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La mia vita segreta
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La mia vita segreta

Episodio 5 Il finto lavoro A casa ero l'unica a non avere un lavoro, non che i miei mi rimproverassero di questo, ma ero io a non trovarlo giusto, quindi era ora di cercare un lavoro su internet, che lavoro cercare? magari fare la baby-sitter, ero in camera mia seduta davanti al computer, quando sen...

Mora Bella
2 anni fa · 3.311 parole · 15 min
338 letture

Dopo cena andai a farmi una doccia, uscita dal bagno entrai in camera mia, Silvia era seduta sul letto con le gambe incrociate, con indosso una canotta e mutandine viola, stava in videochat parlava e rideva, e con le mani dentro la canotta si toccava le tette, io mi tolsi l'asciugamano rosso che copriva il mio corpo e indossai un paio di collant neri senza mutandine, sopra un mini vestito nero attillato che enfatizzava le mie curve, scollato sul davanti che gonfiava le mie tette, ai piedi scarpe decollètè nere con punta arrotondata plateau e tacco alto, mia sorella mi guardò dicendo.

"poi dici a me che sono una zoccola".

Scoppiai a ridere e risposi "ma noi non siamo zoccole siamo due ragazze a cui piace essere sexy e divertirsi".

Dissi a Silvia che uscivo con un amico mentre mi spruzzavo un pò di profumo, indossai il cappotto tre-quarti nero, sistemai i capelli, presi la borsetta e usciì dalla camera, andai in salone a dire che uscivo, mio padre mi guardò in modo molto strano quasi con interesse, salutai e usciì.

Saliì a bordo della mia macchina, mi tolsi le scarpe e iniziai a guidare verso il parcheggio degli autobus della stazione Aurelia, dove arrivai dopo venti minuti circa, il parcheggio era vuoto posizionai la mia macchina davanti ad un muro che costeggiava la ferrovia, alle mie spalle ad una ventina di metri c'era la via Aurelia, abbassai il finestrino e mi accesi una sigaretta tenendo il braccio fuori con il polso girato verso l'alto, il parcheggio era vuoto e illuminato dalla luce gialla dei lampioni, finita la sigaretta mi alzai un pò il mini abito e mi sfilai i collant mettendoli dentro la mia borsetta, dallo specchietto retrovisore vidi un automobile che entrò nel parcheggio, fece un giro e riuscì subito, nello stesso momento presi una scarpa e ci infilai un piede dentro, subito dopo feci lo stesso con l'altra, mi sistemai il vestito aspettando l'arrivo del cliente, ed ecco entrare molto lentamente un'altra automobile nel parcheggio, fece un giro e si fermò accanto alla mia macchina, era la bmw grigia, appena scesa dalla mia macchina, mi arrivò una botta di freddo sul viso, petto, e gambe nude, mi chiusi il cappotto senza abbottonarlo, lo stringevo con le mie braccia, mi avvicinai, e dalla bmw scese un uomo sui 35 anni, non molto alto, un pò robusto, con capelli neri corti, occhi verdi con un naso grande ma proporzionato rispetto all'ovale del suo volto, indossava dei pantaloni grigio chiaro, e un giaccone giallo con cappuccio, mi osservò dalla testa ai piedi, mentre mi guardava prese il portafoglio e mi diede 150 euro, che io presi e in filai subito nel mio portafoglio, ci spostammo davanti la sua bmw, alle spalle c'era il muro abbastanza alto che costeggiava la ferrovia, eravamo entrambi in piedi uno di fronte all'altra, mi abbracciò e cominciò a baciarmi sul collo, poi spostò indietro il mio cappotto, lo sfilai lasciandolo cadere, avevo molto freddo, mentre continuava a baciare il mio collo mi tirò giù la scollatura del vestito lasciando le mie tette fuori, mi toccò il seno, lo baciò leccandomi i capezzoli, subito dopo mi mise la sua mano in mezzo alle gambe, iniziando a massaggiare la mia figa, mi sussurrò "che puttana sei nuda sotto questo vestito" continuando a toccarmi, non mi ero ancora abituata a farmi toccare da uno sconosciuto, la cosa mi infastidiva, mi sentivo veramente solo un oggetto sessuale, appoggiai la mia mano sui suoi pantaloni sentivo la sua protuberanza molto dura, gli sbottonai i pantaloni tirandoli giù insieme alle mutande, mi abbassai, glielo presi in bocca succhiandoglielo velocemente, il suo respiro cominciava ad accelerare, mentre lo spompinavo lui mi appoggiò una mano sulla mia testa guidandomi nei movimenti della mia bocca, stavo morendo di freddo, dopo dieci minuti si allontanò leggermente da me guidandomi nel rialzarmi in piedi, mi si era alzato il vestito stavo con il culo e la figa ben visibili, mi girai mettendomi a 90 e appoggiando le mie mani sul cofano anteriore della Z4, lui iniziò a scoparmi la figa da dietro, con colpi forti e decisi, io godevo e gemevo, mentre mi scopava vidi un autovettura entrare lentamente nel parcheggio, fece un girò e si fermò ad una ventina di metri da noi, eravamo talmente presi che non ci preoccupammo di nulla, dopo un quarto d'ora lui si tirò indietro dicendo che stava per venire, mi disse che voleva sborrarmi sul viso, io mi abbassai chiusi gli occhi, apriì la bocca e tirai fuori la lingua, qualche secondo dopo sentivo i schizzi del suo sperma che atterravano sulla mia faccia, glielo presi in bocca per pulire la sua cappella ingoiando una piccolissima quantità, poi sempre rimanendo abbassata tirai fuori dalla borsetta il mio cellulare e mi feci un selfie con gli schizzi del suo sperma che colavano lentamente sulla mia faccia.

Lui mi guardò stupito dicendo "sei troppo puttana ti scoperei altre venti volte" si tirò su i pantaloni salì sulla sua automobile e ripartì, mi alzai in piedi rimettendo dentro alla scollatura del vestito le mie tette, e lo sistemai sotto, dalla borsetta tirai fuori delle salviette umidificate e mi puliì il viso, presi il cappotto che era in terra e me lo infilai molto velocemente, stavo veramente gelando, saliì di corsa a bordo della mia macchina e accesi subito i riscaldamenti.

Finiì di pulire bene il mio viso con delle altre salviette, guardandomi nello specchietto retrovisore, poi mi fumai una sigaretta, mentre aspettavo di scaldarmi un pò, stavo quasi tremando dal freddo, la mia giornata era finita, mi tolsi le scarpe e guidai fino a casa.

Buonanotte mio dolce fan, tua Morabella.

Fine
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Scritto da
Mora Bella
6 racconti, 0 libri.
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