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Erotika
Lucrezia · Cap. 1
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Capitolo 1 di 1 86 min di lettura

amore cuckold

esperienze cuckold in viaggio di nozze

Anna Bolerani
11 mesi fa · 1.1k letture · 3

“Si l'ho gia detto a Antonio, lo sa, comunque stasera glielo ribadirò. Che ne dici se lo invito a cena? Ti va.?"Se per te va bene, io sono d'accordo.”Poi si vestirono ed andarono in ospedale.Finalmente aveva superato il trauma dell'abbandono di Giorgio e le era tornato il sorriso.

Mentre passavano la giornata, Lucrezia non poteva fare a meno di pensare a come avrebbero esplorato i propri desideri con Antonio e il suo amico.I pazienti si alternavano e il tempo passava lentamente.Quando la sera arrivò, Antonio bussò alla porta con il proprio amico, un uomo di colore alto e muscoloso di nome Raul.Lucrezia e Raul si scambiarono i saluti e occhiate cariche di voglia, il cuore che batteva all'impazzata.Mentre Antonio e Mario si conoscevano meglio nel salone preparando la tavola per la cena, Lucrezia andò in cucina e Raul si offrì aiutarla e la segui. Scambiarono quattro chiacchiere e lui inizio i suoi approcci toccandole il culo."Abbi pazienza." disse lei "Abbiamo tutta la notte per queste cose." e porgendogli un vassoio disse "porta questo di là."A tavola lei si sedette fra i due uomini e mangiando e bevendo si trovò sempre con la mano di uno dei due, a turno fra le cosce. Ovviamente non aveva messo le mutandine e le loro dita spesso finivano fine dentro la fica e qualche volta anche se con difficoltà, nel culetto.Poi mentre gli uomini sparecchiavano lei andò in bagno a rinfrescarsi.I due l'attesero con ansia seduti sul divano mentre Mario era seduto nella suo solita poltrona contemplativa.Lucrezia usci da dal bagno con addosso un babydoll trasparente rosso e un tanga dello stesso colore con il culo coperto solo dal filo fra le natiche.Raul si alzò per prima ed andò a baciale il collo posizionandosi dietro di lei. Antonio si unì a loro, e la notte si trasformò in un triplo gioco di piacere.Lucrezia si sentiva come se stesse per esplorare nuove profondità, nuove sensazioni, e il pensiero la eccitava.Mentre Antonio la prendeva in culo, Raul si accovacciò di fronte a lei inginocchiata alla pecorina sul divano, le sue labbra nere e carnose che le coprivano il viso, la lingua che si insinuava tra le sue labbra in un bacio voluttuoso, poi si stese e porse alle sue labbra un enorme cazzo nero che lei iniziò a succhiare con avidità.Il dolore del cazzo nel culo si mescolava al piacere, e Lucrezia sentiva la propria identità di moglie e di donna scivolarle via, per lasciare spazio a qualcosa di selvaggio, di primordiale.Mentre si abbandonava ai piaceri del sesso con due uomini, Lucrezia si rese conto di essersi spinta ben oltre i propri limiti.Ma non si sentiva in colpa, anzi, sentiva un'energia nuova, un desiderio insaziabile che la spingeva a cercare nuove emozioni, nuove avventure.Con il rumore del sesso che riempiva la stanza, Mario guardava la scena con un mix di gelosia ma soprattutto di eccitazione.Sapeva che la propria moglie era la troia che desiderava, la troia che avrebbe condiviso con il vicino e con il suo amico.E in cuor suo, non poteva fare a meno di sentirsi fiero di ciò che era diventata, di come il proprio matrimonio si stesse evolvendo in qualcosa di inaspettato e straordinario.La notte si fece calda, il sudore scivolava sui corpi intrecciati, e le urla di piacere si mescolavano al rumore del traffico lontano ma erano facilmente udibili da Maria, la vicina di piano di Lucrezia. Lei si svegliava spesso di notte per i rumori che venivano dall'appartamento di Lucrezia, sapeva che era una coppia di sposini e capiva benissimo di cosa si trattava. Ma stavolta era diverso. Dallo spioncino aveva visto Antonio e Raul entrare nell'appartamento e capì che a fare quei rumori non erano solo Lucrezia ed il marito.Aveva sentito le voci e i gemiti di lei attraverso la parete e capì che non era col marito che Lucrezia stava scopando. Pur se si sforzava di non pensare a ciò che stava accadendo, la curiosità la divorava.Lei, la moglie devota di un uomo che non le dava il tempo di respirare, si chiedeva come poteva provare Lucrezia tali estremi di piacere. Estremi che anche lei avrebbe voluto provare almeno una volta.Mentre Lucrezia veniva presa da dietro da Antonio, la lingua di Raul esplorava il suo clitoride, facendola girare la testa di piacere.Maria, che ascoltava tutto da dietro la parete sottilissima, si sentiva in colpa per la propria eccitazione, ma non poteva evitarlo.Voleva sapere, voleva vivere, voleva provare.Le mani di Raul le afferrarono i seni, e il rumore del cazzo di Antonio che penetrava e usciva dal culo di Lucrezia era come un incanto.Maria, incapace di resistere, si toccò il clitoride, leccando i propri polpastrelli per umettarli e rendersi meno rumorosa.Immaginava se stesse al posto di Lucrezia, sentendo due uomini possederla allo stesso tempo, e la voglia divenne troppo grande.Maria si infilò un dito in bocca, bagnandoselo con la propria saliva, e si masturbò immaginando lo spettacolo che si svolgeva dall'altra parte della parete.I gemiti di Lucrezia si facevano sempre più forti, e Antonio le sussurrava all'orecchio cose sporche e proibite, che la facevano venire come non faceva da anni. E lei continuava ad incitarli a chiamarla troia. Maria sentiva chiaramente quelle parole che la facevano eccitare sempre di più e si sentì un po' troia anche lei.

