Lui mi ha sorriso con bonomia, poi mi ha rivolto una domanda.
«Grazie, sei una persona davvero gentile ed educata; posso permettermi di invitarti a cena una delle prossime sere?»
Son rimasto un attimo stupito, ma lui ha voluto ribadire che avrebbe avuto molto piacere ad avermi ospite a cena, a casa sua.
«Una piccola cenetta tra noi tre: io, te e mia moglie Rosa. Ti assicuro che è una cuoca bravissima!»
Ho accettato e lui ha tenuto a precisare che mi aspettavano la sera dopo. Puntuale, mi son presentato a casa loro con due bottiglie di vino e, quando mi ha aperto la porta, lui mi ha accolto calorosamente.
«Vieni, Mario, entra! Mi fa proprio piacere averti con noi! Rosa! Rosa, vieni: è arrivato!»
Lei esce dalla cucina e mi viene incontro. Indossa una gonna che le arriva al ginocchio e, sopra, un maglioncino di cachemire, tenuto chiuso davanti da quattro bottoni, sotto cui riesce visibile il solco dei seni. Anche lei mi saluta calorosamente e, subito dopo, ci sediamo a tavola e consumiamo uno stufato di coniglio, cucinato a meraviglia. Durante la cena, è un continuo parlare di cose banali, anche se ho la netta sensazione che entrambi volessero dirmi qualcosa; nessuno dei due, però, si discosta dal dialogo tenuto. Finita la cena, Antonio mi fa accomodare con sé sul divano, mentre lei si attiva per preparare il caffè. Quando torna, si siede accanto a me e Antonio e vengo richiesto se la cena sia stata di mio gradimento.
«Allora, Mario, ti è piaciuta la cena che ha cucinato mia moglie?»
Sorrido mentre sorseggio il mio caffè.
«Assolutamente sì! Era da un po' che non mangiavo il coniglio cucinato così bene! Brava, Rosa!»
Antonio, dopo aver guardato la moglie, continua a parlare.
«Sì, Rosa è davvero brava! Lei sa fare tante cose e, alcune, anche meglio di me.»
Mentre parla ha appoggiato una mano sulla mia gamba ed ho visto che lei ha osservato come reagissi, facendomi capire il vero senso di quelle parole: sto al gioco.
«Sicuramente, Antonio, lo credo bene che sia davvero brava, ma, per dire che è meglio di te, occorrerebbe un confronto!»
Rosa mi guarda, poi sorride, ed anche lei appoggia le sue mani sulla mia coscia.
«Davvero vorresti confrontare le nostre capacità?»
Io annuisco, allora lei sorride, mi apre la patta dei pantaloni ed estrae il mio membro, già quasi duro, notando anche un certo stupore nei suoi occhi.
«Wow! Antonio, avevi ragione: è proprio ben messo?! Questa volta hai saputo scegliere alla grande.»
Sono un po' sorpreso dalle sue parole, ma non ho tempo di replicare, perché immediatamente la bocca di Rosa accoglie completamente il mio membro, facendoselo penetrare tutto in gola. Me lo lavora benissimo di lingua, mentre lui mi slaccia la cintura, abbassandomi i pantaloni fino alle caviglie, per poi sfilarli. Rosa intanto prosegue nella sua pompa davvero sublime. Lavora benissimo il mio membro, tenendolo stretto tra le labbra, mentre, con la lingua, ne percorre tutta la lunghezza, per poi dedicarsi alle palle, che trova già belle piene.
«mhmm…Antonio, questo oltre ad avere un bel cazzone, ha anche delle belle palle grosse!»
Se lo tiene in bocca, spingendolo quasi tutto in gola: è lui stesso a farmelo notare.
«Vedi che è più brava di me? Lei riesce a prenderlo quasi tutto, in gola! Mario, dovresti anche provare a chiavarla e scoprire quanto sia meravigliosamente troia.»
Quando lui ha finito di parlare, lei solleva lo sguardo ed i nostri occhi si incrociano; io le sorrido e faccio un cenno d'assenso con il capo; immediatamente lei scatta in piedi.
«Andiamo in camera da letto, perché voglio star più comoda!»
