Il tempo sembrava essersi bloccato, come se i suoi occhi avessero il potere di stoppare il movimento e incorniciare in un singolo fotogramma quello spettacolo che stava ammirando. La maglia bianca si adagiava morbida sui suoi fianchi, come se anche lei fosse stanca della lunga giornata, leggermente sollevata dietro in seguito al gesto di infilare le dita sotto l’elastico degli slip per tirarli verso il basso.
E quella linea bianca di tessuto segna il confine fra ciò che è ancora coperto e ciò che ha già conquistato la libertà, o meglio, la sta conquistando... Le mutandine stanno ancora lì, sospese nel tempo e nel tragitto fra le natiche che fino a poco prima coprivano e il freddo pavimento che le attende, prima di finire nel cesto dei panni sporchi e potersi rilassare, libere dal lavoro di sorreggere e accarezzare quei glutei per tutta la giornata.
Intanto stanno lì, in quell’istante fissato dal suo sguardo, arrotolate su se stesse come sono state abbassate e ferme lì, a mezza coscia, a offrire un effetto “giarrettiera” che le trasforma, nel loro percorso, in un elemento ulteriore di sensualità.
La coscia lascia che lo sguardo si possa proiettare verso il davanti, a sognare altri lidi che non sono però, al momento, i protagonisti... La natica in primo piano mostra la sua rotondità sensuale, accentuata dalla pelle liscia. La curvatura che si conclude sulla coscia regala, in abbinamento al bordo delle mutandine, un angolino di una sensualità esagerata: quel morbido lembo al di sotto della natica che pare chiamare a gran voce di essere accarezzato, offrendosi come punto d’appoggio per la mano che stringa a sé il gluteo e lo sollevi, con brutale delicatezza e fremente desiderio.
Il contrasto cromatico fra l’angolino timido che non ha partecipato all’abbronzatura estiva crea l’illusione di un secondo slip, trasparente, che alimenta un falso vedo-non-vedo, stridente con quelle mutandine nere che stanno ancora lì, in attesa di liberare le gambe, ancora bloccate dalla loro presenza.
L’altra gamba, portata un po’ in avanti, nasconde la rotondità della natica ma, maliziosa, offre ancor più quel contrasto fra la pelle dorata dal sole e il bianco che è concesso solo a pochi occhi selezionati. E quella linea di contrasto si spinge verso l’interno, accompagnando lo sguardo verso il desiderio.
“Che guardi?” chiede lei dal bagno.
“La perfezione”, le risponde lui.
E il nastro continua a girare: le mutandine scendono giù e volano nel cesto della biancheria, la maglia viene sfilata e le raggiunge poco dopo e, mentre lei si gira verso di lui, sorridente, completamente nuda e libera...
“Ferma!”
Lei, d’istinto, si blocca sulla soglia del bagno.
“Che c’è?”
“Niente, avevo bisogno di un’altra istantanea”.
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