«Prendi questo…cagna! …adesso…ti sborro anche in culo...così Dik potrà sfondarti meglio… vero Dik che la sfondi nel culo a questa cagna…»
Vedere una simile perversione mi faceva bagnare sotto senza toccarmi. Lui l’ha inculata tantissimo, poi le ha sborrato dentro, dopo che lei aveva goduto un orgasmo dietro l’altro senza sosta.
«Ora…sborro…dai Dik …è tua…»
Ha sfilato il cazzo dal culo di mamma e mentre Dik libero si è messo dietro di lei che ha agevolato l’introduzione dell’animale.
«…si…bravo...sfondale…il…culo…aaahhhh…che…cagna…meravigliosa! ...amore……sei fantastica! …dai fatti slabbrare tutta… lasciati spanare il culo!»
Lei ha cominciato a godere.
«Lo sento! …mi sta entrando tutto…oddio…mi sfonda!… oooohhhhh…si … VENGO!»
Dik si scatena. La sbatte fortissimo. Lei con il culo alto sta distesa in avanti con il viso appoggiato sulle braccia. Gode, sempre sommessamente, per non far troppo rumore. La cosa poi mi stupisce ancora di più, come fa a non urlare con tutto il fiato che ha in gola. L’animale le spinge dentro anche il nodo, papà glie lo conferma.
«…si bravo bello… spingi dentro anche il nodo! … Bravo! sfonda questa cagna!»
Lei resta immobile, inarca la schiena per un attimo poi esplode in orgasmo che le provoca delle convulsioni incontrollate.
«…aaahhhhiiiiii…mi spacca… oddio sta sborrando! ...mi sta facendo un clistere di sborra…bellissimo! ...VENGO!... aaaaaaaahhhhh…»
Resta immobile con il cane attaccato alle chiappe con papà che tiene la situazione sotto controllo. Io sono stordita da tutto quello che ho visto e anche molto eccitata nonostante abbia avuto un orgasmo senza quasi toccarmi. In quel preciso momento ho deciso che il sesso per me sarebbe solo diventato un gioco fra me uno splendido cane. Silenziosamente me ne trono a letto, ma non mi sono resa conto che avendo lasciato la porta aperta i miei genitori avevano anche leggermente spostato lo specchio del comò e quindi mi avevano visto che li spiavo. Il mattino successivo mentre mi accompagnava a scuola mia madre mi ha sorriso e poi mi ha chiesto delle cose che mi hanno un poco stupito.
«Adele, come siamo messi a fidanzati? Mi sembra che tu non frequenti molte compagnie, né maschili e femminili. C’è qualche problema che dovremmo sapere io e a papà?»
Sono arrossita fini alla punta dei capelli. L’ho guardato e poi ho farfugliato che non mi interessano molto i ragazzi di città buoni solo a divertirsi e a fare baldorie. Quanto alle mie compagne erano come i ragazzi, delle boriose che se la tiravano e basta. Meglio la serenità della mia famiglia. Per il fidanzato poi c’era tempo. Lei ha sorriso e poi ha continuato nel suo discorso.
«Posso chiederti a sesso come ti comporti? Alla tua età molte ragazze hanno già avuto esperienze, e mi piacerebbe sapere se mi devo preoccupare oppure possiamo stare tranquilli. Hai ancora tanto tempo davanti per una gravidanza che vorrei che tu ci prestassi attenzione.»
L’ho guardata stupita. Era la prima volta che mi faceva un simile discorso. Si, in passato abbiamo parlato di sesso, mestruazioni e altro, ma sempre un po’ sul generico, mai così esplicito. L’ho tranquillizzata e poi sono entrata scuola. Nei due mesi successivi li ho spiati altre volte e una sera ho anche visto che Dik si è accoppiato con Lilly e sicuramente l’ha ingravidata perché mio padre e mamma hanno lasciato i due animali liberi di accoppiarsi fra loro senza intervenire, ma limitandosi a godere con loro. La svolta è avvenuta la prima domenica di luglio. Eravamo invitati al matrimonio di Rebecca la figlia di una carissima amica di mamma che lavorava con lei nella stessa azienda di confezioni. Quando ci siamo presentati a casa loro ho fatto la conoscenza di Luca il fratello più giovane di Rebecca. Luca mi ha subito affascinato. Alto un bel ragazzo moro fisico robusto ma non grasso, e molto simpatico. Era molto corteggiato da altre ragazze e io mi sono limitata a seguirlo con lo sguardo per tutto il giorno. Mente eravamo al ristorante, faceva molto caldo e io per prendere una boccata d’aria mi sono allontanata nel parco adiacente in cerca di un po’ di refrigerio. Camminando mi sono avvicinata ad un recinto dove dentro vi erano due splendidi cani di razza Dobermann. Li ho osservati e mi sono avvicinata affascinata da quelle due splendide creature che erano sdraiate all’ombra di un riparo in legno. Mi hanno osservato senza scomporsi e io mi sono avvicinata fino alla recinzione per vederli meglio. Li guardavo quando alle mie spalle sento una voce che mi parla.
