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Come mia moglie è scivolata tra le braccia del mio miglior amico
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Racconto10 min di lettura

Come mia moglie è scivolata tra le braccia del mio miglior amico

Il marito ripercorre i particolari che hanno portato sua moglie a scopare con il suo miglior amico

jos
5 mesi fa · 1.8k letture · 1

Francesca, ormai nuda sotto il sole accecante, guidava i nostri movimenti, alternando gemiti di piacere a baci infuocati che distribuiva ora a me, ora ad Aldo. Quel pomeriggio, tra il profumo di salsedine e il calore della passione, scoprimmo una libertà nuova, dove l'unico limite era il desiderio di non smettere mai. Liberatasi da ogni paura, Francesca attirò Aldo sopra di sé con un movimento fluido, poi, guardandomi dritto negli occhi, lo invitò a possederla.

Aldo, con la sicurezza di chi già conosce quel corpo, si posizionò: il suo grosso cazzo turgido era pronto a violare il corpo di mia moglie. Attese solo un mio cenno d’intesa. Lo vidi entrare in lei con una spinta decisa, possessiva; Francesca inarcò la schiena, gettando la testa all'indietro e liberando un grido di puro piacere che si disperse nel vento marino. Io non potevo restare a guardare, inizia lentamente a masturbarmi. lei mi cercò con lo sguardo, gli occhi velati dalla passione e le labbra schiuse. iniziai a baciarla con una foga mai provata, assaporando il calore del suo respiro affannato e stringendole la mano, come la consapevolezza di chi sta attraversando una porta della vita di coppia che non potrà più essere chiusa. Aldo non smetteva di fissarmi: nei suoi occhi leggevo una sfida silenziosa e cameratesca. Francesca godeva di ogni spinta e di ogni nostro tocco, guidandoci entrambi verso un culmine che sentivamo arrivare come un'onda anomala. quando Aldo fu prossimo a venire, lo vidi contrarsi; Francesca lo anticipò con un orgasmo intenso che le trasformo il volto, giusto poco prima che lui la inondasse con il suo sperma. l’estasi ci travolse tutti e tre: un’esplosione di sensi che ci lasciò esausti e tremanti. ci ritrovammo così, nudi sotto il sole, intrisi dei nostri umori, con mia moglie che ci teneva entrambi per mano.

 Alla sera a casa Francesca senti la necessità di confessarsi per quello che era accaduto in barca; ella non sapeva spiegarsi come sia potuto succedere; lei prendeva per amicizia le battute ammiccanti di Aldo, gli strusciamenti “spontanei”, i lunghi massaggi, certi suoi sguardi penetranti…e li accettava volentieri, non si rendeva conto che stavano andando oltre, sino a quando in barca si è lasciata vincere da un desiderio inconscio che Aldo a saputo cogliere al volo. Nei giorni seguenti anche Aldo ha voluto chiarirsi con me, neanche scusarsi, ma rendermi partecipe di come si sentiva lui dentro, della passione che covava per mia moglie, della lunga astinenza che il divorzio aveva causato, e così si è lasciato andare all’istinto e ha rotto la diga delle convenzioni manifestando tutta la sua eccitazione a Francesca, sperando di coinvolgere tutti e tre, senza nulla nascondere.

 La nostra "doppia vita" si nutriva di un gioco perverso fatto di sguardi e codici segreti. Davanti agli altri eravamo il ritratto dell'ordinario: tre amici che cenavano o prendevano un aperitivo in centro. Ma sotto il tavolo, la realtà era una voragine di desiderio.

Mia moglie durante gli aperitivi di gruppo spesso aveva preso l’abitudine di uscire, con dei vestitini estivi senza l’intimo sotto, quasi a provocare le reazioni mie e di Aldo.

Una sera, circondati da amici ignari che ridevano di vecchie storie, tra noi si scatenò un intreccio magnetico di contatti proibiti. Una mano risaliva lenta lungo l'interno coscia, mentre il tocco sapiente di un piede cercava con insistenza l'intimità bagnata di Francesca, forzando lo spazio tra le sue gambe. Quella vicinanza pubblica alimentava una tensione erotica quasi insopportabile, rendendo ogni uscita un preliminare carnale e collettivo. D’istinto, sotto la tovaglia, affondai la mano a sondare il suo monte di venere, incontrando proprio il piede di Aldo che esplorava con sfrontatezza il centro del piacere di lei. Ci scambiammo un’occhiata fulminea sopra i calici di cristallo: un lampo di complicità brutale mentre gli altri commensali restavano ciechi alla nostra lussuria.

Aldo non era più solo l'amico fraterno, era diventato l'ospite fisso del nostro talamo, colui che accendeva la miccia tra me e Francesca anche quando eravamo soli. La sera, tornati a casa dopo quegli incontri, l'adrenalina accumulata esplodeva tra noi due in sesso sfrenato come mai avevamo fatto prima. Ma spesso il telefono vibrava sul comodino: era un messaggio di Aldo, magari una foto osé scattata di nascosto durante la serata o una frase che riaccendeva subito il desiderio.

A quel punto, non era raro che Francesca rispondesse con una videochiamata, trasformando la nostra camera da letto in un nuovo palcoscenico erotico per lui, finché la voglia di averlo lì fisicamente non diventava insopportabile.

 In una occasione, a casa nostra, l'aria nel salotto era particolarmente carica, grazie anche alla musica soffusa e le candele che Francesca aveva acceso con cura.

Appena finito di cenare, Francesca si sciolse i capelli e si allungò sul tappeto davanti al divano. Aldo si sfilò la camicia con una lentezza studiata, rivelando il fisico tonico, e si sedette a cavalcioni sulle sue gambe. Io ero lì, a pochi centimetri, con un bicchiere di amaro in mano, osservando come le sue dita esperte iniziassero a far scivolare le spalline dell'abito di seta di mia moglie.

"È ancora molto tesa qui," mormorò Aldo, facendomi l'occhiolino mentre le sue mani scendevano verso i suoi capezzoloni, lucidi di una fame che solo Aldo riusciva a risvegliare in quel modo così crudo.

Senza dire una parola, mi avvicinai e iniziai a sfilarle il resto, quindi con un gioco di lingua magistrale preparai la figa di Francesca a ricevere l’assalto del cazzo di Aldo,

il quale mi guardò, poi indicò Francesca: tienile le mani, voglio che senta ogni singola spinta. “Obbedii, bloccando i polsi di mia moglie sopra la sua testa e mentre lui la possedeva con inaudita passione io mi perdevo nei suoi baci infuocati. Il contrasto tra la dolcezza dei miei gesti e l'irruenza di Aldo portò Francesca a gridare il suo nome mentre lui sborrò sul suo ventre sudato, Aldo vedendo che io non ero ancora venuto, con la mano forzò mia moglie a prendersi in bocca il mio cazzo e dedicarmi un pompino salivoso che si concluse con l’immancabile venuta in bocca, lei con le labbra ancora gocciolanti si girò a cercare Aldo e lo bacio con passione feroce.

Quando tutto si placò, restammo lì, sul tappeto, Aldo mi mise un braccio sulla spalla, attirandomi a sé e a Francesca in un abbraccio collettivo.

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jos

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  1. Tu almeno ti sei accorto di quanto è troia tua moglie a differenza di tantissimi altri mariti

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