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Il Piacere di essere Cornuto - La prima volta Cuckold
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Racconto21 min di lettura

Il Piacere di essere Cornuto - La prima volta Cuckold

Era una sera d’inverno e Bologna, mandai un messaggio alla mia compagna, chiedendole se volesse accompagnarmi in un Club Privé vicino al centro città.

Francesco
1 anno fa · 1.7k letture · 0

Appena si rilassò, il ragazzo uscì e si staccò dal corpo. Mi avvicinai per abbracciarla. Volevo trasmetterle tutto il mio calore. L’essere con lei. Assorta in quell’estasi, dopo qualche il respiro ritrovò un ritmo più regolare. Attimi di pausa e di silenzio in cui erano solo i nostri corpi si parlarono. Tutto intorno, nulla esisteva più. La mia mano accarezzò la pelle sudata fino ad arrivare alla vagina. Era bollente, fradicia e con le mie dita sentii quanto si fosse allargata per poterlo ospitare tutto dentro di sé.

Compresi subito che Laura non avesse mai provato così tanta eccitazione in vita sua. O per lo meno non con me. Le mie dimensioni erano molto inferiori. Troppo per poter reggere il confronto. La sua figa non mentiva invece. Raccontava la verità che volevo sentire e in cui credevo. Da sempre, ero sicuro che potesse godere molto di più di ciò che io potevo farle provare. Quella sera avevo avuto la dimostrazione. L’aveva fatto, ma tra le braccia di un altro uomo.

In me non c’era più alcuna gelosia nei suoi confronti. Era felicità per aver liberato in lei la parte più istintiva e carnale. Si era concessa “il lusso” di provare un piacere superiore ed ero felice che ci fosse riuscita. La mia mano scese ancora di più accarezzando l’ano e lo sentii aperto e bagnatissimo.

Le sussurrai all’orecchio: “ma te l’ha messo anche nel culo?”

Quasi balbettando rispose: “No, solo nella figa. Perché?”

“Hai goduto talmente tanto che anche quello si è aperto. È tutto bagnato”.

Attimi di silenzio e un abbraccio valse più di mille parole. Dopo diversi minuti si riprese dalla forte emozione provata e guardammo fuori dalla porta. Era rimasta aperta e lui era ancora lì a osservarci.

Senza ragionare le dissi all’orecchio: “Lo rivorresti ancora?”

La sua risposta arrivò subito e ironica: “Mah! Già che ci siamo. Perché no?”

Il mio cuore batteva all’impazzata. Era pieno di emozioni. Mi alzai dal letto e gli feci segno di ritornare all’interno della stanza. “La mia compagna ti rivorrebbe”. Entrò sempre insieme alla sua donna e si spogliò impaziente, pronto per rientrare dentro al corpo di Laura. La sua eccitazione era già grande e la rivolle subito.

Il mio consenso fu come una benedizione per il ragazzo. In un attimo, indossò un nuovo preservativo e salì sopra trovandola già pronta a gambe aperte per accoglierlo di nuovo dentro di sé. Le era piaciuto così tanto, che lo voleva ancora, pensava la mia testa. Questo non poteva far altro che riempirmi il cuore di gioia e felicità. Volevo essere il suo cornuto e, finalmente, mi aveva reso cornuto e felice.

Dentro di me era chiara l’inferiorità, l’umiliazione in termini di misure, di resistenza, di prestazione e anche nei modi di fare. Lui fu molto bravo a conquistarsi la sua fiducia e ad accompagnarla a un orgasmo esplosivo e coinvolgente. In quei momenti non lo invidiai. Non avrei mai voluto prendere il suo posto sopra di lei.

Ero ben consapevole invece di quale doveva essere il mio ruolo. Stare lì, di fianco a lei, mentre lui la faceva godere al massimo. Volevo essere al servizio per il loro piacere e, da quello poi, trarne il mio. L’umiliazione provata, per me rappresentò una nuova fonte di gioia. Non ne avevo mai provata così tanta in vita mia. Erano queste le sensazioni tanto sognate che volevo scoprire. Cosa significasse e cosa si provasse a essere un cornuto. Questa volta, riuscì a entrare dentro più deciso. La figa di Laura era già stata allargata poco prima e anche i movimenti divennero più fluidi e profondi.

Lei, in preda ai piaceri della sua carne, lo provocò dicendogli: “è tutto qui quello che sai fare?”

La sua risposta arrivò immediata ed efficace. Senza proferire parola, affondò ancora di più il cazzo fino a farlo entrare tutto dentro di lei. Laura raggiunse un orgasmo immediato, ancora più forte e intenso rispetto a quello di prima. Dentro a quella esclamazione c’era tutto il desiderio di riaverlo, di sentirsi profanare le parti più inesplorate, più nascoste e forse ancora inviolate. Lo voleva e, con quell’esclamazione, lo invitò a osare di più per essere posseduta. Voleva toccare quelle corde, mai pizzicate, del suo godimento incuriosita dall’armonia che potessero sprigionare. L’anima ne rimase travolta da quell’estasi superiore.

