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Storia di un mio fine settimana + un messaggio per i lettori
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Racconto24 min di lettura

Storia di un mio fine settimana + un messaggio per i lettori

la storia di un mio fine settimana con in aggiunta un messaggio e un piccolo aggiornamento sulle mie storie.

Alessia
6 mesi fa · 798 letture · 2

A quel punto, le mie mani scendono sull'elastico slabbrato dei miei pantaloni della tuta. Faccio per sfilarmeli, ma mi blocco una frazione di secondo. Lo guardo dritto negli occhi, mi mordo il labbro inferiore e decido di mettere le mani avanti, col mio solito tatto spietato: "Senti, te lo dico subito... laggiù è tutto al naturale, c'è un bel boschetto. Spero non ti faccia schifo".

Vedo un attimo di esitazione nei suoi occhi. Un rapido guizzo di sorpresa, forse un po' di spaesamento. Si morde il labbro, guarda giù per un istante, palesemente titubante. Forse, abituato alle app di incontri, si aspettava la solita autostrada depilata. Ma l'ormone e la voglia che ha addosso vincono facile. Torna a fissarmi con un'intensità nuova, stringendo più forte la presa sulle mie chiappe. "No... va bene. Va benissimo. Mi piaci tu" mi sussurra col fiato corto.

E a quel punto, via tutto. Mi sfilo tuta e mutandine in un secondo, rimanendo nuda sotto quel magliettone che avevo tenuto. Ma non basta. Ho bisogno del contatto vero. Afferro il bottone dei suoi jeans. "Togliti anche questi", gli ordino, con la voce che mi trema.

Lui non se lo fa dire due volte. Ha preso coraggio, finalmente. Si solleva un po', traffica freneticamente con la cerniera, scalcia via i pantaloni e i boxer e li lancia via.

Finalmente. Mi riabbasso su di lui. Pelle nuda contro pelle nuda. Il contatto è elettrico, viscerale. La mia figa bagnata contro la sua durezza rovente, liscia e tesa. Non c'è più nessuna barriera a dividerci. Inizio a muovere il bacino, un movimento rotatorio e inesorabile, schiacciandomi contro di lui.

Sento il suo respiro spezzarsi di colpo. Non sta più solo a guardare. Le sue mani grandi mi artigliano il sedere, mi spingono giù, mi guidano nel ritmo, mentre si solleva col bacino per incontrarmi. Ci muoviamo insieme, un ritmo frenetico, sudato, sporco. Io lo limo con una fame assurda, affondando le dita nei suoi capelli ricci, godendomi ogni singolo centimetro di pelle bagnata che si strofina contro la sua. Mi sentivo letteralmente impazzire da quanto era intenso quel fottuto strusciamento.

Vi dirò la verità: aveva anche un gran bel cazzo. Duro, caldo, che premeva disperato contro la mia pelle nuda. Non vedevo l'ora di sentirmelo tutto dentro, di farlo sparire. Eppure, in quel momento di puro delirio, mentre ci strusciavamo in modo forsennato e mi sfuggiva un gemito incontrollato contro il suo collo, la mia testa è andata da un'altra parte. Ne volevo ancora.

Mi fermo un istante, col fiato corto, e gli sussurro a un millimetro dall'orecchio: "Ho voglia di sentire la tua lingua sulla mia figa."

Prendo il controllo della situazione. Lo faccio scivolare via da sotto di me, costringendolo a scendere dal divano e a mettersi in ginocchio sul tappeto, esattamente di fronte a me. Mi accomodo sul bordo dei cuscini e allargo bene le gambe, offrendogli la visuale completa, con il suo viso a un soffio dalla mia intimità.

Lui deglutisce, ma ubbidisce. Si avvicina e inizia a leccare. Sento la sua lingua calda e umida che esplora, facendosi strada in mezzo al mio "boschetto" ribelle per trovare il mio centro. Quando lo trova... cazzo, è meraviglioso. Mi piace da impazzire. Chiudo gli occhi, buttando la testa all'indietro e inarcando la schiena, affondando le dita nei cuscini per godermi quella sensazione bagnata e perfetta.

Ma proprio sul più bello, proprio quando stava iniziando a ingranare il ritmo giusto e io stavo per perdere del tutto la connessione col cervello... si ferma.

Solleva la testa, sposta lo sguardo e mi fa una faccia mezza dispiaciuta, palesemente bloccato. "Scusa," sussurra, tirandosi un po' indietro, "è che i peli mi danno un po' fastidio in bocca..."

