«Zoe basta!»
Lo ha bloccato lei, poi mortificata mi ha guardato.
«Scusalo, ma è per questo stato addestrato.»
Non ha finito di parlare che Gino ha aggiunto.
«Forse è ora che facciamo conoscere questi amici ai nostri cani, venite di qua.»
Ci ha invitato ad entrare nel loro giardino. Siamo usciti dalla nostra proprietà e ci siamo presentati davanti al loro cancello, la scena era la seguente: Gino e Penny vicino all’ingresso, mentre Zoe era vicino, a Rosa che gli teneva una mano sulla testa per tranquillizzarlo, ma era più distante, l’animale era eretto, ci osservava attentamente, nervoso, ma non abbaiava. Gino ci ha dato delle precise indicazioni.
«Entrate, fatevi annusare, poi quando vi lecca la mano potete fargli una carezza.»
Io mi sono subito sentita a disagio, era il secondo giorno di mestruazioni, e l’assorbente dentro i miei slip era lì da quattro ore. Penny si è avvicinata a me, mi ha girato in torno, ha annusato più volte all’indirizzo del mio inguine. Era chiaro che percepiva l’odore del mestruo, poi mi ha leccato la mano. I nostri sguardi si sono incrociati, era come se lei sapesse cosa avevo io, le ho fatto una carezza, ma è subito andata vicino a Mario, l’ha annusato, poi ha cominciato a strusciarsi fra le sue gambe. Sembrava eccitata dall’odore del mio maschio che non faceva sesso da quattro giorni. Gli ha annusato ripetutamente la patta dei pantaloni proprio all’altezza del sesso, poi ha leccato la sua mano, lui si è abbassato e l’ha accarezzata ricevuto cambio una leccata sul viso.
«Devi proprio piacerle, non lecca nessuno sul viso a parte noi e la veterinaria che l’ha fatta nascere.»
Ha commentato Gino, poi con l’animale al fianco si è allontanato. Rosa ha lasciato libero Zoe, che si è subito avvicinato a Mario. L’ha scrutato, poi gli ha girato intorno annusandolo, ha leccato velocemente la mano, ha quasi ignorato la carezza ed è venuto subito intorno a me. Mi sono sentita sotto esame. Mi ha annusato ripetutamente fra le cosce, sia da dietro, che davanti, doveva farlo impazzire l’odore del sangue mestruale, mi ha leccato la mano. Mi sono abbassata per accarezzarlo, mi ha leccato il viso e poi ha infilato di nuovo il muso fra le mie cosce quasi facendomi cadere.
«Sei proprio bello!»
Gli ho detto baciandolo sul muso. Poi Rosa ci ha invitato ad entrare.
«Vieni in casa, che prendiamo da bere. Tu gli piaci, hai qualche cosa che lo incuriosisce o gli ricordi un odore che lui conosce, dai vieni che ti mostro casa mia.»
Dentro era perfetta, arredata, con gusto. Siamo entrate in cucina seguite da Zoe che continuava ad annusarmi.
«Scusami cara, ma posso farti una domanda indiscreta?»
Mi ha chiesto lei, io ho annuito.
«Sei forse mestruata?»
Alla mia risposta affermativa si è messa a ridere.
«Allora capisco cosa lo incuriosisce, hai un odore che da me non ha mai sentito, forse la veterinaria che lo ha fatto venire al mondo, ma da me no, io sono in menopausa da prima che lui nascesse.»
Io sono arrossita, poi l’ho guardato incantata dalla sua bellezza. Ho commentato.
«E’ un magnifico animale!»
«Si è bello, averlo, ti fa morire.»
Lo ha detto con un diverso tono di voce che in quel momento non ho notato. Presi quattro aperitivi e dei salatini siamo uscite fuori. Mario e Gino erano seduti sulla panchina posta sotto il grande ulivo che campeggia in tutte e due le proprietà. Penny sdraiata su di loro teneva la testa sulle ginocchia di Gino che gli aveva infilato in bocca due dita che la femmina leccava continuamente. Appena seduta, e preso un salatino per darlo a Zoe, lui seduto sulle zampe posteriori stava a bocca larga, ma non ha fatto nulla per prenderlo.
«Non lo prenderà, anche se ne è goloso non lo prende.»
Poi è tornata dentro casa facendo restare fuori l’animale, è tornata con una piccola scodella piena di biscotti per cani.
«Devi sapere che molte cose che noi umani mangiamo piacciono molto ai cani, ma per loro sono assoluto veleno. Certo un salatino non lo farà morire, ma è meglio dargli questi che sono i loro biscotti, Zoe va pazzo per la cioccolata, ma per lui è veleno puro.»
Io ho continuato a offrigli il biscotto, ma nonostante stava bocca aperta passando la sua lingua da un lato all’altro non si decideva prenderlo. Rosa allora ha avvicinato la sua mano alla mia, toccandola, e toccando il biscotto,
«Dai mangia, puoi prenderlo, lei è un’amica.»
A quelle parole Zoe mi ha tolto il biscotto in un lampo, poi un altro e ancora uno, era bellissimo vedere con quanta velocità li mangiava. Penny sdraiata fra i due uomini faceva la stessa cosa. Siamo rimasti a parlare con loro per un po’, Zoe era sempre vicino a me, continuava d infilare il muso fra le mie cosce, io lo coprivo di baci e coccole.
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Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!
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