Ci eravamo lasciati quando mi stavo organizzando per un ritorno di putantour in terra bresciana.
Finalmente il giorno è giunto. Primo incontro da solo con la biondina Giulia, la diciannovenne che ha sconvolto la mia vita.
Piena di vita, esuberante, curiosa come poche. Dopo lo scambio di coppie con lei e il suo fidanzato e Polly la mia scopamica di Brescia, sorella della professoressa Alice (poi vi racconterò), ecco che siamo riusciti ad organizzare un incontro a due. In questi due mesi abbiamo intrattenuto rapporti con video chiamate molto bollenti.
Lei è una forza della natura. Sprizza sesso da tutti i pori. Una vera puttanella naturale, istintiva.
Appuntamento a Milano a casa sua. Il fidanzato è via per lavoro. Lei è tranquilla. Ci attende un pomeriggio di fuoco. Stasera mi attende Polly a Brescia e sarà dura soddisfare tutte e due le puttanelle come meritano nello stesso giorno. Conto molto nella chimica. Punturina e viagra e viva la gnocca!
Arrivo a Milano, taxi e raggiungo casa sua, in periferia. Un appartamento semplice ma accogliente.
Lei è splendida. Mi attende con un babydoll blù notte veramente audace. Ci sa fare la piccola. Un intimino ai minimi termini.
Mi accoglie subito con infuocati baci. La sua lingua è dolcissima, le sue labbra carnose e sensuali.
Infilo le mie mani sotto il velo di seta e le afferrò le chiappe. Un culo sodo, persino difficile da aprire.
Raggiungere il buchino è un’impresa. Eppure l’ho già assaggiato e visitato. Devo solo avere pazienza.
Ci baciamo e lecchiamo affamati, poi si tira indietro, noto che è sconvolta, forse anche un po’ spaventata. Gli anni di differenza sono molti. Potrei essere tranquillamente suo papà. Mi chiede se voglio bere qualcosa di Fresco.
Ci beviamo una coca-cola ed io le chiedo se posso fare una doccia. Lei mi accompagna in bagno e mi da un asciugamano. Esce. Mi spoglio e lascio scorrere acqua sul corpo. Il viaggio da Roma è stato buono ma comunque sempre stancante. Mi metto un asciugamano alla vita ed esco.
Lei mi aspetta già nel letto. E’ sensualissima, si atteggia a donna o forse non ne ha bisogno. In effetti è una donna fatta ed esperta nonostante la giovanissima età.
Mi avvicino al letto e comincio a baciarle le dita dei piedi. Come quando abbiamo scambiato le coppie al nostro primo incontro, lei geme da subito. Vedo che il corpo è reattivo, ancora non del tutto rilassato ma l’abbandono è vicino.
La mia lingua percorre i suoi polpacci ed arrivo alle cosce. Ormai si sta sciogliendo. Salgo lungo il suo corpo e la bacio sulle labbra. Mi tolgo l’asciugamano e le faccio sentire il mio cazzo, ormai duro, contro la sua pancia e sulla vagina.
La sua lingua si sofferma sul mio orecchio. Mi piace. La sua bocca sa di gioventù e di freschezza. Il mio cazzo sembra non resistere. Devo stare attento. Lo sapevo. Una ragazza giovane è in grado di farmi perdere la testa. Scendo con la mia lingua, prima sul collo e quindi sui suoi seni. Belli, sodi, con i capezzoli sensibili. Faccio scorrere le spalline del suo Babydoll e succhio i capezzoli prima di togliere il reggiseno di seta. Lei geme e mi spinge la testa verso il seno. I capezzoli si inturgidiscono. Ora le abbasso il reggiseno. Prendo in bocca il primo capezzolo, Lo lecco, lo succhio,lo mordicchio. Lei gode sempre di più.
La mia mano sale lungo la sua coscia e arriva alla sua calda fichetta.
E’ inzuppata fradicia. Attraverso il perizoma esce liquido a volontà. E’ tutto inebriante.
La mia bocca ora si dedica al suo fiorellino. Lecco le sue labbra rosa e mi soffermo a succhiare il suo clitoride. Eccolo, arriva il primo orgasmo. Intenso. Lei geme forte. Che bello sentirla. Mi stringe la testa con le cosce, cerca di allontanarmi. Capisco che l’orgasmo è estremamente forte, intenso. La mia lingua da piccoli colpetti. Ogni colpetto è un suo godimento e dolore. Con le mani cerca di allontanarmi la testa. Gliele afferro e le tengo lontane. Continuo a leccare. Lei mi dice “basta” “un attimo” “non ce la faccio più”. L’accontento.
Risalgo sul suo corpo e torno a baciarla. Il mio cazzo si impiglia tra le sue cosce. “Vuoi che ti faccio un pompino?” Quale domanda più gradita. Le dico di sì e mi stendo comodo. Lei si mette alla pecorina in mezzo alle mie gambe. Il suo culetto lo vedo spuntare dietro i suoi capelli.
La sua bocca si avventa sul mio cazzo. In un attimo lo vedo sparire tra le sue labbra. Lo ingoia e lo risucchia.
E’ molto brava, mi sembra più esperta della prima volta. La sua lingua lecca tutto dalla cappella alle palle. “Vuoi leccarmi il buco del culetto?” le chiedo. Non ho risposta ma subito mi solleva le chiappe e comincia a leccarmi con passione. Mi giro sulla pancia. Lei mi lecca, apre le mie chiappe e sento la sua linguetta infilarsi nel buchino. Le sue dita cominciano a giocare.
“Vuoi provare a penetrarmi?” Lei ancora una volta non risponde ma sento un suo ditino infilarsi nel culetto. “Mettine pure due”. “Ma ti faccio male”. “No, metti tutto quello che vuoi”. Lei ride e mi infila due dita nel culo. Provo un piacere immenso. Intanto con l’altra mano mi prende il cazzo. Questa ragazzina è un talento. Mi masturba con una certa foga.
Mi piace molto e glielo dico. “Sei una puttanella bravissima”. “Dai, non dirmi così”. “Non vuoi essere la mia puttanella? Vuoi essere pagata? Quando voglio scopare ti chiamo e chiaviamo insieme”. “Si, puoi scoparmi quando vuoi senza pagare” mi risponde lei molto eccitata. Ho la sensazione che stia avendo un altro orgasmo solo a parlare. Mi giro.
“Vieni sopra di me, cavalcami bella puledrina”. Lei mi sale a cavalcioni, Si infila il cazzo nella fichettina nuovamente inzuppata e si mette a smorza-candela. Comincia a cavalcarmi come un’amazzone. E’ impressionante l’arte con cui scopa. Si muove avanti e indietro o lateralmente. Cerca il suo piacere. E così lo da a me. “Sei una Dea” le sussurro. “Sei divina”. Lei arrossisce e mi dice che le piace da morire. Poi le afferro chiappe sode e la spingo fino in fondo. Lei lancia un piccolo urletto di piacere. “Godi mia piccola puttana”. Le sussurro nell’orecchio. Lei comincia a muoversi in maniera febbrile e sento la sua vagina colta da contrazioni. Eccola sta nuovamente venendo. Ma questa volta non la lascio scappare.
Le afferro le chiappe, le stringo forte e le dico di continuare. Lei suda, ha gli occhi ribaltati, mi dice che non ce la fa. “Continua a cavalcarmi. Sei la mia puttana, devi obbedirmi”. Lei riprende a cavalcarmi. La mia sensazione è che continui a venire. Vedo che colano liquidi sul mio cazzo. Le stringo i seni e le mordicchio i capezzoli. Lei geme, mi allontana e poi mi ritira verso se.