Mentre la scena si faceva ancor più calda, Lucrezia e Antonio si spostarono sul letto, e Raul si unì a loro.I tre si alternarono in pose e penetrazioni, e Lucrezia si sentiva come se stesse galleggiando su un oceano di piacere.Ogni tocco, ogni bacio, ogni sguardo carico di desiderio le faceva provare sensazioni nuove ed elettrizzanti.Poi, Lucrezia guardò Mario e gli disse a voce bassa "Amore, voglio provare la doppia penetrazione anale. Tu mi puoi aiutare?"Maria, che continuava ad ascoltare di soppiatto, sentì le parole e rimase a bocca aperta. Non avrebbe mai immaginato che la propria vicina di pianerottolo potesse chiedere qualcosa del genere, e la voglia di unirsi a loro la pervase.Mentre Lucrezia giaceva sul letto, Antonio e Raul si scambiarono uno sguardo di intesa e si avvicinarono a lei. Antonio le prese la testa tra le mani e le baciò appassionatamente la bocca, introdotto il proprio cazzo in gola. Raul, nel frattempo, le leccava il culo, preparandolo per la penetrazione.Maria, la vicina, si stava masturbando furiosamente, il viso rosso di eccitazione, non potendo credere a ciò che stava ascoltando."Sei pronta, troia?" le chiesero in coro, e Lucrezia annuì, le pupille dilatate per il desiderio.Maria si morse un cuscino per non urlare, immaginando la scena: Antonio che le sfregava il cazzo sul viso, Raul che si stava avvicinando con il proprio, pronto a infilarselo nel culo.Maria si sentiva come se stesse osservando un film porno, ma era la realtà, la realtà di una notte in cui i muri sottili del proprio condominio non bastavano a nascondere i segreti che si consumavano al piano di sopra.Le mani di Raul le afferrarono i fianchi, sollevandola leggermente, e Antonio si allineò con il culo di Lucrezia, che si teneva le gambe sollevate e divaricate, pronta ad accoglierli entrambi.Mentre la vedeva accettare la proposta con tanta voglia, Antonio si avvicinò e le chiese se era pronta per la sfida. "Sarai in grado di prenderci entrambi?""Sarà la notte della mia redenzione," rispose Lucrezia, il respiro corto e il viso contratto.Maria, non potendone più, si precipitò al telefono e compose il numero di Mario. Con un tono di voce ansimante, gli raccontò che stava ascoltando tutto da dietro la parete. "Li sento fare sesso, e voglio farne parte," disse. "Posso unirmi a voi?"Mario, sorpreso ma eccitato, si alzò dal divano e andò in cucina, lontano dagli orecchi indiscreti di Antonio e Raul. "Maria," rispose a bassa voce, "cosa stai dicendo? Sai chi siamo?""Lo so," anelò la voce di Maria, "e proprio per questo voglio unirmi a voi. Sento i vostri gemiti, mi stanno facendo impazzire. Lasciami venire, vi prego."Maria si sentiva come se stesse per varcare un confine proibito, ma l'adrenalina e il desiderio la spingevano a osare. Aveva bisogno di provare la stessa frenesia e abbandono che sentiva al di là del muro.Mentre Mario le apriva la porta, il cuore di Maria batteva come un tamburo. Entrò in un'atmosfera di passione e lussuria che riempiva l'aria. Lucrezia, nuda e in posizione di pecorina seduta e piegata in avanti a novanta gradi sul Raul col cazzo nero infilato tutto nel culo e Antonio che in quella posizione tentava di infilarle nel culo anche il suo riuscendovi piano piano.Tu non partecipi gli chiese Maria? No io amo guardarla poi si sedette sulla poltrona e la attirò a se. Lei si inginocchiò e visto che Mario lo teneva duro in mano, lo baciò e si sedette a cavalcioni su di lui e mentre Mario godeva dell'immagine di Lucrezia, inculata da due cazzi contemporaneamente, Maria si infilo nel culo quello di Mario durissimo come il marmo Mario."Scopami forte" supplicava Maria "Anche io voglio essere una troia come tua moglie."In verità era lei, seduta su Mario, che dettava il ritmo e comincio ad ansimare implorandolo di chiamarla troia."Sarai la nostra troia." disse Mario sborrandole nel culo mentre lei veniva come una fontanella. da morire.Anche gli altri vennero quasi contemporaneamente e tutti insieme si lasciarono cadere sul letto esausti. Tra sperma e umori vaginale che diffondevano un eccitante odore di sesso nell'aria. In quella posizione Maria aveva vicino la faccia l'enorme cazzo nero di Raul, tutto intriso di sperma e degli umori del culo di Lucrezia. Non resistette, lo prese in bocca e iniziò a pulirlo, lo stesso fece Lucrezia con quello di Antonio prima e con quello del marito poi.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
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