«Complimenti signora, anche lei ha superato le prove egregiamente e, devo ammettere, che è sicuramente stata una delle migliori. Se ripassa qui, ci venga a trovare, che le diamo una ripassata sulle procedure.»
Mentre parla, guarda in maniera ammiccante i miei amici, che sorridono sornioni. Poi mi accompagnano all’uscita, verso il parcheggio. Lucio mi chiede il cellulare, e quando gli invio il numero, mi manda tre foto di me che spengo l’incendio. Ridiamo divertiti ed io scatto una foto di loro due assieme.
«Ci piacerebbe conoscere tuo marito, uscire qualche sera assieme alle nostre mogli.»
Li guardo e la mia risposta è alquanto seccata.
«Per fare cosa? Volete deriderlo per il fatto che, oggi, vi siete scopati sua moglie? E poi, che voleva dire il vostro capo con quella battuta? Sicuramente è al corrente che mi avete scopato nello spogliatoio. Ho sbagliato a lasciarmi andare»
Si danno uno sguardo che denota profonda delusione. Lucio mi risponde con un tono pacato, ma dispiaciuto.
«Ti sbagli. Non abbiamo nessuna intenzione di prenderci gioco di tuo marito. Come ti abbiamo detto, io e lui, siamo molto amici e pure le nostre mogli che si conoscono fin dall’asilo. Amiamo condividere il piacere di far sesso insieme, ci piacerebbe conoscerlo, per valutare se anche a voi può far piacere esser dei nostri. Chissà che anche a lui non piaccia lo scambio. Tu, oggi, ci sei piaciuta tantissimo e Moreno, il nostro capo, che è vedovo da sei anni, è uno di noi. Spesso si unisce a noi nelle nostre serate di scambio e, credimi, lui sì che è un vero super dotato. Pensaci! Il mio numero ce l’hai.»
Salgo in auto e me ne vado; guardo l’orologio, e vedo che son già le diciannove, mio marito sarà già a casa. Quando entro, trovo che sta parlando con mio figlio su Skype, mi salutano, gli mostro le foto. Sono stanca e sfinita; lo guardo e gli dico che non mi va di cenare a casa; piuttosto mi piacerebbe una pizza, cosa che lui accetta. Mi faccio una breve doccia. Sento l’acqua scorrere sul mio corpo e, per un momento, mi prende un forte senso di colpa. Ripenso a tutto quello che ho fatto ed il risultato è che non mi sento fiera di averlo tradito. Quando siamo al ristorante, lui mi chiede del corso e gli racconto quasi tutto, anche del fatto che ho ritrovato due amici che non vedevo da tempo. Lui sembra incuriosito e, quando gli dico che essi vorrebbero conoscerlo, lui accetta di buon grado. A letto, la sera, sono stanca, lui si addormenta subito, mentre io ripenso a tutta la vicenda. L’indomani mando un messaggio a Lucio, dicendo che, per noi, una pizza insieme a loro andrebbe benissimo. La risposta è più di quando mi aspettassi. Ci invitano ad un barbecue a casa loro, per il sabato successivo. I giorni passano velocemente ed arriva il sabato. Puntuali, ci presentiamo a casa loro, con tre bottiglie di vino e siamo accolti da Lucio, che quando apre la porta, mi abbraccia, poi prende mio marito sotto braccio e ci porta attraverso il salone fin all’altro lato della casa, direttamente in giardino, dove si trovano sia Roberto che le loro mogli. Facciamo le presentazioni: Rita è la moglie di Lucio, mentre Monica e quella di Roberto. Rita è più magra di Monica, ma sono entrambe due belle donne. Il seno di Rita è più grosso di tutte, il culo di Monica è decisamente il più bello. La serata scorre piacevolmente. Mi trovo subito in sintonia con loro, mentre i nostri mariti sembra si conoscano da sempre. Parlano di calcio, sono tifosi della stessa squadra, politica e lavoro, mentre noi prepariamo in cucina una bella insalata mista, parliamo dei nostri figli, ormai grandi e indipendenti, poi Rita mi chiede dei loro mariti, di quando erano giovani e stavano con me. Le guardo, rispondo che erano due magnifici maschi, che ero innamorata di entrambi e non sapevo chi scegliere. Ci mettiamo a tavola. La carne cotta alla brace si rivela buonissima, si mangia e beve allegramente, poi è Mario che fa la domanda che mi aspettavo arrivasse.
«Che tipo era Anna, da giovane?»
Loro si guardano, Lucio risponde dopo aver sorseggiato del vino.
«Anna era una gran bella ragazza, ne eravamo innamorati tutti e due, anzi, ne aveva di corteggiatori, ma lei amava stare con noi. Eravamo troppo amici e nessuno dei due si decideva a lasciarla all’altro, così, quando è arrivata la chiamata per il concorso nei Vigili del Fuoco, l’abbiamo lasciata così, senza una spiegazione, da veri vigliacchi. Ritrovarsela davanti, al corso e vedere che bella donna è diventata, è stato davvero un piacere. Ci fa anche piacere vederla con un uomo dalle tue qualità, diversamente ci sarebbe dispiaciuto, ed è per questo che le abbiamo chiesto di conoscerti. Abbiamo fiducia che la nostra diventi una bella amicizia, ci troviamo bene con te e lei e, da quanto sembra, anche alle nostre mogli la compagnia di Anna sembra piacere.»
