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Erotika
Diario di un puttaniere · Cap. 5
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Capitolo 5 di 9 24 min di lettura

Brescia. Trombata Bis con la sorellina della Prof

Questa puttanella meritava davvero il bis. Così dopo un po di tempo sono tornato da lei per scoparla.

Michelle
2 anni fa · 337 letture · 0

Le scosto il tanga, infilo prima la lingua e poi due dita. E’ inzuppata e geme forte. Le tolgo il tanga e comincio a scoparla forte con le due dita e poi a strofinare il clitoride con rapidissimi movimenti a mano aperta. Lei non si controlla questa volta. Gode con gemiti forti e penso alla coppia vicina che ci starà ascoltando. La cosa mi eccita ancora di più. Emette liquidi in abbondanza e la mia mano è totalmente bagnata. “Scusami, devo andare in bagno. Mi scappa la pipì”. Mi guarda imbarazzata. Il suo viso è stravolto. “No. Non è pipì quella che senti. Lasciati andare e lascia che esca”. “Mi vergogno”. “Non con me. Lasciati andare”.

Le faccio riprendere la posizione rilasciata e riprendo a scoparla con la mano. Prima 3 dita e poi tutte e 5. La fica si dilata. Lei urla tra il piacere e il dolore. Scendo dalla parte del suo letto, dove ha la testa reclinata, mi tolgo i boxer e le infilo in bocca il mio cazzo che sembra esplodere. Continuo intanto a scoparla e per la prima volta vedo una donna squirtare. Un piccolo spruzzo e poi cola tanto liquido lievemente denso. Mi butto in un 69 sfrenato. Lo bevo. Ha un sapore strano, non di pipì. Non saprei definirlo.

Lei mi succhia il cazzo ma non è concentrata. E’ troppo eccitata. Mi allontana perché vuole riposare. Vedo che ha le lacrime agli occhi. Mi abbraccia e mi bacia. “Sei un animale”, mi dice. La bacio. Non vorrei dirlo ma mi sto innamorando. Mi è sempre piaciuta perché ha la faccia dolce e da viziata, ma ora scoprirla troia e calda mi fa impazzire! Beve ancora il suo aperitivo.

“Stenditi che ora tocca a me”. Obbedisco. La sua bocca riprende quel meraviglioso lavoro che aveva iniziato solo un mese fa a Brescia. Succhia con arte la cappella passando la lingua ovunque. Le spingo la testa in giù, si lascia guidare. Ogni tanto scatta indietro con un rigurgito. “Questa volta dimmelo un po’ prima se stai per venire”. Promesso. Ma non ho nessuna intenzione di venire.

La faccio mettere sopra di me, la sua fica mi riempie la bocca. Lei si appoggia con le mani allo schienale del letto. La penetro con le dita e con la lingua. Lei viene di nuovo e si contorce. Mi sposto e la stendo a pancia in giù. Comincio a leccarle il buco del culetto e le chiappe. Le allargo bene con le mani. La prima volta le avevo fatto male e si era ritirata.

“Posso riprovare ad entrare?”, attendo per un attimo la risposta “Si, ma fai piano”. Prendo il gel dalla valigia e un piccolo vibratore. Ne metto in abbondanza e comincio con l’infilare il vibratore. Si rilascia facilmente questa volta e geme. Intanto comincia a masturbarsi. Brava , ci sa fare non le manca l’istinto. Tolgo il vibratore e mi ungo la cappella. Comincio lentamente soltanto spigendolo e ritirandolo subito. Aspetto di vedere che il buchino non sia troppo serrato. Le accarezzo il culo e le tette e scendo a baciarle il collo mentre la cappella comincia a indagare più approfonditamente.

Mi sollevo, lo prendo in mano e inizio a infilarlo. Sono entrati due cm. Lei ha il respiro affannoso ma non si lamenta e comincio a spingerlo più dentro. Ormai è fatta. Vedo il cazzo che entra di qualche cm. Lei geme. “E’ entrato?”. “Si amore, è entrato”.

L’ho chiamata amore e lei non ha reagito. Sto impazzendo? Comincio ad andare avanti e indietro molto lentamente e lei intanto continua a masturbarsi. La sposto su un fianco, le sollevo una gamba e lo infilo ancora di più. “Scopami”. La sua parola mi sorprende. Sento il cazzo che sta per esplodere. Devo cercare di pensare a qualcos’altro altrimenti rischio di venire subito.

Comincio a scoparla con più forza. Il cazzo in effetti scorre abbastanza tranquillamente. Il gel fa il suo lavoro e lei è particolarmente rilasciata. “Si, finalmente” mi dice con la voce spezzata. Le stringo forte un seno. Il capezzolo è dritto. Lei si volta e mi da la lingua. Ci baciamo mentre il cazzo arriva in fondo. La prendo sopra di me. Mi da la schiena. Il cazzo non è uscito. Ora lo vedo dentro di lei. Inarca la schiena, si masturba, gode forte dicendomi di non smettere.

