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Erotika
Diario di un puttaniere · Cap. 5
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Capitolo 5 di 9 24 min di lettura

Brescia. Trombata Bis con la sorellina della Prof

Questa puttanella meritava davvero il bis. Così dopo un po di tempo sono tornato da lei per scoparla.

Michelle
2 anni fa · 337 letture · 0

E’ piuttosto alticcia. “Cosa sarà di noi due?”. La domanda mi lascia di stucco. “Cosa intendi?”. “Mi sembra che siamo piuttosto coinvolti o mi sbaglio?”. Devo ammetterlo, lo sono ma non voglio avere una storia anche se lei mi fa impazzire. Ma a letto, fuori è un’altra cosa. “Ok, vogliamo rimanere amanti?”. Tiro un respiro di sollievo. “Credo che siamo una bella coppia di amanti. Poi si vedrà”. Che cazzo di frase mi è venuta. Lei sorride e abbassa gli occhi.

“Ti va di scopare?” mi chiede. Le chiedo: “Vuoi fare un gioco?”. Mi guarda perplessa “Che tipo di gioco”. Di film ne abbiamo visti tutti tanti. “Posso bendarti?”. Mi guarda dritto negli occhi “Posso fidarmi?”. “Sì, puoi”. Si stende al centro del letto e allarga le braccia. Mi sembra di leggere un altro desiderio, quindi prendo la mia cravatta e le bendo gli occhi e con la camicia le lego le mani sopra la testa. Mi alzo a prendere alcuni oggetti e sistemo la telecamera puntata su di lei. Con il cellulare riprenderò da vicino.

Accendo un vibratore e comincio a giocare con il suo clitoride. Lei impazzisce. Si contorce. Fatico a tenerle ferme le gambe. “Lasciati andare, altrimenti dovrò legarti anche le gambe al letto”. “Va bene”. Uso il vibratore e contemporaneamente due dita nella fica. E’ incredibile quanto si bagna Polly. Sposto il vibratore nel buchino del culo. Metto un pochino di gel e intanto le succhio il clitoride. Lei geme e a un certo punto mi dice “Basta, aspetta un attimo”. E’ venuta. E’ un orgasmo unico questa donna. Mi chiedo se suo marito sia così coglione. A tavola me lo ha descritto con un buon orsetto, gentile e premuroso. Non hanno mai avuto una vita sessuale felice e lei ha avuto un’altra storia con un collega che la scopava un po’ meglio. Non so se sia vero quanto mi racconta ma questa volta ci credo. Mi dice che sono il primo uomo che l’ha fatta veramente godere.

Le inclino la testa sul cuscino e le infilo il cazzo in bocca. “Succhialo come se fossi una puttana”. Vedo che si offende. Le dico che è un gioco, che deve calarsi nella parte. Annuisce “ok”. Comincio a trattarla da puttana. Lei scherza e mi dice che costa 1000 euro. Sei economica, ti avrei dato molto di più. “Guadagnali!”. Le spingo il cazzo sempre più giù in gola e le faccio un bel soffocone stringendole il naso. “Cazzo, non respiro”. “Succhia puttana!”. Vedo che ci sta al gioco. Le allargo le gambe con violenza mentre schiaccio il suo viso con il mio culo. “Leccami il culo!”. Lei lo lecca ma capisco che non le piace molto la cosa. Non forzo.

Riprendo invece il movimento del pomeriggio. La mano aperta a ventaglio sulla sua figa. Strofino forte il clitoride e intanto infilo il vibratore nel culetto. Lei urla “siiii”. Non mi fermo più. Il mio cazzo è finito nella sua bocca. Muovo le mani ad una velocità incredibile e lei comincia a pisciare. Questa volta mi sembra proprio pipì. Urla forte e schizza verso il mobiletto del televisore. “dai puttana, continua” le ordino. Lei è totalmente in balia dei miei movimenti e sembra perdere i sensi. La volto a pancia in giù. Prendo il gel e gli infilo il cazzo in culo senza aspettare un attimo. Lancia un grido di dolore. La afferro per i capelli “adesso godi puttana come voglio io!”.

La scopo con forza. Il cazzo scorre nel culo, ormai la è abituata. Con una mano continuo a masturbarla poi le do in mano il vibratore e le dico di masturbarsi il clitoride. “Non ce la faccio più”. “Te lo ordino”. Si masturba, vedo che le energie le vengono a mancare.

Comincio a sculacciarla, prima piano poi sempre più forte. Le mie mani restano impresse sul suo culo prima rosse poi sempre più viola. Le scendono lacrime e mi dice “basta”. Io continuo e le chiedo “Ti piace, vero troia?” “Si mi piace ma mi fa male”. “Continuo allora se ti piace”. Le sollevo i fianchi e la metto a pecorina. Scendo in piedi dal letto e continuo a scoparla nel culo e a sculacciarla sempre più forte. Ora è talmente dilatato il buchino che non capisco quando lo infilo nel culo o nella fica.

Le tiro i capelli indietro, “apri la bocca”, le sputo in bocca e sulla faccia. “sei la mia porca”, lei sembra drogata ma in realtà è l’alcool e il sesso che la mandano in sballo. “Sono la tua porca” mi dice. E’ entrata nel gioco. “Adesso ti sfondo il culo”. Comincio a scoparla con tutta la forza che mi è rimasta. Il viagra aiuta ma fino ad un certo punto.

