Vai al contenuto
Erotika
La psicologa del sesso
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Racconto17 min di lettura

La psicologa del sesso

Qualcuna dovrà pur sbloccare il bravo collega rimasto impantanato sessualmente... ci prova la psicologa ma le cose non vanno come sperato.

Giovanna Esse
2 anni fa · 406 letture · 0

Dopo un mese, poi, successe qualcosa di poco professionale ma Adele volle tentare, per amore più del suo “cliente” che della sua carriera. Diede appuntamento a Fulvio il più tardi possibile, infatti erano passate le nove. Ma Fulvio ormai si fidava e ci andò, senza opporre alcuna resistenza.

– Possiamo darci del tu? – disse la “prof” dopo poco che avevano iniziato?

Fulvio ebbe un attimo di smarrimento, lui era un abitudinario… ma senza pensarci troppo, accettò.

– Ok! Ascoltami bene, Fulvio… d’accordo?

– Certo! Sono tutt’orecchi. – sorrise; ormai era talmente spigliato in sua presenza che riusciva persino a goderne la compagnia, nonostante fossero completamente soli nello studio, e forse nell’intero caseggiato!

– Faccio questo lavoro per passione, lo amo! – disse Adele, mettendosi in piedi – Lasciami dire, caro “cliente”, che tu non hai praticamente niente che non va. Però…

però hai bisogno di una piccola scossa, a mio avviso. Quel pizzico di energia, quel tanto di adrenalina che ti fa, come si suol dire, saltare il fosso… capisci?

– Io… io credo di sì. Magari è come in montagna, ci sono dei passaggi che, a volte, bloccano il “neofita”; sta all’istruttore fargli cambiare prospettiva. Fargli capire che non è la parete ad essere scoscesa ma lui che ci si è rannicchiato tutto storto…

– Bravo, bel paragone. – disse Adele, quasi sorpresa, – non avrei saputo inquadrare meglio la questione! – sorrise è lo fissò negli occhi; poi, con uno sforzo, gli prese le mani tra le sue. – Sei pronto? te la senti di… tuffarti, adesso?

Fulvio deglutì, riprese il controllo sulla timidezza che cercava di soffocarlo e disse:

– Devo farcela… con te sì, con te mi fido; so che non mi prenderai in giro!

– E perché mai dovrei, caro amico? Seguimi…

 Dietro lo studio si nascondeva un’altra grande camera, probabilmente una zona relax, dove Adele si tratteneva quando non poteva rientrare a casa; Fulvio sapeva che lei abitava in un borgo, abbastanza lontano dal Centro Direzionale.

C’era un buon profumo nell’aria, la stanza era immacolata, le luci soffuse, alcune candele, sistemate strategicamente, rendevano ancor più confortevole quella preziosa alcova.

– Vieni, mettiti di fronte a me… e imitami. Imita tutti i gesti che vedi fare… non importa quanto tempo ti ci vuole; io sono qui, con te, Fulvio. Io non ho fretta: possiamo metterci anche tutta la notte. Imitami e non pensare a niente.

Tra le luci incerte e la deliziosa cornice delle candele, Adele era bellissima: una donna perfetta e sprizzava femminilità da tutti i pori.

Ritti, a circa un metro di distanza, per Fulvio era possibile intuirne persino il profumo.

Lei, senza fretta si tolse le scarpe, lanciandole poi, con eleganza, un poco più in la.

Fulvio aveva intuito qualcosa ma era deciso a vincere quel freno, a liberarsi da quella odiosa zavorra. Piano, ma con decisione, guardando Adele fisso negli occhi, si chinò di quel tanto, giusto per togliersi entrambe le scarpe.

Il contatto col tappeto immacolato gli diede un senso di liberazione; di fronte a lui, la polpettina, senza tacchi, invece di perderlo aveva accresciuto il suo fascino, la sua forza di attrazione.

Con una disinvoltura che ferì Fulvio come un cazzotto in pieno sterno, Adele si alzò la gonna nera, facendo sì che l’orlo lasciasse il ginocchio e salisse fino a superare le autoreggenti, a pochi millimetri dall’inguine. Le calze color carne e il bordo operato, nel controluce, brillavano di riflessi dorati, che ammiccavano verso Fulvio e sembravano dire: prendimi, assaggiami, scoprimi…

Una dopo l’altra le dita esperte della donna liberarono le cosce, mettendo a nudo la sua carne, soda e appetitosa.

La psiche di Fulvio fu sconfitta in pochi secondi, miracolosamente. Probabilmente era tale la voglia di vederle continuare quello spogliarello incredibile, camuffato da terapia, che l’uomo si sforzò di vincere ogni compromesso, con se stesso e con tutti i suoi sciocchi complessi.

– Adesso tocca a te, amico mio!

