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Erotika
Mi voleva più troia.
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Racconto25 min di lettura

Mi voleva più troia.

Mi chiamo Angela, sono sposata da venti anni con Carlo un noto e affermato avvocato. La mia vita con lui è semplice classica, sono la segretaria che si sposa l’avvocato di venti anni più grande di lei. Quando ho iniziato a lavorare nel suo studio, lui mi ha subito corteggiata in maniera molto decisa...

pennabianca
3 anni fa · 523 letture · 0

Lo guardo e azzardo il tutto per tutto.

«Mi vuoi più troia? È questo che cerchi di dirmi non trovando le parole?»

Il suo viso si illumina, la sua voce è radiosa.

«Esatto! È così che ti vorrei, ma non saprei da dove cominciare a fare questo cambiamento. Oggi quando mi hai detto che non avevi indossato l’intimo mi hai sconvolto. Era chiaro che stavi mentendo, ma il solo pensiero che poteva essere vero mi ha incasinato la mente per tutto il giorno. Non sono riuscito a concentrarmi sul lavoro, pensavo sempre a te con la passera al vento. Mi sono dovuto masturbare in bagno e ti assicuro che sono venuto come un fiume in piena. Per questo sono passato a prenderti. Ieri sera ti ha accompagnato Luca, e per un momento ho anche pensato che lui ci avrebbe provato con te. Credimi questa ipotesi mi ha sconvolto la mente. Ero furioso di gelosia, ma nello stesso tempo avevo il membro così duro da farmi male. Fino a che non sono arrivato in clinica ho pensato che se tu non avevi l’intimo e lui ti accompagnava a casa e ci provava, c’era la possibilità che ti avrebbe scopato. Mi ha fatto impazzire questo pensiero, in maniera contrastante. Una parte di me era furiosa, al pensiero che tu potevi tradirmi con lui, mentre l’altra metà era così eccitata che ho avuto una erezione incredibile.»

 Lo guardo, lo bacio. Ci trasferiamo nella sauna, e nella penombra mi avvicino a lui, che sta seduto e mi osserva in silenzio. Gli prendo il cazzo in mano, lo sego un poco, è quasi duro, ma io ho deciso che adesso lo voglio fare impazzire.

«Chiudi gli occhi, e immagina di vedermi fare una sega a Luca. Dimmi che sensazioni stai provando? Ti eccita o ti sento geloso? Quando hai scoperto che non le avevo, o se ti dicessi che Massimo mi ha quasi scopato, tu potresti pensare che sono una troia, o che sono la troia che tu stai cercando di far emergere da dentro me?»

Geme ha gli occhi chiusi, ma il suo cazzo adesso è durissimo. Mi abbraccia e bacia con molta passione. La sua lingua entra nella mia bocca e cerca la mia con cui intreccia un gioco erotico che mi sconvolte. Mi stacco da lui, mi abbasso. Prima di prenderlo in bocca lo uccido.

«Pensa che forse oggi poteri averlo fatto con Massimo, sai, sono sicura che un bel pompino lo avrebbe gradito molto. Oppure chissà, forse l’ho fatto, sia a lui che a Luca, ieri sera.»

Infilo il cazzo in bocca, lo succhio con forza, lui esplode in un incredibile orgasmo. Dalla sua bocca escono parole mai sentite.

«Sei una troia stupenda! Mi fai impazzire! Succhiami e bevi puttana! Certo che sono sicuro che a Massimo un bel bocchino sarebbe piaciuto. E sono certo che ti vorrebbe inculare con molto impeto per spaccare il tuo culo da zoccola che ti ritrovi. Una sera ad un ricevimento, mentre lui parlava di te con un altro un altro, ero nascosto, non mi ha visto, ma l’ho sentito dire che sei uno dei suoi desideri più grandi. Credo che sua moglie lo cornifichi con Luca, ma non ne sono certo. Quello di cui sono certo che tu sei il suo più grande desiderio. Se oggi ti ha fatto capire o ci ha provato le cose sono due: o c’è riuscito, oppure lo hai lasciato con una voglia di te pazzesca.»

Mi inonda la gola con il suo seme che ingoio subito, questo mi eccita tantissimo. Per un momento mi gusto il suo membro ancora duro, poi decido che voglio colpirlo fino in fondo. Mi sollevo, lo abbraccio, e lo bacio. Per un attimo resta immobile, poi risponde la mio bacio mentre io, che tengo ancora il suo cazzo in mano, lo sego piano, gli sussurro una cosa che lo sconvolge.

«Immagina che adesso stai assaporando la sborra di Massimo o Luca.»

È troppo per lui. Mi spinge di lato sulla panca, mi penetra con il cazzo durissimo. Mi sbatte, mi inonda di parole sconvolgenti per entrambi. Io gli rispondo a tono e amplifico il gioco.

«Sei una puttana! Una zoccola bocchinara e succhi cazzi! Ti fai sbattere da tutti i cazzi che incontri. Sei una puttana di strada. Sei una troia! SEI LA MIA TROIA!»

Lo guardo sconvolto dal piacere, che sta provando mentre mi fotte con un impeto, che non ho mai sentito. Lo assecondo, lo sconvolgo.

 «Certo che sono una troia! Quella troia che tu non hai mai voluto scopare, e adesso mi faccio tutti i cazzi che voglio. Porco e cornuto!»

È ancora troppo per lui. Sborra con un grido che cerca di soffocare, mentre io lo voglio sentire.

«Dai non ti reprimere! Gridami che stai godendo con la tua puttana! Dimmelo che sono la tua troia! Dimmelo! Lo voglio sentire dalla tua bocca!»

Mi riversa dentro tutto il suo seme, la sua sofferenza mentre alla fine mi accontenta.

«Si zoccola ti inondo la fica! Senti come la fotto e sborro una puttana come te! Ti adoro! Sei la mia puttana e la mia troia!»

Godo, come non mi ricordo di mai averlo fatto. Dopo cena ci ritroviamo in camera da letto, insieme, lui mi accarezza ancora voglioso. Lo guardo un poco stupita, lo stuzzico a prole.

«Amore che ti prende? Hai scoperto che sentirti tradito, o meglio cornuto, ti eccita così tanto che adesso mi vuoi scopare sempre?»

 Mi sorride le sue parole mi eccitano.

«Certo che mi eccita. È una sensazione incredibile. Mentre eravamo a cena osservavo la tua bocca, l’ho immaginata mentre succhiava un altro uccello duro e grosso. Ho avuto una erezione, che quasi non riuscivo a contenere. Vorrei sapere da te come intendi muoverti. Io ho la massima fiducia in te, ma vorrei sempre essere al corrente di quello che fai. Sto pensando che il mio lavoro, ha assorbito troppo la mia vita, e ti ho trascurato troppo. Voglio incominciare a divertirmi, mi sento che sto perdendo il meglio del nostro matrimonio, e voglio rimediare. Devo solo finire di seguire il processo in cui sono impegnato, ma siamo alle battute finali, ancora qualche giorno e poi sarò libero. Pensavo se tua madre sta bene di andare fare un bel viaggio. Tu che ne pensi? La trovi una bella idea? E se ne in questo periodo tu trovi da divertirti lo vorrei sapere. Voglio essere il tuo complice, e assecondare i tuoi desideri.»

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