Immediatamente si dirige verso la camera da letto e, lungo il percorso nel procedere di lei, vedo cadere la sua gonna e, quando entriamo in camera, prima di mettersi seduta sul letto, anche il maglioncino è volato sul pavimento ed ora è coperta solo da un bel reggiseno sottile, che delinea splendidamente le sue mammelle, oltre un minimale perizoma molto trasparente, sotto cui riesce visibile un triangolino di peli, perfettamente curato. Le sue cosce sono fasciate da autoreggenti ed i tacchi delle scarpe che calza, le inarcano il culetto, rendendolo, se possibile, ancor più concupiscente. Si mette seduta sul letto e poi, mentre io tolgo la camicia, lei riprende a spompinare il mio cazzo. Antonio si siede accanto a lei e, prima libera i suoi seni, eliminando ciò che li copriva e poi si abbassa e fa sparire anche il perizoma. La fa sistemare a cosce aperte e posso vedere lo spacco rosa della sua fica, che è evidenziato da quel triangolino di peli neri.
«Dai, Mario, vieni a chiavarla! Guarda, è già bagnata fradicia! Questa troia impazzisce, quando si ritrova con un cazzo in bocca!»
Rosa mi guarda e, continuando a tenere il mio cazzo in mano, si sdraia sul letto a cosce aperte e mi tira su di sé. Mi inginocchio ed appoggio la cappella su quello spacchetto, che avverto bruciare dal desiderio e, nello stesso tempo, continua a bagnarsi di umori vaginali. Spingo lentamente il mio membro dentro di lei e noto che apre la bocca nel sentire il mio membro che forza un po', perché decisamente strettina. La penetro con calma, lasciando che i suoi muscoli vaginali si adattino all'intromissione e, lentamente, lei me lo accoglie tutto dentro. Quando arrivo in fondo, urla il suo piacere.
«Oh, cazzo, vengo! Vengo! Non è possibile che mi abbia fatto... già godere?»
Antonio mi guarda con stupore, mentre prendo a chiavarla con un movimento lento, ma senza soluzione di continuità. Sfilo buona parte del mio membro e poi glielo rimetto dentro con una spinta molto decisa; ad ogni affondo il suo seno, oscilla verso l'alto e la sua bocca si spalanca, mentre mi esorta a scoparla ancor più forte.
«Che maschio! Che bel cazzone: mi sta sfondando?! Che toro possente! Avevamo a tiro un toro così superbo e non lo sapevamo? Scopami forte! Voglio godermelo tutto, fin in fondo!»
Me la sbatto per una quindicina di minuti buoni, poi la giro e la metto sopra di me; nel frattempo Antonio si è spogliato nudo e si è messo a guardare di fianco a noi. Ha un bel membro anche lui, ma totalmente moscio e non sembra avere nessun segno di vita. Mi osserva con ammirazione mentre scopo sua moglie e mi incita a farlo con maggior forza, vigore, per, infine, inondarle il ventre del mio sperma.
«Mario, così! Così, voglio che la sfondi tutta! Scopala forte e poi... riempila! Mi fa impazzire leccar la sbroda che cola dalla sua fica riempita!»
Rosa mi cavalca ad oltranza come una vera amazzone. Tiene le mani appoggiate sul mio petto e muove il corpo su e giù, facendo leva sulle gambe; ad ogni affondo, si lascia cadere sul mio membro, di modo che la punta possa sbattere sul fondo e le dia quella scossa che la faccia godere all'infinito. Sollevo le mani, afferro i suoi seni e strizzo un po' i capezzoli, mentre lei non smette di godere.
«Sei fantastico! Ho perso il conto di quante volte son venuta e tu? Ancora non sembri deciso a mollare? Dai, fammi impazzire ancora, ma, alla fine, riempimi!»
Viene ancora altre due volte, poi è lui che mi invita a cambiar posizione.
«Bravo, Mario! Falla godere ancora un po', ma non ti trattenere dallo spaccarle anche il culo! A questa troia piace anche lì, nel culo!»
Lui stesso la fa togliere da sopra di me, poi si mette sdraiato sotto di lei nella posizione del 69 e, quando mi posiziono dietro di lei, è lui stesso che afferra il mio membro e lo indirizza contro il buchetto di sua moglie. Lo bagna con della saliva, mentre, sempre lui, mi tiene il cazzo in bocca. Poi lo appoggia al culo di sua moglie e spinge il mio corpo contro di lei, con una mano appoggiata alle mie natiche, affinché possa entrare tutto dentro di lei. Sento quel buco un po' troppo stretto e così vi scivolo con delicatezza; intanto Rosa mi avverte di far piano.
