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Il corso antincendio
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Racconto21 min di lettura

Il corso antincendio

Mi chiamo Anna, ho 43 anni. Sono una donna assolutamente normale, non mi vesto in maniera vistosa o sexy, amo le scarpe basse, sono sposata con Mario, che ha la mia stessa età. Abbiamo messo al mondo un figlio, ormai grande, e insieme amiamo molto godere dei piaceri del sesso, ma senza trasgressioni...

pennabianca
1 anno fa · 855 letture · 1

 «Noi quattro già giocavamo allo scambio. Lo abbiamo fatto praticamente da subito, appena sposati. La prima estate siamo andati in vacanza in campeggio e, sotto la tenda, la seconda sera, scopavamo vicini, gli uni agli altri e, poiché fra me e Monica, già si giocava a leccarci un po', è stato naturale che, alla fine, ci siamo scambiati i mariti. La cosa ci è piaciuta al punto che, quando abbiamo deciso di metter al mondo un figlio, non abbiamo prestato molta attenzione a chi ci inondava la vagina, anche se, devo dire la sincera verità, in quel periodo, ci scopavano in doppia entrambi davanti e, quando venivano, era un vero fiume di sborra che ci riempiva l’utero. Quando è morta la moglie di Moreno, il comandante, tutti ne siamo rimasti addolorati e, dopo un anno, al compleanno di Lucio, lo abbiamo invitato alla festa a casa nostra. Fu una bella bisboccia che, una volta finita, eravamo tutti brilli e, complice l’alcool, ci siamo lasciati andare. Alla fine, anche lui si è trovato nudo a scopare con noi e, credimi, di cazzi ne ho visti, ma come quello di Moreno è difficile trovarne. Dammi il tuo polso, ecco, vedi che le mie dita non lo cingono, il cazzo di Moreno è grosso come il tuo polso. Quando lo senti dentro, ti sfonda che è una meraviglia.»

 La guardo un poco stupita, poi lei mi dice che, insieme a Monica, hanno fantasticato di potersi fare una bella leccata con me. Ridendo le comunico che mio marito ha accettato l’idea di una bella serata a scopare insieme. Fa un salto di gioia ed afferma che non me ne pentirò. Il sabato successivo, ci troviamo tutti a casa loro e c’è anche Moreno. Quando mi vede, mi bacia e mi sussurra che non vede l’ora di scoparmi, poiché non gli è riuscito in caserma. La serata si svolge con molta allegria e, tra uno stuzzichino ed una bevuta, ben presto ci troviamo tutti nudi, in una camera, su un letto matrimoniale. Io mi ritrovo fra le braccia delle due donne che mantengono quanto promesso. Il primo orgasmo sono loro a farmelo provare, leccandomi tutta e poi si dedicano, insieme a mio marito, che si ritrova con due puttane scatenate, che lo leccano e succhiano, fin quando non se le scopa ripetutamente. Per me, invece, la cosa si fa più complessa. Ben presto, mi ritrovo con Lucio in culo, Roberto in bocca e Moreno che mi osserva e poi, lentamente, mi pianta la sua trave davanti. Vi giuro che mi son sentita squartare la fica! Godo e urlo a bocca piena, guardando mio marito che si gira e mi fa un sorriso compiaciuto. Mi scopano lentamente e, quando vengo di nuovo, cambiano posizione. Moreno si distende supino e loro mi fanno mettere di culo sul suo cazzo, che svetta come un palo enorme, mi sfonda anche il culo. Mi sento aprire e sventrare l’intestino, li supplico di far piano, ma loro non demordono.

 «Zitta, che poi vedrai, ti piacerà. Sentirai come ti sfondiamo.»

 Lo sento entrare fin dentro lo stomaco, ma il bello viene quando Roberto mi penetra davanti. Li sento che mi sfondano e, quasi senza che me ne accorgessi, li incito a far di più. Mi scopano con un sincronismo perfetto che mi fa godere, quasi svengo dal piacere che provo. Giro il capo e vedo che Lucio e mio marito scopano in doppia Rita, che gode, mentre lecca la fica di Monica. Lo vedo che gode come un porco, anche lui. Il primo ad arrivarmi dentro è Roberto, che mi inonda la fica con un grido di piacere. Sento che riversa dentro di me getti di sborra caldi, poi, esausto, si sfila e subito viene rimpiazzato da Lucio, che ha tolto il cazzo da Rita e lo pianta dentro di me. Mi pompa con impeto, mentre Roberto se lo fa leccare da Rita e Monica. Lo sento che è quasi al culmine, mi guarda, mi sorride e poi sborra, ma non lo lascia tutto dentro, lo sfila e me lo pianta in gola.

 «Bevi che, se eri una meraviglia allora a succhiare il cazzo, figuriamoci ora. Bella bocchinara, succhia e ingoia.»

 Godo e lecco senza tregua, mentre sento anche il grido di mio marito che inonda la fica di Monica, che non se lo lascia scappare. Poi Moreno mi rigira e mi mette a pecora. Posizionato dietro di me, mi pompa il culo come un toro scatenato. Mi tiene per i fianchi, poi, con una mano, mi tira i capelli, per farmi inarcare il bacino così da prenderlo meglio. Godo e urlo di piacere, mentre lui mi squassa il culo. Ho un orgasmo anale sconvolgente.

 «Vengo. Mi fai venire di culo. Dai, ancora più forte.

 Lui non se lo fa ripetere due volte e mi sfonda il culo, me lo spana con quella trave che si ritrova fra le gambe.

 «Bella troiona! Lo avrei già fatto, ma, in caserma, mi sei sfuggita. Adesso ti sfondo e poi te lo riempio di sborra.»

 Lo sento irrigidirsi e subito dopo, come un fiume in piena, mi riversa dentro il retto una quantità industriale di sborra bollente, che mi sembra arrivare fin dentro lo stomaco. Godo e cado sfinita sul letto, mentre lui si sfila: devo aver il culo ridotto ad un cratere, perché avverto come una sensazione di fresco e, subito dopo, mi cola tutto dal culo. Mentre resto distesa, sfinita e sfondata, le calde labbra di Rita mi leccano il martoriato culetto e detergono tutto quello che ne esce. Il resto della serata è tutto dedicato a succhiare e bere altra sborra, che sembra non finir mai di sgorgare dalle palle dei nostri instancabili tori, che ci sfondano a più riprese. Dopo quella sera, sono cambiate diverse cose. Il mio guardaroba è totalmente rinnovato. Via pantaloni e scarpe basse e dentro tutto ciò che serve per esser conturbante e troia. Mio marito ed i miei amici sono diventati inseparabili e non perdono occasioni per sfondarci tutti i buchi. Sul lavoro è cambiato il direttore, che se né andato in pensione con il rammarico delle mie colleghe. Al suo posto è arrivata una donna che, dopo due giorni, già mi leccava assieme ai miei amici. Una vacca più vacca di noi tre messe insieme, che si è presa Moreno e mio marito insieme, in doppia, in fica, a cui ho raccontato come si comportavano le mie colleghe che, adesso, devono subire le sue e mie angherie. Grazie al corso antincendio, adesso so come spegnere il fuoco della lussuria che si è acceso dentro di me.

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