Da allora in avanti, la propria relazione divenne un tango di confessioni e di nuove avventure.Ogni notte, al ritorno da un turno di notte, Lucrezia raccontava a Mario le proprie fantasie, i propri desideri.E Mario, che si era ormai abituato al gioco, non solo ascoltava, ma ne godeva.Perché in quei momenti, si sentiva come se stesse scoprendo la propria moglie in maniera totalizzante, come se stesse imparando a conoscere la propria anima gemella.Un giorno Mario fu avvisato che era appena arrivato in ospedale un nuovo aiuto cardiologo Giorgio Rinaldi, che lui conosceva benissimo, un amico di vecchia data, ex-compagno di università, un uomo di grande talento,. Lo presentò a Lucrezia che non perse tempo ad invitarlo a cena per conoscersi meglio La serata si presentò calda e accogliente. I tre si ritrovarono intenti a raccontare storie di università, di notti insonni e di amori passati.Po avendo appreso che Giorgio, si era sistemato in una piccola pensione in attesa di trovare un'appartamento in affitto, Lucrezia, insistette perché andasse a vivere con loro . Avevano una camera degli ospiti ed era l'occasione giusta per utilizzarla. dallo sguardo felice e eccitato di Lucrezia Mario capi subito come sarebbe andata nei giorni successivi e sicuro di far piacere a Lucrezia insistette anche lui fin quando Giorgio non accettò.Il giorno dopo in mattinata Giorgio si presento a casa di Mario, che a quell'ora era gia in ospedale, con il suo bagaglio. L'accolse Lucrezia che si era appena alzata dopo aver fatto l'ennesima notte. Indossava una vestaglietta corta e trasparente ed un paio di slip bianchi senza reggiseno.Giorgio, che non era un santo e vedeva in Lucrezia la ragazza di tutti i desideri, non poté far a meno di notare il seno generoso che si intravedeva e l'eccitazione gli fece venire un'erezione.Con la coda dell'occhio, Lucrezia notò la reazione di Giorgio, e sorrise tra sé, sapendo di avere tra le mani un'arma potentissima e con una scusa si piegò in avanti mostrando il bellissimo culo alla vista di Giorgio per poi rialzarsi come se niente fosse. Pensò che si sarebbe divertita molto a stuzzicarlo ma sapeva che anche che Giorgio no avrebbe mai, per rispetto a Mario, preso l'iniziativaPer settimane, la coppia visse in un clima di tensione erotica, con sguardi carichi di desiderio e tocchi occasionali che si facevano sempre più frequenti.Spesso mentre Mario era in ospedale, Lucrezia e Giorgio si ritrovavano soli in casa e lei non perdeva occasione di girare seminuda per stuzzicare i sensi di Giorgio.Una sera mentre erano a letto Mario chiese a Lucrezia: " Come va con Giorgio?""bene tesoro e un uomo affascinate ma un vero gentiluomo non mi ha mai mancato di rispetto anche se lo vedo eccitarsi in più occasioni. ma lo sai che non mancherebbe mai di rispetto neanche a te""Ci credo che si eccita. Vai spesso in giro in mutandine e con una vestaglietta. Ti si vede tutto il seno e il culo, con fa a non eccitarsi, Mi meraviglia che non ti sia gia saltato addosso.""Ti piacerebbe" chiese lei " vorresti che mi facessi scopare da lui?"Mario rimase in silenzio per un po' poi disse: "Si mi piacerebbe, ma se vuoi farlo, lui non deve sapere che io sono d'accordo, deve sembrare una tresca tra di voi. Diversamente mi sentirei in imbarazzo in ospedale, mentre lui sentendosi in colpa farà tutto quello che gli chiedo e che gli chiederai tu.""Grazie amore ti accontenterò presto. Cercherò anche di rendere la nostra convivenza in tre più stimolante ed eccitante."Un pomeriggio, con la scusa di aiutarla a portare le valigie in soffitta, l'accompagnò in un ambiente caldo e soffocante. Mentre si arrampicavano su per la scala ripida, lei era davanti e Giorgio che la seguiva la vedeva con le mutandine infilate fra le natiche che