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Erotika
Gangbang nella chiesa abbandonata
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Racconto23 min di lettura

Gangbang nella chiesa abbandonata

Una chiesa abbandonata, una ragazza e tanti ragazzi: il racconto di un'esperienza dapprima “da brividi” e poi estremamente “bollente”.

DarkSideOfTheMoon
1 mese fa · 872 letture · 1

Mi sento mancare il respiro. È un grosso coltello.

Nello stesso istante, mentre lui scende lentamente i tre gradini dove c è l'altare, gli altri sette si avvicinano a me.

Mi stanno accerchiando.

Ho il cuore a mille, e inizio ad avere davvero paura.

Cosa vogliono farmi? È solo una sceneggiata? Ma sono pur sempre degli sconosciuti mascherati. E se Andrea non fosse chi pensavo?

E soprattutto: ora che cazzo faccio?

Mi guardo intorno, presa dal panico: i sette si stanno muovendo in modo deliberatamente lento, e c'è spazio tra uno e l'altro perché possa infilarmi nel mezzo e correre via. Ma poi? Ammesso che raggiunga il portone cogliendoli di sorpresa, ammesso che riesca a uscire e guadagnare terreno, poi che faccio?

Non so dove siamo, loro sono in otto e hanno auto e moto per inseguirmi. Mi prenderebbero di certo, ed io peggiorerei solo la mia posizione. Se vogliono torturarmi, lo farebbero comunque.

Mentre ero persa nei miei pensieri, questi devono aver notato i miei pensieri, ed hanno accelerato l’andatura.

Ora, alla distanza a cui sono da me, gli basterebbe allargare le braccia per ghermirmi, qualora provassi a scappare.

Osservo quello col coltello, che nel frattempo è arrivato davanti a me, ed ha abbassato il braccio.

“non sei fuggita. non hai paura, ragazza?” mi domanda, con una voce più bassa e gutturale

Deglutisco, a quanto pare si aspettavano una mia reazione. Questo avrebbe reso un mio eventuale tentativo di fuga del tutto impossibile, quindi.

“dovrei averne?” gli rispondo, alzando il mento. Ora che mi è davanti, mi supera in altezza di almeno 15 centimetri.

L’uomo col coltello ride. Una risata resa ancora più distorta e maligna dalla maschera che gli copre il volto.

“non opporti. Non muoverti. E non proverai alcun dolore”

Faccio un po’ fatica a credere alle sue parole, ma non mi muovo, ad eccezione degli occhi, che scrutano quelli attorno a me. Vorrei trovare Andrea, ricevere un qualche segno che mi tranquillizzare, ma sono immobili, identici e impassibili dietro le loro maschere.

Avvicina il coltello, sventolandomelo lentamente davanti agli occhi. È vero. Noto la lama riflettere I giochi di luce cremisi provocati dalle Candele, e l’acuminata punta al termine.

Appoggia la fredda lama sulla mia tempia, e con uno scatto fa ricadere all'indietro il mio cappuccio. Quindi, la infila tra i lembi del mantello, all'altezza dello sterno. Il petto si alza e abbassa ritmicamente ed in modo incontrollato, per via dei battiti accelerati, e posso sentire il piatto della lama sfiorare il mio seno.

La punta scorre lungo la mia pelle accaldata, sfiorandola senza ferirmi, e quando giunge all'attaccatura del mantello, da uno Strattone all’esterno, che slaccia il mantello, facendolo cadere a terra alle mie spalle.

Sento i suoi, e tutti i loro sguardi su di me, completamente nuda. Ed il battito accelerato dalla paura lascia spazio ad un'altra sensazione: l'eccitazione.

Quello col coltello fa un passo indietro, e lascia cadere il coltello a terra. Ora sono tutti e otto disposti a cerchio intorno a me, a circa un metro di distanza.

Esattamente all'unisono, portano le mani all’attaccatura dei loro mantelli, sbottonandoli e facendoli ricadere a terra alle loro spalle.

Anche loro sono completamente nudi. Otto corpi prestati e desiderosi di me.

Rimango ferma, osservando solo con la coda dell'occhio quelli attorno a me. Alcuni hanno già un principio di erezione. E promettono davvero bene.

“mani” sentenzia il leader, guardandomi.

Significa che devo eccitarli usando le mani?

Decido di provare la mia intuizione, iniziando proprio da lui.

Mi avvicino a lui, appoggio entrambe le mani sul suo petto, accarezzo i capezzoli, e scorro con le dita lungo l'addome, fino alla base del pene, avvolta da una fitta peluria. Accarezzo la base con una mano, con l'altra massaggio I testicoli, spostandoli tra palmo e dita.

