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Revenge Porn a orologeria · Cap. 3
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Capitolo 3 di 3 12 min di lettura

Una mamma offerta

Effetto sorpresa mozzafiato<. la signora mi paga per ciò che non ho chiesto e mi regala il più bel sesso di sempre.

Giovanna Esse
2 anni fa · 606 letture · 2

Si tolse il cazzo di bocca, forse voleva strafare: darmi il massimo. Iniziò a leccarmi e a ingurgitare le palle che, come succede ai vecchi, erano grosse e grinzose; mi leccò persino l’ano. Ed io perduto nel piacere sperai solo di non essere disgustoso per cotanta femmina.

Mi alzai, la feci alzare.

“E vieni qua adesso, troia: volevi il lupo? Allora sarai la mia pecora… e Rosa obbediente mi accolse in sé, lasciandomi strofinare nella sua fessa, calda del fuoco meridionale…

che bella era.

Mentre me la chiavavo le slacciai il reggipetto, i due seni di mamma penzolarono abbondanti come batacchi impazziti, che io cercavo di raccogliere, di arraffare, per tirare i gonfi capezzoli con quel minimo di cattiveria. Lei urlò, aveva perso la testa. Mentre seguivo le curve di quel corpo amorevole, sotto di me, ebbi la presunzione di credere che me la stavo scopando per bene… e forse così era perché venne di nuovo stringendo le cosce per agguantare meglio il cazzo.

Il suo piacere divenne il mio… non potevo trattenermi, lo stimolo era incontrollabile, la feci girare per rimetterle il pesce in bocca, e senza più alcun rispetto: per la sua famiglia, per suo marito… le figliole… le sborrai direttamente in bocca, mentre a voce le imposi di bere, di bere tutto il mio sperma! Dopotutto se l’era anche un po’ cercata, ma Rosa la prese bene e succhiò tutto, forse solo per farmi felice, ma lo succhiò.

Spossati crollammo sul letto affiancati ma pur come estranei, purtroppo.

Finalmente avevo capito tutto!

La povera Rosa non era che una delle tante vittime dell’ingenuità giovanile e della malizia dei miserabili “morti di figa”, quelle persone che sono talmente sorprese dal loro immeritato successo con una bella ragazza, da celebrare l’evento; forse per sottolineare quanto sarà scialbo il resto della loro esistenza. Lo fanno perché deboli e insicuri o lo fanno per vendetta, perché quella persona non gliela darà mai più… anzi probabilmente li schifa già profondamente.

D’altro canto restava abbastanza incredibile la reazione di Rosa… nonostante fossi il beneficiario di tante congetture fantasiose era comunque strano… che cazzo? Senza nemmeno uno straccio di prove, la bella signora si fa pompare all’inverosimile, per un semplice sospetto?

Che dire insomma? a me comunque era andata meravigliosamente: avevo scopato una donna fantastica, avevo scoperto che la mia incipiente impotenza era anche da attribuirsi, probabilmente, alla mancanza assoluta di interesse per una moglie che non mi cagava più. Che meraviglia risentire il cazzo duro infisso in quella fessura invitante e carnosa, e poi sempre bello duro, vederlo sparire nella bocca della signora, protesa a darmi piacere, più servizievole di qualsiasi puttana.

“Rosa… tu, tu sei stata incantevole…” sospirai giacendo al suo fianco “tu sei incantevole. Mi hai dato una gioia infinita, però, mi devi credere… io mai…”

“Che importanza ha? Basta… anzi, mio signore, ti basta ciò che ti sei preso? Questa povera stronza ti ha soddisfatto abbastanza?”

“Cazzo” pensai “ci risiamo…”

“Cos’altro vuoi da me, porco?” nel dire questo però la sua mano si accostò alla mia, gesto in contrasto con le parole cattive, io gliela presi. Lei strinse le mie dita, comunicandomi ben altro, a pelle.

Mi voltai. Era stesa e sfatta, completamente nuda. Nella penombra un fil di luce le disegnava le forme melodiose, i seni schiacciati e slargati dalla posizione non perdevano niente della loro attrattiva, le areole erano perfette, i capezzoli piccini ma rigidi: Rosa era ancora eccitata!

