Con la mano, termino di srotolare il condom fino alla base.
Mi porto a cavallo sopra di lui.
Mentre mi stringe le tette tra le mani e ci struscia la faccia in mezzo, mi calo lentamente sul suo pistolone.
Sono così eccitata che mi entra senza alcuno sforzo, nonostante le sue dimensioni.
Man mano mi penetra, sento la vagina dilatarsi e venire riempita come poche volte mi è successo.
Il glande arriva quindi a toccarmi la cervice, perciò sono costretta a fermare la sua immersione. Mi rendo conto che non riuscirò mai a prenderlo tutto.
Mi aggrappo alla testa di Andrea e inizio a fare su e giù lentamente, gustandomi ogni istante della magnifica sensazione di essere veramente satura del suo cazzo.
Dopo circa un minuto, gli chiedo se gli piace, e lui risponde baciandomi con trasporto.
Le nostre lingue duellano e si intrecciano come due serpenti in lotta.
Aumento la velocità della scopata. Sento le sue mani che scorrono continuamente lungo la mia schiena bagnata dal sudore, poi si fermano sulla parte alta dei mie glutei. Si serrano su di essi e prendono a darmi il ritmo.
“Devo venire, tesoro.” gli sussurro.
“Veniamo insieme.” mi risponde.
All’unisono, acceleriamo ancora e, dopo qualche secondo, esplodiamo.
Sento il flusso del suo seme che scorre lungo il cazzo e si espande nel serbatoio del condom che, a me, pare non esserci, tanto è potente e consistente la sua sborrata.
Da quanto è intenso il mio orgasmo, per un istante mi pare di perdere i sensi e il controllo del mio corpo, fino ad essere costretta ad appoggiare il busto al suo.
“Cazzooo…” è tutto ciò che riesco a dire, tenendo gli occhi chiusi e cercando di riprendere fiato.
Rimaniamo così per un po’, fino a quando sento il suo membro perdere volume.
Al che, per evitare fuoriuscite dal preservativo, mi sollevo con cautela, tenendolo calzato al suo posto.
Ritorno sul mio sedile e lo aiuto a sfilarselo.
“Mmm… Quanta ne hai sparata…” osservo maliziosamente, constatando la notevole quantità di sperma nel serbatoio.
Gli faccio un nodo e lo avvolgo in un fazzoletto di carta. Poi gliene passo uno per pulirsi, mentre io cerco di detergermi dal sudore di cui sono ricoperta.
Lo guardo con occhi scintillanti. Lui ricambia e, con un sorriso compiaciuto, mi chiede: “Avrebbe voglia di farsene un’altra?”
Spalanco la bocca dalla sorpresa, poi sorrido a mia volta: “Ma certo, pisellone mio!” esclamo.
Prendo un altro preservativo e glielo passo. Mentre lo indossa, gli chiedo: “Ti va se ci mettiamo dietro?”
“Come vuole.”
Ci trasferiamo sul pianale posteriore del fuoristrada. Mi fa capire che desidera scoparmi alla pecorina, così mi metto in posizione appoggiandomi ad uno dei passaruota.
La moquette che ricopre il pianale mi pizzica leggermente le ginocchia e gli avambracci, ma mi dimentico presto di questa sensazione per lasciare posto al piacere che il ragazzo mi sta donando nuovamente, trapanandomi la fica con instancabile vigore.
Mi assesta affondi micidiali, ai quali rispondo facendo lavorare energicamente i miei muscoli vaginali e contrapponendo i miei movimenti ai suoi.
“Vediamo quanto riesci a resistere così!” penso, lanciando virtualmente una sfida a me stessa e alle mie capacità di farlo sborrare velocemente.
Andrea dimostra una resistenza incredibile all’eiaculazione, al punto che sono costretta a chiedergli di cambiare posizione per evitare di escoriarmi le ginocchia.
Esce da me e attende che mi giri. Mi metto sdraiata, divarico le cosce quanto mi è possibile e mi offro a lui nel modo più osceno.
Allargo le braccia, invitandolo a me. Lui si piega, mi bacia e tenta di infilarmelo. Non centra la mira, così penso io a puntarglielo.
Sento riempirmi nuovamente di cazzo e, in questa posizione, riesce a penetrarmi meglio e più a fondo.
Lascio che sia lui a scoparmi come meglio preferisce e mi limito ad assecondare ogni suo movimento. Inizio ad essere un po’ provata fisicamente, soprattutto per via del caldo.
