“Adesso non ho voglia di andare a casa e poi questi due signori, devono affrontare un lungo viaggio, hanno il diritto di divertirsi un po’”.
Detto questo la vidi abbassarsi lentamente fino ad arrivare all’altezza dei loro cazzi duri. Per una buona mezz’ora è rimasta inginocchiata lavorando di bocca e lingua. I due appoggiati all’auto con i pantaloni alle caviglie la lasciavano fare, godendosi quella amorevole bocca.
Più volte, la vidi cercare di ingoiarne il più possibile, Gianni riusciva a prenderlo quasi tutto e già lì il mio stupore: non credevo Sandra di certe attitudini. Con Tom, invece non andava oltre la metà, essendo molto largo.
Ad un certo punto si stancarono di farsi spompinare, così la fecero appoggiare al cofano della macchina, le tolsero le mutandine e a turno iniziarono a scoparla. Il primo fu Gianni, che lentamente, dopo averle appoggiato la cappella sulle grandi labbra, prendendola per i fianchi dolcemente, le spinse i suoi 20 cm dentro la fica, iniziando a chiavarla. La sentivo che incitava Gianni: “Sì così, dai spingi, più forte dai scopami, che bello” di fronte a quella scena, non potei resistere oltre, tirai fuori il cazzo. Mi faceva un male boia ed iniziai masturbarmi lentamente. Anche Tom vedevo che si massaggiava per essere pronto, non appena Gianni, avesse liberato la fica. Poco dopo, infatti, Gianni lo chiamò: “Prendi il mio posto, prima che questa troia, affamata di cazzo mi faccia sborrare”.
Tom, si avvicinò, prendendole le gambe, per poggiarle sulle spalle: era aperta. Usava il cazzo come un pennello, passando la cappella lungo il solco delle natiche e sul poco pelo della fica, poi iniziò a spingerlo dentro. Vedevo la fica che si dilatava all’inverosimile. Sandra gli sussurrava all’orecchio: “Fai piano, è troppo grosso, piano, ecco così bravo, no, sì, ancora, piano, dai spingi, ancora, sì tutto, dammelo tutto ooooh Tom, mi spacchi in due, lo sento tutto dentro, chiavami, chiavami a lungo”. Anche il nero come Gianni la prese per i fianchi, affondando nella fica bagnata.
Gianni, si avvicinò al suo viso, con il cazzo duro, iniziando a scoparla in bocca. Andarono avanti a scoparla parecchio tempo, uno in fica e l’altro in bocca, poi come d’accordo, si sfilarono da lei simultaneamente, facendola inginocchiare davanti a loro. A turno le mettevano il cazzo in bocca, incoraggiandola:
“Succhia troia, succhia che ti sborriamo in gola”.
Ero stupito. Mi avvicinai per vedere meglio. Tom stava per svuotarsi nella bocca di mia moglie, vidi la sborra colare dalla bocca di Sandra sporcando la camicetta, bagnare il seno e la gonna ancora arrotolata in vita. Quanta ne colava. Mi chiedevo quanta sborra le stesse schizzando in bocca Tom!!!
Quando si sfilò, pensavo si fosse svuotato, invece un getto copioso, le inondò il viso, altri meno potenti, finirono nuovamente sul seno, sui vestiti. Mentre finiva di sborrare, Gianni, con tre o quattro getti potenti, la colse di sorpresa, centrando perfettamente il viso. Era una maschera di sborra, non risparmiando tette e bocca.
I due erano esausti, appoggiandosi contro la macchina elogiavano Sandra, per la sua troiaggine. Soddisfatta, dopo aver ripulito i loro cazzi, mi guardò sorridendo spalmandosi la sborra che aveva sul viso. Mi sborrai in mano ansimando, Sandra, con lo sguardo fisso su di me, sorrideva e con la lingua si puliva le mani, sporche di sborra.
Andò a baciare i suoi due amanti, occasionali. Ripresero a palparla, infilandole le dita e la lingua in ogni buco e quando le proposero di salire con loro in cabina per farsi una bella scopata comodi, sul lettino, lei acconsentì, seguendoli.
Raccolse le mutandine da terra e allungandomele disse: “Tu aspetta in auto, quando ho finito ti raggiungo”.
Chiusi lo sportello, mi ritrovai solo in auto ad aspettare che mia moglie finisse di scopare con i due camionisti. Mi pareva di sognare. Pensavo: “Fino a poche ore prima eravamo una coppia che viveva nella più assoluta normalità, la mia eccitazione, aveva fatto scoprire la sua inclinazione, Sandra era soddisfatta, lo sarei stato anche io?”
Passò più di un’ora, Sandra era sempre sul camion, non potevo vedere quello che facevano, ma attraverso i finestrini aperti sentivo benissimo i loro sospiri, i gridolini di piacere. Sentivo Sandra incitare i maschi a fotterla più forte, a volte la sentivo gridare dal piacere. Mi ritrovai nuovamente con il cazzo in mano a masturbarmi, mentre la immaginavo, a gambe spalancate, mentre si faceva chiavare da Tom, o da Gianni, fino a raggiungere l’orgasmo, sborrai all’improvviso, imbrattando il cruscotto e il volante.
Finalmente dopo due ore, la portiera del TIR si aprì, Sandra scese aggiustandosi la gonna con una mano e tenendo chiusa la camicetta con l’altra. Mi sembrava distrutta, tanto che i suoi passi erano incerti.
Salì al mio fianco, poggiando la schiena alla portiera, aprì le gambe. La fica era ancora aperta, i peli sommersi dalla sborra appena ricevuta. Mi prese una mano, mi tirò a sé.
“Leccami dai, pulisci tutto, metti dentro la lingua, sentirai quanta sborra, mi hanno dato”.
Mi abbassai come un cagnolino, passai la lingua tra i peli irrorati di sborra, dentro la fica, ancora grondante di calda sborra, poi Sandra mi tirò la faccia tra i seni, dove c’era un bel po’ di sborra, che aveva imprigionato con la camicetta. Bevvi, pulii tutto, prima di tornare alla fica.
“Cornuto bevi la sborra dei miei amanti, sapessi come mi hanno fatto godere, lecca ancora adorabile cornuto, pulisci bene. Sai che mi hanno anche inculata? Sì mi hanno inculata tutti e due”.
Mi sono alzato per guardarla, lei mi ha preso la faccia fra le mani.
“Sì mi sono fatta inculare come una troia. Li ho presi anche insieme, uno in fica e l’altro nel culo, dai finisci di pulire, che poi torniamo a casa, sono stanca, ho sonno”.
Alle quattro del mattino eravamo a casa, una furtiva doccia e a letto.
Rifacemmo l’amore dopo alcuni giorni, non parlando mai dell’accaduto. Ero steso sul letto, Sandra mi cavalcava: “Non ti sento, spingi su, dai, dai di più e non sborrare subito come il tuo solito”.
Le piaceva deridermi.
“Cornuto, lo sai vero, che sei un gran Cornuto. Hai visto che bei cazzoni mi sono presa l’altra sera, ho voglia di prenderli ancora, mi hanno dato i loro cellulari, credo che presto li chiamerò e tu godrai a portarmi da loro, vero Cornuto?!”
Non risposi, ma sborrai dopo due secondi, sentendola parlare così, dandomi del Cornuto.
Ci siamo incontrati altre volte con Gianni e Tom, poi hanno cambiato linea.
Ora frequentiamo parcheggi, cinema, alla ricerca nuovi amanti, che la facciano godere.
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Bravo, un'espressione diretta delle fantasie di molti di noi. Grazie!