Scorro lentamente lungo l’asta, accarezzandogli il cazzo dalla base fino alla punta, senza smettere di giocare con le sue palle.

Il suo respiro più intenso e profondo mi fa capire di essere sulla buona strada, ma è sentire il suo cazzo indurirsi nella mia mano ad eccitarmi ancora di più.

Quando è completamente eretto, inizio a segarlo più intensamente, ma vengo interrotta da uno schiaffo così forte che mi fa barcollare e finire carponi per terra.

Dolore ed eccitazione si fondono fino a farmi girare la testa, tanto che impiego qualche secondo a riprendermi e staccare le ginocchia dal freddo pavimento e rimettermi in piedi.

Immagino il leader volesse gentilmente farmi capire che devo dedicarmi anche agli altri.

Passo a quello immediatamente adiacente, eseguendo gli stessi movimenti. Questa volta, appena noto che l'erezione è raggiunta, allontano immediatamente la mano.

Nessuno schiaffo.

Passo a quello accanto. E poi a quello dopo.

Il quinto ha una corporatura più robusta degli altri, il suo cazzo è depilato, ed anche da moscio trasuda virilità.

Presa come sono dal fargli un’intensa sega, mi distraggo per un momento, e avvicino la bocca al suo capezzolo.

E un istante dopo, uno schiaffo più forte del precedente mi fa finire faccia a terra.

Piacere e dolore si mescolano di nuovo, donandomi una sensazione così intensa da farmi perdere il fiato.

Ricomincio dal muscoloso, segandolo finché non raggiunge un’imponente erezione, e poi, un po’ a malincuore, mi stacco da lui.

Sego gli ultimi tre pensando, e guardando, il cazzo del quinto.

Al punto da ricevere uno schiaffo a testa dagli ultimi due, perché troppo distratta per accorgermi che avevano raggiunto l'erezione.

Faccio appena in tempo ad alzarmi dopo l'ultimo schiaffo, che il leader ordina “in ginocchio”

Appena obbedisco, prosegue col secondo ordine “mani dietro la schiena”

Legano I miei polsi con delle fascette ben strette, che mi provocano un po’ di dolore, mentre il leader spiega, col suo solito tono altisonante e teatrale

“hai purificato le tue mani con le nostre verghe. Ora purificheremo la tua bocca”

E mentre parla, tutti si dispongono in fila Indiana dietro di lui, spostandosi appena ai lati per poter continuare ad avere la visuale libera su di me.

Nonostante potesse risparmiarsi questa stronzata sulla purificazione da wannabe setta, sento un brivido di eccitazione percorrere tutto il mio corpo, e una sensazione di calore concentrarsi nel mio basso ventre.

Sono in ginocchio con le mani legate, e la mia bocca è alla mercé di otto famelici cazzi.

“apri bene la bocca. Lingua di fuori” ordina il leader.

Appoggia il cazzo sulla mia lingua, e lo fa scorrere avanti e indietro, entrando sempre più in profondità nella mia bocca. Lo lascio fare, tenendo la bocca ben aperta e lasciando che siano il palato e il labbro inferiore a massaggiargli il cazzo.

Quando sembra soddisfatto, si allontana e va in fondo alla fila.

Io resto immobile, con la bocca aperta e la lingua di fuori.

Il secondo mi infila il suo cazzo in bocca, ma mi stanco a tenere la bocca spalancata, così chiudo appena le labbra, avvolgendole attorno al suo cazzo.

Muove il bacino avanti e indietro, facendomi colare un rivolo di saliva lungo il mento.

La mia voglia di succhiarlo è cosi intensa che lo avvolgo tra le mie labbra, trattenendo ben qui di quanto dovrei: ho capito che non vogliono venire, non subito perlomeno, è lui si premura di farmelo capire dandomi un ceffone. A suo rischio e pericolo, perché quasi gli mordo il cazzo, per effetto del colpo subito. Mi brucia la guancia nel punto colpito, ma ancor più mi brucia tra le gambe, mi sento divampare.

Ne voglio ancora. Apro di nuovo la bocca e tiro fuori la lingua. È il turno del terzo. Con lui giocherello con la lingua, mentre mi scopa la bocca, che tengo abbastanza aperta da permettergli di sfilarsi agevolmente prima dell’apice.

Il quarto rimane poco nella mia bocca, e dai suoi respiri pesanti e mugolii strozzati deduco che è quasi all'apice e ha preferito non rischiare di fare una magra figura tra i suoi compari.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
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