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Il Piacere di essere Cornuto - La prima volta Cuckold - Cap.3
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Racconto16 min di lettura

Il Piacere di essere Cornuto - La prima volta Cuckold - Cap.3

Il Sole all'Improvviso Era estate sulle colline della provincia di Bologna. Un giorno entrò nel nostro negozio di cosmesi naturale un ragazzo e Laura lo accolse gentilmente come facevamo con tutti i clienti o visitatori. Incuriosito dalla nostra attività, si fece spiegare le varie caratteristiche, p...

Francesco
2 anni fa · 438 letture · 0

Pochi minuti dopo, Laura intervenne dicendomi “Tesoro, hai voglia di fare un salto in casa a prendermi una maglia? Inizio a sentire un po’ freddo”.

“Si certo tesoro e già che ci sono prendo anche il foglio con le ricette dei liquori. Arrivo subito”.

Lei mi rispose: “Grazie mille”.

Senza fretta mi avviai al nostro appartamento al secondo piano dello stesso edificio. La mia testa iniziò a fantasticare su di loro e su cosa avrebbero potuto fare in mia assenza. Le sensazioni erano contrastanti in un mix di eccitazione e preoccupazione. Senza dubbio, la prima era predominante. Presi una sua maglia e cercai il foglio con scritte le ricette ma, nel posto in cui ricordavo di averlo messo, non lo trovai. Cercai meglio ma questo foglio non saltò fuori. Mi ricordai poi che avevo fatto una foto con il telefonino e, sbirciando nella galleria fotografica, la ritrovai! Perfetto. Mi incamminai per ritornare al piano terra e anche in quel momento i pensieri ritornarono alla mente. Confusi, veloci e sconci. Tanto sconci! Immaginai lei sdraiata nuda sul tavolo con le gambe alzate e lui a scoparla selvaggiamente. Oppure lei in piedi piegata a novanta gradi sul tavolo e lui che la prendeva da dietro. Brrrr. Che brividi lungo la schiena. Mamma mia come correva veloce la testa. Rientrai nel garage e invece trovai una scena molto differente. Laura con la felpa del ragazzo sulle spalle entrambi seduti sulle sedie di prima. Apparentemente nulla era cambiato tranne quell’indumento.

Lei guardò e mi disse: “Grazie mille tesoro. Avevo proprio freddo”. Al ragazzo invece disse: “Questa te la posso restituire. Grazie per avermela prestata”.

La scena invece divenne intrigante quando si alzò in piedi per indossare la sua maglia. Entrambi notammo alla perfezione la rotondità dei seni e i capezzoli sporgenti e irti. Ma non solo. Vidi che il viso di Laura era arrossato. Forse emozionato. Anche lui si alzò in piedi per rimettersi la felpa e sia i miei occhi che quelli della mia compagna notarono un rigonfiamento nei pantaloncini. Ci scambiammo uno sguardo silenzioso e intenso. Interessato. Ripresi la conversazione con difficoltà chiedendo al ragazzo il numero di telefono per potergli inviare la foto delle ricette. Intento a digitare, il mio telefono si spense! Batteria scarica!

“Laura, fammi una cortesia. Segnatelo tu il suo numero così domani gli posso mandare l’immagine”.

“Sì, nessun problema. Ci penso io”.

Si scambiarono i numeri in modo che anche lui potesse vedere e memorizzare quello di Laura. Le chiacchiere continuarono tra diversi assaggi degli altri due liquori e dopo un’altra mezzora ci salutammo augurandoci la buonanotte. Risaliti in casa, io e Laura, ci svestimmo per prepararci per la notte e mi avvicinai a lei baciandola con intensità. Il corpo nudo era nelle mie braccia coperto dal solo perizoma. Le mani non resistettero alla curiosità d’infilarsi nelle sue mutandine. Non oppose alcuna resistenza, anzi, agevolò il passaggio delle mie dita distanziando le gambe fino a farmi raggiungere la vagina. Non era il solito bagnato. Era più intenso e profondo. Uno di quelli da eccitazione. Sentii i versetti all’orecchio e una voce flebile che mi sussurrò: “prendimi”. Il pistolino divenne di marmo e in fretta tolsi gli ultimi vestiti raggiungendo il letto. Una luce in penombra rese l’atmosfera molto soft aumentando l’erotismo che si sprigionò all’interno della stanza. Continuai a baciarla con ardore scendendo prima sui capezzoli durissimi dall’eccitazione fino a perdermi tra le sue gambe. La lingua assaporò gli abbondanti liquidi ed entrò dentro per farle sentire tutto il desiderio di lei. Ansimò dal piacere e disse: “voglio sentirti dentro! Ora! Non ce la faccio più a resistere”. Mi staccai per prendere un preservativo dal cassetto e, in un baleno, mi adagiai sopra di lei. Le gambe si aprirono per accogliermi. Entrai con delicatezza, non per le mie dimensioni, ma perché facendo poche volte l’amore, le pareti vaginali erano più strette del normale.

