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Le mutande di mia zia
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Racconto29 min di lettura

Le mutande di mia zia

Le mutande di mia zia Mi chiamo Petia, sono nato a Tallin il 24 maggio 2009, vivo con i miei genitori. Quella che sto per raccontarvi è stata la mia prima esperienza sessuale con una donna. Sabato 27 Gennaio 2024, pochi mesi fa, la sorella di mio padre, è venuta a stare da noi per alcuni giorni. Lei...

babab
2 anni fa · 907 letture · 0

Ho guardato i suoi seni ondeggiare e ho allungato la mano per toccarli ma in risposta ho ricevuto da lei un forte ceffone sul viso. Ho goduto ancora una volta dentro di lei, si è alzata per poi risedersi sulla mia faccia e il mio sperma è fluito nella mia bocca.

Ho leccato e ingoiato tutto e lei si è alzata.

“Ti è piaciuto il mio cocktail?”

Ho risposto sì.

“Allora forse vuoi anche che ti cachi in bocca?”

Lei stava sopra il mio viso, io guardavo la sua bellezza dal basso. Ho mosso la lingua lungo il suo buco buco del culo. L'ho sentito mentre si allargava e subito dopo mi ha defecato in bocca, ho inghiottito subito, il sapore era leggermente amaro.

Dopo avermi letteralmente cacato in bocca ha detto di andare a scuola e al mio rientro a casa ci avrebbe riprovato.

Quando sono tornato a casa, mi sono subito spogliato nel corridoio e sono entrato nella cucina. Lei era seduta come una regina sul suo trono.

Mi sono avvicinato a lei che mi ha stretto forte con la mano il mio pene non ancora eretto.

“Bene! Come va il tuo culo? Ti fa male?”

Ho risposto di no. Mi ha girato di lato e ha cominciato a massaggiarmi il pene e il culo. Ero eccitato.

“In ginocchio!” ha ordinato.

Mi sono inginocchiato davanti a lei e ho abbassato la testa.

“Ragazzaccio, ti piaccio?? Rispondimi! Quanto ti piaccio?”

Strofinò il pene con il piede.

Ho iniziato dicendo che lei è la donna più bella del mondo. Ho detto che aveva un corpo meraviglioso, un seno fantastico e gambe mozzafiato.

Poi mi ha chiesto chi pensavo di essere per lei. Ho risposto che ero un umile servitore e un giocattolo nelle sue mani.

Mi ha spinto via e mi ha detto:

“Striscia sul pavimento, raggiungimi nella tua stanza e chiuditi la bocca con le mutande.”

Strisciai via, mi misi in bocca le sue mutande ancora bagnate e, come aveva detto andai verso di lei.

Era seduta sulla sedia della mia scrivania, mi ha fatto adagiare sul suo grembo nudo e ho capito in quel preciso momento che mi avrebbe sculacciato di nuovo.

Mi ha accarezzato il sedere e poi mi ha sculacciato forte con il palmo della mano. Mi è piaciuto e mi sono eccitato.

“Ora scoprirai cosa proviamo noi donne quando ci penetrano il culo.” Iniziò a muovere qualcosa tra le mie natiche, le allargò con una mano mentre con l’altra la sentii frugare nel mio buco del culo. Afferrò qualcosa che non capì e subito dopo ho provato dolore intenso. Un forte dolore causato da qualcosa che mi stava trafiggendo.

Le mutandine in bocca mi impedivano di urlare troppo. Ho sborrato velocemente.. Mi ha buttato giù dalle sue ginocchia e mi sono messo carponi davanti a lei.

Teneva in mano un lungo cetriolo e ho compreso che quello era stato l’oggetto che zia aveva spinto in profondità nel mio culo.

C'era il mio sperma sul pavimento. Ha spinto la scrivania con i piedi più lontano e mi ha ordinato di mostrarle il culo restando in ginocchio a quattro zampe di fronte a lei. Mi ha scostato le gambe e mentre con una mano stringeva forte il cazzo con l’altra infilò il cetriolo nel mio buco del culo.

