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Erotika
Mi voleva più troia.
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Racconto25 min di lettura

Mi voleva più troia.

Mi chiamo Angela, sono sposata da venti anni con Carlo un noto e affermato avvocato. La mia vita con lui è semplice classica, sono la segretaria che si sposa l’avvocato di venti anni più grande di lei. Quando ho iniziato a lavorare nel suo studio, lui mi ha subito corteggiata in maniera molto decisa...

pennabianca
3 anni fa · 523 letture · 0

Lo guardo e osservo le sue labbra mentre mi parla. Le immagino sul mio corpo, coprire di baci i miei seni, leccarmi fra le cosce, mi sento un brivido lungo la schiena, e le mie mutandine sempre più umide. Dopo un caffè, ritorno in camera di mia madre, che adesso trovo sveglia, mi osserva, mi sorride. Si scusa per il fatto che mi ha procurato un disturbo. La guardo, gli dico che va tutto bene. Lei mi sorride, mi fa sedere accanto a lei, poi mi guarda, con voce calma mi fa due domande, che all’apparenza mi sembrano inutili.

«Sei sicura che va tutto bene? Tu stai bene?»

La guardo, le rispondo che sto bene, che sono solo preoccupata per la sua salute, poi quando lei mi fissa negli occhi, abbasso lo sguardo. Lei resta in silenzio, fa un profondo respiro, poi mi solleva il mento, mi ripete la stessa domanda.

«Mia figlia sta bene?»

 La guardo, poi abbasso gli occhi. Lei mi parla con dolcezza.

«Amore mio, sei così triste, che non posso pensare che sia dovuto a questo piccolo malore che ho avuto, anche se forse è grave, non posso credere che tu stia davvero bene. Una madre conosce sua figlia, e poi conosco la vita, e tu non me la racconti giusta. Dimmi cosa ti affligge? Hai problemi con tuo marito? Non è premuroso? Non ti ama? Ha una femmina che lo fa impazzire più di te?»

La guardo quasi stupita, in quaranta anni non ho mai affrontato certi argomenti con mia madre, le sue domande necessitano di risposte imbarazzanti, che adesso ho paura di darle. Lei mi fa un sorriso poi riprende a parlare.

«Devi capire, che ti ho osservata da un po’ di tempo. Credo che tu non sia felice. Hai superato la soglia dei quaranta, hai un bel figlio che ti adora, che è il meglio che una madre possa desiderare, un marito premuroso, che si prende cura di ogni aspetto della tua vita, ma credo che tu non sia felice. Hai una cosa che ti turba dentro, e che non ne parli con nessuno.»

La guardo, ha colto nel segno, ma non trovo le parole per dire quello che mi affligge. Mi sorride ancora mi parla ancora con voce calma e mi stupisce quello che dice.

«Gioia mia, dopo il tuo matrimonio, io e tuo padre ci siamo resi conto che la nostra vita necessitava di un profondo cambiamento. Avevo la tua età di adesso. Lui che è sempre stato in tipo molto fantasioso, ha lentamente fatto emergere la donna che si nascondeva dentro di me. Con molta pazienza mi ha proposto sempre nuove esperienze, specie in campo sessuale. Alla fine ha fatto di me una donna che amava molto godere dei piaceri della vita. Mi ha reso complice, amante e grande estimatrice del sesso. In breve mi ha voluto più troia. Capisco che questo ti sorprende, ma credimi non c’è stato un periodo più bello della nostra vita. Essere al centro delle sue fantasie, desideri, e fra le braccia di un altro maschio, o anche più di uno, mi ha fatto godere e ha fatto impazzire anche lui di piacere in maniera unica. Dopo la sua morte, ne ho sentito la mancanza, e ti assicuro che sarei quasi felice di raggiungerlo.»

La guardo stupita. Non mi sarei mai aspettata una simile confessione, nemmeno che lei avesse una doppia vita cosi esaltante. La osservo per la prima volta con occhi davvero diversi. Lei mi sorride e riprende a parlare.

«Figlia mia sono quasi sicura che è il sesso fra te e tuo marito il motivo del tuo cruccio. Forse non ti accontenta più? Ha davvero un’amante che lo soddisfa più di te? Dai parla, con me lo puoi dire, sono tua madre e sarò sempre dalla tua parte.»

La guardo, gli racconto a grandi linee quella che è la mia vita, in particolare quella sessuale. Rimane un poco stupita, ma non più di tanto.

«Come hai fatto a resistere tutto questo tempo? Hai un amante che ti scopa? Altrimenti sei davvero una donna che si è fatta tanto male, in tutto questo tempo. Forse non ti è chiaro, che hai appena superato metà della tua vita, e se non ti dai una mossa, passerai il resto a rimpiangere di non averlo fatto. Decidi, se vuoi che lui cambi, o trovati un vero maschio, che soddisfi il tuo desiderio sessuale. Sbrigati che la vita corre.»

La guardo e sto per replicare quando si apre la porta e rientra Luca, che ci sorride compiaciuto. Mia madre lo guarda, poi mi osserva, mentre io, pendo dalle sue labbra. Ci informa dei vari esami, a cui lei sarà sottoposta il giorno dopo, ma sembra una scusa, cercata solo per ripassare a trovare lei per rivedere me. Alla fine mi fa una proposta che sto per rifiutare, ma è mia madre che mi sprona ad accettare.

«Ho finito il mio turno, a vado a casa. Sua madre sta bene e adesso lei dovrebbe uscire tanto c’è il personale che si prenderà cura di sua madre, quindi se vuole, le offro un passaggio.»

