Sui tavoli c'era anche un notevole campionario di giocattoli sessuali messi a disposizione degli ospiti.
La mia attenzione fu attratta da un plug anale, di quelli col finto diamante sul fondo.
Realizzai in quel momento quanto era stato eccitante assistere da una posizione così privilegiata alla sodomizzazione della signora.
Quasi inconsciamente presi uno dei piccoli clisteri ed entrai in uno dei numerosi bagni disponibili.
Poi feci pipì e una rapida doccia.
Tornata nell’antibagno afferrai con fare furtivo (!) il plug che avevo adocchiato poco prima. Scioccamente mi vergognai un poco, perché mentre lo afferravo entrò la signora che poco prima mi aveva scaricato addosso il nettare del marito.
Ricambiai il suo sguardo di complicità e annuìì sorridendo al suo “… faccio una doccia e vi raggiungo!...”.
Rimasi un pò interdetta, perchè lo disse con quel tono che usano le madri quando vogliono tranquillizzare le figlie mentre stanno per uscire lasciandole sole in casa dicendo “amore … torno presto”.
Sorrisi ancora una volta, perchè anche questo servì a tranquillizzarmi non poco in quella inaspettata situazione .
Poi mi diressi decisa verso la stanza dove avevo lasciato Francesco.
Mi sentivo come una star la notte degli oscar, mentre sfilavo fra due cordoni di persone che mi scrutavano. Gli uomini con la cerniera calata e il membro in mano; le donne con le mutandine all'altezza delle ginocchia e le dita che titillavano vagine ormai umide.
Percepivo la loro eccitazione e questo mi esaltava.
Qualche mano mi accarezzò furtiva le natiche.
Pensai che solo un'ora prima avrei reagito in malo modo.
Ora invece, con malcelata innocenza, abbassavo lo sguardo sorridendo maliziosamente.
Sul divanetto intanto il gioco continuava imperterrito, mentre alcune coppie che fino ad allora si erano tenute in disparte si erano fatte più audaci e si erano avvicinate.
Apprezzai il fatto che il periodo di quiescenza dell'uomo che mi aveva da poco inondato il seno di sperma era sul punto di terminare.
Il suo membro infatti era già sostanzialmente turgido, in questo senz'altro aiutato dal lavoro di bocca della biondina, che ora stazionava carponi davanti all'uomo, adagiato sul divano.
Mentre mi avvicinavo, a dispetto delle luci soffuse, la scena si apriva meglio di fronte a me.
Vidi qualcosa che confermò quanto avevo immaginato allorché (ad inizio serata) il ragazzo della biondina aveva squadrato con interesse il pene di Francesco.
Il mio ragazzo stava seduto affianco dell'uomo più anziano, mentre di fronte a lui, esattamente nella medesima posizione della biondina, stava il ragazzo che ...azz...gli stava facendo un pompino?! !
Sul momento esitai.
Non sapevo dove guardare, imbarazzata.
Poi incrociando lo sguardo di Francesco che mi sorrideva pensai che se io ero bisex (come avevo scoperto quella stessa sera) allora avrebbe potuto esserlo anche lui.
Ricambiai il suo sorriso mostrandogli nel contempo con fare lascivo il plug che portavo con me.
Lui ammiccò, indicando i culetti perfetti che i due spingevano verso l'alto inarcando la schiena.
A quel punto avevo l'imbarazzo della scelta.
Puntai istintivamente verso il culetto di lei.
Il suo sfintere rosa si presentava in tutta la sua magnificenza.
Il desiderio di leccarlo fu fortissimo e l' "aaahhh" della ragazza quando affondai la lingua mi fece capire che era anche ricambiato. Dopo qualche minuto il finto diamante faceva bella mostra fra le sue natiche bianche. La facilità con cui l'oggetto era entrato dimostrava ancora una volta l'esperienza accumulata dalla signorina, a dispetto dell'ancor giovane età.
Lei, dopo avermi lanciato uno sguardo di complicità si sollevò, appoggiò le ginocchia sul divano ai lati del bacino dell’uomo e inizio a cavalcarlo mentre lui le leccava i capezzoli con avidità.
Mentre mi gustavo quasi rapita lo spettacolo sentii una mano appoggiarsi sulla mia spalla.
La Signora era già rientrata ma capii dall’aroma che emanava che anche lei si era effettivamente concessa una rapida doccia ristoratrice.
Notai immediatamente il suo sguardo malizioso.
Nell’altra mano teneva un piccolo tubetto di lubrificante e un plug che teneva nell’altra mano, del tutto simile a quello che avevo da poco infilato nel culetto della biondina.
Capii che la donna aveva immediatamente capito le mie intenzioni, quando ci eravamo incrociate in bagno poc’anzi.
Con un fare da maestrina mi fece accomodare in ginocchio sul divano, nello spazio libero lasciato dalle altre due coppie.
“Appoggia le braccia alla spalliera, allarga bene le gambe e inarca la schiena spingendo il culetto verso l’alto” mi sussurrò all’orecchio mentre mi faceva assumere la posizione.
Il modo in cui lo diceva mi fece eccitare ancora di più.
Alla mia sinistra suo marito continuava a farsi cavalcare in modo forsennato dalla biondina che sostanzialmente si stava gustando una doppia penetrazione cazzo+plug.
