Sono in sala e faccio colazione insieme a Carla, Beatrice si avvicina e chiede se può unirsi a noi, noi la invitiamo ad accomodarsi e immaginando il motivo della sua presenza al nostro tavolo le chiediamo se fosse rimasta turbata per quello che era successo il giorno prima.
“Si, sono rimasta turbata, ma non in senso negativo, sono ancora eccitata e ho voglia di provare sensazioni ancora più forti, mi potete aiutare?”
Noi le rispondemmo che saremmo stati felici di soddisfare i suoi desideri e le chiedemmo quando voleva che ci incontrassimo.
“Sapevo che avreste acconsentito e ho chiesto a Khadim e Marzia di sostituirmi, io sono già pronta, ho la figa fradicia se volete lo facciamo anche adesso davanti a tutti.”
Beatrice lo aveva detto solo per farci capire l’intensità del suo desiderio, ma io e Carla ci guardammo e in noi scattò una scintilla, era l’occasione per offrire un nuovo spettacolo ai nostri clienti.
Gli ospiti presenti in sala per consumare la colazione avevano tutti ricevuti i nostri omaggi particolari e uno spettacolo fuori programma non li avrebbe scandalizzati.
Chiesi a un cameriere di portare via le nostre consumazioni e di togliere anche il tavolo, Beatrice non capiva cosa stesse accadendo e Carla glielo spiegò: “Cara, hai chiesto di volere che soddisfacessimo i tuoi desideri e noi lo stiamo facendo.”
Beatrice indossava un vestitino leggero che lasciava trasparire la sua nudità, chiesi al cameriere di sfilarglielo e di metterlo via, lui obbedì con molto piacere e un attimo dopo le bellezze di Beatrice attirarono l’attenzione di tutti e un applauso partì dalla sala.
I clienti che fino a un attimo prima stavano consumando caffè e brioche lasciarono le loro vivande e si trasformarono in spettatori.
Beatrice si rese conto che era al centro dell’attenzione e per niente intimidita ci parlò facendo in modo che tutti sentissero: “Ieri sera mi avete fatto godere con un piede nel culo, vorrei ricambiare, sentire cosa si prova a infilare un piede nel culo di una persona.”
L’eccitazione del pubblico riempiva l’aria, Carla ed io eravamo posseduti dalla frenesia di esibirci per i nostri ospiti e donare a Beatrice quello che desiderava, ci spogliammo, ci inginocchiammo le sfilammo i sandali e iniziammo a baciarle i piedi.
Con Carla avevo raggiunto un’intesa perfetta, ci muovevamo all’unisono, prendevamo in bocca i suoi piccoli piedi e li succhiavamo avidamente mentre con le mani salivamo lungo le sue gambe.
Il cameriere che ci aveva aiutato ad allestire il palcoscenico fu la prima vittima, non resistette, si mise alle spalle di Beatrice e prese le sue tette tra le mani, le strinse forte tirandole verso l’alto, sembrava volesse strapparle.
Beatrice sentendo il suo pacco dietro la testa lo fece mettere al suo fianco, gli slacciò i pantaloni e prese il suo cazzo in bocca, i suoi umori colavano dalla vagina, Carla vi intinse la mano e lubrificò per bene i nostri culi, prendemmo i suoi piedi e li posammo sui nostri buchi.
Beatrice si staccò dal cazzo, rivolse la sua attenzione a noi e iniziò a spingere, non ebbe difficoltà a penetrarci, Carla ed io siamo abituati a ben altri calibri.
Uno spettacolo incredibile apparve agli occhi degli spettatori che si accalcarono intorno per vedere più da vicino, i piedi della ragazza non c’erano più, sembrava che glieli avessero amputati.
Carla incitò Beatrice a spingere e facilitava la penetrazione spingendo a sua volta, io la imitai e ben presto le intere gambe erano dentro fino al ginocchio.
Beatrice nella foga del momento rischiò di ribaltarsi con tutta la sedia e due spettatori la sostennero immediatamente e l’aiutarono nell’azione di sfondamento, quel gesto di aiuto fece crollare tutti i freni inibitori ai nostri ospiti che iniziarono a partecipare attivamente, ci incitavano a proseguire e a osare di più.
Le gambe di Beatrice entravano e uscivano dai nostri buchi che ormai non si chiudevano più, ogni spinta era sempre più profonda e l’inculata proseguì fino a quando anche le ginocchia non furono dentro, Carla ed io arrivammo contemporaneamente e ci fermammo per goderci quelle membra che ci riempivano e continuavano a darci piacere.
Il pubblico non era ancora soddisfatto, i nostri corpi divennero preda delle loro mani, ci accarezzavano dappertutto, stringevano il mio cazzo e le tette di Carla mungendoli come se fossero le mammelle di una vacca.
Beatrice non si poteva muovere, aveva le gambe bloccate nei nostri deretani e una miriade di mani le torturavano le tette e la fica, poi apparvero i primi cazzi e tutti e tre ci trovammo con la bocca piena.
Iniziarono a scopare le nostre bocche, quando Carla ed io ricevevamo le spinte di quei cazzi le gambe di Beatrice entravano un po' di più, ormai sentivamo le cosce di Beatrice che ci squartavano, essere posseduti in quel modo bestiale ci sconvolgeva e arrivammo nuovamente.
Per fortuna anche i nostri amanti giunsero all’ orgasmo e scaricarono il loro sperma nelle nostre gole, tutti e tre gustammo quel nettare e poi riprendemmo il controllo della situazione.
Ci facemmo aiutare a liberarci dalle gambe di Beatrice e ci sdraiammo per riposare, ma la pausa fu molto breve, io mi ritrovai con una fica sulla faccia mentre una bocca cercava di far risorgere il mio pisello, Carla si ritrovò un altro cazzo da ciucciare e una mano che le sfondava la vagina, ormai eravamo condannati al piacere.
Beatrice era ancora piena di energia e si stava godendo le attenzioni di tutti i pali che la circondavano, quando riusciva a prenderne uno in bocca se lo faceva scivolare fino in gola e non lo lasciava se prima non riceveva il suo bianco dono, la sua fica era sempre piena e il suo ingresso posteriore ne riceveva anche due per volta.
Chi tra il pubblico non riusciva a ricevere le nostre attenzioni si sfogava con chiunque fosse a portata di fica o di cazzo, all’orgia ormai partecipava anche il personale di sala e quando tutto ebbe fine era ormai ora di pranzo.
Anche il pranzo fu particolarmente eccitante, nessuno andò in camera per ricomporsi, eravamo tutti nudi mentre consumavamo le pietanze e qualcuno gustava ancora qualche altro tipo di frutto o di dessert.
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