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Una bellissima crociera.  - ESTATE
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Racconto30 min di lettura

Una bellissima crociera.  - ESTATE

Come spesso avviene NON tutti i mali vengono per nuocere.

pennabianca
2 mesi fa · 2.7k letture · 1

 Non ha aggiunto altro, l’ho baciata. Le nostre lingue si sono intrecciate in un momento di forte passione. Per un istante ho accarezzato l'idea che avrebbe ceduto, ma lei si è voltata ed è entrata nella sua cabina, chiudendo la porta alle sue spalle. Il giorno successivo abbiamo partecipato ad una nuova escursione insieme a Katia. Ci avevano lasciato su una spiaggia magnifica; mentre Katia era impegnata in un'immersione, io e lei abbiamo passato la giornata a nuotare, prendere il sole e chiacchierare. Ci siamo divertiti moltissimo. Ho approfittato del momento per scusarmi.
«Sono stato un maleducato con te, all'inizio. Mi dispiace.»
Ha sorriso ed un po’ mi ha stupito.
«Il mio comportamento era volutamente provocatorio. Sapevo che non avresti ascoltato nulla in quel momento. Eri bloccato nel tuo pessimo umore, determinato a non divertirti e logorato dai sensi di colpa per la rottura. Ho solo deviato la tua rabbia verso di me ed ha funzionato. Katia non era affatto arrabbiata con te: l'avevo avvertita del mio piano. Guarda il risultato: dopo la seconda cena, abbiamo parlato per ore.»
Per un attimo son rimasto come infastidito. L’ho guardata cercando di decifrarla.
«Quindi: cos'è questo? Un gioco? Mi stai curando? Ti piaccio davvero o mi stai solo psicanalizzando?»
Ho visto il suo sorriso molto rilassato.
«Ma no! Che gioco?! Mi piaci. Mi piaci moltissimo. Solo che non è facile lasciarmi andare, devo ancora superare un blocco personale. Non voglio buttarmi tra le braccia del primo che capita, specialmente dopo quello che ha vissuto. Ci devo lavorare su. Quando sarò sicura che tra noi possa funzionare e durare, allora mi lascerò andare. Se mi vorrai ancora, sarà una bellissima storia. Ma, ti prego, non aver fretta. Ho bisogno di tempo per riflettere.»
L’ho guardata cercando di capire, ma non ci son riuscito, cosi le ho detto ciò che pensavo di lei.
«Per la cronaca, anche tu mi piaci davvero tanto, ecco perché ti ho parlato per tutto il tempo. Ho fatto un tentativo per andare oltre, quando ti ho chiesto di entrare da te, ma poi ho capito che tu sei diversa o che hai qualche cosa che ancora non ho ben compreso, che ti blocca; quindi non ho forzato il gioco. Però adesso mi piace la tua compagnia. Prenditi i tuoi tempi, tanto io non ho altri impegni e posso aspettare.»
Lei mi ha sorriso complice.
«La prima volta mi hai davvero stupito. Non ero certa del tuo comportamento nei miei confronti, invece hai reagito esattamente come speravo. Ero felice, quando mi son allontanata da te, perché ero certa che ti avrei rivisto. Sapevo che avrebbe funzionato.»
L’ho baciata e lei ha risposto al mio bacio. Le mie mani hanno preso a scivolare sul suo corpo e lei mi ha bloccato con un sorriso.
«Calma: siamo in pubblico. La tua mano può aspettare, finché non torniamo alla nave?»
Katia è tornata e ci ha sorpreso mentre la stavo baciando. Ha riso.