E io cosa potevo fare? Ero molto in dubbio su mie ulteriori performances anche se, devo dire, nell’osservarla al mio fianco, il mio cazzo ebbe una ripresa inattesa di rigidità. Incapace di ritirarmi… lascia decidere al destino. Invece, fu proprio la mia impossibile amante di un giorno ha decidere il nostro breve futuro.

“E sia, mio signore… vuoi di più! Hai proprio deciso di rompere ogni velame alla mia dignità!” e la sua mano lasciò le mie dita e mi prese il cazzo. Dopo poco si piegò e lo riprese in bocca… e allora intostai, mi ringalluzzii e la desiderai, come e più di prima.

Senza che lo chiedessi si voltò e mi offrì la schiena e il suo culo. Le chiappe larghe, da mamma, chiare e invitanti.

La masturbai da dietro ma ormai il mio unico scopo nella vita era quello di riuscire, almeno per poco, a ficcarglielo nel culo.

La paura di perdere l’erezione mi diede fretta.

La fretta mi rese inquieto, forse aggressivo.

Tirai su le dita bagnate dalla fessa e iniziai rapidamente a umettare lo sfintere. Insomma, se voleva ribellarsi poteva farlo ora, visato che le mie intenzioni erano lampanti… ma non fece nulla.

Allora mi calai tra le chiappe, leccai l’ano e ci sputai...

Appena lubrificato alla meglio mi misi sopra di lei e lo ficcai nel suo culo in un colpo solo, spaccandolo… lei gridò, e io mi bloccai tutto dentro.

Dovette capire il mio imbarazzo… nel silenzio del momento sussurrò, mentre soffriva:

“Fai di me ciò che vuoi… sei il mio padrone e io la tua schiava… rompimi, pure se lo vuoi, non dico niente.”

Mi basai sulla mia lunga esperienza. Uscii pianissimo dal suo buco e lo confortai, lo coccolai, lo strinsi come per ripararlo, per alcuni minuti, fino a che il suo sfintere non si arrese completamente, allertato dal desiderio che ora aveva fatto il suo effetto sulla bella signora.

Le tornai sopra e il cazzo scivolò in lei come nel burro, lo accolse con piacere e iniziò a goderselo, scartando e strisciando di quel ptanto che le permetteva l’impalamento con cui la tenevo soggiogata.

Furono minuti meravigliosi, intimi e sofferti. Mai mi ero sentito così unito a una donna. Quando l’inculata divenne dolce, si voltò e ci baciammo in bocca teneramente.

“Mi vuoi dietro?” le dissi.

“Aspetta, vienimi tutto in corpo… ma veniamo insieme…”

Grazie al mio lungo braccio, le aggirai la pancia e la sditalinai… praticamente era già pronta! Carezzai il clitoride, le labbra, toccai, spinsi, frullai e quando ebbe l’orgasmo venni pure io. Il mio fiotto caldo e liquido nel profondo del suo culo, che lei avvertì e me lo comunicò.

“Ti sento Giorgio, mi ribolli dentro… mi hai marchiata a vita, mio signore.”

Ci riprendemmo, fece una doccia e poi ci salutammo, guardandoci teneramente negli occhi, complici. Non fece più alcun accenno a quel video del revenge porn che, mi spiace dirlo, mi aveva reso l’uomo più felice del mondo.

Il giorno dopo, quando ci salutammo perché loro stavano per rientrare, il marito trovò una scusa per appartarsi con me, prendemmo un caffè al bar della piscina.

“Ti devo ringraziare… Rosa mi ha detto che ti ha parlato e che tu sei stato un signore… negando tutto…”

Ero molto imbarazzato non sapendo che cazzo si erano detti effettivamente quei due, un po’ fanatici a mio avviso.

“Lo so… da ragazza ha fatto una cazzata… è stata una stronza e si è fatta pure filmare, troia. Ma io che devo fare? Ora è mia moglie, la madre delle mie bambine… Sono felice che avete parlato, tu eri la persona giusta… sia per l’esperienza, sia per l’età.” Gli strinsi la mano, fingendo di capire, mentre ancora mi immaginavo il culo di Rosa, spalancato sotto di me.

Sparirono dalla nostra vita poco dopo.


Dopotutto, a parte l’infinto piacere che mi era stato donato, entrambi avevamo avuto la nostra “vendetta”: io, nei confronti di mia moglie, che ormai mi considera un rottame, e lei nei confronti del marito, che probabilmente la pensa e la tratta come una zoccola.

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Scritto da
Giovanna Esse

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