Ma stiamo scherzando? Io ero presa. Troppo presa. Ero un fascio di nervi tesi, pulsavo, e quello non era assolutamente, in nessun universo possibile, il fottuto momento di fermarsi. Non avevo la minima intenzione di accettare un no in quel momento.

Allungo le mani di scatto e gli afferro forte i riccioli, stringendoli tra le dita. Lo guardo dritta negli occhi, con un'espressione che è un misto tra una supplica disperata e un ordine assoluto.

"Un altro po', ti prego", gli sibilo, con la voce rotta dal desiderio.

E, senza dargli il tempo di aggiungere mezza parola o di tirarsi indietro, spingo di nuovo la sua testa verso il basso con decisione, incastrandogli la faccia esattamente di sotto, lì dove volevo io.

Cazzo, era meraviglioso. Lui cede, per mia fortuna, e riprende esattamente da dove si era fermato. Sento il calore del suo respiro sulla mia pelle, e poi la sua lingua che riprende a muoversi, facendosi strada con una sicurezza che mi fa impazzire. È un ritmo perfetto, insistente, che mi fa contorcere sul bordo del divano. Le mie mani stringono i suoi riccioli, non più per costringerlo, ma per tenermi aggrappata a qualcosa mentre la stanza inizia a girarmi intorno.

Ogni passaggio della sua lingua mi fa inarcare la schiena, mi fa stringere i denti per non urlare. La tensione sale in un crescendo pazzesco, un fuoco che mi divampa nel basso ventre. Fino a quando non esplodo. È un orgasmo intensissimo, una scossa violenta che mi fa tremare le gambe e mi strappa un grido strozzato. Godo in un modo così assoluto e profondo da lasciarmi senza fiato, con i muscoli che pulsano contro la sua bocca.

Quando finalmente si stacca e si tira su, ha le labbra lucide e il fiato corto. Si lascia cadere all'indietro sul divano, poggiando la testa, sfinito ma palesemente fiero di quello che mi ha appena fatto.

Lo guardo. Sono ancora scossa dai brividi, mi sento la pelle in fiamme, ma vederlo lì, steso e vulnerabile, con quel corpo grande abbandonato sui miei cuscini, mi fa scattare una molla. Mi viene una voglia assurda, prepotente, di ricambiargli il favore.

Mi metto in ginocchio di fianco a lui. Allungo una mano e gli afferro quel bel cazzo duro e bollente, stringendolo con decisione. Lui chiude gli occhi di scatto e si lascia sfuggire un gemito basso. Mi lascio guidare dall'istinto, dalla pura sfacciataggine: mi porto due dita alle labbra e poi ci sputo sopra, direttamente sulla sua pelle tesa, senza troppi complimenti. Una, due volte. La saliva lo rende lucido e scivoloso. Inizio a segarlo, stringendo la presa, muovendo la mano su e giù con un ritmo intenso, deciso, sentendolo fremere e inarcarsi a ogni mia passata.

Ma la mano non mi basta. Voglio sentirlo per bene. Mi abbasso lentamente su di lui, il mio respiro si scontra con la sua pelle bollente, e poi lo prendo in bocca. Inizio a succhiare. Prima piano, stuzzicandolo, e poi con una fame e un'intensità che non sapevo nemmeno di avere ancora in corpo. Sento le sue mani grandi scattare verso la mia testa, le sue dita che si intrecciano nei miei capelli per guidarmi, mentre io mi perdo in quel ritmo disperato, inghiottendolo e facendolo impazzire esattamente come lui aveva fatto con me.

Lo succhio intensamente. Sento il suo calore riempirmi, mentre muovo la testa su e giù con una fame e una foga che quasi non mi riconoscevo. Lui inarca la schiena e si lascia sfuggire un gemito lungo, roco, che gli vibra nel petto e gli muore in gola. Mamma mia... non so voi, ma io amo alla follia sentire gli uomini gemere. Mi fa impazzire, mi fa capire che li ho esattamente in pugno, che li sto facendo impazzire a mia volta. E in quel momento, nonostante il suo essere perennemente goffo e imbarazzato, tira fuori un guizzo inaspettato: le sue mani grandi scattano e mi afferrano i capelli. Stringe le dita tra le mie ciocche, tenendomi salda, e inizia ad assistere i miei movimenti, spingendo il bacino verso di me e dettando il ritmo.

Mentre glielo succhiavo, sentendo il suo respiro farsi sempre più corto e disperato, il mio cervello non poteva fare a meno di ghignare. Meno male che questo era il paladino del romanticismo, quello che sulla bio scriveva fiero di non essere il solito ragazzo che cerca solo sesso. Manco venti minuti di chiacchiere inutili sul mio divano, e ho il suo cazzo in bocca.

Prima di andare avanti…

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