Qualche minuto dopo arrivò il pullman, non vi era molta gente solo 2 signore e un ragazzo che non appena mi vide impallidì. Mi accomodai al sedile adiacente al suo per tutto il viaggio mi fissó finché non fui io a decidere di provocarlo. Pian piano alzai sempre più il cappottino, mostrandogli meglio le cosce e poi feci sparire un dito nel mio cappotto toccandomi la fica.
Non potevo crederci ma ero fradicia, uscì il dito lo portai alla bocca e leccai i miei umori. Il ragazzo era sempre più eccitato così feci cenno di sedersi vicino a me. Non appena si sedette gli presi la mano e gli e la portai alla figa, lui era esterrefatto, non credeva a quello che accadeva. Ma dopo un momento di incredulità iniziale iniziò a farmi un ottimo ditalino che eccitò molto entrambi ma dopo pochi minuti l’autobus giunse alla mia fermata, mentre mi alzai e mi apprestai ad uscire il ragazzo sconsolato si portó una mano alla bocca assaggiando i miei umori.
Quello nel pullman era solo il riscaldamento ora ero li a casa di Roberto il luogo in cui la mia vita cambierà per sempre. Arrivai al portone della casa di Roberto e citofonai, il mio cuore batteva forse una parte di me sperava che non ci fosse nessuno, ma dopo qualche attimo una voce mi rispose Finalmente ti sei decisa, quarto piano ti aspetto- Salì le scale molto lentamente, il mio respiro era sempre più intenso, e nel mentre salivo sbottonavo i bottoni dei lio cappottino. Arrivata in prossimità della porta di casa sua lo trovai li nudo con il suo uccello moscio di fuori che mi osservava salire, io imbarazzata ma sicura di quello che facevo aprì il cappottino mostrandogli il mio quasi nullo outfit per la serata.
-Che troia- esclamò,-sfidare questo freddo tremendo in quel modo, per non parlare di tutti gli occhi che ti avranno fissata, devi aver proprio voglia del mio cazzo per comportarti così tu che dicevi di essere una santarellina. Dai entra e lascia il cappottino sul divano ti aspetto nel mio studio..-
Entrai in casa e notai che Roberto era un medico e aveva ben due lauree diverse in medicina, appoggiai il cappottino e mi recai nel su o studio che capi essere il posto dove assisteva i pazienti. Era una stanza piccola formata da una scrivania con tre sedie(due peri pazienti e una per Roberto), molti mobili presumo contenenti farmaci e oggetti ad uso medico e un lettino medico. Non ebbi neanche il tempo di osservare l'intera stanza che Roberto mi tirò a se in un appassionatissimo bacio. La sua lingua era già nella mia bocca e il suo alitomi piaceva molto in quanto si sentiva una fragranza di fumo(non sono una fumatrice ma di tanto in tanto mi concedo qualche sigaretta).
Le mani di Roberto si posarono sui miei seni che lui strizzava con forza provocandomi un misto di piacere e dolore che mai prima avevo provato. Dopo un po la mano di roberto scese verso la mia patatina e subito mi disse -Brutta troia che hai combinato ha la fica bagnatissima- Così gli raccontai quello che era accaduto nell'autobus con il ragazzo e dopo aver ascoltato la mia storia mi disse -E brava la santarellina ora è una troia come si deve...ora però ti faccio vedere io- Terminando la frase mi prese per i capelli e puntò la testa verso il suo cazzo che era ancora moscio e disse
-Ora devi pensarci tu, e da ora voglio che mi chiami PADRONE-
L'idea che lui mi stesse sottomettendo mi eccitava ancora di più così gli risposi
-Si mio Padrone- Dopo la risposta feci sparire il cazzo di Roberto nella mia bocca. Roberto godeva molto e sentivo il suo cazzo ingrandirsi nella mia bocca, lui godeva molto e nel mentre mi dava della troia e della bocchinara, ma dopo un po mi disse -il cazzo devi assaggiarlo tutto- così dicendo mi spinse la testa fino all’estremità del suo membro facendomi quasi soffocare. Mi liberó la testa e dopo che tirai fuori il suo cazzo iniziai a tossire, così Roberto divertito disse -vedo che hai un po di tosse, togli il reggicalze e stenditi sul lettino ti controllo- Annui e iniziai uno spogliarello molto sexy che piacque molto a Roberto che visibilmente eccitato si toccava mentre io ero intenta a togliermi calze e reggicalze.
Rimasta del tutto nuda mi stesi sul lettino e subito dopo mi si avvicinò Roberto. Senza dire neanche una parola mi ritrovai con la testa tra le mie gambe intento a farmi un ditalino con tanto di leccata. Godevo come non mai, di ditalini ne avevo provati ma quello è stato sicuramente il più bello di tutti, Roberto era abilissimo con le dita e la mia fichetta era ben felice di questo e si impregnava sempre più di umori che la lingua di Roberto assaggiava con gran gusto. -Mamma mia che sapore meraviglioso, di fiche ne ho provate tantissime ma mai una come questa. Ha un gusto e un sapore perfetto che fichetta magnifica- esclamava in continuazione Roberto leccando i miei umori, e in effetti anche Carmine e il mio precedente ragazzo dicevano che la mia fica aveva un sapore davvero magnifico, non posso assicurare che sia vero certo ma sentir dire da Roberto che quella era la fica migliore che aveva assaggiato mi rese molto orgogliosa e sempre più eccitata.
Dopo un pó di minuti Roberto disse che era arrivato il momento di rendere Carmine un vero cornuto, mi ordinò di mettermi a pecorella e io subito lo feci allargando le cosce. Roberto puntó il suo cazzo verso la mia fichetta avevo il cuore a mille ero pronta a riceverlo ma Roberto mi tese un brutto scherzo e in un batti baleno appoggiò la sua cappella sul mio buchetto del culo e inizio a spingere. Non ci vidi dal dolore e inizia ad urlare che avevo il culo vergine e che non volevo assolutamente che me lo toccasse, ma Roberto se ne infischiò ordinandomi di tacere perchè ero la sua umile puttana e dovevo soltanto rispettare gli ordini. Dolorante ma eccitata dalla situazione acconsentì di farmi sverginare il culo da lui, che sempre più con violenza spingeva il suo cazzo che ormai stava allargando il mio culo finché un sentì il cazzo di Roberto sprofondare del tutto nel mio culo e a seguito un dolore immenso.
-Mi hai rotto il culo mi fà malissimo ti prego escilo non c’e la faccio- gridai -Allora è vero quello che diceva il cornuto hai perso del sangue quindi il tuo culo era veramente vergine, bhe adesso non avrai di questi problemi- Roberto finita la frase inizio a pomparmi il culo con tutta la sua voga, io ero sofferente come non mai e mi accasciai distrutta non provavo altro che dolore mentre Roberto sembrava davvero godere molto. Pian piano peró quel dolore si inizió a tramutare in piacere. -Allora porco, ti sei divertito mentre io soffrivo, ma ora voglio divertirmi anche io- Questa frase eccitó moltissimo Roberto che sempre con più voga faceva entrare e uscire il suo cazzo dal mio culo
-Cazzo che troia che sei vai troia goditi il mio cazzo-
-Oh si lo sento nello stomaco dai sfondami Padrone fammi sentire la tua puttana spingimelo ancora più dentro-