Provo a rifiutare, ma è mia madre che insiste perché io accetti. Alla fine usciamo insieme. Appena dentro la sua splendida vettura mi pento di aver indossato dei pantaloni comodi, ma poco sexy, mentre adesso avrei voluto far salire la gonna e mostrare le mie splendide cosce. Lui mi sorride mentre guida con calma. Mi sento terribilmente eccitata, quasi vorrei che lui in qualche modo ci provasse con me, ma non succede nulla. Lui mi osserva in silenzio, io mi bagno anche di più. Giunti a casa lui mi saluta e se ne va, mentre io rientro nella mia gabbia dorata, sotto lo sguardo un poco stupito della governante. La sera a cena, Carlo mi chiede se va tutto bene, mentre io sono con la mente, ad inseguire un sogno non realizzato. Mi osserva pensieroso senza dire nulla. Dopo cena me ne vado a letto mentre lui si intrattiene nello studio. Dopo un poco lo sento entrare in camera mia, si mette nel letto, solleva la mia camicia da notte e trova il mio corpo nudo, un suo desiderio che mi è sempre piaciuto, mi masturba come fa sempre. Io resto immobile, lo assecondo, ma dentro di me scatta un qualche cosa che all’improvviso mi fa girare verso di lui, lo sposto, mi piego fino a prendere il cazzo in bocca. Lo infilo di colpo in bocca e in gola. Lui rimane stupito, immobile, poi continua a masturbarmi con più impegno. Sentire il suo uccello in bocca mi piace, chiudo gli occhi e immagino di succhiare quello di Luca. Godo immediatamente, lui ne resta stupito, mi rigira, mi vuole scopare, ma io non sono d’accordo. Lo spingo di lato, lo faccio mettere supino, con un rapido movimento gli salgo sopra, afferro il cazzo, lo infilo dentro di me. Lui resta immobile, passivo, in assoluto silenzio. Incomincio a cavalcarlo con calma e passione. Mi voglio godere questa cavalcata e trarne il massimo del piacere. Lo sento fino in fondo. Mi struscia la cappella sul collo dell’utero, mi provoca subito un orgasmo, che gli faccio sentire mugolando non troppo sommessamente. Lui mi asseconda, resta passivo, mentre io vorrei le sue mani sul mio corpo. Chiudi di nuovo gli occhi, la mia mente, cerca le mani di Luca, mi stringo i seni pensando che sia lui a farlo. Vengo di nuovo, con lui che adesso si muove sotto di me. Lo sento inarcare le gambe, sbattermi dal basso verso l’alto, io godo ancora. Improvvisamente il suo ritmo diventa frenetico, lo sento sbattermi più forte, poi cerca di togliermi da sopra, è evidente che vuole sborrare, ma io lo voglio dentro. Prendo la pillola per regolarizzare il mio ciclo, quindi non può mettermi incinta, e poi non me ne frega nulla, questa sera lo voglio dentro. Si rende conto che non può fare diversamente, allora mi sbatte ancora un poco, poi esplode dentro di me che non aspettavo altro per avere un ennesimo orgasmo che mi sconvolge, mi svuota mentre lo sento riempirmi il ventre del suo seme bollente. Gode quasi in silenzio, solo un breve gemito esce dalle sue labbra, mentre io sfinita mi distendo su di lui che mi abbraccia a stringe a se in silenzio. Il mio cuore batte come in tamburo impazzito, lui tenendomi stretta fra le sue braccia mi mette di lato e senza che ce ne rendiamo conto il sonno ci avvolge. Quando mi sveglio sono sola, penso di aver sognato, ma sento il suo seme colato fuori dalla mia fica ormai secco che mi ricorda che è tutto vero. È presto, forse lui non è ancora uscito per andare al lavoro. Indosso la mia vestaglia e lo raggiungo in cucina che sta facendo colazione. Mi guarda un attimo stupito, io gli chiedo se mi porta in clinica per stare vicino a mia madre, lui annuisce e io mi preparo velocemente. Una rapida doccia, e quando mi vesto, indosso una gonna a portafoglio che mi arriva al ginocchio, poi decido che oggi non voglio indossare l’intimo. Mi sorprende questo pensiero, ma lo realizzo, sento che aver preso questa decisione ha in qualche modo ha il sapore della libertà. Aggiungo una camicetta bianca autoreggenti, e scarpe col tacco dieci. Quando lui mi vede mi regala una occhiata compiaciuta, mentre io mi sarei aspettata una critica. In auto mi osserva senza dire nulla, ma lo vedo indugiare con lo sguardo fra le mie gambe quasi in attesa che la gonna scivoli di lato e le metta in mostra, ma io per paura che lui si renda conto che non indosso l’intimo faccio in modo che resti ben chiusa. Sentirmi nuda sotto mi dona una sensazione che quasi mi stordisce. Giunti in clinica saliamo insieme al piano dove è ricoverata mia madre. Appena chiuso l’ascensore mi attira a sé mi stringe forte mi bacia con passione. Mai fatta una cosa del genere! Rispondo al suo bacio e poi lo guardo stupita, lui mi sorride, e senza dire nulla mi lascia uscire per prima. In corridoio incontriamo il primario e Luca, che mi riserva un cordiale ben venuto. Lui si intrattiene con il primario, mentre io e Luca entriamo in camera di mia madre. Prima di entrare lui mi sussurra un complimento.

Prima di andare avanti…

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