“Ti piace, maialone?” mi disse mia moglie. “Ti piace il mio regalo?”
Cercai di rispondere tra i dolci succhi della sua vulva e tra la goduria che mi avvolgeva completamente. Non potevo essere più felice di così. O forse sì, perché la sconosciuta abbandonò il mio culo per farsi impalare dal mio sesso teso da un tempo infinito. Mia moglie si girò su se stessa e, sempre mantenendo la figa incollata alla mia bocca, iniziò a baciare voluttuosamente la nostra compagna. C’erano troppe sensazioni perché riuscissi a seguire un filo logico tra le tante, mi abbandonai al piacere che le due donne mi offrivano e si gustavano tra loro e con me. Mentre scopavo la sconosciuta e leccavo la figa di mia moglie mi domandavo come mai quest’ultima avesse deciso di farmi un tale regalo. Possibile che fosse solo per la mia accondiscendenza ai suoi giochi erotici con tutti i suoi amanti? Era forse un passaggio di livello nella sua depravazione? Non sapevo spiegarmelo, decisi che glielo avrei chiesto in seguito; in quel momento mi sarei goduto tutto quello che le due donne avevano da darmi.
L’abbandono fu completo e l’orgasmo salì impellente, avvisai la mia amazzone del bisogno che avevo di sborrare, lei si tolse nell’istante esatto in cui il primo fiotto di sperma erompeva dalla mia cappella. Inondò la vulva depilata della mia cavaliera ricadendo poi sul mio ventre. Mia moglie mi segui nel piacere e si scaricò sul mio viso lasciandomi a boccheggiare in quel momento libidinoso.
Cercando di riavermi da quell’amplesso chiesi di poter andare in bagno per pulirmi. Le due dame mi negarono la possibilità; mia moglie si tuffò su quel che restava del mio orgasmo e la sconosciuta mi offrì il suo sesso condito dal mio sperma. Mi trovai a gustare i succhi di mia moglie appena venuta mischiati a quelli dell’altra donna deliziosamente salati dal mio seme. Era per me la prima volta che lo assaggiavo, in quella situazione in cui l’eccitazione non sembrava voler scemare, lo trovai gustosamente vizioso. Anche io mi trovavo ad accettare qualsiasi sorta di lussuriosa abiezione.
Le due donne, non paghe di ciò che avevamo appena vissuto mi fecero accomodare sulla sedia che sempre usavo durante le copule di mia moglie e si lanciarono in un lesbo-show da urlo. I due corpi femminili si fondevano e si separavano per tornare poi a formare un’unica entità libertina. Dai cassetti estrassero numerosi giocattoli con cui si diedero vicendevolmente piacere scambiandosi ripetutamente il ruolo di dominata e dominatrice. Io guardavo estasiato quel gioco saffico che andava ben oltre la semplice sessualità, tra le due donne sembrava esserci la più completa complicità, forse dovuta alla piena conoscenza del corpo e della mente femminile. Era qualcosa che il maschio non avrebbe mai potuto co prendere, convinto come è che il piacere derivi solo dal mero possesso e dalla potenza espressa, e non solo negli amplessi.
Sebbene provato dal coito precedente e da quell’orgasmo così imperioso e spossante, mi ritrovai di nuovo con il cazzo dritto e desideroso di essere di nuovo al centro dell’attenzione. Un’attenzione che, all’inizio, era solo la mia. Mentre le due donne giocavano insieme, io presi ad accarezzarmi la verga nuovamente dura. Mi massaggiavo le palle e lubrificavo la cappella. Non esageravo nei movimenti perché volevo far durare quel piacere all’infinito. La prima ad accorgersi della mia nuova erezione fu la sconosciuta che rivolgendosi a mia moglie le disse che non le aveva parlato di un bel cazzo così prestante. Abbandonò il letto per gettarsi a quattro zampe sul mio sesso sovreccitato. Sentii la sua bocca chiudersi attorno al mio glande e farlo divampare di calore sessuale, poi scendere e risalire avvolgendo ogni millimetro di ciò che ero diventato io in quell’istante: un grosso uccello duro.
