle cabine, il tonfo metallico che copre il mio rantolo strozzato.

"Brutta puttana psicopatica!" riesco a ringhiare a denti stretti, l'istinto di sopravvivenza che esplode cancellando ogni freno.

Le tiro una ginocchiata verso il basso ventre, ma lei è fottutamente veloce. Ruota il bacino, schivando il colpo, e preme la sua coscia nuda e bollente in mezzo alle mie gambe, incastrandomi contro la porta. Il contatto è violento, le nostre intimità premute l'una contro l'altra attraverso la pelle del mio vestito e i pizzi strappati del suo.

Cerco di colpirla al viso con un pugno, ma lei alza l'avambraccio, deviando il colpo con la grazia letale di una ballerina e sbattendomi l'altra mano contro la piastrella del muro, intrappolandomi i polsi. Il mio seno schiacciato contro il suo, il respiro affannoso che ci mescola i profumi in una danza mortale e oscena.

"Shh, Elena... non essere così volgare," mormora Ale, inclinando la testa di lato. Il suo viso è a un millimetro dal mio, i lineamenti dolci e perfetti che contrastano in modo folle con la brutalità con cui mi sta strangolando. I suoi occhi grandi e scuri brillano di un'eccitazione torbida. "Eravamo partite così bene..."

"Ti ammazzo," sibilo, dimenandomi. Riesco a liberare una gamba, agganciandola dietro il suo polpaccio per farle perdere l'equilibrio.

Cadiamo entrambe sul pavimento lurido del bagno, un groviglio di pelle nuda, gonne sollevate e rabbia pura. Rotoliamo sulle piastrelle bagnate. Per un istante riesco a mettermi sopra di lei, le afferro la gola a mia volta, stringendo le dita intorno a quel collo sottile ed elegante. Voglio spezzarla. Voglio distruggere questa bellezza malata.

Ma lei non cerca di togliermi le mani dal collo. Anzi, inarca la schiena, sollevando il bacino per strusciarsi prepotentemente contro il mio, gemendo apertamente sotto la mia stretta assassina. Le piace. Le piace da impazzire.

"Fallo, stronza! Muoviti!" urlo, la mia stessa eccitazione che si nutre di quella violenza, un fuoco malato che mi incendia il sangue mentre premo il mio inguine contro il suo, assecondando quell'attrito perverso in mezzo alla lotta.

Ale ride, una risata argentina e deliziosa che mi fa accapponare la pelle. Con una flessibilità mostruosa, avvolge le sue gambe lunghe e snelle intorno alla mia vita, chiudendomi in una morsa. Fa leva sui muscoli addominali e, con un colpo di reni, ribalta di nuovo la situazione.

La mia testa sbatte contro il pavimento. Il dolore mi annebbia la vista. Sento il suo peso gravare su di me, le sue ginocchia che bloccano i miei fianchi. Il corpetto del mio vestito è scivolato giù, lasciandomi il seno quasi del tutto scoperto.

Ale si china su di me. La sua mano torna ad accarezzarmi la gola, ma questa volta i polpastrelli scivolano leggeri, tracciando la linea della giugulare impazzita, per poi scendere giù, fino a sfiorarmi un capezzolo indurito dal terrore e dall'adrenalina.

Mi lecca il sangue da un graffio che mi sono fatta sul labbro durante la caduta. La sua lingua calda, il sapore metallico, l'odore del nostro sesso in quel bagno chiuso. È una vertigine infernale.

"Non sai da quanto tempo ti guardo, Elena," sussurra, la voce morbida, accarezzandomi i capelli scompigliati con una dolcezza che mi terrorizza molto più della violenza. I suoi occhi mi divorano, adoranti e folli. "Ho studiato ogni tua mossa. Sei così forte, così disperata. Ma stasera finisce la caccia."

Cerco di sputarle in faccia, ma le forze mi stanno abbandonando, la botta alla testa mi ha tolto lucidità. Il mio bacino trema in modo involontario contro di lei, tradito da quell'intimità forzata e brutale.

Ale sorride, un angelo spietato che mi sfiora la guancia, prima di avvicinare le sue labbra piene al mio orecchio.

"Rilassati, amore mio," sussurra dolcemente, il suo respiro caldo che mi fa venire i brividi. "Le altre erano solo delle prove. Tu... tu sarai il mio capolavoro."

Prima di andare avanti…

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Scritto da
ile

amo l’arte e scrivere racconti psicologici e sensuali, spero vi piaccia quello che scrivo.

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Commenti 4

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  1. OPHELIO

    mix di generi clamoroso, scritto benissimo

    1. Daniele

      Veramente bello, ti tiene attaccato allo schermo

        1. Luciano Bandini

          Meraviglioso continua a pubblicare ti prego fai un libro brava

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