Nel finir la frase, guarda sia mio marito, che le due donne, che annuiscono compiaciute. Restiamo tutti un momento in silenzio, poi Mario alza il bicchiere, e propone un brindisi, a questa nuova amicizia. La serata prosegue allegramente, poi ce ne torniamo a casa. Lungo il tragitto restiamo in silenzio, quando siamo a letto, lui non ha voglia di dormire. Mi stringe a sé, mi bacia, poi mi fa la domanda che supponevo mi avrebbe fatto.
«Quando ti ho conosciuto eri vergine, ma certi lavoretti di bocca li sapevi fare: chi dei due ti ha insegnato?»
Lo guardo in silenzio e decido che è ora di dirgli tutto.
«Lucio, mi ha insegnato a succhiarlo, mentre Roberto è stato il primo a farmi godere con un 69.»
Lo sento respirare profondamente. Mi stringe a sé, mi bacia con passione. Le sue mani scorrono lungo il mio corpo, ben presto sento le sue dita insinuarsi fra le pieghe della mia fica, che si bagna per l'eccitazione. Lo sento premere, con la sua erezione contro il mio fianco, mi giro, glielo prendo in bocca. È duro, eccitato, mi sale sopra, mi scopa con passione. Mi pompa sempre più forte, con impeto, e quando ho raggiunto il mio primo orgasmo, mi gira di lato e mi mette due dita in bocca.
«Succhia e pensa che sono loro che ti stanno scopando in due.»
Resto per un momento sbalordita. È come se mi avesse letto nel pensiero, poi mi rendo conto che si è eccitato ad una simile fantasia e decido di assecondarlo.
«Porci, scopatemi, e tu? Che aspetti a mettermelo in bocca? Si voglio tre cazzi, tutti per me. Dai, sfondatemi.»
Godo e lui mi scopa sempre più forte, fin quando abbiamo un orgasmo devastante, entrambi nello stesso momento. È qualcosa di travolgente quando mi inonda il ventre. Stremati, ci distendiamo di lato, restando abbracciati. Lo bacio e lui mi stringe a sé. Poi, quando i nostri respiri son tornati quasi normali, mi parla lentamente, con un tono pacato e dolce, ma risoluto.
«Dimmi la verità, te li sei scopati tutti e due? Da quanto dura la storia?»
Lo guardo e decido che lo amo e devo esser sincera con lui, costi quel che costi.
«Non me li ricordavo nemmeno, fin quando non lì ho rivisti al corso. Mi hanno detto che fra loro si scambiano le donne e che gli sarebbe piaciuto che anche noi stessimo al gioco. E non dura da niente: me li son scopati entrambi nella loro caserma, il giorno del corso, insieme, proprio come hai immaginato tu. Lo so che ti ho tradito, che sono una moglie ingrata, ma non ti so spiegare quello che mi è preso quel giorno, ero come impazzita o, forse, li volevo da tanto. Decidi tu quello che vorrai fare, io accetterò ogni tua decisione, anche l'eventuale fine del nostro rapporto. Sono stata una stupida e son pronta a pagarne le conseguenze.»
Si gira di scatto, mi guarda e, per un momento, mi mette paura davvero, poi mi abbraccia e mi bacia con molta passione. La sua lingua entra dentro la mia bocca e limona la mia.
«Non dire cazzate, lo avevo capito che doveva esserci stato qualcosa fra voi, ma volevo che fossi tu a confessarlo. Se ti fa piacere, ci possiamo provare a giocare con loro; da tempo avrei voluto che fossi un po' più troia, forse così di colpo è un tantino troppo, ma due, in una botta sola, non scherzi per niente. Mi sta bene. Le loro mogli mi piacciono, come tu piaci a loro. Dal loro modo di fare, ho capito che c’è intesa e questo mi piace. Organizza e poi vediamo.»
Detto questo si gira e si addormenta, mentre io resto sveglia, cercando di assorbire le forti emozioni che ho provato negli ultimi giorni. Due giorni dopo, passo a Città Mercato per dei saldi che desidero vedere. Mi sento chiamare, mi giro e vedo Rita, che mi saluta con un bacio sulla guancia. Ci mettiamo sedute davanti ad un bar e, dietro due caffè, ci mettiamo a parlare come due vecchie amiche. Lei è curiosa, vuole sapere del passato di suo marito e della nostra scopata in caserma. La sera, quando son tornati, erano eccitati ed euforici, al punto tale che le hanno scopate in piedi, una appoggiata all’altra. Soddisfo tutte le sue curiosità, poi è la mia volta di chiedere. Voglio sapere come si son conosciuti e di come sia cominciato il loro insolito rapporto e poi del comandante della caserma. Lei mi racconta che li hanno conosciuti appena finito il corso e si sono sposati dopo il trasferimento nella nostra città, dove avevano inaugurato una nuova caserma e il comandante, che li conosceva da sempre, essendo stato il loro capo squadra, li ha fatti trasferire sotto il suo comando. Sono amici da sempre e gli è molto dispiaciuto quando, sei anni fa, la moglie del comandante è morta per leucemia.