«Caspita! Non mi aspettavo davvero veder mio padre flirtare con una delle mie clienti più simpatiche!»
Lei mi ha abbracciato e mi ha chiesto se ero più felice adesso. Ho sorriso ed annuito. Siamo tornati alla nave ed abbiamo cenato; io ed Ingrid abbiamo fatto la nostra solita chiacchierata. Poi ci siamo baciati nel corridoio fuori dalla sua cabina. Temendo un suo ennesimo rifiuto, ho evitato di chiederle di farmi entrare, invece è stata lei a sorprendermi.
«Non mi chiedi di entrare?»
Ho allargato le spalle.
«Pensavo che avresti detto di no: comunque?!»
Lei ha sorriso.
«Accidenti, ti arrendi troppo facilmente! Ok, se non vuoi entrare, va bene.»
Istantaneamente ho avuto una forte erezione. Appena dentro, ci siamo seduti sul letto e l’ho baciata. Le nostre lingue erano impazzite. Le mani hanno preso a strapparci i vestiti di dosso, come se bruciassero. Nuda era bellissima: i seni gonfi, i capezzoli duri e poi lei ha iniziato a succhiarmi il cazzo. Mi son girato ed abbiamo dato inizio ad un 69 sconvolgente. La sua vulva era fradicia. Sentivo il profumo di donna in calore e me ne sono inebriato. Ho affondato la mia lingua fra le pieghe di quella vulva ed ho assaporato ogni goccia del suo nettare. Gemeva, mentre le leccavo e succhiavo il clitoride. Lei ha avuto un orgasmo sconvolgente.
«Oddio, vengo! Continua: sei meraviglioso! Vengo!»
Anche lei è stata fantastica. Mi ha afferrato il pene ed ha iniziato a succhiarlo; poi se lo è infilato tutto in gola. Mi ha sconvolto il suo modo di tenerlo in gola. Lo aveva tutto dentro e poi muoveva la lingua. Da infarto!
«Dai, succhialo, che poi ti scopo! Te lo voglio infilare tutto dentro! Cazzo mi fa impazzire la tua lingua!»
Ero pronto a scoparla, ma lei ha preferito farmi venire nella sua bocca.
«Ingrid, fermati! Cosi mi fai venire! Cazzo, ti sborro in gola! Ingrid! Sborro!»
Impossibile resisterle. Le ho scaricato in gola mesi di astinenza. Lei non ne ha perso una stilla. Lo ha ingoiato tutto e poi si è distesa accanto a me. I suoi occhi brillavano di gioia, poi mi ha abbracciato e baciato e, a quel punto, mi ha detto tutto quello che c'era da sapere.
«Adesso che ti sei scaricato, sei più rilassato, ma sei ancora eccitato; prima di proseguire, è giusto che io sia sincera con te; mi piacerebbe scopare con te, ma voglio farlo nella consapevolezza che anche tu lo vuoi. Quindi, prima, devo dirti tutto: è giusto che tu sappia da me cosa e perché siamo a questo punto.»

L’ho guardata quasi incredulo, curioso. Lei ha ripreso il discorso.
«Per tre anni ho vissuto una storia d’amore stupenda. Ero innamorata di una persona che adoravo. Purtroppo, per lei non era così; e dico “lei “perché era una lei che tu conoscevi bene: la tua ex moglie Barbara! Per due anni ci siamo amate e, non mi fraintendere, a me i maschi piacciono, ma con lei era stupendo. Il terzo anno però le cose son cambiate. È iniziato un periodo di cose strane, ritardi, imprevisti, a volte appuntamenti mancati. Nel frattempo avevo fatto la conoscenza di Katia, che però non sapevo fosse vostra figlia, l’ho scoperto un po’ di tempo dopo, per puro caso. Quando ho fatto questa scoperta, ho anche capito che Barbara mi tradiva con dei ragazzi più giovani e, una volta che eravamo assieme, sul suo corpo vi erano chiari i segni di una furiosa scopata. La fica dilatata, tumefatta, arrossata. Lei si era giustificata dicendo che tu eri un vero demone a letto. Per un momento ci ho creduto, ma poi, parlando con Katia, ho scoperto che fra di voi il sesso era alquanto raro e sporadico. Allora ho affrontato Barbara e le ho detto che mi aveva tradito; lei, stizzita, se n’è andata. Per me è stato un duro colpo, come per te. Quando Katia mi ha raccontato che tu eri in questo stato, mi son detta che forse insieme ne potevamo uscire, ma il punto era come provarci? Quando mi hanno regalato questi biglietti, ho pensato che fosse l’occasione migliore. Mi rendo conto che nella mia posizione è quasi contro l’etica professionale cercare di aver una storia con un paziente, ma, in questo caso, non so chi di noi due stia peggio: chi sarebbe il dottore e chi il paziente? Adesso puoi mandarmi al diavolo e lo capirò senza fiatare.»
L’ho guardata e, per un attimo, son rimasto sconvolto. Poi ho capito tante cose successe in passato, tanti comportamenti di mia moglie all’apparenza inspiegabili e allora ho abbracciato Ingrid e l’ho baciata.
«Solo ora capisco certi comportamenti di Barbara e non ne faccio una colpa a te, ma, al massimo, a me, che non ho mai voluto, per quieto vivere, approfondire. Da tempo mi ero accorto che era cambiata, ma non vi ho dato peso, pensavo fosse normale per una donna comportarsi così. Ora non voglio più trascurare nessuno, né te, né mia figlia, quindi, se mi vuoi, io ci sono, sia per te che per lei. Adesso voglio il tuo corpo ed il tuo piacere.»
Mi ha guardato ancora un attimo stupita, poi ha cercato di aggiungere altro.
Paolo, aspetta: io... non ho finito di dirti che...»

