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Reportage: Ho fatto becco mio marito a Pasquetta
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Racconto15 min di lettura

Reportage: Ho fatto becco mio marito a Pasquetta

Una giornata all'insegna del divertimento e del buon vino finisce a letto con il Bull che mi sono scelta per cornificare mio marito. Stavolta non voglio dominare ma farmi scopare come una "bambola" del sesso, mi fa sentire ancora più troia.

Monica e Manuel Drake
6 mesi fa · 667 letture · 1

“È tutto tuo.” dice Alberto uscendo dal bagno, ma subito dopo resta sorpreso nel vedere che sono già vestita e pronta ad andare.

“È molto tardi e sono distrutta. Mi darò una sistemata a casa. Tanto mio marito starà dormendo da un pezzo…”

“Come vuoi.” replica dandomi un bacio. Rimango a osservarlo mentre si riveste. Diamo una controllata in giro per assicurarci di aver preso tutto e lasciamo la stanza. Saliamo in macchina e usciamo dal box. Al varco di uscita, Alberto inserisce il badge e la sbarra si alza, consentendoci il passaggio.

“Bello questo posto, e sono super organizzati. Che ne dici? Ti piacerebbe tornarci?” mi domanda.

“Vedremo… Dipende da dove avrò voglia di farmi la prossima scopata con te…” rispondo.

“Come vuoi tu, amore. Lo sai che a me importa solamente che tu voglia continuare a scopare con me…” conclude.

Io non replico, perché fa parte del mio personaggio tenerlo sul filo del rasoio e con poche certezze. Così, nel tempo che trascorrerà prima di incontrarci nuovamente, il suo desiderio e la sua devozione saranno ancor più accresciuti.

In pochi minuti, arriviamo davanti a casa mia e, guardando attraverso la siepe, Alberto nota che le luci della sala sono ancora accese: “Cazzo, tuo marito è ancora sveglio?”

“Eh già. Sembra di sì…” rispondo vagamente, ma ero certa che Manuel stesse aspettandomi, come accade sempre dopo le mie uscite con qualche amico.

“Cosa dirà, vedendoti tornare così in disordine?”

Sento la collera salirmi e non riesco a trattenerla, e lo aggredisco urlandogli una raffica di domande: “Cosa vuoi dire? Che faccio schifo? Che non sono presentabile a mio marito? Cosa ne sai di come gli piaccia vedermi?”

“Ehm, ma io…”

“Senti, Alberto, te l’ho già ripetuto più volte: a te dà fastidio che io solo accenni a mio marito e ne sei oltremodo geloso. Però, quando ti fa comodo, ti permetti di fare commenti od osservazioni sul mio rapporto con lui. Devi piantarla e cambiare atteggiamento. Hai capito? Se no, non mi vedi più. Ti saluto!”

Dopo queste parole, Alberto resta pietrificato. Apro lo sportello, scendo e lo richiudo sbattendolo con tutta la forza che mi riesce di trovare.

Prima di ripartire, attende che abbia varcato il cancello pedonale, ma io non gli rivolgo nemmeno uno sguardo.

Prima di giungere davanti alla porta di casa, penso che forse ho un po’ esagerato e che Alberto era solo preoccupato per me, non sapendo che non solo Manuel mi dà tutta la libertà di frequentare chi voglio, ma che tra me e mio marito c’è il gioco di eccitazione che deriva dalle mie distrazioni extraconiugali.

Ad ogni modo, non voglio rovinare le aspettative che Manuel ha sul mio rientro, perciò metto da parte l’incazzatura, sfodero un magnifico sorriso ed entro, accolta dal suo viso raggiante. Per qualche istante, resta seduto, estasiato dal mio aspetto inequivocabile, poi si alza e mi viene incontro divorandomi con lo sguardo.

