Arriviamo al pianoro e do un’occhiata intorno per capire dove possa essersi nascosto mio marito. Deve averlo fatto molto bene, perché il luogo mi pare completamente deserto, ad eccezione degli uccellini che cinguettano allegri.
Andrea si ferma all’ombra, nel posto dell’altra volta.
“Che ne dici se prima mangiamo qualcosa?” gli chiedo, sorridendo dentro di me per quel “prima” che sottintende che ci sarà anche il “dopo”.
“Perfetto! Ho parecchio appetito.” mi risponde. Recupero lo zainetto dal pianale posteriore della Jeep e gli passo il pacchetto con i suoi tramezzini, assieme ad un paio di tovagliolini.
“Quanti anni hai, Andrea?” gli domando per rompere il suo silenzio.
“Quasi ventiquattro.”
“Ti piace il lavoro che fai?”
“Beh, sì. Anche perché sono a contatto con il pubblico e ciò mi aiuta a vincere la timidezza.”
“E ti fa conoscere un bel po’ di belle signore…” aggiungo divertita.
“Ah, ah. Anche quello.” risponde, accarezzandomi una coscia.
“Non mi sembri molto timido, bello mio…” continuo maliziosa.
“Eh, dipende con chi ho a che fare. Lei, per esempio, mi ha subito messo a mio agio e non ho provato alcuna soggezione nei suoi confronti…”
“Mmm, bene. Ne sono felice.” concludo, appallottolando la carta del primo tramezzino che ho divorato, andando a pescare il secondo nello zainetto.
“Posso farle una domanda indiscreta?”
“Chiedimi qualsiasi cosa, caro.”
“Spesso mi chiedo: cosa passa nella testa di una donna sposata che decide di tradire il marito con un ragazzo molto più giovane?”
“Vedi, ci sono moltissimi motivi che possono spingere una donna tra le braccia di un ragazzo: noia, mancanza di attenzioni da parte del proprio partner, ricerca di una rivalsa o di vendetta, e pulsioni sessuali incontrollabili.
Nel mio caso, ad esempio, settimana scorsa avevo davvero una voglia di sesso irrefrenabile, mentre oggi volevo capire se effettivamente ti sono piaciuta fisicamente, nonostante la nostra differenza di età, o se, scusa la mia franchezza, saresti venuto con me solo per soddisfare le tue pulsioni sessuali con una tipa disinibita che non si fa problemi a fare qualsiasi cosa.” concludo con una piccola e parziale bugia.
“Apprezzo molto la sua sincerità, signora: lei mi ha colpito soprattutto per la sua bellezza. Poi, come le dicevo, perché mi ha fatto sentire subito a mio agio e perché non si è scomposta di fronte alle occhiatacce che le hanno lanciato le clienti del negozio, quando l’hanno vista tutta sudata e con gli abiti inzuppati… Secondo me, erano tutte invidiose per la sua naturalezza.”
“Ti ringrazio, caro.” gli dico, accarezzandogli una gamba molto vicino all’inguine. Al che, noto che il suo pacco, racchiuso nei bermuda di tessuto leggero, ha un sussulto.
È super eccitato, come lo sono io. Sento che la mia vulva si sta già bagnando, ma voglio tenerlo ancora un po’ in tensione, così lo invito a mangiare uno dei dolcetti che ha portato.
Nel mentre, aggiungo al discorso precedente: “Comunque, anche io devo farti una confessione: ho raccontato a mio marito quanto abbiamo fatto…”
“Cavolo! E come l’ha presa?” mi domanda quasi sconcertato e piuttosto preoccupato.
“Ne è rimasto molto divertito.”
“Davvero?”
“Certo. Vedi, mio marito ed io facciamo parte di quelle coppie che sono unite da quello che, secondo noi, è l’amore vero, che non è possesso, attaccamento e gelosia. Noi gioiamo dei piaceri e della felicità dell’altro. Perciò, se racconto a mio marito che ho fatto sesso con un ragazzo e ciò mi ha tolto lo stress e mi ha fatto vivere un momento di appagamento, lui ne è felice. Gli racconto ogni dettaglio, lui si eccita a dismisura e facciamo un sesso splendido.”
“Siete veramente una coppia fantastica, lei e suo marito. Piacerebbe anche a me trovare una donna come lei.”
“Ti auguro tanta fortuna, caro. Per quanto mi è dato sapere, con la mia mentalità siamo piuttosto rare, ma non mettere limiti alla Provvidenza.”