saliva ancheggiando.Sulla sommità della scale, Lucrezia si voltò: Mi stai guardando il culo? disse."Non lo faccio intenzionalmente. sto attento che tu non cada e non posso fare a meno di guardare.""spero che quello che vedi ti piaccia." disse lei sorridendo"Altroché, mi fa impazzire, non sai che effetto mi fai.""Allora vieni qui, ti prego, fai qualcosa, dimostramelo" disse tirandolo su e baciandolo. E allora, come se si stessero esaudendo i desideri di entrambi, accadde.Giorgio la spinse, quasi con violenza, contro il muro, le sollevò la vestaglietta e si inginocchiò tra le gambe di Lucrezia, le sfilò gli slip e infilò la lingua tra le labbra della figa umida e gonfia.Lei si abbandonò al piacere, le mani che si aggrappavano alle spalle di Giorgio, le gambe che si aprivano e si chiudevano come un fiore in piena fioritura.Nonostante il rumore del traffico di sotto, la stanza sembrò riempirsi solo del suono del respiro affannato di Lucrezia e del leccare di Giorgio.Poi lei si inginocchiò gli abbasso i pantaloni e lo slip e si trovò di fronte ad un cazzo enorme ed eccitato duro come il marmo. "Se Mario sapesse l'effetto che ti faccio non mi lascerebbe sola con te." disse, prendendolo un po' in giro. Poi smise di parlare e cominciò leccare quel palo di carne. Leccava la cappella poi la infilava in bocca e poi leccava l'asta fin sotto i testicoli. Giorgio era in visibilio teneva le mani sulla testa di Lucrezia per governare il movimento della bocca su e giù lungo il suo pene.Poi Lucrezia si sollevò si giro mostrandogli le spalle e gli disse:" Mettimelo nel culo. voglio sentire la tua sborra calda dentro di me."Giorgio non si aspettava che Lucrezia fosse cosi disinibita e scurrile in quei frangenti. Non se lo fece ripetere due volte adeguando il suo linguaggio a a quello di lei." Si troia ora ti spacco il culo, tieniti stretta ti faro male."
"Si..., fammi male, spaccami tutta, ripetimi che sono una troia mi eccita""Prendi troia." e spinse il suo cazzo di colpo nel culo di Lucrezia che emise un gemito e cominciò a muoverlo sue giù con una rapidità impressionante."Hai un culo meravigliosamente largo, chissà quanti ne hai preso." disse lui"Tanti ma ora voglio solo il tuo" rispose Lucrezia."Giorgio affrettò il ritmo poi, con un urlo trattenuto a stento, sborrò abbondantemente nel culo di Lucrezia che con la mano stuzzicava il suo clitoride venendo contemporaneamente.Ridiscesero lentamente le scale, fecero una doccia ristoratrice ed andarono al lavoro in ospedale, entrambi avevano il turno pomeridiano.
Per settimane, la scena si ripeté, in giro per la casa, in piscina, in giardino, in qualsiasi luogo e in qualsiasi posa.Giorgio e Lucrezia si abbandonano al piacere come se non ci fosse un domani, come se la presenza di Mario non contasse.Ma la realtà era un' altra, Mario sapeva di queste scappatelle e e ne era contento, anzi, a volta li spiava facendo finta di non essere in casa.Era come se la propria moglie avesse un potere su di lui che non poteva negare. Ogni sera poi lei gli raccontava tutto, spesso andando nei minimi particolari dell'atto e delle sensazione per aumentare la sua eccitazione e si faceva scopare come se stesse scopando con Giorgio e chiamandolo spesso con quel nome eccitandolo sempre di più.Cominciarono anche un nuovo gioco parlando come se fosse veramente Giorgio a scoparla. Lui si immedesimava e le diceva quello che sperava le dicesse Giorgio mentre la scopava."scopami Giorgio" faceva lei immaginando che il marito fosse Giorgio."Hai un culo aperto come una fica, amo spaccartelo," sussurrava Mario a Lucrezia, le mani che le stringevano i fianchi, il respiro caldo sul collo. "Sono sicuro che tuo marito non ti scopa mai cosi" diceva Mario entrando nella parte"Sii, Giorgio fammi sentire