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Il Piacere di essere Cornuto - La prima volta Cuckold - Cap.2
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Racconto12 min di lettura

Il Piacere di essere Cornuto - La prima volta Cuckold - Cap.2

Passano gli anni Dopo quell’esperienza, trascorsero cinque anni senza più occasioni di nuovi incontri. Forse quella era destinata a rimanere una sola “parentesi”. Tutti i miei tentativi successivi andarono purtroppo a vuoto e in lei percepii una “chiusura a riccio” energica. Una sera, per esempio, l...

Francesco
2 anni fa · 509 letture · 0

Passano gli anni

Dopo quell’esperienza, trascorsero cinque anni senza più occasioni di nuovi incontri. Forse quella era destinata a rimanere una sola “parentesi”. Tutti i miei tentativi successivi andarono purtroppo a vuoto e in lei percepii una “chiusura a riccio” energica. Una sera, per esempio, le proposi anche di andare in un altro Club Privé vicino a Bologna. La mia intenzione era di vedere se potesse esserci ancora interesse a esplorare quel fantastico mondo. La risposta però fu secca e negativa! Inutile! Non ne voleva più sapere nulla. Tutte le porte si erano chiuse. Non compresi le motivazioni in quell’atteggiamento e di fatto non ebbi mai delle risposte chiare e nitide da parte sua. Divenne quasi un tabù. Cercai inutilmente di spiegarle che andare in un Club Privé non è sinonimo di “andiamo a scopare”. La prova l’avevamo avuta nelle occasioni precedenti a quell’incontro. Guardare gli altri fare sesso si era rivelato divertente. La mia più grande convinzione però, era che quell’esperienza si fosse rivelata sì molto piacevole, ma qualcosa l’aveva scombussolata. E neppure poco! Mi balenò per la testa anche l’ipotesi che avesse avuto un “eccesso di godimento” spaventandola oltremodo. Perdere il controllo e lasciarsi trasportare, non è cosa da tutti. Anzi, mi verrebbe da dire che possa essere solo un privilegio di pochi. Forse era successo questo? Un eccesso di piacere che l’avesse disorientata e spaventata per le reazioni del suo corpo? Le mie erano delle semplici deduzioni perché una risposta vera e propria non la ebbi mai. Di una cosa però ero certo. Aveva goduto! Tanto!

Decisi di prendere una posizione e di andare anche senza di lei. Laura preferì uscire con delle sue amiche per una serata di chiacchiere. Ci saremmo rivisti a casa dopo. Era un caldo sabato sera di luglio e mi sentivo un po' emozionato perché non sapevo come avrei reagito a essere solo in quel contesto. Non ero intenzionato in alcun modo a fare sesso perché non era quello ciò che cercavo. Volevo comprendere di più questo mondo. Il sesso libero. Il locale era ben frequentato e, poco dopo aver esplorato tutte le zone, la lei di una coppia si avvicinò con fare gentile e garbato. Mi propose di appartarci in una delle camere insieme al marito. Rimasi lusingato e anche un po’ spiazzato davanti a questo invito. I miei occhi fecero un veloce excursus di entrambi ma rifiutai con gentilezza e scusandomi. No, senza dubbio a una proposta di questo genere non ero né preparato ma nemmeno interessato. Ripresi il giro e mi soffermai a guardare una coppia da degli appositi spioncini per gli occhi. Loro erano all’interno di una stanza intenti ad amoreggiare, spogliandosi con dolcezza. Entrambi sulla cinquantina, molto carini e, soprattutto lei, con un grande carisma. Non erano super ma attiravano gli sguardi. Affascinanti. Lei era seduta su un lettone e il suo compagno rannicchiato a leccarla in mezzo alle gambe impegnandosi per donarle godimento. Notai le mani della donna allungarsi ai lati delle pareti. Due cazzi, di notevoli dimensioni, spuntarono da due apposite feritoie posizionate proprio all’altezza del suo viso. I due uomini erano all’esterno della stanza, pertanto, lei poteva vedere i loro sessi ma nulla di più. Li impugnò e, muovendoli con desiderio, si spostò da uno dei due per prenderlo in bocca. Lui notò la scena, aumentando l’intensità del suo operato e di conseguenza anche l’eccitazione della sua amata. Li alternò per una decina di minuti finché non decise di alzarsi e parlare all’orecchio del suo uomo per comunicare le sue volontà. Voleva entrambi! Lui si alzò in piedi e le modeste dimensioni sessuali catturarono la mia attenzione. Aprì la porta e fece un cenno ai due uomini per invitarli a entrare che accettarono di unirsi nella loro alcova. Si baciarono a turno con la donna che venne travolta da un forte piacere accentuato anche dalla stimolazione vaginale che ricevette dai due sconosciuti. Li spogliò e fece a sedere per poterli gustare entrambi con più comodità. La scena fu molto intrigante e notai con curiosità il viso del marito. Era perso nell’osservare la sua donna intenta a godere dei due giovani. Uno sguardo estasiato ed eccitato che non mi lasciò indifferente. Dopo diversi minuti, si rialzò facendo un cenno eloquente al suo uomo che comprese subito le sue intenzioni. Dalla tasca dei pantaloni prese due preservativi. Li aprì dalla loro confezione e, sotto indicazione della moglie, li posizionò con le sue stesse mani sui due sessi. Che scena elettrizzante! La sua sottomissione era totale e quel gesto ne era la prova. Preparare i due stalloni per consegnarli alla sua donna. Lei aveva scelto e lui si era adoperato per offrirglieli. La natura di quell’uomo era, senza alcun dubbio, quella di essere un cornuto! Le immagini mi fecero ritornare indietro con la mente all’esperienza avuta con Laura nel privé a Bologna. Mi passarono davanti agli occhi le scene di quel film, ma con l’inserimento di queste nuove sfumature. Lei a esortarmi di mettere il preservativo sul cazzo di quel ragazzo. Brrr. Il mio corpo fu travolto dai brividi a quel pensiero. Mi sarebbe piaciuto? Mi risposi senza alcuna esitazione: “Eccome!” Compresi che tra me e quell’uomo servizievole all’interno della stanza, non c’era alcuna differenza. Entrambi volevamo assecondare gli ordini delle nostre donne. Nella mezz’ora successiva i due ragazzi si alternarono con lei sia nella figa che nel culo procurandole numerosi orgasmi di forte intensità. Il volto del marito era radioso e pieno di gioia per il godimento che sua moglie ne aveva ricevuto. Gli occhi della coppia si erano sempre cercati come a voler mantenere un continuo contatto indissolubile. Immaginai un piccolo slogan che riassumesse il momento: “il mio corpo appartiene a loro ma, la mente, è soltanto tua”.