Le prendo in mano il culo e lo sollevo e abbasso sul mio cazzo. Uno spettacolo incredibile. Lei è proprio difronte alla telecamera. Immagino che filmato incredibile ne uscirà. Si stende con la sua schiena sul mio petto. Lo sfilo. Ho paura che per essere la prima volta sia fin troppo. Scendo e le allargo le gambe e comincio a leccarla. “Non ce la faccio più, ho goduto troppo”. Io non l’ascolto.

Mi metto sopra di lei e infilo il mio cazzo nella sua fica inzuppata. La scopo con tutta la forza che ho. La stringo a me. Ci baciamo e ci mangiamo. Il letto sbatte contro la spalliera, i vicini si ecciteranno ad ascoltarci. Le sollevo le gambe in modo che il suo culo sia piatto alla mia visuale. La monto sopra dandole le spalle. Il cazzo entra e spinge sul suo clitoride e le palle lo percuotono. Che meraviglia di culo. Lo apro più che posso davanti alla telecamera. Mi sento un Dio mentre la monto.

Mi volto e le infilo il cazzo in bocca. Lei lo afferra con le mani e comincia a menarlo forte e a succhiarlo. Sono sopra di lei. Le metto in bocca le palline. Lei le succhia e le aspira forte. “godoooo” urlo. “Bevilo tutto!”. Lei mi guarda e le ripeto”Bevilo tutto!”. Comincia a succhiarlo e a menarlo più forte. Sento la sborra che sale. Provo persino un po’ di dolore e schizzo un fiotto nel profondo della sua gola. Lei cerca di divincolarsi ma engo ferma la sua testa e comincio a muovere il cazzo su e giù. “Puliscilo bene” le ordino con dolcezza e fermezza. Mi ricorda la professoressa, la sua sorella, così brava nell’ingoio. E’ un dono di famiglia.

Sono esausto e lei sembra essere appena stata investita da un tornado. Mi stendo accanto a lei. Polly appoggia la sua testa su il mio petto. Non parliamo per almeno 10 minuti. Poi mi dice “non avevo mai fatto l’amore così”. L’amore, lo chiama come sua sorella, ma nelle sue parole colgo un coinvolgimento che mi stordisce e nello stesso momento mi spaventa. Lei ha due figlie e un marito e io una moglie che se dovesse sapere dove sono mi taglierebbe i coglioni. Scaccio i pensieri. Godiamoci questi due giorni. Ora è abbandonata sul mio corpo. La sua gamba sulle mie, sento la sua fica appoggiata alla mia coscia. Accarezzo il suo seno e lei con la lingua gioca con i peli del mio petto.

Si sono fatte le 19. “Ci prepariamo e facciamo quattro passi?”. Le dico di sì e lei si ritira in bagno. Io stacco la telecamera e il cell. Do un’occhiata. Il video è un capolavoro. Ma devo stare attento.La cena è veramente deliziosa. Parliamo e sembriamo una coppia di lunga data. Lei mi racconta delle figlie, mi fa vedere una loro foto. Due belle ragazzine, ancora troppo giovani, chissà fra qualche anno potrei completare la famiglia. Sono proprio malato ma mi piacerebbe scopare le figlie e la mamma insieme. Io le racconto dei miei due “finti” figli. E’ molto curiosa sul mio stato di vita. Capisco che lei è una che sta bene economicamente. Vede la foto della mia casa e mi chiede se sia mia. Curiosa la Polly. “Si è mia. Ti piacerebbe abitarci?”. “Forse sì”. “E mi daresti il culo ogni giorno?”. Diventa rossa e scuote la testa con un sorriso increspato. Sono sempre troppo diretto. “Tutti i giorni no, ma spesso”. Una bella risposta. Ci attende una bella notte.

Beve una bottiglia di vino e prende anche un digestivo della casa. Di alcool ne ha parecchio in corpo. Facciamo una passeggiata lungo il lago e incontriamo anche la coppia vicina di stanza. Uno scambio di sorrisi molto allusivi. Ritorniamo nella stanza. Vado in bagno e mi preparo per la notte. Poi entra lei e ne esce con un babydoll veramente erotico. In rete di pizzo sottilissimo che mostra il suo corpo. Una silhouette veramente affascinante. Chiuso da un fiocco in raso, sotto un leggerissimo perizoma. “Non oso toccarti, sei bellissima”. “Grazie, sono felice di piacerti”. Si stende accanto a me. Le ho preparato un whisky che era nel mobiletto bar. “Non bevo mai whisky” mi dice. “Prova, devi assaporarlo poco a poco”. Mentre parliamo lo beve senza battere ciglio.

Prima di andare avanti…

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