La volto e la trascino fino a che è seduta per terra con la schiena appoggiata al letto. Le riempio la bocca di cazzo. “Succhia puttana”. Le sciolgo le mani, mi piace quando mi afferra il culo e trascina il cazzo in gola. Lo fa istintivamente. Mi stringe le chiappe forte e sembra volermi mangiare tutto. Le tolgo anche la benda dagli occhi.

“Dove vuoi il mio sperma?”. “Dove vuoi tu”. “No, dimmelo tu dove lo vuoi”. “In faccia”. Woooow, certo che sì. Prendo in mano il mio cazzo e comincio a menarlo. Apri la bocca e guardami. I suoi occhi tendono a chiudersi. Già una volta lo sperma gli è entrato e bruciava. Si gonfia il cazzo, lei mi guarda stralunata e si sente un getto caldo invadere il viso. Glielo metto in bocca e lei lo succhia fino all’ultima goccia. Poi mi accascio davanti a lei e le lecco tutto lo sperma dalla faccia. Non l’avevo mai fatto ma con Polly tutto mi sembra naturale. Ci baciamo e ci passiamo i nostri liquidi.

“Ti amo”. Mi blocco. “Scusa, mi è scappato, non volevo dirlo. E’ un’emozione del momento, non lo penso”. La guardo con dolcezza e la bacio. Va bene così. Anche io provo la stessa cosa. Ci stendiamo nel letto. “Dovremmo pulire per terra e il mobiletto”, “tranquilla, lo facciamo dopo”. In effetti vi è pipì o quel che è un po’ ovunque. Restiamo così per parecchi minuti. Poche parole, baci e carezze. Lei si addormenta. Io mi alzo prendo degli asciugamani in bagno e pulisco meglio che posso.

Le faccio qualche foto. E’ bellissima, nuda con i capelli spettinati, le gambe raccolte e la fica che spunta nella sua dolcezza. Non me la sento di fare foto particolari con oggetti o altro. Mi basta riprenderla così nel sonno. Mi stendo anche io. Lei si risveglia e si appoggia al mio petto. Si riaddormenta. “Che ne sarà di noi due?” Le sue parole mi ronzano per la testa. E la celebre frase “domani è un altro giorno” mi sembra la più perfetta per concludere questo racconto.


Lei nuda, appena mi sono disteso accanto a lei, dopo aver ripulito la stanza dai segni del nostro amplesso serale, aver rimesso in carica Cell e telecamera, si é avvinghiata stretta al mio corpo. La sua testa sul mio petto, le sue gambe sulle mie, la sua fica appoggiata alla mia coscia. Le accarezzo la schiena, le bacio i capelli e ci addormentiamo.

Si risveglia prima lei. Sento le sue mani che mi accarezzano, fingo di dormire. Sfiora il mio pene ma non prende alcuna iniziativa, anche se mi sorprende il suo coraggioso approccio. Accarezza per lo più il mio petto. Apro gli occhi e ci diamo un dolce bacio. Lei si reca in bagno, sento che si lava i denti e si fa un bidè. Quando esce prendo il suo posto. Capisco che non ama gli odori della notte. La raggiungo nel letto, si é rimessa il suo babydoll, senza tanga. é veramente tanto sexy. Mi stendo accanto a lei, nudo. Ci baciamo con passione. Lei mi chiede ancora scusa per avermi detto "ti amo" la sera prima. Lei dico che non mi é affatto dispiaciuto, di non pensarci, che va bene così.

Ci baciamo ancora e ci tocchiamo. "hai fame?" "Si, parecchia" mi risponde. Chiamo il servizio e ordino una colazione in camera. "Ti andrebbe di andare ad aprire al cameriere così, in babydoll?", "ma sei pazzo", "si sono pazzo ma sono sicuro che ti piacerebbe provocarlo". "Va bene, però nessuna idea strana, ok?". "Va bene". Bussano alla porta. Lei va ad aprire. Si vergogna. É bellissima, il culetto esce dal babydoll. Mi eccita da morire. Io resto nudo, con il cazzo in tiro, steso sul letto. Non é un cameriere, é una cameriera piuttosto giovane, avrà poco piu di 25 anni, morettina, carina. É imbarazzatissima. Entra con il vassoio, mi vede, diventa rossa. Si rivolge a Polly per sapere dove appoggiare il vassoio. Ogni tanto lancia uno sguardo a me ed io mi tocco leggermente, ma guarda soprattutto le forme di Polly. Le donne sono tutte lesbiche. Polly va verso il tavolino e con una mossa non so quanto studiata, si abbassa per spostare quello che avevamo appoggiato, dandole il sedere. Si vede chiaramente la fica. Lei la guarda imbarazzata ed io tento di giocarmi la carta: "ti andrebbe di giocare con noi?", "come?", "se ti va di fare sesso con noi". Lei é viola in faccia e mi risponde "no, mi dispiace, non mi interessa". "Sei sicura che non ti interessa?" "Non me la sento", "ok" di c'è Polly e mi guarda di traverso. Mi alzo, vado verso il tavolo e prendo dal portafoglio 10 €. Le do la mancia e la ringrazio. "Non preoccuparti, era una proposta". "Grazie, ma non me la sento".

Prima di andare avanti…

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