Le ho chiuso la bocca con un bacio ed ho visto i suoi occhi che hanno brillato di gioia. Sono sceso di nuovo fra le sue cosce ed ho continuato da dove avevo lasciato. Ha allungato le mani ed ha afferrato la mia testa, strofinava la sua figa sulla mia bocca, mentre raggiungeva l'orgasmo. La mia faccia era ricoperta di nettare prelibato. Sono scivolato sul suo corpo e mi son messo fra le sue cosce aperte, ho appoggiato la punta sullo spacco e poi son entrato dentro, fino in fondo. Ha sussultato leggermente, mentre la penetravo. Ho iniziato a pomparla a fondo e lei ha sorriso, poi mi ha incitato a scoparla con più fervore.
«Oh sì, Paolo! Così, mi piace! Mi fai venire!»
Ho preso a scoparla con estremo vigore. Ha iniziato a godere un orgasmo dopo l'altro, senza soluzione di continuità. Mi ha baciato ed abbiamo limonato mentre la sbattevo con maggior furore, poi l'ho abbracciata e mi son rigirato, portandola sopra di me. Mi ha cavalcato ed è venuta ancora altre due volte, poi si è sdraiata sfinita, sopra di me.
«Già quando ti ho visto per la prima volta, avevo immaginato che eri un ottimo amante! A Barbara piaceva darmi degli appuntamenti all'interno dei centri commerciali, dove tu l’accompagnavi a fare shopping, perché le piaceva molto darmi un bacio nei posti più insoliti, come i camerini oppure dentro i bagni! Tu non mi conoscevi e lei impazziva per queste cose! Ad esser sincera, piacevano molto anche a me e, per questo, l’assecondavo. Poi, il fatto che tu non mi conoscevi e ti passavo accanto dopo che avevo baciato lei o l’avevo toccata in un bagno, mi piaceva molto. Ho ancora una cosa da dirti...»
Avevo voglia di scoparla ancora, così la bacio e poi metto di lato e la sbatto ancora con forza. Ero prossimo all'orgasmo e lei lo ha intuito; mi abbraccia e mi tiene stretto dentro di sé.
«Paolo, vienimi dentro! È da tanto che non sento il mio ventre inondato dal calore di un maschio! Ti prego: vieni, riempimi!»
L'ho portata di nuovo all’orgasmo e poi son rimasto piantato dentro di lei, mentre svuotavo le mie palle nel suo ventre. Mi ha abbracciato e stretto con forza. Mi ha baciato con le lacrime agli occhi e poi, mentre continuavo a rimaner dentro di lei, muovendomi lentamente, tra uno schizzo e l'altro, lei ha stretto il mio viso tra le sue mani e mi ha fissato dritto negli occhi.

Prima di andare avanti…

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