Compresi in quel momento la mia inferiorità. Netta e tangibile. Le chiavi che davano l’accesso a quel mondo erano in mano sua. Quello era il suo ruolo. Il suo compito. Era lì per farla godere come mai aveva goduto in vita sua. Io, di riflesso, di quello provato da Laura. Non mi allontanai mai. Le mie mani e gli occhi erano tutti per lei.

Ci vollero diversi minuti perché si rilassasse per riaprire gli occhi dopo il forte orgasmo. Ripreso il contatto con la realtà, i nostri occhi si voltarono per guardarlo. Era al massimo del suo vigore intento a fare sesso ma questa volta con la sua compagna. La ragazza a pecorina e lui da dietro infliggeva colpi secchi e decisi dentro la figa con ritmo serrato e quasi animalesco. Immaginai Laura al suo posto, ansimante e trasfigurata dal piacere che solo lui poteva donarle. Ritornai invece alla realtà. I loro gemiti e le gesta di eccitazione riempivano la stanza.

Toccai e stimolai il sesso della mia compagna ancora bagnato e aperto da quanto accaduto poco prima. I due andarono avanti per più di 15 minuti fino a che non raggiunsero l’orgasmo. Rimanemmo esterrefatti dalla sua resistenza, molto lontana dalla mia. In tutta la serata venne solo quella volta e basta. Meritava un applauso e anche un inchino! Senza parole.

La mia dolce metà era ancora eccitata anche da quanto visto. Non appena i due si rivestirono, le nostre bocche si ritrovarono perdendosi in un lungo e intenso bacio. Le mani sfiorarono i nostri corpi bollenti. Scesi per assaporate il gusto della sua vagina curioso di scoprire di cosa sapesse. Non ebbi mai l’occasione di sentirla così bagnata ed esposta. La lingua percepì il gustoso nettare e la profondità della sua apertura. L’eccitazione andò alle stelle. Mi staccai e, indossando il preservativo al piccolo cazzetto, entrai dentro di lei. L'ingresso, incredibilmente facile, rese disarmante il confronto con lui. Le differenze di dimensioni erano palesi. Non c’era proprio paragone!

Iniziai a muovermi facendo del mio meglio ma, le poche reazioni che ottenni resero impietose quelle gesta. Guardai meglio nell’oscurità della stanza con gli occhi stretti cercando di mettere a fuoco e notai nella penombra un uomo. Era con il pene in erezione intento a osservarci. Ancora dentro di lei, d’istinto, lo feci avvicinare. La mia bocca cercò quel membro. Voleva leccarlo, succhiarlo per raggiungere la mia profondità. La sensazione era piacevolissima e, sotto gli occhi di lei, tutto si amplificò.

Un’altra occasione simile a questa accadde in un Club Privé che frequentammo l’estate precedente al mare. Un uomo era intento a osservarci in maniera discreta durante un momento di intimità. Calamitato dalla visione del suo scettro eretto, lo lasciai avvicinare per poterlo assaporare. L’eccitazione si impossessò mi me amplificata ulteriormente dal fatto che gli occhi di Laura erano lì a guardare. Con lei, tutto aveva un altro significato. Un piacere superiore.

Dopo un solo minuto, raggiunsi l’orgasmo. Liberatorio e appagante. Dentro a quell’esplosione c’erano tutte le emozioni provate quella sera. L’essermi sentito cornuto per la prima volta. L’umiliazione della presa di coscienza della mia inferiorità. Aver visto godere così tanto la mia compagna. Tutto questo accadde solo grazie all’enorme complicità che raggiunsero Laura e quel ragazzo.

Ci rivestimmo per dirigerci all’uscita con grande calma. Il locale stava chiudendo. Il tempo era volato facendocene perdere la percezione ma l’orologio non mentiva. Erano le 03:00 del mattino. Risalimmo in macchina e, durante il tragitto che ci riportò a casa, riparlammo della serata con un piacevole sorriso sulle labbra. Toccai le sue gambe e le autoreggenti. Il vestito che salì scoprendo le gambe fino alla vagina che rimase esposta senza mutandine. Adoravo sentirla così. Libera e a portata di mano.

Arrivammo sotto casa e i baci non si fecero attendere. La voglia di rifare l’amore era ancora tanta ma, la stanchezza e il freddo, non erano fattori che giocarono a nostro favore. Ci ricomponemmo e Laura risalì in macchina con quell’intrigante vestitino nero e i suoi décolleté a tacco alto. Che piacevole visione. Che piacevole sensazione.

Quando arrivai in casa, il letto era lì ad attendermi. La mia mente ripercorse attimo dopo attimo tutti i passaggi di quella fantastica serata. L’erezione non tardò ad arrivare. Tolsi i boxer di fretta per liberare il pisellino in erezione. La mano lo prese e gli occhi chiusi permisero di rivivere quelle scene con maggiore intensità. Il bacino di quel ragazzo che si muoveva sopra di lei penetrandola.

Gli spasmi di eccitazione e il grande sesso che si immergeva nella bocca per essere gustato. Il piacere di essere diventato cornuto. Laura aveva “scelto” lui come assoluto protagonista. Io come spettatore e testimone. L’essere messo da parte per lasciare spazio al “savoir-faire” e alla grande novità. Emozioni uniche e mai provate. In pochi minuti raggiunsi l’orgasmo e, sfinito, mi addormentai con quelle nuove consapevolezze.

Buonanotte.

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