E Fulvio vinse la riluttanza. Con semplicità, spontaneamente, come se non sapesse più cos’è la vergogna, sollevò l’orlo dei pantaloni e si liberò delle calze scure.

Erano di fronte, entrambi coi piedi nudi, entrambi pieni di passione per quel gioco nuovo e inebriante. Un pezzo alla volta, a poco a poco, si spogliarono del tutto. Restarono nudi a osservarsi, ad assaporarsi, mentre Fulvio superava ogni complesso e senza pudore, mostrava per la prima volta a una donna la sua vigorosa, intrattenibile, erezione.

Nient’altro successe tra i due ma il loro rapporto era cambiato per sempre.

Adele tese le mai in avanti e Fulvio la imitò, senza paura; le palme si toccarono, le dita s’intrecciarono in una intimità nuova, che valeva di più di mille abbracci.

4

 Adele si rodeva il fegato; mordicchiava la matita, mentre ascoltava la voce gentile di Fulvio, dall’altro capo della cornetta.

Che fare?

Erano passati dal rapporto professionale all’amicizia, e va bene! Ma essenzialmente lei si era esposta per lui. Aveva sbagliato, è certo! Ma quel bell’uomo, sicuramente affascinante nella sua spontaneità; serio, bravo e spigliato nel lavoro e… adesso che lo sapeva, pure ben dotato… insomma: un uomo così non poteva, non doveva arrovellarsi e limitarsi nell’approcciare un’esponente del “gentil sesso”. Sarebbe stato uno spreco inacettabile… però Adele aveva anche i suoi problemi, la sua vita.

– Perchè continui a pensar male? – disse Fulvio – io non ti chiedo niente, non voglio importi niente… non so neanche bene cosa potrei mai farti… e tu lo sai!

Lei sorrise nervosa cercando risposte, cercando scuse per sfuggire alle sue responsabilità… in un senso e nell’altro.

– Non posso pagarti la parcella? Ok! Ma almeno un invito a cena non puoi rifiutarlo… dai, ti prego! Dove vuoi, quando vuoi; tu dici, io eseguo… mia deliziosa “maestra”.

– Senti… e va bene, adesso non posso dirti altro; comunque per fine mese ho già programmato di restare due giorni a Roma, per un congresso. – si decise Adele, – qui per me è complicato liberarmi la sera, però se puoi e se ci capiti… ok, va bene! Ma ti prego non metterti strane idee in testa, te lo chiedo per favore… ho i miei problemi e poi ti spiego, a tempo debito.

– Non ti forzerei mai, lo sai… forse non ne sarei neanche capace, non so. Come tu sai perfettamente, tesoro, io non mi sono mai portato una ragazza a letto. – sorrisetto impacciato e sonoro – L’unica donna che mi ha visto nudo sei tu.

– Sì, sì, hai ragione, lo so. Ma ricordati di accettare quello che è stato come un atto di estrema amicizia… una “terapia d’urto”, ecco.

 5

 – Ehi, scemo, – disse con sarcasmo a Gerry – ho un appuntamento… – gongolava orgoglioso, mentre guidava rientrando rapidamente dalla Puglia.

– Che pezzo di merda! Non ci credo… – disse Gerry veramente felice per il suo amico. – E me lo dici solo adesso, grandissimo cornuto? Tre giorni insieme e non ne fai parola. E chi ti si scopa? A chi darai la tua “verginità”, vecchio frocetto?

Fulvio non raccolse le invettive, facendosi invece rapidamente serio…

– Devi sapere ma, mi raccomando, resti tra noi, che… – e iniziò il racconto della sua strana, incredibile avventura con la sua psicologa.

– Cacchio, – commentò alla fine Gerry – veramente una storia eccitante! Quindi, ormai è fatta… e non sei felice?

– Felice, felice… che parolona! – Fulvio era comunque preoccupato, – Sì lo vista nuda e sì: mi fa impazzire. Ci vedremo domani a Roma, per una cena, ma già mi avvisato di non farmi illusioni…

– Ma non fare il coglione… tranquillo, vedrai che succederà tutto spontaneamente.

– Tu dici? Io sto friggendo, e sono sicuro di non combinare niente, nonostante me ne sia quasi innamorato…

– Ho un’idea! Lampo di genio… Wow! Cosa faresti senza di me?

E gli raccontò che proprio pochi giorni prima, dal suo giro da “puttaniere” e assatanato di sesso, aveva ricevuto un WattsApp che lo aveva subito incuriosito. Proprio a Roma, una scrittrice di racconti erotici, con alcuni soci, aveva aperto un ristorante afrodisiaco; si doveva prenotare; era aperto solo a cena e prometteva un’innovazione tecnologico-artistica, assolutamente nuova!

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Pagina 3 senza votare
Pagina 2 di 3 · 0%

Commenti

CallMeHot
Salva in una lista