Bevo metà bottiglietta d’acqua in un solo sorso, la ripongo nello zainetto, inclino lo schienale del sedile e, sdraiandomi su un lato a gambe unite, aggiungo: “Adesso, però, dimostrami ancora una volta quanto ti piaccio…”
Andrea percorre con lo sguardo tutto il mio corpo, dai piedi alla testa, mi lancia un’occhiata colma di desiderio, poi viene a baciarmi, mentre con una mano fa lo stesso tragitto che poco prima avevano seguito i suoi occhi.
Ricambio appassionatamene il bacio, trattenendolo a me con la mano tra i suoi capelli.
Le sue carezze si fanno presto molto audaci. Le mie tette vengono ripetutamente tartassate e strizzate. Poi, è la volta del mio ventre, quindi della patatina. Dischiudo le gambe e lascio che mi tocchi senza ritegno.
Il sottile tessuto dei miei shorts evidenzia oscenamente il mio solco intimo, ed è l’unica barriera che divide le sue dita dalla mia vulva. Certamente si è accorto che lì sono fradicia.
“Mmm, quanta passione, tesoro…” dico, prendendo fiato dai suoi avidi baci.
“Lei è una dea, signora…” dice, tuffando il viso tra le mie tette. Gli dimostro il mio gradimento passandogli ancora le dita tra i suoi riccioli e lo lascio fare per un po’. Quindi, afferro il lembo inferiore della canottiera e me la tolgo, consentendogli di succhiarmi i capezzoli.
Faccio lo stesso con i miei pantaloncini, rimanendo completamente nuda al suo cospetto.
Mi guarda estasiato il Monte di Venere, ornato solamente da una sottile strisciolina di pelo ben curato. China la testa sul mio ventre e prende a leccarmi il pube, cercando di insinuare la lingua anche più in basso, ma la mia posizione non glielo consente.
Perciò, mi giro verso il lato guida, infilando la gamba sinistra tra lui e lo schienale del suo sedile e la gamba destra tra il volante e il parabrezza.
Ora, la mia intimità gli si offre nel pieno del suo splendore. Andrea cala il volto tra le mie cosce e inizia ad assaporare il mio miele femminile, che sgorga copioso, imperlandomi le labbra.
“Mmm, bravo. Ci sai fare con la lingua…” non posso trattenermi dal dire. Lui preferisce continuare a leccarmela, piuttosto che ringraziarmi del meritatissimo complimento.
Continua imperterrito e devoto per qualche minuto. Poi, per timore che mi faccia avere così il primo orgasmo, gli chiedo di tornare a sedersi al suo posto e di togliersi pantaloni e boxer.
Abbassa entrambi contemporaneamente, inarcando la schiena per farli scorrere tra lui e il sedile. In questo modo, il suo pisello, già perfettamente eretto, scatta in alto e svetta come se fosse la seconda antenna dell’auto.
Appena si risiede, mi piego verso di lui, glielo impugno e la mia bocca, completamente spalancata, riesce ad ingoiarlo solo fino a metà. Di più non riesco, dato che già mi arriva in gola.
Prendo a succhiarglielo come un Calippo gigante. Inevitabilmente, i miei risucchi, ritmati e potenti, sono molto rumorosi.
Ogni tanto lo guardo negli occhi e, sul suo volto, non posso non vedere nuovamente l’espressione tipica che ha un uomo innamorato.
Spero vivamente che ciò sia dovuto esclusivamente al trasporto del momento. Non mi importa nulla di lui, tanto meno di averci una storia: se adesso sono qui a scoparci, è solo per far contento Manuel.
A proposito, presa dalla situazione, mi sono perfino dimenticata che mio marito è eclissato qua intorno e sta vedendo tutto.
Questo pensiero transita nella mia mente con la velocità di una meteora e, come tale, scompare immediatamente.
Somministro al ragazzo ancora qualche potente pompata con la bocca, poi tre o quattro profonde segate e, infine, mi alzo e recupero dal marsupio la confezione dei preservativi.
La apro, ne prendo uno e lo tolgo dal pacchetto. Lui fa per afferrarlo, ma gli dico: “Lascia, faccio io.”
Lo metto tra le labbra, gliele appoggio sul glande e glielo calzo per quasi tutta la lunghezza usando esclusivamente la bocca, come fanno le zoccole più consumate.
Sono consapevole che ciò, ai suoi occhi, mi conferisce l’aria di una donna che, in fatto di sesso, ne ha viste e fatte di tutti i colori, e ciò mi riempie di tanto orgoglio femminile.
