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Erotika
Una bellissima slave.
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Racconto16 min di lettura

Una bellissima slave.

Eva vuole provare un'esperienza come sottomessa e contatta Eri. Ci vediamo in tre e il gioco sarà molto eccitante.

Moniq
6 mesi fa · 1.3k letture · 2

“cosa c’è negli armadi?” chiede con una voce che non è più argentina e allegra, ma bassa e roca…

“Strumenti del mestiere “ risponde Eri “ma non sei qui per fare domande, stronzetta… da adesso in poi parli solo se interrogata, chiaro?”

“si”

“Si. SIGNORA” dice Eri.

“SI, SIGNORA”

“Noi ci andiamo a cambiare. Tu aspetti qui. Spogliati nuda, completamente nuda. I vestiti piegali e appoggiali sulla toilette, tutti gli effetti personali. E aspetta.”

“Si Signora”

Parliamo io e Eri mentre ci vestiamo. La serata promette bene. Eva è deliziosa. Determinata. Mi piace molto e so di piacerle, ma la vedo concentrata su Eri. Un po’ mi sento di troppo. Glielo dico: “pensi sia meglio, anche per lei, andare da sola?”

“Assolutamente no!” risponde “mi piace che mi guardi, mi eccita molto di più se ci sei tu...”


Eri è bellissima nella sua veste da Domina.
Indossa stivali di pelle nera fin sopra le ginocchia, con il tacco a punta. Calze nere a rete che lasciano vedere il bianco della sua pelle. Non indossa mutandine. Il sesso glabro spicca come una ferita.

Il busto in un stretto corsetto di pelle nera che le spinge il seno in alto, stingendolo, con una scollatura stupenda. Stretti guanti da polso senza dita in pelle nera e gli splendidi tatuaggi floreali sulle braccia. I capelli liberi e gonfi. Un trucco dark con ombretto viola, rossetto nero, fondotinta pallido che le conferisce un aspetto spettrale. Molto professionale. Sexy da morire.

Anch’io indosso calze a rete e reggicalze, ma sono a seno nudo, i capelli legati.

Quando entriamo nella stanza sono passati 40 minuti. Eva è nuda e sta curiosando sulla toeletta, dove ci sono candele profumate.

“Oh siete bellissime…” dice.

“Stai zitta, puttana, ti avevo detto di non parlare o no? Mettiti in ginocchio, stronza…”

“Si signora, mi scusi signora…”

“metti le mani dietro la schiena”

E’ Eri che comanda il gioco. Mi dà dei cinturini di cuoio con cui le lego le mani dietro la schiena e i piedi. Poi un collare di acciaio che le metto al collo.

“Cosa dici adesso?” Eri.

“Grazie Signora” Eva. (impara presto, penso)

“ brava puttanella… ora ho bisogno di rilassarmi, vieni qui e leccamela fino a farmi godere nella tua bocca”

Eri si è seduta e le ha fatto cenno di andare verso di lei. Le gambe aperte, la fica socchiusa che brillava di eccitazione. Eva ha strisciato verso di lei (mani e piedi legati) faticando per arrivare verso l’oggetto del suo desiderio. Eri la agevola prendendola per i capelli e tirandola fra le sue gambe. Eva sporge la testa e apre la bocca ma Eri la tiene lontana.

“Ti piace quello che vedi puttanella?”

“Si signora, mi piace molto...lei è bellissima signora”

Eri sporge il bacino verso di lei. Ma ancora non le permette di toccarla.

“voglio che mi lecchi fica e culo, ma voglio sentirtelo dire...voglio che mi preghi di permetterti di farlo”

“Si Signora, la prego Signora… posso mangiarle la fica e il culo? La prego Signora…”

E veramente ansiosa di compiacerla mentre lo dice. Io sono affascinata da Eri. Da come stia accendendo la situazione con regalità e assoluta padronanza. Sta facendo sentire alla ragazza il suo Potere.

E’ così diversa da me, che in una situazione del genere avrei cercato un rapporto fisico immediato. Lei domina con gli atteggiamenti, con le parole. E’ nel suo regno.

