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Le mutande di mia zia
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Racconto29 min di lettura

Le mutande di mia zia

Le mutande di mia zia Mi chiamo Petia, sono nato a Tallin il 24 maggio 2009, vivo con i miei genitori. Quella che sto per raccontarvi è stata la mia prima esperienza sessuale con una donna. Sabato 27 Gennaio 2024, pochi mesi fa, la sorella di mio padre, è venuta a stare da noi per alcuni giorni. Lei...

babab
2 anni fa · 907 letture · 0

Io mi liberai dal peso del suo corpo che poggiava pesantemente sul mio viso e mi spostai ai suoi piedi e cominciai ad accarezzarli e baciarli, succhiando una per una tutte le dita

Lei si è girata supina sul letto e mi ha detto di leccarle il seno. Dopo averla abbracciata, ho cominciato a leccarle le tette, accarezzandole i capezzoli.

Poi mi ha chiesto di portarle il caffè. Preparato il caffè, sono tornato da lei e le ho consegnato la tazza. Si sedette con le gambe divaricate, cominciò a sorseggiare il caffè e notò le sue mutande che tenevo nascoste sotto il cuscino. Lei si è alzata di scatto, ha preso le sue mutande e me le ha infilate sulla testa.

“Alzati! Andiamo! Devo fare una cosa.” ha detto.

Mi sono alzato, lei mi ha preso per il pene e mi ha trascinato con sé nel bagno.

“Ora lavami.” ha detto.

Mi ha tolto le mutande dalla testa ed è entrata nella vasca da bagno. Sono entrato in vasca con lei. Ho chiuso la tenda e ho aperto la doccia. Ho bagnato tutto il suo corpo e le ho insaponato la schiena e il petto con le mani. Poi ho insaponato le gambe, il sedere e l'inguine. Ho strofinato il mio pene eretto contro il suo corpo e lei mi ha guardato e ha sorriso. Le ho sciacquato via tutto il sapone e l'ho asciugata con un asciugamano.

“Sdraiati e aspettami, torno subito.” ha esclamato.

Quando è rientrata in bagno teneva i collant in mano. Senza dire nulla, mi ha legato mani e piedi con i collant e mi ha messo nuovamente le mutande sulla testa, infilando la parte più sudicia di quelle mutande in bocca. Subito dopo si è accovacciata sulla mia faccia e ha iniziato a pisciare. Un flusso di urina calda mi ha colpito il viso e la bocca.

Dopo aver finito di urinarmi in bocca ha affermato:

“Resterai così in questa posizione finché non sarò tornata a casa.” ed è andata via.

Le mutande mi coprivano il viso. Avevo la bocca piena di piscio salato. Mi bruciavano gli occhi ma mi piaceva tutto quello che stava accadendo. L'odore e il gusto dell’urina mi eccitavano.

Sentì sbattere e chiudere la porta di casa, compresi che zia era uscita di casa.

Avevo paura che i miei genitori tornassero e mi trovassero così conciato. Non sapendo cosa fare nell’attesa ho cominciato a succhiare la parte delle mutandine che avevo in bocca. Cominciavo a sentire freddo. Non so per quanto tempo sono rimasto lì così. Mi sono persino appisolato.

Zia tornò a casa e venne a trovarmi in bagno dopo essersi completamente denudata. Entrò in vasca e sollevò le mutandine, liberandomi il viso, lasciandole solo a coprire i miei occhi.

“Apri la bocca e non chiuderla! Voglio vedere quanta schiuma la mia urina forma nella tua bocca.” disse.

L'urina calda mi colpì il naso e poi la bocca. Mi sono quasi soffocato mentre la deglutivo. Dopo avermi pisciato in bocca, mi ha slegato. Ha aperto la doccia e ha iniziato a versarmi dell'acqua addosso.

“Ti è piaciuto?”

Ho risposto di sì, cos'altro avrei potuto rispondere visto che qualsiasi cosa lei facesse mi eccitava da impazzire.

Zia è uscita dalla vasca e si è seduta sulla tavoletta del cesso...

“Togliti le mutande dalla testa e mettile da parte, lasciale asciugare, lavati e raggiungi qui la tua padrona strisciando sul pavimento.

Mi sono tolto le mutandine bagnate dalla testa, sulle quali lei non aveva versato l'acqua. Le ho poggiate nell'angolo della vasca, mi son lavato e, come lei aveva ordinato, ho strisciato verso di lei a quattro zampe.

“Sdraiati sul pavimento accanto a me, voglio metterti i piedi addosso. Voglio sottometterti.”