come mi fai male," rispondeva Lucrezia, ansimando, il viso seppellito nel cuscino"Sai che mi fa impazzire sentirti chiedere di piantarmelo in culo," continuava Mario sempre nella parte di Giorgio, il tono di voce roco e carico di desiderio."Voglio il tuo cazzo in culo," sussurrava Lucrezia, le gambe aperte e il culo in bella vista, come se stesse parlando al vero amante segreto.Mentre Mario la prendeva, si immaginava di guardarla in faccia, di vederla godere come una puttana, di sapere che stava tradendolo e di non poter farci nulla per impedirlo.E Lucrezia, in preda al piacere, si lasciava andare a queste fantasie proibite, godendo di sapere che il marito era lì, a sentirla, a vederla, a desiderarla.Vennero insieme poi si lasciarono andare e si addormentarono.Dopo qualche giorno, Giorgio, che aveva trovato un grazioso e capiente appartamento vicino all'ospedale, comunicò a Lucrezia e Mario che quel pomeriggio avrebbe fatto il trasloco e sarebbe andato a vivere nel nuovo appartamento. Quando furono soli, Lucrezia gli chiese se le cose fra dl oro sarebbero cambiate o se lei poteva andare a trovarlo.Lui fu titubante ma poi, alla fine, dovette confessarle che sarebbe venuta a vivere con lui la sua fidanzata di cui non aveva mi fatto cenno in passato."Sei fidanzato?" chiese Lucrezia."Si da tre anni e ora lei finalmente ha deciso di iniziare la convivenza""Perché non me lo hai detto? " chiese lei pacatamente."Perché non pensavo che lei mi avesse mai raggiunto.""Avrebbe cambiato qualcosa fra di noi averlo saputo?""No, avremmo fatto lo stesso quello che abbiamo fatto, ma mi dispiace non poterti più incontrare lo sai che mi piace scopare con te. "Non è detto che dobbiamo smettere, dobbiamo solo stare più attenti non solo a Mario ma anche a Giulia la mia ragazza."A che ora vieni a casa per prendere le tue cose?" "Verso le 16""Mene, Mario sarà ancora in ospedale, ti aspetterò io""Lui le diede un bacio e si separarono tornando ognuno al proprio lavoro.Alle 16 Giorgio arrivo, Lucrezia non era in giro, quindi andò in camera degli ospiti per preparare le valigie. Lucrezia che lo aveva sentito arrivare dalla sua camera, si tolse i vestiti e si infilò un perizoma e un reggiseno nero di pizzo ed entro nella camera dove Giorgio stava chiudendo un borsone.Giorgio la guardò incredulo."Cosa stai facendo?""Ho pensato che potremmo salutarci in maniera particolare. Tu mi fai l'iniezione come sai fare tu e poi io ti faccio un pompino"Giorgio non ci pensò su due volte, la prese per un braccio e la trascinò in bagno, le fece mettere le mani sul lavandino epe tolse il perizoma le lecco il buco del culo e la inculò a dovere.Il tuo cazzo mi mancherà, mi avevi abituata troppo bene ogni giorno e anche più volte al giorno. Quando vuoi, ricordati che sarò sempre la tua troia. A quelle parole lui sborro abbontantemente.Lei se lo sfilò dal culo e lo leccò e lo ingoiò avidamente come se avesse la sete da tempo.Giorgio era al settimo cielo, le dita che si intrecciavano nei capelli di Lucrezia, i movimenti del bacino che spingevano il cazzo in profondità. Aveva ancora tanta voglia.Non durò a lungo, la pressione di dover andare incontro a la propria ragazza e il pensiero di dover lasciare la stanza in tempo lo resero eiaculare in fretta per la seconda volta."Ti piace?" chiese Lucrezia, il viso bagnato di sperma e le labbra che sorridevano.Giorgio non rispose, si limitò a sospirare e a baciarla, a ringraziarla.Poi, come se nulla fosse accaduto, si vestirono e iniziarono a preparare il bagaglio.Mentre lo aiutava, Lucrezia sentiva un po' di malinconia, ma sapeva che la propria avventura con Giorgio non si era conclusa.Quando uscirono, la guardò un'ultima volta e le disse: "Ti ringrazierò per sempre per avermi mostrato la vera