«Se fossi in te non mi avvicinerei troppo. I dobermann sono famosi per essere cani da guardia e proteggono il loro territorio.»
Mi sollevo e mi giro di scatto. Davanti a me c’era Luca che mi sorrideva. Gli abbozzo in timido sorriso e lui si avvicina e continua parlare.
«Mi chiamo Luca e vorrei sapere perché ho avuto per tutto il giorno il tuo sguardo addosso? Sono così strano? O ti incuriosisco così tanto?»
Arrossisco e cerco una scusa, ma lui si avvicina e mi parla ancora.
«Tranquilla, mi ha fatto davvero piacere. Sei una splendida ragazza e ho dovuto chiedere a mia madre per sapere che sei e dove abiti. Ti confesso che anche a me piacciono i cani. Nella nostra casa abbiamo un piccolo giardino dove vivono una coppia di pastori tedeschi di razza e sono sempre molto affettuosi sia con me che con il resto della famiglia.»
Mi presento e mi scuso per avergli messo gli occhia addosso. Confesso con un filo di voce che mi piace e per questo lo osservavo, ma ho visto che piace anche a tante altre ragazze quindi mi sono messa l’anima in pace.
«Se può farti piacere noi abbiamo un bell’appezzamento di terreno dove i tuoi cani potrebbero correre liberamente invece che restare confinati in un giardino. Se porti tua madre a trovare la mia li potrai far correre con i miei, sicuramente ne saranno felici.»
Lui sorride e mi chiede il contatto telefonico e poi torniamo dentro per il taglio della torta. Per il resto della serata abbiamo parlato di tante cose e quando è giunto il momento di accompagnare gli sposi a prendere il volo per andare in viaggio di nozze lui si è proposto e poi mia ha chiesto di accompagnarlo. Così siamo partiti insieme. Dopo aver lasciato gli sposi all’aeroporto abbiamo ripeso con calma la via di casa. Era bello essere con lui e parlare. La sua voce mia piaceva. Ad un tratto mia ha baciato. Eravamo fermi per una sosta quando si è girato e mi ha baciato.
«Scusami ma credo di essermi innamorato di te. Se sei fidanzata o hai altri impegni ti lascio in pace, altrimenti vorrei stare fra le tue braccia.»
Così è cominciata la nostra storia. Il bello e è stato quando con i suoi genitori Carlo e Luisa e i suoi cani è venuto da casa nostra. Fin dal primo momento mi sono resa conto che vi era qualche cosa che non andava nel comportamento di quelle bestiole. Il maschino Fred e la femmina Niky stavano molto vicini ai loro padroni. Lo stesso comportamento dei miei cani con i miei genitori. In quel momento ho avuto il dubbio che anche loro avessero dei rapporti sessuali coni loro cani. Mi ha stupito invece la cagna che quando ho invitato a fare una passeggiata Luca con i suoi cani è venuta solo lei con noi, mentre il maschio è restato con i miei cani e le altre persone. Niky si muoveva sempre incollata a Luca e se io mi avvicinavo la vedevo inquieta. Lo leccava in continuazione e alla fine ho deciso di scoprire le carte. Per farlo ho atteso che fossimo vicina alla sorgente che sgorga da dei massi dove mio padre ha ricavato una fonte abbastanza grande per immergerci dentro.
«Che ne dici di un bagno nella sorgente? Con il caldo è fantastica!»
Luca ha sorriso e ha cominciato a spogliarsi nudo imitato da me. Quando ho visto il suo splendido membro ho avuto un vero fremito fra le gambe e mi sono eccitata tantissimo. Lui era in perfetta erezione. Un bel cazzo lungo e grosso come quello di mio padre. Mi ha abbracciata e stringendomi a lui ho sentito premere sul ventre il suo scettro. Ho creduto che volesse scoparmi all’istante.
«Ti prego sono vergine.»
Ho parlato con un filo di voce quando fra di noi si è insinuata Niky. Ho capito che era gelosa dal suo modo di fare e lui si è trovato in imbarazzo. Ha cercato di allontanare l’animale, ma io invece mi sono abbassata e l’ho abbracciata.
