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Una troia da cantiere
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Racconto19 min di lettura

Una troia da cantiere

Un racconto a 4 mani grazie a Pennabianca che ha voluto omaggiarmi della sua arte da scrittore e della sua sfacciata mente.

Anna
1 mese fa · 1.4k letture · 3

«Sì, lo so chi sei! Qualcuno mi ha detto che oggi sarebbe venuta una gran rompicoglioni, boriosa e piena di sé, per discutere un progetto che è già stato a lungo studiato e ben programmato. Con te dovrò solo definire alcuni dettagli e poi averti tra i piedi, mentre viene realizzato! Quindi, adesso siediti, passati la bottiglietta d'acqua fredda sulla fronte e sul collo, così ti calmi e capisci che qui la tua autorità non conta un cazzo; sono stato chiaro?»
Sono sconvolta! Mi prende per un braccio e mi fa metter seduta accanto a lui allo stesso tavolo dove si trovano anche gli altri tre. Apre i disegni del progetto e mi spiega quali sono i dettagli che dobbiamo definire, mentre io cerco di recuperare un po' del mio sangue freddo. La cosa che mi sconvolge, però, è un'altra: Lui! Fin da subito mi ha dominato con il suo forte carattere, il suo fisico imponente, la sua forte determinazione, incurante del fatto che io sono una sua cliente; sembra che a lui questo non importi per niente. Lo guardo mentre parla e sono affascinata dalle sue mani grandi, con dita grosse, dal suo gesticolare. La sua voce dal tono profondo, caldo, mi sta facendo provare brividi anomali e sento che le mie mutandine si stanno bagnando in una maniera incredibile. Cazzo, non è possibile! Non mi piace! È un cafone arrogante, borioso e pieno di sé, eppure mi sto bagnando solo a sentir la sua voce. Ad un tratto si gira, mi guarda dritto negli occhi:
«Allora hai capito? Tra sei mesi avremo realizzato l'intera struttura in cemento armato ed allora sarà necessario aver questi dettagli già ben definiti! Anna mi ascolti? Hai capito quello che sto dicendo, oppure...»
Mi rendo conto che mi son distratta e non ho capito niente! Però per non farmi cogliere impreparata, cerco di obiettare qualcosa.
«Sei mesi? Io credevo che il nostro edificio avrebbe avuto la priorità e, soprattutto, sarebbe stato realizzato molto prima! Non c'è modo di farvi capire che è il caso di realizzare il nostro nel minor tempo possibile?»
Lui mi guarda, poi si gira verso gli altri che sorridono e poi di nuovo torna a guardare me.
«Forse, sì! Vedi potremmo dare la priorità a questo progetto, se ciascuno di noi avesse un incentivo per lavorar più alacremente.»
Lo guardo e mi rendo conto che probabilmente non stiamo pensando alla stessa cosa.
«Se volete dei soldi in più, potete anche scordarvelo! Ho letto attentamente la relazione che mi ha mandato il nostro presidente e so che siamo già al limite del budget! Quindi non capisco a cosa vi riferite?»
Lui si alza in piedi. È un colosso davanti a me! Seduta mi ritrovo davanti alla faccia il suo pacco, che vedo esser sicuramente notevole, ma nascosto sotto la stoffa dei suoi pantaloni. Sorride, mette una mano sotto il mio mento e mi fa alzare lo sguardo.
«Veramente io stavo pensando a qualcosa di molto particolare e più piacevole; vedi, loro tre sono i capi squadra delle maestranze che dovrebbero lavorare al progetto; se riuscissi a convincere me e loro a chiedere ai nostri operai di far degli straordinari... credo che il tempo di realizzazione si potrebbe ridurre notevolmente. Ovviamente saremo noi per primi a voler tutto questo.»
Lo guardo per un attimo quasi allibita, ma, nello stesso tempo, avverto un profondo brivido che percorre il mio corpo, mi fa illanguidire le budella, tremare le ginocchia e sento un'ondata di umori bagnare il mio perizoma!
«Ma io... voglio dire... cosa dovrei fare?»
La sua risposta è molto semplice, si apre i pantaloni e mi presenta davanti alla faccia uno dei più bei cazzi che abbia mai visto; non ancora in posizione eretta, è di sicuro molto lungo, ma ciò che impressiona è il suo spessore.
«Tu dovresti semplicemente cominciare ad aprir la bocca da troia e far diventare questo cazzo ben duro! Poi ti lasci scopare da noi quattro, in modo che ognuno di noi sia soddisfatto e così potremmo convincere i nostri dipendenti a lavorare con più lena! Coraggio zoccola, apri la bocca: è giunto il momento di vedere se sei quella troia, di cui ho sentito parlare!»