Lucrezia."Quando torno a casa, Mario la notò un po' giù di morale e capì subito che qualcosa era accaduto."Ciao amore come è andata?""Bene," rispose Lucrezia, un po' affannata, "Giorgio è venuto a prendersi le sue cose mi ha detto anche che la sua ragazza verrà a vivere con lui."Mario sorrise, "Non mi ha detto che era fidanzato, ma non fa niente. Siamo contenti per lui. Non sarai mica gelosa?"" Ma no che dici, anche perché ha detto che possiamo continuare a vederci, se lo vogliamo, bisogna solo stare un po' attenti anche a Giulia, la sua ragazza.La notte , a letto , Lucrezia non poté fare a meno di raccontargli tutti i dettagli del loro ultimo saluto, le parole sporche, il sesso intenso, la sborra che le riempiva la bocca.Mario ascoltava in silenzio, il volto impassibile, ma Lucrezia poteva sentire la tensione crescere nel petto."Vuoi che ti racconti come mi sento?" chiese."Sì, lo voglio," rispose Mario, con un tono che non lasciava spazio a dubbi.E allora Lucrezia gli disse, "Mi sento come se avessi appena scoperto di essere una troia, di avere un enorme bisogno del suo cazzo. Ormai ero abituata e mi piaceva raccontartelo la sera. Da domani troveremo qualcos'altro, me lo prometti?"" Si amore, continuerai a fare la puttana per me e mi racconterai sempre tutto."I giorni successivi furono monotoni e pieni di lavoro per Lucrezia. La mancanza di avventure la faceva sentire quasi svuotata, come se il fuoco che la consumava si fosse spento. La notte, tornati a casa, si buttavano sul letto, troppo stanchi per fare sesso. La tv era la sola compagna del silenzio che si stava facendo strada tra di loro.Molti sere, Lucrezia si svegliava di colpo, il respiro corto, pensando a come avrebbe potuto riaccendere la fiamma. Aveva bisogno di qualcosa di intenso, di qualcuno che la riempisse come faceva Giorgio, che la facesse sentire viva.Mentre Mario dormiva, Lucrezia si sfilava la camicia da notte e si avvicinava lentamente al letto, le mani che scivolavano sul proprio corpo, le dita che si infilavano tra le cosce per toccare il clitoride gonfio e desideroso di attenzione.Le fantasie la facevano godere da sola, ma non era la stessa cosa. Aveva bisogno di un' altra avventura per poter vivere e per poter raccontare a Mario.Una notte, non ce la fece a resistere. Scese in cucina, nuda come un verme, in cerca di ispirazione. Mentre beveva un bicchiere d'acqua, senti un rumore di passi.Era Antonio, il vicino di casa, un uomo maturo e affascinante che le faceva spesso l'occhiolino. In un attimo, la mente di Lucrezia cominciò a vagare tra le fantasie proibite.Usci sul balcone love Antonio stava fumando una sigaretta."Che ci fai qui?" le chiese, notando la nudità di Lucrezia."Non ho sonno," rispose, con un tono che lasciava intendere qualcosa di più."Vuoi un po' di company?" propose Antonio, con un sorriso malizioso.Lucrezia non si fece scappare l'occasione. Si avvicinò a lui, la pelle umida per la calura estiva."E tu?" chiese, accarezzando il braccio tatuato di Antonio."Certo,"Mentre si scambiavano sguardi carichi di desiderio, Antonio le fece cenno di seguirlo. Entrambi i balconi avevano un accesso al giardino comuneLucrezia indossò una vestaglietta e scese.La portò in giardino, dove l'ombra di un albero di limoni li nascondeva alla vista."Allora," disse Antonio, "Che si fa stasera?" disse abbassandosi il pigiama e l tiro fuori un membro di buone dimensioni quasi simile a quello di Giorgio."Tuo marito dorme?" chiese lui "Si e tua moglie?"" Stasera non c'è e dalla madre che non stava bene.""Mmm, sei andato in bianco stasera, allora, bisogna rimediare!" Disse sorridendo. Si piego in avanti abbassandosi cominciò ad accarezzarlo poi lo prese in bocca. Cominciò a succhiarlo con voglia e dedizione mentre lui con le mani sulla