Ci rivestimmo e Loredana, guardando l’orario disse “sono quasi le 12.30, credo che Alice stia per tornare dalla messa, forse è meglio che vada altrimenti tua moglie ti fa una scenata”, “no aspetta Lori, non andare via, non me ne frega un cazzo se mi farà una scenata o no, da oggi ho deciso che seppur non mi farò mai beccare nell’atto di fare sesso con qualcun’altra, almeno per ora, lascerò che lei lo sospetti ma non lo possa mai provare… poi vedremo, ora siediti che ti preparo un aperitivo”.
Alice entrò in casa, e ci vide seduti io sul bracciolo del divano e Lori sul sedile, si bloccò sulla porta con una faccia tra il sorpreso e l’alterato, “ah, ciao Lori, sei qui?”, “ciao Alice, ho fatto una montagna di lasagne e ve ne ho portato una teglietta, poi Leo ha insistito per offrirmi l’aperitivo ed eccomi qua”, “ciao amore, tutto bene in chiesa?” “si al solito sai, la messa poi quattro chiacchere con gli amici e poi a casa, e voi cosa avete fatto?”, “noi? Niente di che due chiacchere un caffè poi il tempo è volato ed eccoci qua, vuoi anche tu un aperitivo?” finimmo di bere poi Loredana si congedò declinando l’invito che le avevo fatto di rimanere a pranzo con noi. Per tutto il pomeriggio Alice non fece altro che farmi domande più o meno volte a capire se avevo scopato con Loredana oppure no, la lasciai nel suo dubbio ed a sera tarda andammo a dormire, io per aumentare i suoi dubbi, quando lei volle scopare, le dissi di non sentirmi bene e finimmo per dormire.
Il lunedì mattina tutto ricominciò, il lavoro, le faccende di casa ecc., Alice non era più baldanzosa come suo solito, aveva perso quella sua sicurezza di sapere che era solo e soltanto lei che poteva fare la troia in giro per la città facendomi cornuto anche se non contento, anche io la guardavo con occhi diversi, nella mia testa continuavano a ripresentarsi le scene di sesso che avevo visto, lei credo se ne era accorta ma sono sicuro che pensasse che io avessi scopato Loredana e mi sentivo a disagio, niente di più sbagliato.
Avevo un sacco di ferie arretrate, quel lunedì me ne presi uno, appena mia moglie uscì di casa, io scesi inforcai lo scooter e la seguii, avevo deciso di vedere come si svolgeva una sua tipica giornata a cominciare dal primo giorno della settimana.
Arrivò in azienda, poi la vidi uscire con una sua collega, e Luca, il suo capo, poi ogniuno di loro prese la propria auto e si avviarono verso i rispettivi luoghi dove avrebbero effettuato il servizio di pulizie. Alice fu spedita in un quartiere dove doveva fare le pulizie in un’agenzia immobiliare, io da fuori seduto sul mio scooter potevo vedere l’interno del negozio, c’era solo una impiegata ed Alice, poi finite le pulizie uscii riprese l’auto e fece circa un chilometro, poi parcheggiò davanti ad un palazzo ed attese in auto, dopo pochi minuti dal palazzo uscì Francesco, il mio migliore amico, mi venne subito in mente che li abitavano i suoi genitori mentre lui abitava in un altro quartiere, salito in auto con Alice partirono, imboccarono una strada di campagna mentre io sempre a debita distanza li seguivo, senza temere di perderli dato che l’auto aveva il gps in funzione, la stradina terminava di fronte ad una vecchia casa abbandonata, conoscevo quel posto, io e Francesco da ragazzi ci andavamo a leggere i giornalini porno che suo padre aveva sempre in casa, e ci tiravamo delle grandi seghe insieme.
Quindi scesero dall’auto ed entrarono dentro la vecchia casa, io parcheggiato lo scooter a debita distanza piano piano senza far rumore mi avvicinai alla casa e seguendo le loro voci potei capire dove si erano sistemati, girai intorno alla casa e mi appostai dietro una finestra che pur non avendo più i vetri, aveva ancora delle vecchie persiane a cui mancavano diverse stecche, questo favorì l’ingresso di un po’ di luce nella stanza e diede a me la possibilità di posizionare una piccola telecamera con tanto di zoom, cominciai quindi a riprendere il tutto. Come previsto l’adulterio cominciò con Alice che si inginocchiò davanti a Francesco, gli tirò fuori il cazzo e disse: “ahh si bel cazzone mi sei mancato, Francesco una settimana senza il tuo cazzo è troppo dovremmo trovare il modo di avere più occasioni io e te” e cominciò uno dei suoi pompini, quindi dopo 1 ora di sesso sfrenato dove Francesco l’aveva perforata in qualunque buco e dopo avergli sborrato nel culo ed in fica, si sdraiarono sulla coperta che Alice aveva tirato fuori dal portabagagli della nostra auto, e cominciarono a riprendere fiato fino a che Alice non ancora contenta disse: “voglio bere anche l’ultima sborra che ti è rimasta quindi rilassati e non pensare a niente” “sei proprio una troia insaziabile, ma lo sai che dopo che mi hai spompato il lunedì non riesco a scopare con mia moglie fino al mercoledì”, e cominciò a spompinare Francesco fino a quando, inarcando la schiena per sentire ancora meglio l’uccello nella bocca di mia moglie si lasciò andare in un ultima sborrata che Alice ingoiò con dei mugolii di apprezzamento mentre gli spremeva i coglioni come a forzare l’uscita di qualsiasi residuo.