Mi abbraccia, mi bacia e struscia il viso contro il mio. Mi annusa il collo e passa le dita tra i miei capelli. Quindi, percorre la schiena, mi stringe il culo e lo trae a sé. La sua mano destra passa davanti e va subito a tastare la vulva. Stacca il viso dal mio e mi guarda sgranando gli occhi.

“Sì, sono pienissima. Non è così che mi volevi?”

Manuel è al settimo cielo e, prima che possa dire qualcosa, gli rincaro la dose di porcellaggine: “Mi sono fatta scopare come una troia, e neanche ti immagini cosa gli ho fatto io…”

Manuel riprende a baciarmi con foga impressionante. Attraverso i fuseaux, continua a spremermi la passera che non smette di scolare liquido denso che gli impiastra la mano.

Insisto nel racconto perché voglio constatare il suo limite di sopportazione: “Ho preso tanto di quel cazzo che quasi ne ho la nausea. Hai presente la mega scopata che ci siamo fatti tu ed io l’altro giorno? Ecco, quella con Alberto di stasera è stata una cosa del genere, ma lui mi è venuto dentro due volte. Anzi, sono stata io a farmi riempire, per soddisfare il tuo desiderio.”

“Te ne sono infinitamente grato, amore mio.” mi risponde tra un bacio e l’altro.

“Il resto lo leggerai nel racconto che sicuramente scriverò in proposito.”

Manuel interrompe i suoi toccamenti, mi prende per una mano e mi porta sul divano. Mi ci fa sdraiare e insinua subito la testa tra le mie cosce, prendendo a divorarmi la passera ancora inguainata nei fuseaux ormai fradici.

Nonostante la presenza del tessuto e ciò che ho fatto prima, le stimolazioni di cui è capace mio marito mi fanno riaccendere la voglia, favorita dalle immagini della serata con Alberto che ancora mi scorrono nella mente.

“Ti prego, amore. Mettimelo, non resisto oltre…” lo imploro, accennando ad abbassarmi il pantalone. Manuel si premura a sfilarmi l’indumento. Vorrei togliermi anche il tanga ma lui me lo impedisce. Senza nemmeno spogliarsi, estrae il membro, sposta la mutandina, lo punta contro la passera e ve lo affonda. Prendo a muovere il bacino in avanti e all’indietro, in sincronia con i suoi colpi, e mi aiuto aggrappandomi alle sue spalle.

Al contrario di ogni mia previsione per questo tipo di situazione, Manuel dimostra un’insolita resistenza che mette a dura prova la mia vagina, che ricorderà piacevolmente a lungo questa serata di sesso.

Il martellamento del suo cazzo sembra non avere fine, così provo ad aiutarlo con uno stimolo mentale: “Anche se lo hai già fatto, ti piacerebbe vedermi scopare ancora con Alberto? Pensa di essere seduto sul sedile posteriore della sua auto, mentre lui ed io andiamo verso il motel. Immaginati l’atmosfera trasgressiva e clandestina all’interno dell’abitacolo. Ascoltare le frasi sconce che ci diciamo e osservare le nostre mani impegnate a toccarci e ad eccitarci…”

Lui accelera ancora il ritmo e io proseguo: “Dai, amore, sborra. Anche Alberto mi ha martellata così intensamente, prima di riempirmi di sperma… Ahhh… Siiii…”

Le mie ultime parole sortiscono l’effetto desiderato: Manuel mi fa il terzo pieno della serata e io raggiungo ancora un piccolo orgasmo. Mentre si svuota, stacco per un attimo la bocca dalla sua e gli sussurro: “Mi sento così piacevolmente troia, amore mio. Che periodo fantastico ci stiamo regalando…”

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Sposati da circa diciotto anni, siamo una coppia, all'apparenza, irreprensibile, con numerose relazioni sociali. Viviamo il nostro amore e la nostra grande complicità all'insegna di un sesso spinto, coinvolgente, solare, allegro e intrigante, che per noi è gioia, fantasia, curiosità. La nostra attività erotico-letteraria è presentata nel sito web https://monicamanueldrake.com

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