Ha poggiato un piede sul mio cazzo e ha cominciato a massaggiarlo. Lo strofinò con forza e quando le sue unghie affondarono nel pene mi causò dolore.

Non so come e perché, ma il dolore provato mi ha fatto sborrare. Ha inzuppato le dita dei piedi nello sperma e me le ha infilate in bocca. Le ho succhiate. Quando non c'era più sperma, mi ha chiesto di mettermi a quattro zampe, di raggiungere la fica e di leccarla fra le gambe.

Cominciai a leccarla, odorava di urina. Non ero eccitato, ma per me è stato comunque molto piacevole. Poi siamo andati in cucina a mangiare. Dopo aver mangiato, mi diede un bicchiere e si alzò, mettendo un piede sullo sgabello.

“Portalo a me, devo riempirlo.”

Presi il bicchiere, mi inginocchiai davanti a lei e glielo porsi. Ho visto il bicchiere riempirsi della sua urina gialla e torbida. Una volta riempito ha detto:

“Bevi!”

L'ho bevuto tutto d’un fiato. Finito di bere l’ho messo da parte e ho ricominciato a leccarla.

Lei mi a preso la mano, mi ha fatto mettere in piedi e mi ha portato in soggiorno, si è sdraiata sul divano, ha sollevato le gambe tenendole ben divaricate e ha detto di massaggiare con le mie mani la fica.

L'ho accarezzata, ho fatto scorrere le dita nel suo inguine bagnato e viscido. Ho iniziato prima a penetrarla con due dita, poi sono passato a tre, e, quando sono passato a quattro, le dita entravano ancora liberamente ed allora ho deciso di infilare l’intera mano nella vagina di zia. Muovevo nella spacco vaginale, avanti e indietro, l’intera mano chiusa a formare un pugno che affondava nella fica fino a metà avambraccio.

Di tanto in tanto lei premeva la mia testa sul clitoride e io lo leccavo e succhiavo.

Mi ha preso la mano che la penetrava, l’ha tirata fuori e me le ha infilata in bocca. Ho leccato le sue secrezioni bianche e dopo aver leccato la mano ho ripreso a penetrarla con il pugno chiuso.

La nostra giornata si è conclusa così. Nel bagno recuperai le mutande bagnate, ci affondai la faccia e mi godetti l'odore per un po'. Poi le mise in una borsa, nascondendole nella stanza.

A letto, prima di addormentarmi, le ho tirate fuori e le messe sul viso godendone a lungo l'odore.

Il mattino successivo mi sono svegliato presto. Quello sarebbe stato l'ultimo giorno di permanenza della zia a casa dei miei, sarebbe partita quella stessa sera. Non volevo che andasse via ma non potevo fare nulla perché lei restasse.

Ho tirato fuori le mutande, me lo sono messo sul viso e ho iniziato a godermi il suo odore.

Le annusavo e mi masturbavo contemporaneamente. Quando i miei genitori sono andati a lavorare mia zia è entrata in stanza senza che io mi accorgessi della sua presenza.

“Da quanto ho capito, non hai più bisogno di me.” ha detto a voce alta.

Sorpreso ho tolto le mutandine dal viso e lei si è seduta accanto a me.

Le ho chiesto scusa e le ho detto che ho davvero bisogno di lei, che mi sento molto bene con lei, che mi piacciono molto i suoi odori, che sono pronto a fare qualunque cosa lei dica o voglia. Mi sono inginocchiato davanti a lei e le ho baciato le ginocchia.

Lei ha preso le sue mutandine e me le ha messe in bocca. Mi ha detto di sdraiarmi a pancia in giù sulle sue ginocchia. Mi sono sdraiato e lei ha cominciato a sculacciarmi sul sedere, prima con il palmo della mano e poi con le pantofole. Avevo il sedere in fiamme. Dopo aver reso il mio culo violaceo per le sculacciate mi ha letteralmente scaraventato giù dalle ginocchia e ha strappato via le mutande dalla mia bocca. Ho intuito che era giunto il momento di leccarla.

Mi ha fatto distendere sul pavimento, si è seduta a gambe larghe su di me, ha afferrato con forza la mia testa e mi ha detto di aprire il più possibile la bocca e bere senza fare alcuna obiezione.

Ha iniziato a pisciare. La sua urina mi scorreva in bocca. Ho avuto appena il tempo di ingoiarla. Dopo avermi pisciato in bocca, si è alzata e ha cominciato a strofinarmi il pene eretto con il piede. Poi si è seduta in modo che il cazzo duro le entrasse completamente nella fica e ha cominciato a scoparmi.

Prima di andare avanti…

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