Prima ancora che io possa dire qualcosa, mi trovo a premere contro le labbra una grossa cappella, per cui apro la bocca e subito lui me lo spinge dentro, fin giù nella gola, quasi a forza. È rude, quasi violento, ma questa cosa così improvvisa, gestita in maniera così determinata, mi sta già facendo bagnare; la cosa mi stupisce al punto che sono io stessa ad accettare questa totale sottomissione ad un maschio, così lontano dal mio classico stereotipo. Immediatamente prende a pomparmi la bocca, muovendo il bacino avanti e indietro, mentre con quella sua grossa mano, tiene bloccata la mia testa. Dopo un attimo di stupore, prendo a lavorare alla grande quel grosso randello, che sta lievitando sempre più nella mia bocca, sino a diventare ciò che avevo sospettato: un membro lungo e grosso con delle splendide venature in rilievo, sormontato da una cappella che sembra una bella albicocca, da quanto è grossa. Mi lascio scopare la bocca per qualche minuto, poi, improvvisamente lui mi solleva, mi gira, mi piega sul tavolo, alza la mia gonna, scosta il perizoma e sento che passa la sua splendida cappella lungo lo spacco della mia fighetta; è solo un attimo e con una spinta decisa, inizia a penetrare dentro di me, con la delicatezza di un ariete! Mi apre, mi dilata le pareti della vagina e lo sento che scivolare deciso fin in fondo.
«Accidenti! Questa troia è così stretta da sembrar ancora vergine! Sta tranquilla, puttana, che adesso penseremo noi a farti diventar donna; coraggio, ragazzi, tirate fuori i vostri arnesi e vediamo quanto è brava questa maiala a farci divertire!»
Lo spinge dentro tutto fin in fondo. Sento la punta sbattere contro la mia cervice, provocandomi una scarica mista di dolore/piacere che percorre l'intero mio corpo, fino ad arrivare al cervello, folgorandomi. Il mio corpo viene scosso da un orgasmo sconvolgente.
«Oh sì! Oddio, mi spacchi! Si… mhmm…sì!»
Reclino la testa all'indietro per regger l'urto di quel colpo tanto forte ricevuto dentro di me. Tiene entrambe le mani appoggiate sulle mie spalle e mi sbatte con colpi vigorosi; ad ogni affondo, lo sento sempre più avvicinarsi al mio corpo, fino ad aderirvi. Gli altri intanto hanno tirato fuori i loro arnesi e, anche se non sono grossi come quello che mi sta devastando l'utero, sono comunque altri tre cazzi di tutto rispetto. Il porco mi sbatte con forza e, ad ogni colpo, sono costretta ad aggrapparmi al tavolo per reggere l'urto. Infine sento il suo corpo sbattere forte contro le mie chiappe: è il momento in cui mi rendo conto che mi ha infilato quel grosso manganello tutto dentro. Sentirmi sfondata, mi provoca rapidamente un orgasmo, che vorrei urlare, ma non posso perché ho la bocca riempita da un altro cazzo, che mi viene spinto in gola senza riguardo. Anche quest'altro è soddisfatto dalle mie labbra e dalla mia bravura nel far pompini.
«Accidenti, capo, questa li succhia davvero bene i cazzi; guarda come le scivola bene tutto in gola! Coraggio, troia, datti da fare, perché noi abbiamo le palle ben piene!»
Nel sentir quelle sue parole, sbrodolo in una maniera incredibile. Mario intanto mi sta devastando con colpi sempre più forti e penso che, tra poco, mi riempirà di sborra.
Vengo ancora e tremo scossa dal piacere. Anche in questo caso mugolo il mio orgasmo a bocca piena. Poi, d'un tratto, lui si toglie, mi sollevano di peso e mi ritrovo in un attimo in piedi davanti a quel divano, che sicuramente di scene così ne deve aver viste davvero tante per come è ridotto. Mani velocissime mi spogliano nuda. Quello che ho succhiato, si mette seduto sul divano e poi mi fa salire sopra di sé, io lo cavalco. Anche lui mi entra dentro deciso e, mentre mi muovo su/giù, Mario si mette dall'altro lato e osserva come gli altri due si danno da fare per lubrificare il mio buchetto.