Mi pompa come un toro per parecchi minuti. Nel frattempo, realizzo definitivamente che gli piaccio sotto ogni aspetto, non solo come scopatrice disinibita.
Ad un tratto, accelera gli affondi e mi dice che deve venire.
“Dai, vieni, caro. Sborrami tutta!” esclamo, sollevando il bacino per sentirlo meglio.
Probabilmente, ha frainteso il mio “Sborrami tutta”, tant’è che, un attimo prima di eiaculare, lo tira fuori, si toglie il preservativo, si dà un paio di potenti segate e schizza crema ovunque, molta della quale mi arriva sulla pancia, sui seni e sul viso.
Al che, mi metto due dita sul clitoride e squirto istantaneamente, sparandogli il mio succo sulle gambe e sulle palle.
Scoppiamo entrambi in una risata liberatoria e lui viene a sdraiarsi accanto a me. Ci diamo ancora qualche bacio e qualche carezza.
Ripreso fiato, recupero l’asciugamano e tento di darmi una ripulita dall’impiastramento che mi ricopre.
Andrea attende che io abbia finito, poi si dà una asciugata anche lui.
Passo sul sedile anteriore e raccatto i miei pochi indumenti. Mi vesto e aspetto che si sia sistemato.
Dopo di che, prima che salga in macchina, gli dico che preferirei farmi una passeggiata per riprendermi e che lui può tornarsene tranquillamente al lavoro.
Ci baciamo per l’ultima volta, poi, prima che mi chieda qualsiasi cosa, lo anticipo, dicendogli: “Grazie, caro. Mi hai fatta felice, anche se questo è un addio. Non cercarmi, ti prego.”
Andrea mi guarda: da un lato è compiaciuto per il mio apprezzamento. Dall’altro, è sconsolato perché tra noi due non ci saranno altri incontri.
Si limita a chiedermi: “Racconterai tutto a tuo marito?”
“Certamente sì. Altrimenti sarei una moglie infedele e non una complice.” gli rispondo dolcemente, prendendogli una mano.
Non aggiunge altro. Porta la mia mano verso la bocca e le dà un tenero bacio. Mi accarezza il viso, quindi sale in macchina, mette in moto e parte.
Percorro la strada finché non sparisco dai suoi specchietti retrovisori, quindi torno indietro e mi guardo in giro cercando mio marito.
Lo vedo comparire mentre scende il pendio del bosco sovrastante. Non riesco a mettere subito a fuoco il suo viso e il mio cuore torna ad accelerare, non sapendo quale sarà la sua reazione di fronte alle indecenti porcellate che mi ha vista fare con Andrea.
Mentre ci veniamo incontro, continuo il mio ragionamento, pensando che, se non è contento che mi sia lasciata andare totalmente, la responsabilità è solamente sua: più volte l’ho avvertito e reso consapevole che, quando mi metto in gioco, lo faccio senza pormi regole o limiti che non siano i miei. “Vuoi fare lo spettatore? Ok, nessun problema, ma non puoi sindacare o chiedermi di modificare il copione che ho scritto io. La regola è solo una, ed è questa.”
Appena arriviamo ed essere più vicini e vedo bene il suo volto, realizzo che questo discorso e i miei timori sono del tutto infondati: i suoi occhi esprimono dolcezza e complicità, come il suo sorriso.
Mi abbraccia fortissimo e ci baciamo. Quando si stacca da me, gli chiedo: “Mi baci lo stesso, anche se ho ancora in bocca il sapore del cazzo di un altro?”
Non mi risponde. Porta il suo pollice sul mio zigomo sinistro, lo strofina e me lo mostra, sporco di qualcosa di biancastro.
“Oh!” esclamo, guardandolo maliziosamente.
Mi bacia ancora e, abbracciati come adolescenti, riprendiamo la via verso casa, accompagnati dall’allegro cinguettio degli uccellini.
Tratto dal volume "Atti molto impuri: 22 racconti extra hard di trasgressioni coniugali realmente vissute"
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Sposati da circa diciotto anni, siamo una coppia, all'apparenza, irreprensibile, con numerose relazioni sociali. Viviamo il nostro amore e la nostra grande complicità all'insegna di un sesso spinto, coinvolgente, solare, allegro e intrigante, che per noi è gioia, fantasia, curiosità. La nostra attività erotico-letteraria è presentata nel sito web https://monicamanueldrake.com
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