Il dolore era minore rispetto a quanto era successo pochi secondi prima, ma faceva comunque molto male. L'ho sentita estrarlo completamente e poi reinserirlo. Non so quanto tempo passò a far scivolare avanti e indietro il cetriolo nel mio culo, comunque il dolore si attenuò.

Dopo avermi sodomizzato, ha tirato fuori il cetriolo e ha ordinato di leccare prima il cetriolo e poi tutto lo sperma gocciolato sul pavimento dal pavimento. Ho ubbidito come sempre ai suoi ordini. Mentre leccavo, le sue gambe erano poggiate sulla mia schiena.

Poi mi ha detto di sdraiarmi sul pavimento e si è sistemata sulla mia faccia. Fra le sue gambe era tutto bagnato e ho iniziato a leccare. Mi ha pisciato in faccia e immediatamente la sua urina mi è colata in bocca.

Ho bevuto e quasi soffocavo. Non appena sono uscite le ultime gocce, ho ricominciato a leccare sia la fica che il culo.

Ho sentito con la lingua l’ano di zia che si allargava. Una grande quantità di merda è entrata nella mia bocca. Era puzzolente, densa, ruvida con un sapore amaro. Ho deglutito con difficoltà. La merda mi è entrata anche nel naso.

Si è sollevata e ha mostrato il culo coperto di merda.

“Ragazzo adesso devi fare in modo che torni tutto pulito. Asciugati con le mutande e leccami, manca poco tempo al rientro dei tuoi genitori.

Mi sono asciugata la bocca e il naso con le mutande bagnate. Avevo un po' di nausea.

Si è seduta sul tavolo alla pecorina, allargando le gambe e io ho cominciato a leccare ciò che era rimasto appiccicato al culo e alla fica. Con le mani le tenevo separate le natiche.

Mi piaceva l'odore, ma non il sapore. Ho leccato via tutto, ma l'odore è rimasto.

“Ti è piaciuto quello che ti ho fatto?”

Ho risposto sì.

“Quando verrai a trovarmi riprenderemo a giocare così come abbiamo fatto in questi giorni. Ti lascio le mie mutande sporche così non mi dimenticherai. Ricordati di riportarmele così come sono in questo istante quando verrai a trovarmi in estate. Non devi assolutamente lavarle.

Forse io tornerò a trovarti prima dell’arrivo dell’estate. Adesso vai, lavati, vestiti e nascondi le mie mutande.”

Posi le mutande in un sacchetto di celofan per evitare che l’odore svanisse. Non volevo davvero che zia andasse via perché tutto era appena iniziato. Dopo essermi vestito, andai in cucina e mi sedetti ai suoi piedi. Mi sistemai fra le sue gambe e cominciai ad accarezzare la fica con la lingua. Mi accarezzò la testa. Io ho continuato a leccarla finché non ho sentito la chiave nella porta che ci avvisava del rientro dei miei genitori.

Zia è andata via quella stessa sera...

Mi manca davvero tanto adesso. Le sue mutande col passare dei giorno si sono asciutte anche se non hanno perso l’odore.

Mi piace annusarle e ricordare come abbiamo trascorso il tempo insieme. Mi eccita il ricordo di mia zia. Non vedo l'ora di andare a trovarla per essere nuovamente in suo potere.

Quando sono per strada guardo le donne della sua età e sento forte il desiderio di mettere la faccia tra le loro gambe e godermi l'odore e il sapore della fica salata e bagnata.

A distanza di qualche mesa da quella esperienza ho deciso di trovare su Internet un donna fisicamente simile che abbia la stessa età di zia. Spero di aver fortuna in questo.

A scuola, alcuni giorni fa, quasi mi inginocchiavo davanti all'insegnante quando mi ha sgridato. Mentre urlava ho desiderato baciarle i piedi.

I miei compagni e le mie compagne di classe non mi interessano affatto. Voglio essere uno schiavo, desidero sottomettermi non a una, ma a più donne contemporaneamente per esaudire ogni loro desiderio.....

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