Mi accostai all’orecchio e non persi l’occasione per provocarla sussurrandole: “Hai visto prima il gonfiore sui pantaloni del ragazzo? Mi sa che è messo bene lì sotto!”

Lei di risposta “Sì, eccome se l’ho visto! Mi ha fatto venire caldo quando tu non c’eri!”

“Cioè? Che cosa mi sono perso?” Chiesi incuriosito.

“È uno sfacciato. Mi ha fatto notare che i miei capezzoli erano turgidi e poi si è tolto la felpa per darmela. Quando mi ha aiutato a infilarmela, la sua mano li ha sfiorati e ho sentito come una scossa elettrica attraversarmi dentro”.

“È stata una piacevole sensazione?”

“Sì eccome. Mi ha fatto bagnare tutta! Sedendosi, mi ha strusciato il pisello su un braccio. Sono sicura che l’ha fatto apposta per farmi sentire le sue dimensioni!”

“Dai! Davvero l’ha fatto apposta? Come ti è sembrato? L’hai sentito duro?”

“Secondo me sì, non poteva essere casuale. Era duro e lì sotto c’è un po’ troppo. Molto di più di quello che si nota da fuori”.

“Dimmi la verità! Saresti curiosa di scoprirlo?”

Il pistolino entrava e usciva. L’eccitazione che avevo in corpo era a un passo da raggiungere l’apice. Avevo avuto la conferma che lui si era avvicinato e aveva avuto un approccio con lei. Questa cosa mi diede il sangue alla testa. Un altro uomo aveva mostrato interesse per Laura e io ne ero eccitato da matti. I pensieri si accavallarono, non riuscirono più a essere razionali e il corpo mi diede dei segnali inequivocabili. La parte emotiva parlò, anzi urlò! Era una bomba con una miccia cortissima che sarebbe esplosa da lì a pochi secondi. Rallentai. Non volevo rompere quella magia.

“No! Perché rallenti?”

“Perché voglio sentire la tua risposta. Ti piacerebbe scoprirlo?”

“Sì tesoro! Sì! Lo vorrei! Mi intriga. Cazzo se mi intriga!”

“Lo vorresti dentro di te quel pisellone?”

“Sì amore mio. Eccome se lo vorrei. Vorrei sentirlo tutto”.

“Anche io vorrei che ti prendesse e ti facesse godere”.

“Lo so che lo vorresti. Lo so che vuoi essere un cornuto!”

A quelle parole, a quella parola, la mia testa ebbe un corto circuito e in soli due secondi entrambi raggiungemmo l’orgasmo. Non uno qualsiasi. Uno di quelli che ti lasciano il fiatone. Che fanno venire i brividi su tutto il corpo. Ti stordiscono dall’intensità. Era senza dubbio uno di quelli. Stupendo e intenso. Rimanemmo abbracciati per un tempo infinito e incalcolabile. Potevano essere minuti come ore. Non avevamo un contatto preciso con la realtà. I corpi volevano rimanere uniti e impregnati di sudore. Poco dopo ci alzammo per andare insieme sotto la doccia per rinfrescarci. Il piacere era ancora in noi. Non si volle placare e, quel dialogo sussurrato all’orecchio, l’aveva amplificata. Voleva farmi cornuto con quel ragazzo. Lo desiderava, lo voleva sentire e riprovare quelle sensazioni che l’avevano mandata in estasi anni prima. Qualcosa si stava risvegliando in lei. Continuammo a baciarci, toccarci finché lei mi disse: “mettiti seduto, leccamela e tieni aperta la bocca”. Quelle parole potevano significare solo una cosa: voleva pisciarmi in faccia, e io non aspettavo altro. Mi accucciai a terra e con la mia bocca iniziai a leccarla con intensità. Sentii la sua vagina fradicia finché non iniziarono a uscire i primi zampilli accompagnati da un orgasmo potente. Le mani mi spinsero la testa con forza a lei e mi gustai quello splendido e indimenticabile momento. Fradicio dei suoi umori, con sole due carezze, anche io venni di nuovo. Ero stravolto e la vista divenne annebbiata. Tutte quelle sensazioni mi fecero scollegare il cervello e in quel limbo volevano rimanere. Ci lavammo continuando a baciarci e pochi minuti dopo uscimmo euforici come non accadeva più da anni. Vista la calda serata, in tutti i sensi, ci mettemmo sotto le lenzuola entrambi nudi. Lei notò il suo telefono lampeggiare silenziosamente. Ricevette un messaggio.

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