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Il Piacere di essere Cornuto - La prima volta Cuckold - Cap.3
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Racconto16 min di lettura

Il Piacere di essere Cornuto - La prima volta Cuckold - Cap.3

Il Sole all'Improvviso Era estate sulle colline della provincia di Bologna. Un giorno entrò nel nostro negozio di cosmesi naturale un ragazzo e Laura lo accolse gentilmente come facevamo con tutti i clienti o visitatori. Incuriosito dalla nostra attività, si fece spiegare le varie caratteristiche, p...

Francesco
2 anni fa · 438 letture · 0

Il Sole all'Improvviso

Era estate sulle colline della provincia di Bologna. Un giorno entrò nel nostro negozio di cosmesi naturale un ragazzo e Laura lo accolse gentilmente come facevamo con tutti i clienti o visitatori. Incuriosito dalla nostra attività, si fece spiegare le varie caratteristiche, proprietà e in cosa si differenziavano tra loro. Era attratto, affascinato dal nostro mondo e si notava dal numero infinito di domande. Volle conoscere anche i vari procedimenti di lavorazione e questi catturarono in particolare la sua attenzione. Laura rispose con entusiasmo a tutti i quesiti e si offrì anche di mostrargli il nostro piccolo laboratorio di produzione. Era una richiesta assai normale e anche noi avevamo piacere di mostrare il nostro modo di lavorare poiché non avevamo segreti da custodire gelosamente. I due si allontanarono chiacchierando fino a raggiungere il laboratorio a soli cinquanta metri dal negozio. Osservai per qualche istante dalla finestra quella camminata ma venni interrotto da un nuovo cliente che entrò nel negozio.

Dopo una ventina di minuti furono di ritorno e, affacciandosi alla porta, Laura mi disse:

“Noi andiamo a bere un caffè al bar. Vuoi che ne prenda uno anche per te?”

“Si grazie mille. Fate con calma. Qui ci penso io”.

Li guardai ancora una volta diretti verso il bar, ma venni nuovamente interrotto. Ogni tanto allungai un occhio incuriosito. Erano seduti a un tavolino intenti a parlare intervallando qualche risata di gusto. Sorrisi a questa visione. Dopo una mezz’ora arrivò il mio caffè e il ragazzo entrò di nuovo nel negozio per acquistare qualche prodotto. Pagò, salutò e andò via salutando. Aggiornai Laura delle persone entrate in sua assenza e in lei vidi un sorrisino particolare. Incuriosito le chiesi di quel ragazzo e lei rispose solo dicendo che era stata una mezz’ora piacevole.

“È qui in vacanza da solo e si ferma qualche giorno all’Agriturismo a fianco. Mi sa che lo rivedremo perché vorrebbe prendere dei regalini per degli amici, perciò, credo che ritornerà prima di ripartire. Sembra un tipo interessante!”

Io sorrisi e le risposi “Ottimo! Ne sono contento”.

Ritornammo ai nostri rispettivi lavori e la mia testa, per un attimo, fantasticò in maniera sconcia su loro due. Secondi, attimi di viaggi erotici piacevoli e poi tutto ritornava realtà. Ricordai sorridendo come Fabio Volo, in un suo libro, descrisse con simpatia e leggerezza, di come la mente potesse viaggiare all’impazzata in tempi brevissimi. In un suo testo descrisse una scena fermo al semaforo guardando una donna in una macchina appaiata alla sua. Il tempo di un semaforo rosso e nella sua testa apparvero immagini di cene romantiche tra loro due, viaggi, fidanzamenti e addirittura matrimoni. Il tutto in meno di uno-due minuti. Io, come lui, avevo fatto la stessa cosa ma in maniera molto diversa. Sopraggiunse ormai la sera e chiudemmo il negozio verso le 19 per andare a piedi verso casa distante solo un centinaio di metri. Intanto che Laura era sotto la doccia, io preparai qualcosa per la cena. Cercai di sbirciare quando uscì dal bagno ma il telo copriva tutto. Continuai a osservare e vidi che prese dal cassetto non uno dei soliti mutandoni ma un perizoma che le valorizzava il ventre e il sedere. Appena pronto, spensi i fornelli e mi apprestai anche io a lavarmi. In procinto di spogliarmi, notai che Laura indossava una semplice maglietta senza il reggiseno. Quanto adoravo queste cose! Mezzo ringalluzzito, entrai in bagno con mille e un pensiero per la testa e felice per questa novità. Una botta di vita finalmente! Mi rivestii in fretta e si cenò.