Me lo bagnano con della saliva e poi uno dei due fa allungare l'amico di più sul divano e, dopo avergli scavalcato le gambe, si abbassa e, subito dopo, avverto un altro membro che mi entra dentro con decisione. Mi penetra il culo mentre sono piena davanti e questo mi provoca un lieve dolore.
«…Ahi, cazzo, fa piano!»
Vedo lo sguardo di Mario che sorride, mentre ora tutti e due mi pompano con vigore. Il terzo si mette davanti a me e Mario gli lascia il posto; subito mi ritrovo un nuovo cazzo in bocca. È leggermente ricurvo verso il basso e questo fa sì che scivoli al meglio nella mia gola. Mi scopano bene tutti e tre insieme, mentre Mario ha preso la mia mano e l'ha appoggiata su quel grosso membro che stringo, senza riuscire a congiungere le dita. Mi scopano bene per diversi minuti ed io godo un orgasmo dopo l'altro, senza soluzione di continuità. Pensavo che avrebbero sborrato in fretta, invece si divertono a sbattermi e farmi godere. Dopo un tempo che a me è sembrato lungo, il primo ad arrivare è quello che ho in bocca. Mi regge la testa tra le mani e muove il suo corpo velocemente avanti/indietro e, subito dopo, la mia bocca si riempie della sua sborra.
«Tieni, maiala, mandala giù tutta! Vedrai te ne daremo tanta da stimolare la tua golosità.»
Mi scarica in bocca bordate di crema densa e leggermente saporita, che ingoio fino all'ultima goccia. Poi è pronto a venire quello che mi sfonda il culo; mi sbatte velocemente e mi sborra dentro, fino a riempirlo per bene.
«Ci sono anch'io! Tieni, zoccola, prendi questa bella sborrata nel culo, che più tardi saprai apprezzare ancor più, dopo.»
In quel momento non ho dato peso alle sue parole, ma ho percepito una grossa ondata di calore riempire il mio intestino, mentre lui continuava a darmi dei colpi sempre più forti. Poi si è sfilato a sua volta e me lo son ritrovato davanti alla faccia; anche se ero un po' restia a farlo, ho dovuto prenderlo in bocca e leccarlo; ho notato che è rimasto come l'altro, ancora duro. Si è fatto avanti anche l'altro! Quello che avevo nella figa, ha preso a sbattermi dal basso ed ho sentito che anche lui mi riempiva per bene, davanti.
«Tieni anche la mia, maiala! Adesso, però, tieniti pronta per un altro giro!»
Sono rimasta immobile mentre sentivo la mia vagina riempita da calde bordate di seme. Poi, mi hanno fatta alzare e, quando mi son girata ho visto, che c'era anche quella puttanella della segretaria, a cosce aperte, che si masturbava. Mario ha sorriso e l'ha fatta avvicinare.
«Vieni, Susy, dai una bella leccata a questa puttana, così ce la tieni calda per il prossimo giro!»
Quella zoccoletta si è sdraiata per terra e io mi son ritrovata sopra di lei. Mario ha fatto sì che la sua faccia finisse tra le mie cosce, così da percepire la lingua della zoccoletta che veniva a raccogliere tutto il nettare che cominciava a sgorgare dai miei buchi.
«Coraggio, troia, dai una bella leccata anche a lei! Una puttanella così, te la devi tener per amica, perché, nei prossimi giorni, ti sarà utile! È lei che tiene i contatti con gli operai e.... se vuoi che facciano lo straordinario, dovrai convincere anche lei!»
Ero sconvolta e, nello stesso tempo, eccitata in una maniera pazzesca; avevo già leccato un'altra donna, ma in un contesto così mi sembrava ancor più sconvolgente. Ci hanno lasciato giocare per qualche minuto poi, improvvisamente, ho sentito di nuovo il membro di Mario scivolare dentro la mia vagina. Si è mosso due o tre volte avanti/indietro e poi lo ha estratto; un attimo dopo, ho sentito che ha iniziato a premere contro il mio buchetto. Per un attimo, ho avuto un po' paura.
«Ehi, dico... cazzo, tu sei grosso... ti prego, fa piano!»
Si è messo a ridere. Mi ha dato una bella pacca nel culo e poi ha cominciato a spingere con decisione.

Prima di andare avanti…

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