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Mamma: mi fa impazzire di piacere
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Mamma: mi fa impazzire di piacere

Ero inquieto e taciturno cercando di non pensare a quello che avevo visto , provavo un senso di colpa , misto a disgusto e piacere per quello che avevo fatto e osservato .Tentai di immaginare che fosse un altra donna quella vista in quella cabina ,una qualsiasi della spiaggia e non mia madre , ma no...

Agata Mantisi
3 anni fa · 3.523 parole · 16 min
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Mi rendevo conto e scoprivo in quel momento che lei mi piaceva sessualmente ,come mi piaceva quella situazione che vivevo nel spiarla masturbandomi . In quel momento avevo scoperto in mia madre una donna . Non solo non l’avevo mai vista così, nuda , ma nemmeno l’avevo mai pensata come donna, femmina come dicevamo noi in Sicilia… ma solo come madre fino allora.

Quel pomeriggio si ruppe qualcosa in me , che mi segnò per tutta la vita e gli anni a venire.

Ci masturbammo ancora fino a venire , io quasi all’improvviso senza accorgermene con un piacere enorme mai provato :

“Sborrammo sul legno della cabina.

C’è lo menammo con i cazzi duri e dritti puntati su di lei . Due volte in un pomeriggio , non l’avevo mai fatto, la seconda volta venni meno , ma sentii il piacere più intenso. Lo stesso i miei compagni.

Mamma asciugata si rivestì e uscì dalla cabina , noi scappammo da dietro e ritornammo al nostro posto sull’asciugamano in spiaggia .La vidi che allontanandosi si dirigeva con la borsa verso mia nonna che l’aspettava vicino all’uscita , c’era anche mio padre , parlavano e si guardavano attorno , probabilmente mi cercavano . Poi mamma da lontano mi vide e mi riconobbe tra gli altri bagnanti ,mi fece un segno con la mano , come un saluto, un richiamo , ma io pieno di vergogna feci finta di non vederlo e mi abbassai fino ad accucciarmi sulla asciugamano nella sabbia.

Turi se ne accorse e mi domandò :

” Ma la conosci? ..

“ Non la conosco! Non lo mai vista ….salutava qualche altro.)

Rinnegandola per la vergogna che scoprissero che era mia madre .

Feci finta di niente guardando in giro e dietro noi , come per fare l’indifferente e poi all’improvviso mi alzai e corsi verso il mare ,scappai subito in fondo alla spiaggia.

“Corriamo!) Esclamai ..correndo veloce verso la riva , scappando da loro e dalla vista mia madre , perchè…..perchè mi vergognavo.

Mi vergognavo da morire se avessero scoperto che era mia madre e che con loro ne avevo goduto spiandola . Non doveva saperlo nessuno, era solo un mio segreto.

I miei fecero ancora un segno e poi se ne andarono mi lasciarono in spiaggia.

Quel tardo pomeriggio , tornato a casa ero smarrito e pensoso , mia madre quando mi vide mi chiese :

” Dov’eri?.. Dove sei stato tutto il pomeriggio che non ti ho visto in giro ? Perchè quando poi mi hai vista e ti ho salutato sei scappato?) . Continuò dicendomi :

”Ti ho vista con quei ragazzi più grandi di te . Chi erano e dove sei andato con loro? )

Scrollai le spalle scocciato da quelle domande dicendole che :

”Non sono un ragazzino!!… Non ti ho vista! mi giustificai mentendo.

Ero arrabbiato con lei, con me stesso , con tutti perchè l’avevo vista nuda e l’avevano vista anche i miei amici . Perchè ci eravamo masturbati guardandola e perchè mi era piaciuto e ne ero restato sconvolto .

La sera la osservai in silenzio , mentre si muoveva preparando tavola , le guardavo il sedere , lo immaginavo sotto il vestito leggero muoversi , bello bianco , carnoso con quel solco meraviglioso e profondo , da giumenta , da cavallina come aveva detto Vanni e come l’avevo visto io dentro la cabina. La guardavo muoversi , preparare la cena , parlare con nonna e con papà ,ma non guardavo mia madre….guardavo una donna che mi attraeva e mi piaceva .