Finalmente permette a Eva di assaggiare la sua fica. E lei la lecca devotamente. Con gli occhi chiusi. Come se quel gesto fosse il centro del suo universo di piacere.

In ginocchio, scomoda, le mani legate dietro la schiena lecca con foga e pure, noto, con perizia. E’ brava. E Eri mi guarda mentre inizio a cogliere nel suo sguardo che conosco così bene l’eccitazione e il piacere che si avvicina.

“E brava, la puttana” mi dice in italiano. Lecca bene, la cagnolina. Ora vengo e poi te la faccio provare.

Mi eccita che mi fissi negli occhi mentre se ne sta lì con le gambe aperte usando la ragazza, è infinitamente spudorata, oltraggiosa nel suo totale dominio.


Se resto ferma a guardare finisce che mi tocco, la mia fica me lo sta chiedendo mandandomi piacevoli contrazioni che mi inumidiscono sempre di più. Non voglio. Prendo del gel lubrificante e mi posiziono dietro Eva mentre lei continua a leccare. Lo metto sulle dita e sull’ano e la penetro senza preavviso con due dita, spingendola verso la mia amica che aveva alzato il bacino e le stava offrendo il buco del culo da leccare. Le prende la testa e se la spinge contro, solo ogni tanto le permette di respirare. La inculo con le dita senza troppi riguardi mentre Eri usa la sua faccia per strofinarci la fica. Da come si muove e geme sembra gradisca moltissimo il doppio servizio che le stiamo facendo.


“mmmm è proprio una puttana… senti come spinge la lingua nel culo… le piace mangiarlo a questa cagna… ora il clitoride… resta lì … succhia… brava… dai… dai…. DAI! Che vengo… DAI con quella lingua… oh siii… siii… succhiamelo”

Eri le viene in bocca con la sua voce bassa che mi mette i brividi.

“vieni qui…” mi dice “fattela leccare anche tu”

“ e tu, ti è piaciuta la mia fica cagnetta?”

“si moltissimo” dice Eva e non si rende conto del suo errore.

“ah brutta vacca, stronza, ingrata…ti avevo detto di chiamarmi Signora! ora ti insegno la buona educazione…” prende un frustino e le dà un primo colpo sul culo…

“Ringrazia. Conta e ringrazia, stronza maleducata e fai il tuo lavoro da troia… lecca, nel frattempo…”

Mi sta lavorando la fica con abilità. Tengo aperte le labbra aprendomi il più possibile e la sento lappare i miei succhi, abbondanti…

Ogni colpo che riceve, si stacca con il respiro corto “ah, grazie Signora, uno, me lo merito Signora, sono una puttana maleducata…. Due...grazie… aaahhh Tre… “ e ogni colpo lecca con più foga affondando nella mia fica che sta letteralmente sbrodolando… le prendo il viso e me lo strofino come un oggetto per masturbarmi mentre i colpi continuano a cadere e la sento sempre più persa e eccitata…

Dieci colpi e le sue natiche sono rosse e striate… e io sto per venire. La sbatto furiosamente sulla mia fica fino a quando le schizzo in faccia tutto il mio piacere.


Mi eccita che lei sia frustata mentre me la sta leccando? No. Non è quello, mi eccita sentire che lei in quel dolore si perde come in un orgasmo. La mia testa non smette mai di funzionare e mi interrogo su quello che provo, su quello che vedo negli occhi di Eva, e in quelli di Eri.

E’ come se da Eri emanassero scariche di elettricità che avvolgono Eva e la piegano.

E’ che parlano la stessa lingua. Una lingua che fatico a comprendere ma che mi piace sentir parlare. Capisco il Potere, meno il Dolore. Ma capisco che il Dolore è un modo attraverso cui il Potere si manifesta. Un modo per donarsi. Per legarsi. Come il piacere.

Lo capisco razionalmente, ma non mi appartiene.

Eri la prende. La slega. Le dice “brava ragazza… sei stata brava… “ La coccola. E Eva le lecca le mani, le gambe, docile, grata, dove riesce a arrivare, mentre Eri la accarezza.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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