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Storia di un mio fine settimana + un messaggio per i lettori
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Racconto24 min di lettura

Storia di un mio fine settimana + un messaggio per i lettori

la storia di un mio fine settimana con in aggiunta un messaggio e un piccolo aggiornamento sulle mie storie.

Alessia
6 mesi fa · 798 letture · 2

E infatti, a conferma della mia tesi, mi guarda con gli occhi stravolti, il petto che si alza e si abbassa a scatti, e mi sussurra senza più nessun filtro: "Cazzo... scopiamo."

Gli dedico gli ultimi giri. Lenti, profondi, belli appiccicosi, lasciando che la saliva renda tutto incredibilmente scivoloso e lucido da far girare la testa. Poi mi stacco con uno schiocco umido, mi tiro su e mi fiondo sulla sua bocca. Lo bacio con una passione feroce, le lingue che si intrecciano avidamente, facendogli assaggiare il nostro stesso sapore.

Ero un vulcano in eruzione. Mi stavo già riposizionando sopra di lui, in ginocchio, pronta a calarmi giù e a sentirmelo finalmente tutto dentro, quando lui mi afferra per i fianchi. Si blocca. Mi guarda con la faccia di uno che ha appena fatto un disastro clamoroso.

"Non ho il preservativo."

Mi congelo a due centimetri da lui. Lo fisso. Ma che cazzo? Ma tu vieni a casa di una ragazza, di sabato sera, dopo che te l'ho servita su un piatto d'argento, e non passi a comprarli? Ma sei normale? Volevo dirgliene quattro, giuro.

Ma la verità? La verità è che pulsavo, ero bagnata fradicia e avevo un bisogno fisico e disperato di farmi riempire. La razionalità l'avevo persa da un pezzo, sepolta sotto l'ormone e l'adrenalina. Lo guardo dritto negli occhi, mi mordo il labbro e glielo dico chiaro e tondo, con tutta la sfacciataggine che ho in corpo: "Ma sti cazzi!"

Senza dargli il tempo di fiatare o di fare l'eroe responsabile, mi alzo di scatto. Faccio due passi, afferro forte lo schienale del divano, inarco bene la schiena e mi metto a novanta, offrendogli uno spettacolo perfetto e una visuale che non ammetteva repliche.

Giro la testa per guardarlo da sopra la spalla. Gli lancio un'occhiata che è puro fuoco e gli ordino, con la voce che mi trema per l'eccitazione: "Vieni a scoparmi."

Non se lo fa ripetere due volte. Sento i suoi passi pesanti sul tappeto, poi il calore del suo corpo che si incolla alla mia schiena nuda. Si china in avanti, il suo petto sfiora le mie scapole, e con la voce roca, carica di un'eccitazione che ormai non riusciva più a nascondere, mi sussurra all'orecchio qualcosa di così sporco e inaspettato che mi fa tremare le ginocchia.

Un attimo dopo, sento la punta calda e tesa che preme esattamente dove pulsavo di più, scivolando contro le mie labbra bagnate. Le sue mani grandi si ancorano ai miei fianchi, stringendo la carne, e finalmente, con una spinta decisa, mi riempie del tutto.

Cazzo. È stupendo. Una sensazione bellissima, piena, totale. Getto la testa all'indietro, inarcando ancora di più la schiena, e lascio uscire un gemito lunghissimo.

Inizia a muoversi dentro di me. Il ritmo c'è, le spinte sono profonde, ma con le mani è ancora troppo impacciato, non sa bene dove metterle, come usarle. Ma io so benissimo cosa voglio e non ho intenzione di accontentarmi. "Tirami i capelli," gli ordino, con il fiato corto. Lui ci prova, ma all'inizio è timido, quasi avesse paura di farmi male. "Di più, cazzo!" lo incito, muovendo il bacino contro di lui per spronarlo. "E sculacciami. Affonda le mani su questo culo, fammi sentire che ci sei!"

A quel punto, finalmente, la sua goffaggine sparisce, inghiottita dall'adrenalina e dal puro istinto. La sua mano si attorciglia tra i miei capelli, tirando la mia testa all'indietro e costringendomi a esporre il collo, mentre l'altra atterra sulla mia natica con uno schiaffo sonoro che rimbomba nel salotto e mi fa formicolare la pelle. Inizia a spingere con una foga nuova, selvaggia. E io... io mi lascio andare completamente. Gemo, ansimo, urlo quasi, come una che si fa la prima scopata vera dopo dieci anni di astinenza.