Quella sera ero insolitamente silenzioso ,lei se ne accorse e mi si avvicinò chiedendomi :

”Hai combinato qualcosa che sei così silenzioso? Mentre mi passava affettuosamente la mano sui capelli .

“Non ho combinato niente!! Risposi scocciato spostando la testa e facendogli togliere la mano dai miei capelli, non volendo che mi toccasse come un ragazzino. Lei da mamma aveva capito che c’era qualcosa che non andava in me . Mi conosceva troppo bene.

Quella sera a tavola si disse che la vacanza era finita e che il giorno dopo saremmo rientrati a casa nostra perchè papà partiva , sarebbe ritornato in Germania a lavorare e quindi l’indomani l’avremmo passato ad andare trovare e salutare i parenti e i conoscenti e la sera stessa saremmo rientrati nella nostra città . Non saremmo più ritornati alla spiaggia.

- Anche tu Ciccio, vieni con noi dai parenti?! - Esclamò mamma .

Feci cenno di si con la testa. In fondo non mi dispiaceva non ritornare più in quella spiaggia , non volevo più vedere quei ragazzi che si erano masturbati vedendo mia madre nuda e avevano fatto quei commenti e apprezzamenti volgari dicendo anche che era anche una ” buttana sucaminchie” . Li consideravo responsabili di quello che mi era accaduto ..Mi giustificavo accusandoli . Era una mia reazione interiore colpevolizzarli mi faceva stare bene.

“Meglio così !” Mi dissi.”Non li vedrò mai più!”

Ma ormai non ero più il ragazzo di prima che scherzava e giocava con la mamma senza malizia ,non avrei potuto più farlo , ero cambiato , lo sentivo , anche se cercavo di vivere tutto come prima. Avvertivo che qualcosa dentro di me si era rotto o modificato , me ne accorgevo guardando mamma, anche se non volevo , non riuscivo più ha osservarla con affetto e tenerezza , ma solo con libidine e desiderio per quel suo corpo procace e provocante che risaltava nei vestiti ,come una donna vera, o meglio come si dice da noi ” Cumi una fimmina “

Nell’appartamento affittato per la settimana di vacanza io dormivo in una branda nel corridoio, dove confluivano tutte le porte delle varie stanze , vicino al soggiorno , dove in un divano letto dormivano i miei genitori . Camera matrimoniale c’è n’era una sola e per rispetto i miei genitori l’avevano lasciata ai nonni che erano i più anziani. Quella sera sul tardi, nel buio della casa non riuscivo a dormire , ero agitato ed eccitato , pensavo ancora a quello che mi era successo nel pomeriggio ,all’episodio della cabina. Faceva caldo e pensavo a mamma e papà .

Li sentivo muovere nel letto e parlare a bassa voce , poi mamma si alzò e socchiuse la porta che divideva il soggiorno dove dormivano loro al corridoio dove dormivo io , lasciando entrare un pò d’aria fresca per fare corrente e non farmi morire dal caldo,visto che non c’erano finestre nel corridoio e le estate in Sicilia sono veramente calde anche di notte.

Al buio mi venne quasi vicino e mi guardò con la penombra della luce del soggiorno, si assicurò che io dormissi, poi si allontanò , ritornando nel suo divano letto . Io ero sveglio e li sentivo parlare a bassa voce ,quasi bisbigliare . Curioso ed eccitato mi alzai silenziosamente come un gatto e al buio mi avvicinai tra lo stipite e la porta socchiusa del soggiorno e guardai tra quella piccola fessura.

Li intravedevo , illuminati solo dalla luce della luna e quella dei lampioni che di riflesso entrava dentro la stanza dalla finestra .Erano tutte e due nel letto.

Li scorgevo in penombra muoversi e abbracciarsi , papà aiutare mamma a togliere la camicetta da notte di seta bianca , mentre lei seduta sul materasso lo aiutava alzando le braccia dritte in alto .

Lui gliela sfilò dal corpo facendogliela uscire dalla testa ,lasciandola con le mammelle fuori ,gonfie e dondolanti e piegando subito la testa su di loro le afferrò tra le labbra e si mise a succhiarle assieme ai capezzoli,mentre mia madre ansimava .

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