Mia moglie non fu da meno e mi abbracciò del suo seno prorompente, appoggiandolo al mio petto e offrendomelo da succhiare. Mi smarrii in quella voluttà estrema. Dimentico di ogni cosa mi lasciai condurre in quel gioco a tre che mai avrei immaginato possibile. Come tutti gli uomini l’avevo sempre sognato ma fino a quel giorno era rimasto solo un desiderio inespresso e irrealizzato.
“Non vorrai farti mancare una passata da questo bell’attrezzo?!?!” disse la sconosciuta a mia moglie “A me m’ha fatto impazzire.” Cercai di ringraziare ma avevo la bocca piena della lingua di mia moglie o di un suo capezzolo, mi sentii tirare verso il letto e trovai mia moglie a gambe spalancate che attendeva solo me e il mio fallo. La sconosciuta condusse la cappella al centro dell’obbiettivo e io, senza fatica alcuna per l’eccitazione che pervadeva anche i muri della stanza, scivolai dentro di lei. Forse fu la situazione, forse non pensava a me ma solo al fatto di essere chiavata, le vidi sul viso l’espressione distorta del piacere assoluto che avevo notato durante le sessioni con i suoi amanti. Si teneva le gambe strette al petto e io la penetravo fin dove giungevo, avrei voluto tuffarmici anch’io dentro quella vagina aperta e deliziosa. La sconosciuta, intanto, mi baciava, mi leccava, mi accarezzava e mi spronava con parole volgari che accendevano ancora di più la mia mente e i miei sensi e, immaginavo, anche quelli di mia moglie.
Sentii una mano della donna stringermi una natica. La guardai con gli occhi sgranati dal godimento. Ero molto sensibile sulle terga. Lei lo capì al volo e si dette da fare con grande maestria, coccolandone una per seguire con l’altra, scese sotto l’attaccatura delle cosce e tornò a salire infilando un dito nella fessura per raggiungere il mio bocciolo nascosto.
“Non lo fare.” Le dissi “Altrimenti vengo in un batter d’occhio.” Lei si aprì in un sorriso mefistofelico: aveva trovato il mio punto debole. Uno dei tanti. Tolse la mano e io sperai che mi lasciasse proseguire con il mio ritmo e con i miei tempi, invece si portò un dito alle labbra e lo succhiò lascivamente inumidendolo per bene, quindi lo appoggiò alle mie di labbra e mi disse di succhiarlo come fosse un piccolo cazzetto duro. Obbedii perché la mia volontà era ormai preda dell’orgia di sensazioni che stavo vivendo. Ci scambiammo il suo dito diverse volte, cosa che mi aiutò a proseguire nella cavalcata di mia moglie, poi la donna torno tra le mie chiappe e quel dito che avevo appena succhiato finì direttamente nel mio buco di culo. Sentii una scarica di adrenalina avvolgermi completamente. Fissai gli occhi aperti in quelli della donna che rideva di gusto.
“Sto per venire.” Annunciai.
“Sfilati!” Mi ordinò.
Scivolai fuori dalla figa di mia moglie e l’altra afferrò il mio pene. Con un dito nel culo e una mano sul cazzo eruttai tutto il mio piacere le sul corpo di mia moglie. Sborrai come non avevo mai fatto, le raggiunsi i seni e le coprii il ventre. Per poco non crollai a terra, esausto di quel coito. Mi lasciai scivolare al fianco di mia moglie che, lentamente, riprendeva a respirare normalmente. Allungai una mano e le spalmai il mio sperma sulle tette.
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Cinquantenne amante della letteratura, erotica e non solo. Mi piace scoprire la profondità dell'essere oltre che del sesso. Orientato verso l'universo, mi trovo a mio agio sia con uomini che con donne.
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