Man mano che segue le mie direttive, il tutto diventa un vortice sempre più intenso. Il rumore dei nostri corpi che sbattono si mescola ai miei lamenti. È un crescendo che mi toglie la lucidità. Le sue spinte diventano così forti, così furiose, che a ogni colpo sposta letteralmente il divano in avanti, facendolo strisciare sul pavimento.

Sento l'ondata che sale, incontrollabile, una scossa elettrica che parte dal basso ventre e mi infiamma i nervi. Non capisco più nulla. "Cazzo... cazzo sto venendo, porca troia, vengo!" urlo, perdendo ogni freno.

Mi ha sbattuta con una forza inaudita mentre il mio orgasmo esplodeva, intensissimo, devastante. Contrazioni violente mi stringevano attorno a lui, facendomi tremare le gambe e strappandomi gemiti disperati che non avevo nessuna intenzione di trattenere.

Quando l'onda è passata, lasciandomi ansimante e svuotata, mi sono girata. Lui era al limite, il respiro spezzato, gli occhi lucidi di puro desiderio. E io, da brava gentildonna, sapevo esattamente come ringraziarlo per quella prestazione.

Mi sono lasciata scivolare sulle ginocchia. Ho preso il suo cazzo tra le mani, assaporando l'odore e il sapore di me stessa, godendomi la sensazione dei miei stessi fluidi che lo rendevano lucido e scivoloso. L'ho preso in bocca, accogliendolo con foga, succhiando con un ritmo serrato e profondo, fino a portarlo oltre il limite.

Lui ha affondato le mani nei miei capelli, tenendomi salda la testa, ha gettato il viso all'indietro e ha iniziato a gemere forte, senza più nessun ritegno. L'ho sentito irrigidirsi del tutto e, un istante dopo, la sua sborra calda e densa mi ha bagnato il viso, sigillando nel modo più sporco e perfetto possibile una delle notti più inaspettate di sempre.

Alla fine, quando l'adrenalina è scesa e i respiri sono tornati a un ritmo vagamente normale, siamo crollati sfiniti. Ci siamo raggomitolati su quel povero divano martoriato, scambiandoci qualche coccola pigra e chiacchiere a bassa voce nel cuore della notte, con la pelle sudata ancora incollata.

Ed è stato lì che ha tirato fuori un lato fottutamente eccitante: mentre parlavamo, si è attaccato al mio seno e ha continuato a succhiarmi i capezzoli, quasi come un bambino affamato. Sentire la sua lingua calda e umida che giocava con me, i suoi denti che tiravano leggermente la punta indurita mentre le sue mani grandi e rilassate mi accarezzavano i fianchi nudi... cazzo, mi ha fatto impazzire. Quella stimolazione continua, così intima e sensuale, mi ha fatto rimescolare il sangue e riaccendere la voglia in un secondo.

E infatti, inevitabile, ci è scappato il secondo round. È stato diverso dal primo: meno rabbioso, ma di un'intensità devastante. Mi ha fatta sdraiare sulla schiena, posizionandosi sopra di me, e mi ha riempita con una lentezza esasperante, centimetro dopo centimetro. Lo abbiamo fatto guardandoci dritti negli occhi, in un ritmo profondo, carnale e lentissimo. I nostri corpi scivolavano l'uno sull'altro per il sudore, accompagnati solo dal rumore bagnato dei nostri bacini che si scontravano e dalla pioggia che continuava a battere sui vetri. È stata una scopata viscerale, che ci ha portati a un orgasmo condiviso, lungo e sussurrato contro le nostre bocche.

Vi dirò la verità: mi ha sorpresa. Mi aspettavo decisamente di peggio da uno con quella bio e con quella finta aria da bravo ragazzo. Se solo non fosse così dannatamente goffo e buttasse via un po' di quella sua timidezza iniziale, sarebbe una vera macchina da guerra a letto.

Comunque, da quando ci siamo salutati sabato notte (o dovrei dire all'alba di domenica) ad ora, continuiamo a scriverci. Sinceramente, spero proprio di rivederlo a breve per un'altra bella scopata senza troppi pensieri.

E questo, cari miei, è stato il riassunto del mio fantastico fine settimana di pioggia.

Un bacio enorme, lettori! 💋 Fatemi sapere nei commenti quale delle nuove storie state aspettando di più... non vedo l'ora di leggervi.

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Scritto da
Alessia

Scrivo racconti da poco e spero davvero possano piacere!

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Commenti 2

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  1. Lleo

    No vabbè, scrivi così come io vorrei raccontare le storielle!

    1. Devo dire che sai essere coinvolgente. Senza tanti giri di parole.

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