Quelle scene rimasero impresse nella testa e mi provocarono un forte calore interno. Non per i gesti sportivi dei due ragazzi ma, piuttosto, per le reazioni di quell’uomo nel ruolo di spettatore. Per i miei canoni, quella era espressione di profondo amore per la sua donna. Un amore talmente profondo tanto da mettersi da parte per far sì che lei potesse prendersi il godimento più profondo. Quello che, senza dubbio, lui non era in grado di donarle. Riconoscere quando è il momento di mettersi, momentaneamente, da parte per il piacere dell’altro, è un enorme gesto d’amore. Esserne poi anche partecipe è l’apoteosi. Dopo l’esperienza fatta, la coppia volle rimanere sola all’interno della stanza e insieme fecero l’amore forse come mai avevano fatto prima. Dopo il sesso, è bello fare l’amore!

Durante la serata ci furono altri episodi sia grotteschi che di risate. Altri invece più viscidi. L’osservare gli squallidi atteggiamenti di mariti che incitavano “alla monta” delle loro mogli solo per avere la scusa per scoparne altre! Si riconoscevano al volo perché erano assenti gli sguardi, le carezze e non esisteva alcuna dolcezza. Erano scene meccaniche dove un cazzo scivolava dentro a una figa. Nessuna atmosfera. Nessuna poesia. Nessun coinvolgimento. Nulla di nulla! Quelle scene di sesso erano insipide e mi schifarono perché molto lontane dal pensiero che avevo di vivere un rapporto tra due persone. Quello era sesso fine a sé stesso e basta.

Nei mesi successivi, le occasioni per fare l’amore con Laura si diradarono. In quei pochi momenti d’intimità, la mia eccitazione era sempre molto alta. All’orecchio rivelavo il desiderio di rivederla fare sesso con un altro uomo e di quanto ce l’avevo piccolo. Lei stava al gioco e coglieva sempre l’occasione per confermarlo. Non appena le mie parole uscivano e le orecchie udivano le risposte, non riuscivo a resistere a quell’intensità. Raggiungevo in maniera fulminea l’orgasmo. Il desiderio di essere e sentirmi cornuto era sempre fortissimo ma, una volta conclusi quei momenti, percepivo in lei una chiusura totale. Fantasticare ok, ma di passare alla pratica, non ne voleva proprio sapere. Spazio per una terza persona nel nostro letto non ce n’era.

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