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Tutta una vita, un solo scopo
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Racconto37 min di lettura

Tutta una vita, un solo scopo

Lei era entrata in quella casa da donna libera, per dare sfogo a tutte quelle sue perversioni che la tormentavano da sempre, fin da quando era una ragazzina, ma che in passato non era mai riuscita a soddisfare in alcun modo, sebbene avesse avuto parecchi fidanzati, nessuno di loro era mai riuscito a...

bond_www
3 anni fa · 284 letture · 0

Mediamente, salvo particolari eccezioni, ogni volta viene tenuta in punizione almeno per tutta una settimana, di solito dopo quattro o cinque giorni costretta in quelle condizioni, il dolore di tutte quelle corde e catene che la stringono dappertutto, ormai è diventato insopportabile, infatti lei non può più dormire e non riesce neanche riposarsi, i suoi arti sono così intorpiditi che non reagiscono più per la prolungata e forzata immobilità o probabilmente perché quelle corde stringono troppo, lei è disperata e cerca inutilmente di urlare per tutto il tempo, ma emette solo dei goffi rumori nasali, cerca invano di attirare la loro attenzione e piange in preda alla disperazione e a quei dolori continui che ha dappertutto, ma i suoi padroni, sebbene non trapeli quasi nulla della sua disperazione, loro sanno come si sente, ma non si lasciano impietosire e a questo punto smettono anche di darle cibo, perché quella continua sofferenza e la sua disperazione potrebbe causarle i conati di vomito che nella sua situazione sarebbero alquanto pericolosi, di fatto non le toglieranno neanche più la maschera dal viso con il relativo bavaglio, ma bensì le danno soltanto da bere attraverso un piccolo foro previsto per i casi di emergenza, è un forellino che attraversa la maschera facciale e percorre tutto il perno che la imbavaglia e comunica con l'interno della sua bocca, che normalmente è chiuso con un tappo a vite.

A questo punto verrà lasciata alla sua disperazione fino al termine del periodo di punizione, infatti dopo il quarto giorno, oltre a non darle nulla da mangiare, non le faranno neanche più la pulizia delle parti intime, per cui lei a questo punto sarà costretta a farsi tutto addosso, o meglio dentro alla cintura, in breve tempo sarà tutta sporca, oltre che della sua urina, anche delle sue feci e il suo corpo avrà un odore nauseabondo che lei sentirà di continuo, fino a quando sarà liberata.

Al termine della punizione i suoi padroni la slegano, le tolgono lentamente tutte quelle corde e quelle catene, le tolgono il pannolone, le aprono la cintura di castità e la lavano accuratamente disinfettando tutte le sue parti intime per alleviare l'irritazione che di solito si ritrova dopo essere rimasta immersa per qualche giorno con il bacino e tutti i suoi orifizi nella sua urina e nelle sue feci, la profumano abbondantemente, infine le rimettono la cintura di castità come sempre e la lasciano da sola.

Lei rimarrà lì immobile, per ore, non riesce a muovere nulla, tutti i suoi arti tutti intorpiditi e doloranti, quelle corde e quelle catene che l’hanno tenuta stretta per parecchi giorni, le hanno lasciato dei solchi nella carne così profondi che qualcuno addirittura sanguina, ma lei non li può vedere, però ne sente il dolore dappertutto e per tutto il giorno non riuscirà ad alzarsi dal letto e a stare in piedi, poi sente i suoi padroni entrare nella stanza, l’aiutano a sedersi sul bordo del letto e la nutrono, infatti lei aveva una fame tremenda per il lungo digiuno che le avevano imposto.

Neanche un ora dopo li sente mentre le aprono la cintura di castità e si mettono a giocare con lei, ovvero con la sua figa e il suo ano, anche se è ancora tutta dolorante e incapace di muoversi neanche di quel poco che di solito le è consentito, ma a loro non importa, la usano comunque finche ne hanno voglia e lei dopo tanta astinenza e sofferenza, ha avuto addirittura due meravigliosi orgasmi quasi uno dopo l’altro, poi la richiudono di nuovo e se ne vanno, così anche questa punizione è terminata e riprende di nuovo la vita di tutti i giorni o meglio la schiavitù di tutti i giorni, che però lei adora così tanto da sopportare tutto questo e altro.

…e comunque non le dispiace neanche tanto quando la puniscono, quando le fanno male e quando la fanno piangere e disperare, perché in fondo lei è una schiava, è un oggetto sessuale e questa è la sua vita, lo scopo per cui esiste, quello di dare piacere e far godere in tutti modi chi la possiede e se riesce a godere anche lei, tanto meglio!.

Infatti lei era entrata in quella casa da donna libera, ma per non uscirne mai più, infondo dentro di sé lo sapeva già quello stesso giorno in cui aveva varcato la soglia di quella casa !

Ne ha avuto poi la certezza mentre le saldavano addosso tutti quei ceppi d’acciaio e quelle pesanti catene, per tutto il tempo che avevano impiegato ad imprigionarla, lei aveva avuto la pelle d’oca di continuo lungo tutto il corpo, si sentiva la figa costantemente bagnata e turgida per l’eccitazione nonostante gliel'avessero già rinchiusa al sicuro dentro a quella spessa cintura di castità, si rendeva conto che nessuno le avrebbe mai più tolto quelle catene e quei ceppi che le avevano saldato con tanta cura e precisione, lei sarebbe rimasta lì incatenata in quella casa per sempre, sarebbe stata la loro schiava docile e silenziosa per tutta la vita, destinata unicamente a dare piacere sessuale ai suoi padroni e a soddisfare in silenzio ogni loro desiderio perverso!

..e così è stato!

…ma lei, a distanza di anni, ne è ancora entusiasta e felice come se fosse il primo giorno.

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bond_www

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