Era ormai ora di pranzo, ed Alice tornò presso la sede dopo aver parcheggiato entrò in compagnia di Luca e l’altra collega che non conoscevo nel bar di sotto, io rimasi fuori per non farmi vedere, dopo un’oretta uscirono tutti e tre e rientrarono negli uffici.
Raggiunsi così il bar per mangiare di fretta un panino anche io, visto che era dalla mattina che non toccavo cibo, quello era il bar dove per caso avevo scoperto le tresche di mia moglie, mi soffermai a pensare che magari anche questa volta avrei potuto scoprire qualche altro segreto e così fu, il barista stava parlando con un cliente e gli stava dicendo: “e poi sai nel privé appena fuori città? Sabato lei ci sarà, sembra che ogni volta che ci va è una festa per tutti” non ero riuscito a capire di chi si trattasse poi aggiunse: “pensa che l’ultima volta si è fatta scopare da 8 maschi, dando spettacolo ad un numeroso gruppo di persone tanto che il proprietario all’uscita gli ha restituito la somma dell’ingresso e gli ha detto di tornare quando voleva e che l’ingresso e le consumazioni le sarebbero state offerte, le bastava che lei lo avvisasse qualche giorno prima in modo da fare un minimo di pubblicità per attirare più clienti possibili” io feci due più due e mi convinsi che si trattava sicuramente di mia moglie, ma per esserne certo mi avvicinai al bancone e chiesi: “scusate, ma vi ho sentito parlare senza volerlo, e mi incuriosiva questo fatto del privé” “sì come dicevo al signore, c’è questa troiona che tra l’altro lavora per la società che sta qui sopra, che questo sabato si esibirà, o meglio, si farà scopare a più non posso nel privé che sta appena fuori città, sembra sia una assatanata ninfomane, in effetti viene qui ogni giorno per il caffè o per il pranzo, infatti ne parlavo con il signore perché lei è appena uscita, non perde l’occasione di strusciarsi con chiunque le faccia un minimo di avances, io l’ho scopata già un paio di volte, è proprio una gran troia, so che è anche sposata, ed una volta mi ha detto che il cornuto ha un cazzetto che non lo riesce neanche a vedere tanto è piccolo” e tutti scoppiarono in una risata, alla quale io per non destare sospetti mi unii.
Quindi la troia andava dicendo in giro che io non ero alla sua altezza… bene, questo sabato si va al privè e magari mi porto pure Loredana pensai, ed inoltre mi chiedevo quale scusa avrebbe tirato in ballo per uscire da sola.
Venne il sabato, e già la sera del mercoledì Alice mi aveva avvertito che sabato sera in parrocchia si sarebbe fatta una festa di beneficenza in favore delle famiglie degli immigrati e che si sarebbe protratta fino a tarda notte visto che era sabato e molte persone di quelle famiglie lavoravano in ristoranti come lavapiatti e quindi finivano tardi. Io per mettergli un po’ di sale sulla coda, le dissi “certo amore che ne fate di lavoro per i più bisognosi, sai a volte mi sento un po’ un’egoista a rimanere a casa a poltrire davanti alla tv mentre tu ti dai anima e corpo per chiunque te lo chieda” sottolineando “corpo” ma certo che non sospettasse il doppio senso, “sai cosa ti dico, se vi fa piacere, posso unirmi a voi, sai un paio di braccia non credo si rifiutino, poi credo che don Luigi sarà contento di vedermi insieme a te a fare beneficenza”.
Ad Alice improvvisamente vennero le guance rosse, e sono sicuro che cominciò ad elaborare un piano per dissuadermi dal partecipare, si sentiva perfino il rumore dei suoi neuroni che ruotavano all’impazzata per trovare un valido motivo per dissuadermi quindi dopo un lungo periodo di silenzio disse: “ma amore, non serve che vieni anche tu, siamo già un sacco di persone, inoltre non avremmo il tempo di istruirti sui tuoi compiti, credimi verresti li ed oltre ad esserci d’intralcio ti stancheresti troppo”, e rimase li ad osservarmi con apprensione aspettando la mia risposta, “ok, come vuoi tu cara, se pensi che non serva allora me ne starò stravaccato sul divano a guardarmi la partita”, “certo caro, inoltre come potrei farti perdere il derby, lo sai che ti amo.” Io non risposi, ormai facevo una immensa fatica a pronunciare quelle parole: “ti amo”.