testa guidava il ritmo. " Ha un buon sapore." disse togliendolo dalla bocca e sputando sulla cappella per renderlo più umido."Poi si alzò, si girò, pose le mani sull'albero, allargò le gambe e gli disse "Scopami!"Lui si bagnò e dita e accarezzò la fica pronto per scoparla."Non davanti, mettimelo nel culo." disse LucreziaAntonio non se lo fece ripetere due volte, puntò il glande appoggiandolo al buco del culo e spinse lentamente pensando di trovare resistenza. Il cazzo entrò liscio senza nessun attrito fino in fondo."Ora muoviti forte, " disse lei , "fammi godere."Antonio la afferrò stretta dai fianchi ed iniziò a sbatterla. Ad ogni colpo si sentiva il rumore del suo ventre sbattere sulle natiche di Lucrezia a ritmo crescente che lei ad ogni colmo emetteva un gemito sempre più forte e voluttuoso.Mario svegliandosi e non vedendo la moglie nel letto accanto a se e sentendo i gemiti provenire dal giardini si diresse verso il balcone. Vide Lucrezia piegata in avanti appoggiata all'albero e il loro vicino Antonio che la teneva dai fianchi. Realizzo subito che Lucrezia aveva finalmente ritrovato la sua verve esenti il suo membro crescere immediatamente. Si apposto in modo di vederli senza essere visto ed inizio a masturbarsi. Sentiva Lucrezia implorare di fare più forte e più veloce, stava per venire e lui voleva cogliere l'attimo per venire insieme a lei.La senti godere coma sapeva fare lei e sborrò anche lui lulle mattonelle del balcone.Poi i due si ricomposero e tornarono ognuno al proprio balcone. Lui era la che l'aspettava col cazzo duro ancora in mano."amore sei qua." disse lei con un po' di meraviglia " Hai visto tutto?"Si e stato bello amore."" Vieni al letto cosi mi pulisci il culetto, sono ancora piena di sborra" disse lei."Mario iniziò a leccarle il culo e la sborra usciva lentamente ma inesorabilmente riempiendogli la bocca in un ineguagliabile sessantanove, con lei che succhiava avidamente il suo cazzo per dimostrargli tutto il suo amore."Nonostante avesse gia sborrato da poco, Mario non riuscì a trattenersi e sborrò nuovamente nella bocca della moglie che inghiottì tutto, nello stesso momento in cui Mario inghiottiva tutto lo sperma uscito dal culo di Lucrezia. Poi appagati si lasciarono finalmente andare ad un sonno profondo.La mattina successiva, al risveglio, mentre facevano colazione, Mario le chiese il parere sull'avventura della sera prima."Vuoi sapere se aveva un bel cazzo?"Anche, disse lui""Si e bello grosso quasi come quello di Giorgio forse anche un po' più duro. Era bellissimo sentirmelo tutto dentro."" Infatti ti sentivo gemere forte come nelle tue scopate migliori, si ma in verità lo facevo perchè tu mi sentissi e mi spiassi come in effetti è successo. Infatti lui mi ha detto "Abbassa la voce rumore tuo marito ci potrebbe scoprire." ed io gli ho risposto "Non preoccuparti se si sveglia si mette a spiare e si farà una sega. Gli ho detto che a te piace che io mi faccia scopare. Ho fatto male?""No purché non sparga la voce.""Tranquillo, gli ho detto che se lo dice a qualcuno non lo faremo più, e mi pare che lui e interessato a rifarlo.""Anche, se tu non hai niente in contrario""certo che no anzi puoi anche farlo venire a casa tanto ci conosciamo bene con Antonio.""Grazie amore, un'atra cosa" disse, "Antonio mi ha detto che ha un amico di colore che vorrebbe conoscermi. Mi ha visto nelle scale qualche volta e si e invaghito di me Pensi che possiamo organizzare qualcosa in tre qualche volta?"Mario sorrise, eccitato all'idea di poter condividere la propria moglie con due uomini insieme, di cui uno per di più di colore, come piacciono a lei."Sicuro, amore," rispose, "L'importante poterci fidare e stare attenti, come al solito, e come al solito solo nel culo. La fica e solo mia.”