“Francy, hai voglia di andare a fare un giro dopocena all’Agriturismo a prendere un caffè o a mangiarci un gelato?”

“Certo! Fa un caldo bestia! Molto volentieri”.

Da tre anni, ci eravamo trasferiti in un piccolo borgo a vivere insieme. Quel locale rappresentava uno dei luoghi di socializzazione più frequentati oltre alla piazza e al piccolo bar nel centro storico. Laura, nel pomeriggio, mi disse che il ragazzo avrebbe alloggiato in quella struttura per qualche giorno. Le possibilità di poterlo incontrare nuovamente erano elevate. Quattro chiacchiere con lui, sarebbero state piacevoli da fare. Era ancora tutto nella normalità l’ipotetico incontro poiché era un’usanza abbastanza consueta per noi quella d’interagire con i turisti ospiti della struttura. Chiamiamolo anche marketing oppure un’occasione in più per farci conoscere come attività. Nulla di straordinario. Indossai un paio di pantaloni lunghi, una maglietta e scarpe da tennis e, pronto, attesi Laura alla porta.

“Cinque minuti e sono pronta anche io”.

Nell’attesa feci una carrellata sui canali per constatare annoiato il nulla che regnava in televisione durante i mesi estivi.

“Eccomi, sono pronta”.

“Wow! Sei bellissima stasera”. Era vestita in maniera semplice con un vestito nero al ginocchio e scarpe da tennis. Gli occhi mi cascarono a terra. Cazzo! Era senza reggiseno! Quella sera aveva le “tette liberty”! La testa ricominciò a navigare e il pistolino ebbe qualche sussulto. Che fantastica novità era mai quella?

“Stasera il reggiseno lo hai dimenticato nell’armadio?”

“Scemotto, fa troppo caldo per mettermelo. Non farci l’abitudine! Dai andiamo!”

In 5 minuti arrivammo e ci gustammo il nostro caffè seduti in un tavolino all’esterno godendoci l’arietta fresca della sera. Dopo una decina di minuti vedemmo passeggiare nel giardino antistante il ragazzo conosciuto al pomeriggio e, con un cenno di mano, lo salutammo. Lui contraccambiò e ci raggiunse con un bicchiere di liquore in mano. Laura lo invitò a sedersi e così anche io e lui ci presentammo. Durante la successiva ora chiacchierammo in allegria. Scoprimmo che era single e in viaggio sulle colline bolognesi per riposare e rilassarsi. Era un amante del trekking a piedi e faceva sport a livello amatoriale. Uno che alla sua salute ci teneva ma non in maniera ossessiva. Conduceva una vita sana e aveva una passione per i prodotti fatti in casa come conserve, ortaggi e anche liquori. Entrammo meglio in quest’ultimo discorso scambiandoci opinioni e qualche segreto per ottenere risultati migliori in quanto anche io ne ero appassionato. Mi dilettavo a tempo perso, soprattutto nei periodi freddi a creare abbinamenti con prodotti naturali. Tutte cose leggere tipo il limoncello. Venti-venticinque gradi al massimo.

“Al bar mi hanno consigliato questo liquore a base di frutti di bosco ma non mi piace per nulla. Troppo dolce”.

Io risposi al volo: “Quest’inverno ho provato a fare un liquore al melograno, uno alla camomilla e anche all’arancio. Sono venuti proprio bene”.

“Interessanti! Non li ho mai provati”.

“Se hai voglia, possiamo spostarci in garage da noi e te li facciamo assaggiare. Abitiamo proprio qui fuori ed è anche più fresco”.

Laura intervenne: “Sì, ci piacerebbe anche una tua opinione. È la prima volta che proviamo a farli. Così ci dai anche un tuo parere ed eventualmente qualche dritta”.

Lui rispose: “Sì, perché no. Volentieri”.

Arrivati in garage, ci accomodammo sulle sedie e c’era un piacevolissimo fresco. Presi le bottiglie, i bicchierini e li appoggiai sul grande tavolo per fare gli onori di casa versando qualche dito di liquore. Le chiacchiere continuarono ma, dopo una mezz’ora, la mia attenzione fu catturata dalla visione dei capezzoli di Laura. Turgidi risaltarono sulle pieghe del vestito nero. Non fui l’unico a notarlo perché anche gli occhi del ragazzo, ogni tanto caddero su di lei.

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