Alla mia destra…
Mi resi conto solo in quel momento e non senza sorpresa che il ragazzo e Francesco si erano scambiati posto ed ora seduto sul divano era il ragazzo, mentre Francesco…
Non nego che il vederlo per la prima volta con un cazzo in bocca mi lasciò un attimo interdetta ma allo stesso tempo aumentò il mio livello di eccitazione.
La Signora doveva averlo capito perché dopo aver sommariamente lubrificato il plug con un po' di saliva e versato un’abbondante dose di lubrificante fra le mie natiche, iniziò repentinamente ma con delicatezza a spingermi il dildo nel culetto. Non potei trattenere un “Siiiii...” quando il mio ano tornò a contrarsi dopo aver ingurgitato il plug.
Anch’io adesso potevo sfoggiare un culetto agghindato con diamante.
“Piccola, mi credevo che era la prima volta per te, invece è scivolato dentro in un attimo” mi sussurrò all’orecchio la Signora, sempre con tono quasi materno.
Io per un attimo mi sentii arrossire (possibile in quella situazione?) mentre assaporavo il piacere che mi inebriava.
Non replicai, pensando che lei non mi avrebbe mai creduto se le avessi detto che lo era davvero.
La Signora si accomodò tra le gambe divaricate del marito e iniziò a leccare: scroto, asta e culetto della biondina, a seconda di quello che il continuo trottare di lei metteva a disposizione della sua lingua.
Io tolsi le braccia dalla spalliera e abbassandomi avvicinai il viso a quello di Francesco che continuava a succhiare il cazzo del ragazzo.
Con un sorriso me lo offrì e iniziammo a leccare l’asta: uno da una parte e una dall’altra. Dietro di me il marito della Signora, di fronte al quale ora si apriva lo spettacolo del mio culo diamantato e della mia fica gocciolante.
Iniziò a infilarmi nella vagina le sue dita nerborute.
Ad un tratto afferrò il plug e con decisione me lo sfilò dal culo.
Immaginai la scena del mio sfintere, per alcuni secondi completamente e sfacciatamente spalancato di fronte all’uomo e alle due donne.
Il mio culetto non ebbe il tempo di ritornare nella sua posizione di riposo perché repentinamente l’uomo infilò una delle sue dita.
Non capivo che dito fosse; ma era grosso.
Era scivolato dentro piuttosto bene, segno che l’uomo aveva ben pensato, prima di procedere, di lubrificarlo nella propria bocca o molto più probabilmente in quella di una delle due donne.
Iniziai a pensare che la fantasia maturata mentre ero in bagno (la buona pratica del clistere prima di un rapporto anale dovevo averla letta su qualche forum) stava per realizzarsi, ma per quanto grosso fosse quel dito non nascondo che ero un po' preoccupata all’idea che di lì a poco avrei dovuto accogliere nelle viscere qualcosa di dimensioni ben superiori.
Le dita dell’uomo passavano freneticamente dalla mia vagina al mio ano, talvolta usava due dita e mi masturbava contemporaneamente ano e vagina.
Godevo e leccavo. Leccavo e godevo.
Ad un tratto il ragazzo fece cenno a Francesco di alzarsi, facendogli chiaramente capire di mettersi in una posizione consona affinché potessi succhiarlo. Allo stesso modo fece lui poggiando un ginocchio sul divano e l’altro piede ben fermo sul pavimento.
Non avevo mai succhiato due cazzi insieme … anche quella era una prima volta.
E mi piaceva.
Persa in questi pensieri e sopraffatta dall’eccitazione feci solo in tempo a rendermi conto per un istante che le dita dell’uomo dietro di me non stazionavano più da qualche secondo nei miei orifizi.
Abbandonai per un istante i due cazzi che mi stavano davanti e girai il viso, quanto bastava per capire che l’uomo si era alzato ed ora il suo glande puntava dritto verso il mio culo.
Come se fosse consapevole che la cosa mi destava qualche preoccupazione, la biondina lasciato il destriero che aveva cavalcato fino a quel momento, si era alzata in piedi e accomodata al mio fianco.
Afferrate saldamente le mie natiche con le mani, dandomi la schiena (o meglio, il culetto) e col viso rivolta verso l’uomo mi dilatava i glutei e insalivava con foga il mio sfintere.
L’uomo, come ulteriori gesto di benevolenza nei miei confronti, prese il lubrificante che sua moglie aveva portato con sé dal bagno e inondò di gel il suo membro.
Un intenso aroma di fragola mi inebriò.
Tornai ad occuparmi dei cazzi che avevo davanti.
Ero eccitata e ormai consapevole di essere alla mercé di questi esperti dello scambismo, che sapevano bene come comportarsi per non mettere a disagio i loro partner occasionali.
Sentii nettamente le pulsazioni del mio cuore e le contrazioni della mia vagina aumentare di frequenza quando percepii che il viso della biondina si allontanava dalle mie natiche, pur mantenendole divaricate con le mani.
Alcuni istanti e il glande dell’uomo era appoggiato al mio culetto.
Lo percepii in tutta la sua dimensione.
Appoggiato lì mentre imprimeva una leggera pressione, insufficiente però a farlo entrare, come se stesse aspettando il via da qualcuno o da qualcosa per farsi spazio dentro di me.
