La stessa sera contattai Carlo e dopo i soliti convenevoli gli comunicai che il giorno dopo sarei arrivato alla stazione della loro cittadina verso le 10 del mattino che avrebbero dovuto attendermi nel piazzale antistante e che saremmo andati tutti a fare colazione in un bar del centro che avevo trovato in internet. Con tono perentorio gli comunicai che l’abbigliamento della Cagna doveva essere una magliettina aderente senza reggiseno, ed un paio di leggings di colore grigio super attillato, che mettesse in risalto le sue forme, senza indossare mutandine e con il divieto assoluto di eccitarsi; un paio di scarpe con tacco a spillo e per finire un tocco di trucco di colore acceso ma non troppo marcato (Insomma era la mia Cagna mica una puttana da bordello). Quello stesso giorno la mattina andai in un negozio per animali con intenzione di acquistare un collare con relativo guinzaglio. Il mio sguardo fu catturato da un oggetto molto bello e raffinato in pelle di colore Viola pallido con la scritta in brillantini Bitch e delle borchie dorate sui lati con agganciato un guinzaglio, attraverso un moschettone che andava a chiudersi su di un anello a forma di D, in acciaio cromato con impugnatura in pelle. Un bellissimo articolo per un’altrettanta bellissima ancella che presto sarebbe stata ai miei piedi. Quella sera dopo un paio d’ore passate a messaggiare con Angela pregustando l’incontro del giorno dopo decisi di buon’ora di prendere la via di morfeo. La mattina seguente (Domenica…..quella domenica) mi alzai presto, una bella doccia rinfrescante curai il mio pizzetto rasando i peli della barba circostanti mi vestii con molta cura e mi recai alla stazione a prendere il treno che di li a poco mi avrebbe portato da lei (Loro). Il treno arrivò in perfetto orario, scesi e mi recai sul piazzale, loro erano li ad aspettarmi, che dire una bella coppia nonostante la differenza di età, abbracciati come due fidanzatini, appena lei mi vide mi riconobbe immediatamente e mi corse incontro abbracciandomi e baciandomi sulla guancia …
Lei “-finalmente Padrone ho l’onore di conoscerla di presenza.”
Io - Le intimai di girarsi su sé stessa molto lentamente “sei molto più bella che in foto … complimenti per il tuo bel culetto”
Lei “- Grazie Padrone sono contenta che apprezzi-…- Vieni ti presento il mio cornutello”.
Ci avvicinammo a Carlo che mi accolse con una calorosa stretta di mano, esclamò girato verso di me ma con gli occhi a mezza altezza finalmente è arrivato Signore la mia mogliettina era impaziente di vederla, senza voler esagerare è da venerdì sera che si prepara per questo incontro. Esclamai in modo deciso se volete possiamo andare così facciamo una bella colazione e continuiamo la nostra conoscenza in un luogo più rilassante seduti innanzi ad una bevanda calda. Salimmo in macchina, il cornuto ci fece da autista e salì al posto di guida, io aprì la portiera dietro e con una mano accompagnai quella di Angela fino a che non si ebbe seduta sul sedile, nel sedersi poggiò prima il suo fantastico posteriore sul sedile per poi ritirare le gambe all’interno per assumere la posizione comoda, nel farlo entrò prima la gamba sinistra e subito dopo la destra, in questo frangente i miei occhi caddero in mezzo alle sue gambe era certo che non indossasse le mutandine infatti il cavallo che essendo elastico e molto aderente, all’altezza del solco della fica ara sceso all’interno delle labbra e evidenziava una macchia molto estesa di umidità, segno che la Cagna era in calore e stava sbrodolando. Sul momento non volli proferire parola ma il mio obiettivo era raggiunto, i leggings così stretti in presenza della fica rasata e senza mutandine oltre che avere un effetto cameltoe (Zoccolo di cammello) quindi evidenziare la forma anatomica della Vagina aveva anche messo in rilievo la forte eccitazione della troia. Per questo la avrei punita severamente visto che avevo ordinato espressamente che non doveva eccitarsi. Arrivammo al Bar e trovammo un posto per sederci, un tavolino ad angolo era un bar molto alla moda con un certo stile, i tavoli erano in vetro con la struttura in ferro battuto con lavorazione artistica, in coordinato con le sedie. Prima di sederci avvicinai la mia bocca all’orecchio di Angela e gli sussurrai da questo momento dovrai fare ciò che ti ordino, prima di sederti ti curerai che io sia seduto comodo, quando ti accerti che sono comodo mi chiederai il permesso di sederti CHIARO!!! Diventò rossa in viso e sicuramente provò un certo imbarazzo sebbene a quell’ora c’era poca gente, comunque passò accanto a me spostò la mia sedia e sussurrò,
Lei “- prego Padrone siediti”
IO “-Molto bene Cagna, puoi andarti ad accomodare di fronte a me e con le gambe ben aperte”
Lei “- Si padrone, posso fare altro per te?”
Io “- Certo stare zitta per tutto il tempo che stiamo qui, Lurida Cagna in Calore”
Lei “-Perché mi tratti così mio Signore”
Io “-Guardati in mezzo alle gambe e lo capirai”
Abbassando lo sguardo e guardandosi tra le gambe capì subito il motivo di questo mio comportamento, alzando la testa era rossa in volto e con voce tremante mi disse:
Lei “-Ti chiedo scusa Padrone non ho saputo trattenermi, è da stamattina che penso intensamente a te, sono un lago ti chiedo perdono Mio Signore”
Io “-Non preoccuparti sarai perdonata ma prima subirai la tua prima punizione così capirai chi comanda e che non potrai in nessun modo sottrarti ad un mio ordine senza per questo subire conseguenza”
Lei “-Grazie Padrone accetterò qualsiasi punizione tu voglia infliggermi”
Facemmo colazione, Caffè e brioss, continuammo per un’oretta circa a chiacchierare io e Carlo su quale siano le mie aspettative, su quale fosse il suo ruolo e soprattutto su come avrei inteso il mio rapporto di Sottomissione di Angela (La mia Cagna). Lei, Angela, ascoltava con occhi bassi senza poter proferire parola alcuna, dal resto gli avevo ordinato di stare zitta per tutto il tempo. Quando vide che feci cenno a Carlo di andare, Angela scattò in piedi e si posizionò dietro di me aspettando che mi alzassi e tirò verso di sé la sedia per permettermi di spostarmi agevolmente. Mi recai dal cassiere e saldai il conto feci cenno ai due di uscere, La mia Cagna si parò innanzi a me ed apri la porta in modo da farmi uscire poi mi si mise di lato leggermente dietro come per seguirmi. Mi rivolsi ai due con tono autoritario ed esclamai, io sono questo cosa volete fare? Marito e moglie si guardarono e si fecero un cenno poi lei rivoltasi a me esclamò:
Lei “-Se per lei va bene Padrone vorremmo che venisse a casa nostra e diventasse a tutti gli effetti il nostro PADRONE”
Salimmo in macchina e prendemmo la strada di casa (…della loro casa) dimora di una superba e stupenda relazione che li ebbe inizio e che si protrasse per ben due anni. Anni intrisi di passione, Giochi a volte anche duri ma come base il rispetto. Rispetto delle persone ancor prima che dei ruoli. CONTINUA…..
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